28/01/2002 | segnalazione | PDF | stampare
No 2

Auberjonois, René

Nell’edizione a stampa questo articolo è corredato da un’immagine. È possibile ordinare il DSS presso il nostro editore.

nascita 18.8.1872 Losanna,morte 11.10.1957 Losanna, rif., di Yverdon e Jouxtens-Mézery. Figlio di Gustave, agronomo, e di Pauline Augusta d'Albis. ∞ 1) Madeleine Augusta Grenier, figlia di William Auguste, ingegnere; 2) Hélène Champvent. Interrotto l'apprendistato che aveva iniziato presso una banca, prese lezioni di violino e frequentò la scuola politecnica a Dresda e la scuola di belle arti di Kensington a Londra (1895). Stabilitosi a Parigi, fu allievo di Luc-Olivier Merson (1896) e seguì i corsi della scuola di belle arti (1897-1900). Adottò un linguaggio postimpressionista, poi, dal 1912, accolse la lezione di Cézanne. Tornato in Svizzera nel 1914, sviluppò una ricerca caratterizzata dalla progressiva deformazione delle figure, riducendo gradualmente la gamma cromatica alle tonalità più scure. Nel 1916 realizzò gli scenari per il Guillaume le Fou di Fernand Chavannes. Nel 1918 la collaborazione con Igor Stravinskij e Charles Ferdinand Ramuz (creazione di fondali, sipari e costumi teatrali per L'Histoire du Soldat) destò in lui l'interesse per l'arte popolare. Eseguì gli scenari per il bicentenario della morte del maggiore Davel (1923) e per il Ballo degli artisti del 1927. Dopo essersi cimentato con la pittura su vetro (1928-29, 1935), abbandonò la ricerca artificiale di forme semplici e "primitive", che trovava già in natura nel Vallese o nel mondo delle fiere; paesaggi, ritratti, nature morte, animali e nudi femminili divennero i temi essenziali del suo tentativo di sintesi fra espressività e una costruzione spaziale rigorosa. Il suo percorso artistico riflette una lenta maturazione: nei primi anni si dedicò soprattutto al disegno (come attesta la sua vasta produzione); dal 1948 predilesse la pittura, riscuotendo particolare successo con scene di corrida. Illustrò molti libri, in particolare di Ramuz, che conobbe nel 1905 a Parigi e con il quale intrattenne rapporti di amicizia per tutta la vita. La polemica suscitata dall'opera che eseguì per l'abbazia del Dézaley nel 1935 dimostra l'accoglienza controversa riservatagli dal pubblico della Svizzera franc.; maggiori riconoscimenti gli furono accordati invece nella Svizzera ted. e sul piano intern. Espose a Venezia (Biennale, 1948) e a Kassel (Documenta, 1955). Risolutamente moderno nelle deformazioni imposte alla natura, conservatore nell'assoluta fedeltà a questo modello, è considerato una figura tutelare e tra le più emblematiche dell'arte sviz. dopo Hodler, che però non fece scuola.


Archivi
– Fondo presso BCUL
Bibliografia
DBAS, 50-52

Autrice/Autore: Pierre-André Lienhard / vfe