• <b>Eugène Lachat</b><br>Ritratto del vescovo; incisione su acciaio realizzata da  André Pickel   e pubblicata attorno al 1870 dai fratelli Karl & Nikolaus Benziger di Einsiedeln (Zentral- und Hochschulbibliothek Luzern, Sondersammlung). Il vescovo annotò a mano sotto il suo ritratto: "<I>Pignus amoris non morituri</I>" [in pegno di immortale affetto], Lucerna, il 29 giugno 1885, Eugène, arcivescovo di Damietta".

No 1

Lachat, Eugène

nascita 14.10.1819 Montavon (com. Haute-Ajoie), morte 1.11.1886 Balerna, catt., di Schelten. Figlio di François, agricoltore, e di Anne-Marie Walser. Compì studi umanistici a Besançon sotto la guida del fratello maggiore Jean-François ( -> 2) e studi di filosofia e teol. (1836-42) ad Albano Laziale (nelle vicinanze di Roma) presso i missionari del Preziosissimo Sangue, congregazione a cui aderì. Dopo l'ordinazione sacerdotale (1842), fu attivo come missionario popolare in Italia. In seguito fu responsabile dei pellegrinaggi del santuario di Nostra Signora delle Tre Spighe nei pressi di Colmar (1844), parroco di Grandfontaine (1850) e decano di Delémont (1855). Eletto vescovo di Basilea nel 1863, venne consacrato nella cattedrale di Soletta il 30 novembre. L'iniziale sintonia tra L. e la conferenza dei cant. diocesani, di orientamento liberale, venne meno in seguito al rafforzamento delle tendenze ultramontane alla vigilia del Concilio Vaticano I (1869-70) e del Kulturkampf. Sostenitore moderato dell'infallibilità papale, nel 1871 pubblicò le decisioni del Concilio nella lettera pastorale per la Quaresima, violando il divieto imposto dalla conferenza diocesana; quest'ultima lo depose dalla carica (1873) e lo fece espellere dal cant. Soletta. Amministrò quindi la diocesi da Lucerna, conquistandosi la simpatia dei fedeli, anche al di fuori della Svizzera, per la fermezza delle sue posizioni. Dopo l'affievolirsi del Kulturkampf, su richiesta del Vaticano diede le dimissioni (1884), il che gli consentì di ottenere un nuovo ministero: l'anno seguente divenne il primo amministratore apostolico del Ticino, con il titolo di arcivescovo di Damiata (Damietta).

<b>Eugène Lachat</b><br>Ritratto del vescovo; incisione su acciaio realizzata da  André Pickel   e pubblicata attorno al 1870 dai fratelli Karl & Nikolaus Benziger di Einsiedeln (Zentral- und Hochschulbibliothek Luzern, Sondersammlung).<BR/>Il vescovo annotò a mano sotto il suo ritratto: "<I>Pignus amoris non morituri</I>" [in pegno di immortale affetto], Lucerna, il 29 giugno 1885, Eugène, arcivescovo di Damietta".<BR/><BR/>
Ritratto del vescovo; incisione su acciaio realizzata da André Pickel e pubblicata attorno al 1870 dai fratelli Karl & Nikolaus Benziger di Einsiedeln (Zentral- und Hochschulbibliothek Luzern, Sondersammlung).
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Bibliografia
HS, I/1, 395-398
– Gatz, Bischöfe 1803, 425-428
– V. Conzemius, «E. Lachat (1863-1884)», in Die Bischöfe von Basel 1794-1995, a cura di U. Fink et al., 1996, 131-159
– L. Vaccaro et al. (a cura di), Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, 2003, spec. 197-202

Autrice/Autore: Victor Conzemius / mku