• <b>Mediazione</b><br>Fonti: H. Ammann, K. Schib (a cura di),  <I>Atlante storico della Svizzera,</I> 1958 <SUP>2</SUP> , 38; <I>Nuova storia della Svizzera e degli Svizzeri</I>, 2, 1983, 163  © 2008 DSS e cartografia Kohli, Berna.
  • <b>Mediazione</b><br>"Il grande protettore della piccola Svizzera (1813)"; caricatura all'acquerello realizzata nel 1813 da  David Hess (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv). Napoleone tiene al laccio un'aquila (simbolo dell'Austria) che minaccia un piccolo Confederato. Quest'ultimo, in posizione scomoda ai bordi di una cascata alpina, cerca di proteggersi con un documento che reca i colori francesi (l'Atto di mediazione), mentre l'orizzonte viene oscurato da grandi nuvole nere. Dopo la disastrosa campagna di Russia del 1812, Napoleone risultò indebolito rispetto alla coalizione delle potenze europee a lui avversa. Nel dicembre del 1813 non riuscì a impedire l'invasione delle truppe austriache in Svizzera, che segnò la fine del periodo della Mediazione.

Mediazione

Con il termine Mediazione si designa il periodo durante il quale l'atto di Mediazione, elaborato da Napoleone Bonaparte e dalla Consulta, costituì la legge fondamentale della Svizzera. Iniziato il 10.3.1803 - quando i poteri delle autorità della disciolta Repubblica elvetica passarono ufficialmente al Landamano della Svizzera e, nei cant., alle commissioni governative provvisorie - durò fino al 29.12.1813, giorno in cui dieci antichi cant. abrogarono l'atto di Mediazione, dando avvio alla Restaurazione. Definita "Piccola Restaurazione" da Ulrich Im Hof, la Mediazione fu caratterizzata dalla dipendenza nei confronti della Francia, dal parziale ritorno alla situazione prerivoluzionaria e dal consolidamento interno dei cant. dopo gli sconvolgimenti dell'Elvetica.

<b>Mediazione</b><br>Fonti: H. Ammann, K. Schib (a cura di),  <I>Atlante storico della Svizzera,</I> 1958 <SUP>2</SUP> , 38; <I>Nuova storia della Svizzera e degli Svizzeri</I>, 2, 1983, 163  © 2008 DSS e cartografia Kohli, Berna.<BR/><BR/>
La Svizzera nel periodo della Mediazione

1 - Il contesto politico

Nel 1803 il territorio della Confederazione - formato da 19 Stati membri con pari diritti (i territori soggetti dell'ancien régime non furono ripristinati) - comprendeva buona parte di quello odierno. Non includeva ancora il principato di Neuchâtel (ceduto dalla Prussia alla Francia nel 1806), la Repubblica del Vallese (annessa da Napoleone nel 1810), Ginevra e l'ex principato vescovile di Basilea. Nel 1803 i Grigioni (senza Bormio, Chiavenna e la Valtellina) entrarono definitivamente a far parte della Conf. La città e il principato abbaziale (definitivamente soppresso nel 1805) di San Gallo e gli antichi baliaggi (fino al 1798) del Rheintal, di Sax, Gams, Werdenberg, Sargans, Gaster, Uznach e Rapperswil formarono il cant. San Gallo. L'ex bassa Argovia bernese, la contea di Baden, i Freie Ämter e il Fricktal austriaco costituirono il cant. Argovia. I cant. Vaud e Turgovia, creati sotto l'Elvetica, continuarono a sussistere, mentre Bellinzona e Lugano furono riuniti nel cant. Ticino. A conferma di una delle novità introdotte nel 1798, gli ex Paesi soggetti vennero riconosciuti membri a pari diritto della Conf. La funzione di capitale era attribuita al capoluogo del Cantone direttore. Il plurilinguismo fu tacitamente mantenuto.

L'atto di Mediazione diede origine a un regime ibrido, che presentava aspetti tipici sia di una conf. di Stati sia di uno Stato fed. Il Landamano della Svizzera, la Cancelleria fed., che dipendeva da quest'ultimo, e alcuni diplomatici costituivano gli unici organi permanenti. Autorità suprema della Conf., la Dieta federale si riuniva solitamente una volta l'anno nel capoluogo del cant. direttore (a turno Friburgo, Berna, Soletta, Basilea, Zurigo e Lucerna) ed era composta da 19 delegati; i rappresentanti dei cant. più popolosi (Berna, Zurigo, Vaud, San Gallo, Argovia e, per un errore a livello di censimento, Grigioni) disponevano di due voti ciascuno. Il suo margine d'azione era fortemente limitato, dato che i delegati dovevano rispettare le istruzioni dei loro governi. Alla Dieta fed. competevano sia le decisioni riguardanti le alleanze, la guerra e la pace, ambiti per i quali era necessaria la maggioranza dei tre quarti, sia la mobilitazione di contingenti militari in caso di crisi e la conclusione di accordi commerciali e di capitolazioni militari con Stati esteri; inoltre assumeva la funzione di tribunale arbitrale in caso di controversie tra i cant. L'influenza della Dieta fed. rimase generalmente debole, poiché i 19 Stati membri (sei cant. rurali, sette urbani e sei nuovi, che formavano maggioranze variabili), attenti a difendere la propria sovranità, diedero raramente seguito alle sue decisioni, preferendo regolare le questioni intercant. per mezzo di Concordati.

