Concistoro

Il termine di concistoro si applica a diverse istituzioni (Consiglio del principe nell'Impero romano, assemblea dei cardinali nella Chiesa catt., concistoro isr. in Francia). Nella Svizzera rif. francofona il termine consistoire fu utilizzato a partire dalla Riforma per i tribunali competenti in materia di costume. Le regioni germanofone adoperavano varie denominazioni, per lo più Ehegericht (Zurigo, Sciaffusa, San Gallo, Appenzello Esterno) ma anche Bann (Basilea) e Chorgericht (Berna). Gli Stati rif. ted. adottarono invece il termine di Konsistorium.

Con l'introduzione della Riforma, sia i pastori sia le autorità politiche sentirono l'esigenza di sostituire il Tribunale vescovile che giudicava le cause matrimoniali. Ben presto l'obiettivo fu anche di vigilare sul rispetto da parte dei parrocchiani delle Leggi suntuarie e delle ordinanze ecclesiastiche (Diritto ecclesiale). Il primo ad adottare una formula del genere fu il cant. Zurigo che nel 1525 istituì un tribunale matrimoniale (Ehegericht), composto di due pastori, due membri del Gran Consiglio e due membri del Piccolo Consiglio. La proporzione dei laici e il fatto che l'istanza di ricorso fosse il Piccolo Consiglio dimostra che le autorità politiche ebbero il controllo dell'istituzione. Il modello zwingliano fu seguito da San Gallo (1526), Berna (1528), Basilea (1529), Sciaffusa (1529) e Appenzello Esterno (1600). A Ginevra e nel contado di Neuchâtel, i pastori tentarono invano di ottenere la maggioranza. Al concistoro nella località urbana si aggiunsero dei concistori parrocchiali delle zone rurali, che disposero talvolta del solo diritto di ammonimento, come a Neuchâtel e nella campagna zurighese (Stillstand). Essi ebbero il diritto di istruire le cause matrimoniali che venivano però giudicate in città, a Berna per esempio dal concistoro supremo (Oberchorgericht). Gli assessori concistoriali erano dei notabili del luogo ai quali era affidata la sorveglianza dei costumi e della morale dei parrocchiani (gli Ehegaumer a Zurigo e nell'Appenzello Esterno, le garde-vices a Neuchâtel). Ovunque venne incoraggiata la delazione.

Numerose erano le mancanze che comportavano la comparizione davanti al concistoro; fra queste l'inosservanza del precetto domenicale, l'ubriachezza, il ballo, la Lussuria, e l'Adulterio. Anche le deviazioni dalla dottrina e talvolta la stregoneria erano di competenza dei concistori. Ammonimenti, sospensione dalla partecipazione alla Cena, multe, prigionia, messa al bando, pena di morte erano i castighi previsti dalle leggi concistoriali. Nel XVIII sec. sembra esserci stato un certo alleggerimento delle sanzioni, poiché la pop. non era più disposta ad accettare una continua sorveglianza e delle punizioni umilianti: Neuchâtel abolì le penitenze pubbliche nel 1755; Ginevra la genuflessione davanti al concistoro nel 1789. A quell'epoca inoltre le "persone rispettabili" potevano ottenere abbastanza facilmente che il loro processo venisse celebrato con discrezione. Diventati molto impopolari, i concistori furono per lo più soppressi nel 1798. Reintrodotti all'epoca della Mediazione, essi ebbero a Berna un ruolo di una certa rilevanza fino al 1831 (creazione dei com. politici moderni), occupandosi in particolare dei poveri, funzione già svolta dai concistori dell'ancien régime. A Ginevra vennero aboliti con la rivoluzione radicale (1846), a Neuchâtel con la rivoluzione repubblicana (1848). Il concistoro introdotto a Ginevra nel 1849 è un organo amministrativo paragonabile al sinodo in altri cant. Nell'Appenzello Esterno il tribunale matrimoniale venne soppresso solo nel 1875 a seguito della revisione della Costituzione fed. del 1874.


Fonti
– R. M. Kingdon (a cura di), Registres du Consistoire de Genève au temps de Calvin, 1-, 1996-
Bibliografia
– W. Köhler, Zürcher Ehegericht und Genfer Konsistorium, 2 voll., 1932-1942
Hist.NE, 2, 287-297; 3, 231-234
– R. E. Hofer, "Üppiges, unzüchtiges Lebwesen", 1993
– H. R. Schmidt, Dorf und Religion, 1995
– P. Rieder, «Scandales ou anticléricalisme», in Revue du Vieux Genève, 1998, 45-53
– L. Hubler, «Le fonctionnement du consistoire paroissial de Vallorbe au XVIIIe siècle», in Le passé du présent, a cura di B. Studer, L. Tissot, 1999, 121-134
– D. Tosato-Rigo, N. Staremberg Goy (a cura di) Sous l'œil du consistoire, 2004

Autrice/Autore: Lucienne Hubler / gbp