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Neuchâtel, affare di

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L'espressione designa il conflitto che oppose nel 1856-57 la Conf. alla Prussia in merito alla sorte del cant. Neuchâtel. Nel 1815, al congresso di Vienna, fu confermato il duplice status giuridico del principato di Neuchâtel, che era nel contempo membro della Conf. e possedimento del re di Prussia. Nel 1848 i repubblicani neocastellani rovesciarono il regime monarchico, proclamarono la repubblica e insediarono un governo democratico. Di fatto ciò comportava una rottura dei rapporti con il re di Prussia, che non era però disposto a rinunciare a Neuchâtel. Le potenze europee confermarono i suoi diritti nel protocollo di Londra del 1852.

Dopo la rivoluzione del 1848 la situazione a Neuchâtel rimase tesa. L'esecutivo era inoltre osteggiato da una forte opposizione realista, sostenuta dalla Prussia. Seguendo un piano elaborato dal conte Frédéric de Pourtalès-Steiger, tra il 2 e il 3.9.1856 i realisti tentarono un colpo di Stato, assaltando il castello di Neuchâtel. I repubblicani informarono il Consiglio fed. e riuscirono a riprendere il controllo del castello. Ca. 500 monarchici vennero arrestati. I Consiglieri fed. Constant Fornerod e Friedrich Frey-Herosé furono inviati a Neuchâtel in qualità di commissari fed., e il vodese Charles Duplan in veste di giudice istruttore. Sulla base del trattato di Vienna e del protocollo di Londra il re di Prussia pretese l'immediato rilascio dei detenuti; il Consiglio fed. in cambio chiese invano che Federico Guglielmo IV rinunciasse ai suoi diritti sui possedimenti neocastellani. I tentativi britannici e franc. di mediazione fallirono. Il 13.12.1856 la Prussia ruppe le relazioni diplomatiche con la Svizzera e ordinò la mobilitazione dell'esercito per l'1.1.1857.

Il Consiglio fed. reagì alle minacce prussiane con la mobilitazione di due divisioni, che furono poi ulteriormente rafforzate. Il 27.12.1856 l'Assemblea fed. designò comandante in capo dell'esercito il generale Guillaume-Henri Dufour. Basato sul presupposto che la Prussia avrebbe occupato i territori sviz. a nord del Reno, il piano per una campagna sul Reno, elaborato da Dufour, prevedeva una linea difensiva avanzata tra Aach (Baden, D) e Wutach. In realtà il generale prussiano Karl von der Groeben aveva pianificato un'offensiva fino a Berna.

In Svizzera il pericolo di una guerra e la mobilitazione suscitarono entusiasmo. La coesione nazionale, laceratasi nella guerra del Sonderbund del 1847, venne invocata nella stampa come pure in appelli al Consiglio fed., versi e canti (fra cui Roulez tambours di Henri-Frédéric Amiel). Non si giunse però a una guerra. Su richiesta dell'imperatore franc. Napoleone III la Prussia rinviò la mobilitazione al 15.1.1857 e infine la annullò, dopo che Napoleone III ebbe ottenuto dal Consiglio fed. la liberazione dei prigionieri, che furono espulsi. In seguito alla conferenza di Parigi del marzo del 1857, che vide la partecipazione delle potenze europee e di Johann Konrad Kern in rappresentanza del Consiglio fed., Federico Guglielmo IV rinunciò ai possedimenti neocastellani nel trattato del 26.5.1857. Egli mantenne fino alla morte (1861) il titolo di principe di Neuchâtel e conte di Valangin, non riconosciuto però dalla Conf.

Parte dell'opinione pubblica sviz. criticò duramente la scelta di affidare la difesa dei diritti elvetici alla diplomazia intern., anziché alle armi. Ne seguì una schermaglia giornalistica tra i cosiddetti "malcontenti" e i "soddisfatti", provocata dai giornali della Svizzera franc., che si estese a tutta la Svizzera.


Fonti
DDS, 1
Bibliografia
– E. Bonjour, Der Neuenburger Konflikt 1856/57, 1957
– J. Petitpierre, Neuchâtel et la Confédération suisse devant l'Europe, 1958
– R. Beck, Roulez tambours, 1982

Autrice/Autore: Rita Stöckli / rza