30/06/2011 | segnalazione | PDF | stampare | 

Horgen (comune)

Nell’edizione a stampa questo articolo è corredato da immagini. È possibile ordinare il DSS presso il nostro editore.

Com. ZH e capoluogo del distr. omonimo, situato sulla riva sinistra del lago di Zurigo; (952: Horga). Il territorio com., di grandi dimensioni, si estende dalla riva del lago (408 m), attraverso il pianoro dello Zimmerberg - con l'insediamento sparso di Horgenberg (660 m) - e la valle della Sihl, fino alla cresta dell'Albis (915 m). Fino al 1773 il com. comprese anche Oberrieden e Hirzel, oggi è formato dai quartieri (Wachten, fino al 1919 Zivilgemeinden) di H.-Dorf, Arn e Horgenberg. Il Sihlwald, bosco appartenente alla città di Zurigo, fu assegnato al territorio com. di H. nel 1803; la città riconobbe questa decisione solo dopo la sentenza emessa dal Tribunale fed. nel 1877. Pop: 67 fuochi nel 1467, 1175 ab. nel 1634, 1560 nel 1654, 2837 nel 1780, 2886 nel 1836, 4844 nel 1850, 6883 nel 1900, 9320 nel 1930, 10'118 nel 1950, 15'691 nel 1970, 17'432 nel 2000.

1 - Fino all'epoca protostorica

I reperti più antichi finora rinvenuti sul territorio com. provengono dalla stazione di Dampfschiffsteg/Bootshabe. Furono scoperti nel 1950 durante uno scavo del canale, cui seguirono altri dragaggi (1961, 1973) e sondaggi (1973, 1988). Restano ben visibili quattro strati insediativi, separati da strisce di gesso lacustre (mentre altri, più recenti, erano già scomparsi o si conservano solo come sedimenti lapidei). Tutti gli strati contenevano lenti argillose e pali; quello inferiore termina come orizzonte di combustione, mentre il secondo dal basso, molto ricco di reperti, contiene la planimetria di una casa datata per via dendrocronologica al 3713 a.C. Nel sito, che fu sommerso più volte, si osservano due aree di concentrazione abitativa. In tutti gli strati è stato rinvenuto materiale della cultura di Pfyn: soprattutto ceramiche, due crogioli di argilla (per la lavorazione del rame), pesi da telaio, percussori, mole, pietre levigatrici e abrasive, asce in sasso, oggetti in selce, attrezzi d'osso e di corno (impugnature, lesine, spatole, zappe, denti di pettine, un arpione), oggetti in legno (ciotole, manici d'ascia, impugnature, coltelli da tessitura, galleggianti per reti), frammenti di scatole in corteccia, resti di spago e di tessuti nonché pezzi di sanguigna, argilla di capanna con impronte di verghe e scarti di macellazione (spec. bovina). La ceramica dello strato inferiore va attribuita tipologicamente alla fase intermedia di Pfyn, quella degli strati sovrastanti alla fase recente. Dati dendrocronologici non correlati agli strati attestano uno stadio abitativo risalente alla ceramica cordata fra il 2722 e il 2695 a.C., epoca cui appartengono anche singole schegge; i reperti includono inoltre un amo bronzeo e una ciotola conica del Bronzo finale.