Negli antichi cant. rurali (Uri, Svitto, Obvaldo e Nidvaldo, Glarona, Zugo e i due Appenzello) venne reintrodotta la Landsgemeinde. I cant. urbani (Zurigo, Berna, Lucerna, Friburgo, Soletta, Basilea e Sciaffusa) ristabilirono il Piccolo Consiglio e il Gran Consiglio; il censo, la ripartizione delle circoscrizioni elettorali e il suffragio indiretto permisero di perpetuare i privilegi dei capoluoghi nei confronti della campagna. Tra i nuovi cant., San Gallo, Argovia, Turgovia, Ticino e Vaud optarono per un sistema di democrazia rappresentativa centralista di tipo censitario, mentre i Grigioni si dotarono di autorità centrali, ripristinando nel contempo le strutture ereditate dalle Tre Leghe e il referendum com. obbligatorio. La separazione dei poteri, in vigore durante l'Elvetica, fu abolita quasi ovunque. Al di fuori dell'area alpina, ebbe luogo un processo di unificazione amministrativa e giuridica dei territori cant. Diversi cant. crearono un corpo di polizia. L'istituzione del giudice di pace sul piano com. rappresentò una novità. Nei 13 antichi cant. (ad eccezione di Lucerna) le vecchie élite ripresero il potere, mentre nei nuovi cant. si imposero esponenti moderati dell'Elvetica. La libertà di fede venne soppressa e, analogamente al periodo precedente al 1798, le scuole passarono sotto il controllo delle Chiese cant.; la maggior parte dei cant. conservò tuttavia come organo direttivo il Consiglio dell'educazione, istituito dall'Elvetica. Nel campo della giustizia penale emersero tendenze in parte reazionarie. Il principio della parità di diritti tra individui fu solo parzialmente confermato; su pressione della Francia, la libertà di domicilio venne mantenuta. Per il riscatto delle decime, alcuni cant. richiesero risarcimenti elevati, ciò che nel 1804 provocò la rivolta della pop. rurale della zona del lago di Zurigo (guerra di Bocken).

<b>Mediazione</b><br>"Il grande protettore della piccola Svizzera (1813)"; caricatura all'acquerello realizzata nel 1813 da  David Hess (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv).<BR/>Napoleone tiene al laccio un'aquila (simbolo dell'Austria) che minaccia un piccolo Confederato. Quest'ultimo, in posizione scomoda ai bordi di una cascata alpina, cerca di proteggersi con un documento che reca i colori francesi (l'Atto di mediazione), mentre l'orizzonte viene oscurato da grandi nuvole nere. Dopo la disastrosa campagna di Russia del 1812, Napoleone risultò indebolito rispetto alla coalizione delle potenze europee a lui avversa. Nel dicembre del 1813 non riuscì a impedire l'invasione delle truppe austriache in Svizzera, che segnò la fine del periodo della Mediazione.<BR/>
"Il grande protettore della piccola Svizzera (1813)"; caricatura all'acquerello realizzata nel 1813 da David Hess (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv).
(...)

Napoleone si sforzò di far apparire la Svizzera come un Paese libero e neutrale. Dopo la conclusione dell'alleanza difensiva del 27.9.1803, il legame con la Francia non fu più così stretto come sotto l'Elvetica; l'obbligo di acquistare ogni anno 200'000 quintali di sale equivaleva tuttavia al versamento di un tributo. Nel febbraio del 1804 gli ultimi contingenti franc. abbandonarono la Conf., la quale dovette però mettere a disposizione della Francia gran parte dei suoi effettivi abili al servizio militare (16'000 risp. 12'000 uomini in base alle capitolazioni militari del 27.9.1803 risp. del 28.3.1812). Nel corso della campagna militare di Napoleone in Russia, diverse migliaia di soldati sviz. persero la vita, in particolare coprendo l'attraversamento della Beresina da parte della Grande Armata in ritirata (27-28.11.1812). Le truppe fed. (ca. 15'000 uomini), composte da contingenti cant. male equipaggiati, non bastavano per garantire una difesa efficace del Paese, come dimostrato dall'occupazione delle frontiere durante la terza (1805) e la quinta (1809) delle guerre di Coalizione. Nel 1804 il progetto di costituire uno Stato maggiore generale permanente fallì di fronte all'opposizione di Napoleone, contrario a un rafforzamento della Svizzera sul piano militare. Il regolamento militare del 5.6.1807 pose comunque le basi per l'unificazione dell'organizzazione e dell'istruzione delle forze armate.

