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Pace perpetua (1516)

Dopo la battaglia di Marignano (13/14.9.1515) trascorse più di un anno prima che il 29.11.1516 fosse sancita a Friburgo, a seguito di lunghe trattative, la Pace perpetua. Con la Pace perpetua fu firmato un trattato di pace a tempo indeterminato tra i 13 cant. conf. e i loro alleati (abate e città di San Gallo, Tre Leghe, Vallese e città di Mulhouse) da un lato, e Francesco I, re di Francia e duca di Milano, dall'altro, ponendo di fatto fine alle pretese dei Conf. di esercitare un protettorato sul ducato milanese. I firmatari si impegnavano a non sostenere gli avversari dell'altra fazione e a risolvere eventuali conflitti per via arbitrale o giudiziaria. La Francia, tenuta dagli accordi della pace di Digione (1513) e della pace di Gallarate (1515) a pagare 400'000 corone di indennizzo per la prima spedizione e 300'000 per quella di Milano, offrì ulteriori 300'000 corone qualora i Conf. e le Tre Leghe avessero rinunciato ai loro baliaggi sudalpini (escluso Bellinzona), proposta che però essi rifiutarono; da allora i futuri territori ticinesi (Mendrisio dal 1521) furono definitivamente assicurati alla Svizzera. La Pace perpetua riconfermava inoltre diversi importanti privilegi commerciali e politici della Conf. nel ducato di Milano e a Lione (fiere), e accordava alle due parti la libertà di commercio. A ogni cant., al Vallese e alle Tre Leghe, oltre che ad altri suoi alleati, la Francia promise rendite annue di 2000 franchi. Inoltre ognuna delle parti poteva mantenere in vigore gli accordi con le rispettive potenze alleate. Per i Conf. la Pace perpetua equivalse per importanza politica all'alleanza ereditaria conclusa con l'Austria nel 1511 (Pace perpetua del 1474) e rappresentò un importante passo verso il trattato in materia di aiuto militare e di servizio mercenario con la Francia (1521). Quest'ultimo e la Pace perpetua esprimevano il nuovo orientamento della politica estera elvetica rivolta alla Francia (Alleanze), un atteggiamento che rimase una costante fino alla Rivoluzione franc. (Diplomazia) e che influì anche sulla politica interna.


Fonti
EA, 3 II, 1406-1415
Bibliografia
– Feller, Bern, 1, 560-574
HbSG, 357 sg., 428 sg., 492

Autrice/Autore: André Holenstein / ato