Il secondo abitato perilacustre importante è Scheller, stazione eponima della cultura di Horgen (termine coniato nel 1934 da Emil Vogt). I primi reperti furono rilevati nel 1914 durante lavori di dragaggio per un cantiere nautico, altri durante gli scavi degli anni 1917, 1921, 1923 e 1972. Dopo una serie di sondaggi (1973, 1978, 1981, 1982), vennero compiuti scavi a tappeto (subacquei e terrestri) dal 1987 al 1990. Già nel 1923 fu possibile distinguere due strati insediativi; quello inferiore, combusto, era privo di reperti, mentre quello superiore abbondava di materiale vario, fra cui anche focolari consolidati con argilla. Gli scavi sistematici più recenti hanno poi consentito di individuare da quattro a sette strati della cultura di H., separati da strisce di gesso lacustre che attestano periodi di sommersione. Le fasi di taglio del fitto campo di pali si collocano negli anni 3051-49, 3045-44, 3039 e 3037 a.C. Dall'analisi dei dati dendrocronologici risulta che si trattava probabilmente di due stazioni vicine, forse occupate in alternanza. Soltanto un numero limitato di edifici ha potuto essere identificato, generalmente in modo frammentario. Gli strati inferiori presentano soprattutto materiale organico, mentre in quelli superiori è stata rinvenuta una grande varietà di reperti: vasi in ceramica, pesi da telaio, asce in pietra con relativi scarti di lavorazione (parti di sega in arenaria, pietre con tracce di sega), percussori e pietre lucidatrici, singoli attrezzi in selce, utensili di osso e di corno (immanicature d'ascia, lesine ecc.), oggetti in legno (pettine, impugnatura a gomito con attacco per legaccio), resti di spago e di intrecci nonché ossa animali (spesso cervine) non lavorate, una mandibola umana, resti di cereali e di frutta. Fra i tipi di legno dominano l'ontano, il salice e la quercia.

Una fase abitativa più recente è databile per via dendrocronologica (alberi abbattuti dal 2465 al 2459 a.C.) e mediante oggetti di ceramica cordata, ma lo strato si è conservato solo come orizzonte di riduzione. Singoli reperti risalgono alla cultura di Pfyn e al Bronzo antico; quelli del secondo periodo appartengono probabilmente a una stazione vicina (Scheller-Südost). Non è stato possibile individuare la cultura cui appartengono le asce in pietra ritrovate in due stazioni su pendio (Unterwiesenweg, Moorschwand).

Nel 1987 venne scoperto, ca. 100 m a sud est dello Scheller, un sito abitativo del Bronzo finale (dati dendrocronologici fra il 1087 e il 1072 a.C.), con vari reperti (vasi, ciotole coniche, boccali, scalpellini bronzei, ami e una catenella con spilla con capocchia arrotolata, in maggioranza datati fra il 1060 e il 1000 a.C.); a breve distanza ne fu localizzato anche un altro del Bronzo antico. Negli anni 1840/41 e 1842 lavori di costruzione nel Talacher portarono alla luce due tombe a inumazione del medio La Tène (seconda metà del III sec. a.C.). Gli unici oggetti di epoca romana venuti finora alla luce sono due monete e un frammento di laterizio difficilmente classificabile. Nel 1907 nella Stockerstrasse fu scoperta una necropoli dell'alto ME.

Autrice/Autore: Gisela Nagy-Braun / vfe

2 - Dal basso Medioevo a oggi

Dalla riva del lago, nel basso ME la colonizzazione si spostò verso una fascia boschiva più elevata, la foresta dell'Albis, che in base a un privilegio imperiale del 952 apparteneva al Fraumünster di Zurigo. In un caso l'attività di dissodamento nella foresta è attestata per via documentale (1153). Anche l'insediamento sparso di Horgenberg e i diritti d'uso nel bosco del Fraumünster, spettanti a diversi com. e corti, indicano una colonizzazione tardiva a partire dal lago. L'accesso alle alture e il loro sfruttamento furono resi possibili probabilmente grazie al determinante contributo della corte del Fraumünster (Meierhof, menz. nel 1369, parcellizzata già nel XV sec.). Il convento possedeva anche un mulino a H.-Dorf (menz. nel 1263, detto più tardi Obermühle) e un altro a Käpfnach (anteriore al 1319, più tardi probabilmente trasferito a H.-Dorf come Untermühle). L'apertura del passo del San Gottardo rese H. una piazza importante di trasbordo per l'asse nord-sud e per il collegamento fra il lago di Walenstadt e la Svizzera centrale. Nella località avveniva il passaggio delle merci dalle barche ai cavalli da soma e viceversa. Una mulattiera (dal XVII sec. pista carrabile) raggiungeva Zugo passando per Hirzel e Sihlbrugg; lo statuto più antico per soste e someggiatori è del 1452. Nel 1528 Zurigo rinnovò l'ordinamento sulle soste e istituì un posto doganale a H. L'edificio della sosta zurighese fu eretto intorno al 1558. H. era uno dei centri in cui venivano amministrate l'alta e la bassa giustizia nel baliaggio di H.-Maschwanden (asburgico nel XIV sec.); nel 1406 la località venne acquistata da Zurigo, che vi istituì il baliaggio di H. (soppresso nel 1798). Dopo la secolarizzazione del Fraumünster (1526), anche i resti della foresta dell'Albis passarono a Zurigo, che già prima del 1300 disponeva del Sihlwald.

