• <b>Giustizia militare</b><br>Frontespizio illustrato del Codice di diritto bellico del 1704 (Universitätsbibliothek Basel). Stampato in piccolo formato (in-ottavo), il Codice (<I>Schweitzerisches Kriegs-Recht</I>) poteva essere facilmente trasportato dagli ufficiali dei reggimenti del servizio mercenario.
  • <b>Giustizia militare</b><br>"Per l'ordine e la patria. No all'iniziativa per la soppressione della giustizia militare"; manifesto in vista della votazione federale del 30.1.1921 realizzato da  Hans Beat Wieland (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste). Durante la prima guerra mondiale, da parte dei tribunali militari vi fu una disparità di trattamento verso gli ufficiali e i soldati ("affare dei colonnelli"), ciò che spinse il partito socialista a lanciare un'iniziativa popolare per la soppressione della giustizia militare nell'agosto del 1916. Dopo una campagna in cui i promotori dell'iniziativa vennero accusati di essere "bolscevichi" antipatriottici (i ratti rossi dell'immagine), l'iniziativa venne respinta a larga maggioranza nel 1921.

Giustizia militare

Il diritto penale militare, applicato dalla giustizia militare, e il diritto processuale, cui essa sottostà, hanno una storia comune. La convenzione di Sempach del 1393, oltre alle disposizioni per il mantenimento della disciplina e contro gli atti di violenza, stabiliva che la punizione sul campo dipendeva dal diritto del cant. di origine ed era di competenza della truppa cui il milite apparteneva. Nel XVI sec., tale competenza fu assegnata a un tribunale militare formato da membri della truppa e presieduto da un alto giudice di campo; istruzione e accusa erano affidate all'uditore.

I reggimenti del servizio straniero in nessun caso erano sottoposti al potere punitivo dei comandanti locali. Poiché era improponibile rifarsi al diritto del luogo di provenienza, difficilmente consultabile, o rispedire in patria i delinquenti perché vi fossero giudicati, dal 1704 gli ufficiali sviz. furono muniti di un Codice di diritto bellico (Schweitzerisches Kriegs-Recht), in cui si delineavano esempi concreti di sanzioni e diritto processuale. In seguito, sotto lo stimolo di uditori studiosi di diritto, furono pubblicate traduzioni dal lat. della Carolina (1734 e 1756). Questa raccolta di norme di diritto penale emanata da Carlo V nel 1532 divenne così la base della giurisprudenza riguardante tutte le truppe sviz. al servizio di sovrani stranieri. In ambito militare, le radici dell'uniformazione del diritto penale e del diritto processuale penale vanno quindi ricercate nel servizio mercenario.

<b>Giustizia militare</b><br>Frontespizio illustrato del Codice di diritto bellico del 1704 (Universitätsbibliothek Basel).<BR/>Stampato in piccolo formato (in-ottavo), il Codice (<I>Schweitzerisches Kriegs-Recht</I>) poteva essere facilmente trasportato dagli ufficiali dei reggimenti del servizio mercenario.<BR/>
Frontespizio illustrato del Codice di diritto bellico del 1704 (Universitätsbibliothek Basel).
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Per le truppe in patria si legiferò per la prima volta in materia di procedura penale militare solo all'epoca dell'Elvetica, affidando lo svolgimento del procedimento agli ufficiali delle truppe. Dopo alcune codificazioni di breve durata, nel 1838 la Dieta emanò una legge sulla giustizia penale per le truppe conf., che prevedeva uno stato maggiore giudiziario (precursore dell'attuale sezione della giustizia militare), composto da ufficiali con una formazione giur. sotto la direzione dell'uditore capo. Se durante la guerra del Sonderbund (1847-48) molti delitti rimasero impuniti, ciò non dipese tanto dalle basi giur. del tempo quanto piuttosto dalla guerra civile, che fece vacillare più di un'istituzione statale.

Poco dopo l'accettazione della Costituzione del 1848, il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati emanarono una legge sulla giustizia penale per le truppe fed. molto complessa, che prevedeva delle corti d'assise. Nel 1889, l'assemblea fed. approvò la legge sull'ordinamento del diritto penale militare, elaborata da Eduard Müller (in seguito Consigliere fed.), che, con numerose revisioni, fu in vigore fin dopo la seconda guerra mondiale. Redatto da Ernst Haffter su incarico del Consiglio fed., nel 1927 entrò poi in vigore il nuovo Codice penale militare, ampiamente ripreso dal Codice penale ordinario del 1942. In tempo di guerra il codice penale militare prevedeva tuttavia (fino al 1992) la pena di morte per Alto tradimento. Durante la seconda guerra mondiale quest'ultima fu effettivamente inflitta più volte dai tribunali di divisione, ma fu eseguita solo con l'approvazione del tribunale di cassazione militare e dopo il rifiuto della domanda di grazia da parte dell'Assemblea fed. La procedura penale militare, vigente dal 1980, ha ridotto il numero dei giudici di divisione, ha aperto anche a sottufficiali e soldati il tribunale di cassazione militare, accessibile in precedenza ai soli ufficiali, e ha introdotto quale istanza intermedia il tribunale militare di appello. Dagli anni 1990-2000 la giustizia militare sviz. persegue e giudica persone accusate di violazione del diritto intern. umanitario. Nel 2004 i tribunali di divisione sono stati ribattezzati tribunali militari (di prima istanza).

<b>Giustizia militare</b><br>"Per l'ordine e la patria. No all'iniziativa per la soppressione della giustizia militare"; manifesto in vista della votazione federale del 30.1.1921 realizzato da  Hans Beat Wieland (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>Durante la prima guerra mondiale, da parte dei tribunali militari vi fu una disparità di trattamento verso gli ufficiali e i soldati ("affare dei colonnelli"), ciò che spinse il partito socialista a lanciare un'iniziativa popolare per la soppressione della giustizia militare nell'agosto del 1916. Dopo una campagna in cui i promotori dell'iniziativa vennero accusati di essere "bolscevichi" antipatriottici (i ratti rossi dell'immagine), l'iniziativa venne respinta a larga maggioranza nel 1921.<BR/><BR/>
"Per l'ordine e la patria. No all'iniziativa per la soppressione della giustizia militare"; manifesto in vista della votazione federale del 30.1.1921 realizzato da Hans Beat Wieland (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).
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Bibliografia
– A. Haefliger, Kommentar zur Militärstrafgerichtsordnung, 1959
– H. Marti, Militärgerichtsbarkeit, 1965
– B. Steiner, Die eidgenössische Militärjustiz unter General Dufour im Sonderbundskrieg 1847/48, 1983

Autrice/Autore: Peter Stauffer / ato