Vestfalia, pace di

La pace di Vestfalia, conclusa il 24.10.1648 dopo quattro anni di negoziati a Münster e Osnabrück, pose fine alla guerra dei Trent'anni. Essa comprendeva due accordi, uno tra l'imperatore e la Francia (pace di Münster) e un altro tra l'imperatore e la Svezia (pace di Osnabrück). Si trattò di un compromesso che indebolì il sovrano e l'Impero, che subì perdite territoriali (ad esempio indipendenza dei Paesi Bassi), e rafforzò invece gli Stati che lo componevano e il ruolo dei prot. (luterani e ora anche rif.) al suo interno. Per la Svizzera assunse rilevanza il passaggio del Sundgau e di dieci città imperiali alsaziane dagli Asburgo-Austria alla Francia, poiché quest'ultima divenne così direttamente confinante con il territorio conf.

Dato che i rapporti delle grandi potenze con il Corpo elvetico erano già regolamentati in diversi trattati, la Conf., rimasta estranea al conflitto, non fu oggetto di discussione durante il congresso di pace. Visto il pericolo di un'espansione della Francia verso il Reno superiore e lo status incerto nell'ambito dell'Impero di Basilea e Sciaffusa, entrate nella Conf. nel 1501 dopo la riforma imperiale di Worms (1495) e la pace di Basilea (1499), spec. le autorità basilesi sollecitarono l'invio di una delegazione conf. in Vestfalia. Negli anni di guerra, la Camera imperiale di Spira aveva ripetutamente accolto appelli contro sentenze emanate a Basilea e promosso procedimenti contro mercanti basilesi, sostenendo che la città renana così come altri Paesi alleati figuravano nella matricola imperiale del 1521 e nell'ordinamento della Camera, e che quindi si trattava di territori soggetti all'Impero. Su iniziativa tra l'altro dell'uomo di fiducia dell'imperatore nella Conf., l'urano Sebastian Peregrin Zwyer von Evibach, e dell'ambasciatore franc. Jacques Le Fèvre de Caumartin, i cant. catt. in un primo momento furono contrari a una partecipazione. Nel dicembre del 1646, il borgomastro di Basilea Johann Rudolf Wettstein si recò a Münster solo con un mandato dei quattro cant. urbani rif. e delle città rif. di Bienne e San Gallo, Paesi alleati della Conf. Inizialmente si propose di inficiare le pretese di giurisdizione della Camera imperiale e ottenere la conferma delle antiche libertà e l'inclusione della Conf. negli accordi di pace. Con il sostegno e sotto la guida di Henri II d'Orléans-Longueville, capo della delegazione franc. ai negoziati di pace, che come principe di Neuchâtel era personalmente interessato alla fuoriuscita del Corpo elvetico dalla compagine imperiale, Wettstein aspirò però a un traguardo più ambizioso, quello del riconoscimento, sul piano del diritto intern., della Sovranità della Conf., un concetto allora ancora poco conosciuto in Svizzera. Nel febbraio del 1647, questa volta su impulso di Zwyer von Evibach e dell'ambasciatore franc., ottenne infine un mandato negoziale da parte di tutti i 13 cant. conf. Dopo il superamento delle resistenze da parte degli Stati dell'Impero, con l'art. 6 della pace di Osnabrück e il paragrafo 61 della pace di Münster Basilea e gli altri cant. conf. non ottennero la sovranità intern. (come i Paesi Bassi nell'accordo sottoscritto con la Spagna), non contemplata dal diritto imperiale, ma "la piena libertà e l'esenzione dall'Impero" e l'attestazione che i membri del Corpo elvetico non sottostavano più alla giurisdizione imperiale. La Francia e l'imperatore - su questo punto per una volta concordi, ciascuno per i propri interessi particolari - interpretarono subito l'esenzione come sovranità della Conf. sul piano intern. Alcuni giuristi imperiali (ad esempio Ludwig Friedrich von Jan ancora nel 1803) rimasero tuttavia legati alla finzione della Conf. come parte dell'Impero, ancorché "affrancatissima", fino alla dissoluzione di quest'ultimo.


Fonti
– J. Gauss (a cura di), Johann Rudolf Wettsteins Diarium 1646/47, 1962
Acta Pacis Westphalicae, serie 3, sezione B, 1/1, 1998
Bibliografia
HbSG, 640-642
Wettstein - die Schweiz und Europa 1648, cat. mostra Basilea, 1998
– M. Jorio (a cura di), 1648, die Schweiz und Europa, 1999

Autrice/Autore: Marco Jorio / mku