La Conf. intrattenne relazioni diplomatiche sia con i Paesi alleati della Francia sia con gli Stati dipendenti da quest'ultima. Era rappresentata da un inviato a Parigi e da un incaricato d'affari a Milano e Vienna. Con il sostegno franc., il Recesso della Dieta imperiale del 1803 sciolse gli ultimi legami (diritti fondiari e feudali) esistenti tra la Conf. e il Sacro Romano Impero. I rapporti con il Baden, il Württemberg e la Baviera non posero problemi, mentre le relazioni con l'Austria furono problematiche fino al 1808: non rispettando il recesso della Dieta imperiale, nel dicembre del 1803 quest'ultima aveva infatti confiscato, sul suo territorio, beni fondiari, immobili e capitali appartenenti alla diocesi di Coira e a conventi, com. e corporazioni sviz. Anche i rapporti con il Regno d'Italia furono tesi, a causa delle sue mire espansionistiche sulla Svizzera meridionale, che lo portarono a occupare temporaneamente il Ticino (31.10.1810-7.11.1813). Non esistevano contatti ufficiali con la Gran Bretagna, la quale aveva tuttavia tre reggimenti sviz. al suo servizio. Malgrado la politica imprevedibile di Napoleone, la Conf. fu l'unica entità statale europea a conservare il regime repubblicano fino alla fine dell'Impero. Il 18.11.1813 una Dieta fed. straordinaria proclamò la Neutralità della Svizzera e mobilitò contingenti conf. per proteggere la frontiera del Reno. Tali misure non poterono però impedire, alla fine di dicembre, l'invasione delle truppe alleate, ciò che portò all'abrogazione dell'atto di Mediazione.

Autrice/Autore: Andreas Fankhauser / vfe

2 - Evoluzione economica e culturale

Per l'economia sviz., il Blocco continentale comportò difficoltà di approvvigionamento; impedendo l'importazione di prodotti tessili britannici nell'Europa continentale, favorì però temporaneamente lo sviluppo della filatura sviz. del cotone. I cant. dell'Altopiano, in maggioranza rif., già allora detenevano una posizione dominante sul piano economico; essi versavano alla Cassa centrale, istituita nel 1804, un contributo per ab. superiore alla media. Iniziata nel 1807, la correzione della Linth costituì una delle più importanti opere realizzate durante la Mediazione. La libertà di stampa, di associazione e di riunione non erano più garantite; le élite intellettuali poterono comunque riunirsi in varie associazioni nazionali apolitiche, come la Soc. sviz. di belle arti (fondata nel 1806), la Società elvetica (ricostituita nel 1807) e la Società generale svizzera di storia, creata nel 1811. Le feste di Unspunnen (1805 e 1808) rappresentarono gli eventi culminanti del risveglio nazionale e caratterizzarono la visione retrospettiva del periodo della Mediazione.

Autrice/Autore: Andreas Fankhauser / vfe

3 - Storiografia e memoria

Nella prima metà del XIX sec. l'esperienza della Mediazione - a causa della relativa autonomia di cui beneficiò la Conf. nell'Europa napoleonica - fu interpretata in maniera più positiva rispetto a quella della Repubblica elvetica. Attorno al 1900 alcuni storici nazional-liberali, tra cui Wilhelm Oechsli, misero invece in evidenza la debolezza della Svizzera, dovuta alla sua struttura federalista, e la sua condizione di protettorato franc. Alla fine del XX sec. la ricerca storica considerò la Mediazione come un periodo di consolidamento politico e di stabilità alle soglie della modernità. Il bicentenario, così come il centenario (1903), venne celebrato soprattutto nei cant. della Mediazione. Su iniziativa del cant. San Gallo, il 20.2.2003 a Parigi si è tenuta una cerimonia commemorativa franco-sviz., con la partecipazione dei pres. della Conf. e del Consiglio nazionale.

Autrice/Autore: Andreas Fankhauser / vfe

Riferimenti bibliografici

Fonti
EA Rep. 1803-1813
– G. Hunziker, A. Fankhauser, Das Archiv der Mediationszeit 1803-1813, 1982 (con bibl.)
Bibliografia
– U. Im Hof, Geschichte der Schweiz, 19762, 97-101
HbSG, 2, 841-869
– F. de Capitani, «Vita e morte dell'Ancien Régime (1648-1815)», in Nuova storia della Svizzera e degli Svizzeri, 2, 1983, 97-169, spec. 164-166
– A. Kölz, Le origini della costituzione svizzera, 1999 (ted. 1992), 105-112
– C. Chuard et al. (a cura di), Vaud sous l'Acte de Médiation, 1803-1813, 2002
Actum 1803: Geschichten aus dem Zürcher Regierungsprotokoll zum kantonalen Neubeginn vor 200 Jahren, 2003
– C. Caldelari, Napoleone e il Ticino, 2003
– A. Dufour et al. (a cura di), Bonaparte, la Suisse et l'Europe, 2003
Creare un nuovo cantone all'epoca delle rivoluzioni: Ticino e Vaud nell'Europa napoleonica, 1798-1815, 2004
– Hervé de Weck (a cura di), Guerre et paix en Europe, 2004
– F. Python (a cura di), Pouvoirs et sociétés à Fribourg sous la Médiation (1803-1814), 2005
– M. Turchetti (a cura di), La Suisse de la Médiation dans l'Europe napoléonienne (1803-1814), 2005

Autrice/Autore: Andreas Fankhauser / vfe