La chiesa parrocchiale di H. risulta di proprietà del Fraumünster alla metà del XIII sec.; fino al 1620 la parrocchia comprese anche Hirzel e fino al 1760 Oberrieden. Nel 1345 il convento vendette i diritti di patronato - senza la mezza decima - alla commenda gerosolimitana di Klingnau (poi Leuggern-Klingnau). Per porre fine ai disordini determinati dalla Riforma, nel 1543 Leuggern cedette i propri diritti al Consiglio zurighese, che già nel 1565 riscattò il censo feudale. La chiesa romanica, venuta alla luce con i lavori di rinnovo del 1975, subì ampliamenti in epoca gotica e poi nel 1676; abbattuta nel 1780, entro il 1782 fu sostituita da un nuovo edificio rococò di Johann Jakob Haltiner. Funzioni catt. si celebrarono nuovamente dal 1865; i catt. dispongono di una chiesa dal 1872 e di una parrocchia dal 1874.

Nel tardo ME intorno a H. si formarono vari villaggi, che nel 1462 crearono un ente collettivo finalizzato all'edificazione di un palazzo com. (con osteria); nel XVI sec. la comunità si consolidò e i singoli villaggi, riprendendo la terminologia dell'org. militare, vennero denominati Wachten (scolte). L'ente collettivo nel suo insieme formava il com. di H. Le Wachten maggiori erano presiedute da giurati e quelle minori da tesorieri; fra il com. e le Wachten erano frequenti i conflitti di competenza. L'elezione dei giudici e dei tutori della moralità (Ehgaumer), l'estinzione degli incendi e l'amministrazione della casa di ritrovo spettavano al com., mentre lo sfruttamento dei boschi e dei beni comuni e la polizia agraria rimanevano di competenza delle Wachten. Nel 1466 il com. fece stilare uno statuto del palazzo com. (scelta del responsabile, regolamento degli acquisti, comportamento degli avventori). I campi delle Wachten vicine al lago erano soggetti a rotazione, mentre nelle zone dove sorgevano le fattorie dominava l'agricoltura convertibile. L'esempio della Reite, bene comune della Wacht di H.-Dorf, mostra come gli statuti agrari di epoca preindustriale, ritenuti rigidi, di fatto fossero dinamici: il terreno, in origine soggetto a rotazione, fu trasformato in pascolo nel 1466, dopo lo scoppio di una lite per la recinzione del maggese, ma già nel 1545 gli aventi diritto ripresero a coltivarlo (in sei-dieci unità dette Rotten, che venivano assegnate dal responsabile dei beni comuni); nel XVIII e XIX sec. si passò a un'utilizzazione alterna che prevedeva tre anni di campicoltura e sette di pascolo, e nel 1911 i singoli appezzamenti vennero appaltati all'asta. Oltre al bene comune della Reite, nel XV sec. è menz. anche l'Eggholz, un bosco situato sulla cresta orientale dello Zimmerberg. Solo una piccola cerchia di persone aveva diritto di tagliare querce, abeti e faggi nell'Eggholz, mentre alla gente della Wacht di H.-Dorf spettava solo il legname meno pregiato. Nel 1923, dopo una lunga lite, la zona passò al com., subentrato alla Zivilgemeinde. Alla fine del XVIII sec. la superficie dei campi corrispondeva a quella dei vigneti (ca. 65 ettari). In due zone (Horgenberg, Arn) sorsero cooperative lattiere che vendevano burro e formaggi a compratori di Zurigo e Zugo.

Tra il 1681 e il 1688 Andreas Meyer, fabbricante serico e futuro borgomastro zurighese, creò la tenuta di Bocken. A H. l'importanza dell'artigianato, del commercio e dei traffici era tale che nel 1639 la località ottenne il diritto di mercato. Come aziende artigiane sono attestate una fabbrica di laterizi, una fornace da calcina a Käpfnach (menz. dal 1400 su terreno del Fraumünster, conferita all'ospedale di Zurigo), una fucina (anteriore al 1452) e una tintoria (1591); le concerie più antiche sono probabilmente quelle attestate nel XVI sec. Già nel 1548 il cronista Johannes Stumpf descrisse i giacimenti di lignite di H., il cui sfruttamento, date le scarse conoscenze minerarie, risultò problematico fino alla fine del XVIII sec.; le attività estrattive, intensificate durante la guerra franco-prussiana e i conflitti mondiali, cessarono però nel 1947 (il museo minerario è del 1989). La tessitura domestica si diffuse soprattutto nelle zone dove sorgevano fattorie; nel 1787 il 29% ca. della pop. praticava la filatura del cotone; a H. erano inoltre in funzione 131 telai per mussola. Nel XIX sec. alla produzione a domicilio subentrò gradualmente la tessitura in opifici, fra cui quello aperto nel 1825 da Johann Jakob Staub, uno dei primi in Svizzera a utilizzare il sistema Jaquard. H., soprannominata "la piccola Lione" per la sua importante industria serica (dieci aziende produttrici nel 1847, tessitura meccanica dal 1863), esportava oltremare quantità tali di seta che nel 1878 gli Stati Uniti decisero di aprirvi un'agenzia consolare (consolato dal 1882 al 1898). Durante le crisi intercorse fra le due guerre, la produzione serica subì un crollo. A questa industria era collegata quella delle macchine tessili; le quattro fabbriche del ramo a H., dal 1944 riunite in una comunità d'interessi (Die 4 von H.), oggi praticano un marketing congiunto su scala mondiale.

Eventi di importanza sovrarregionale come l'affare di Stäfa, la guerra di Bocken e lo sciopero generale rappresentarono cesure anche nella storia di H., che per le sue dimensioni e la sua importanza occupava una posizione di rilievo che superava l'ambito locale. Dal 1831 H. è capoluogo di distr. Il consiglio com. fu introdotto nel 1927 ma venne abolito già nel 1938; anche nel 1973 il popolo respinse un nuovo statuto com. inerente al consiglio. La strada rivierasca Zurigo-H.-Richterswil e la strada per Zugo attraverso Sihlbrugg risalgono al 1846. I barcaioli di H. si opposero ai battelli a vapore, circolanti sul lago di Zurigo dal 1835, e solo nel 1839 il com. autorizzò un attracco in zona Haab. La sosta, di proprietà com. dal 1838, ospita un museo locale dal 1958. La Soc. della centrale idrica dell'Aabach, fondata nel 1883, forniva agli opifici acqua in pressione (32 turbine per complessivi 200 cavalli, dal 1901 fontana con zampillo di 60 m presso la sosta); la soc., che produce corrente elettrica dal 1895, nel 1905 venne riscattata dal com. L'autotraghetto per Meilen è in funzione dal 1933. Poco dopo l'inaugurazione della linea ferroviaria lungo la riva sinistra (1875), il terreno della stazione scivolò nel lago e gli interventi di ripristino, all'inizio solo provvisori, bloccarono a lungo lo sviluppo del centro di H.; risale invece al 1897 la linea Thalwil-Zugo con la stazione di H.-Oberdorf. In seguito alla costruzione del tracciato della A3 attraverso la Horgeneregg (1966), il com. perse 12 ettari di bosco.

Autrice/Autore: Martin Illi / vfe

Riferimenti bibliografici

Bibliografia
– P. Kläui, Geschichte der Gemeinde Horgen, 1952
Horgner Jahrheft, 1977-
– J. Bill, «Die latènezeitlichen Gräber von Horgen», in RSAA, 38, 1981, 173-177
ASSPA, 71, 1988, 257
SPM, 2, 312; 4, 328
– C. Achour-Uster, Die Seeufersiedlungen in Horgen, 2002