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Basilea, pace di (1499)

La pace di B., siglata il 22.9.1499, pose termine alla guerra di Svevia. L'accordo venne preceduto da trattative preliminari a Sciaffusa e da un armistizio concluso il 25.8.1499. Grazie alla mediazione del duca milanese Ludovico Sforza e del suo inviato Galeazzo Visconti, la pace venne sottoscritta dall'imperatore Massimiliano I e la Lega di Svevia da una parte, e dall'altra il vescovo Heinrich di Coira, i Conf. e le Tre Leghe. A prima vista il testo, salvo che per due articoli sui diritti di sovranità, si limitava a ripristinare la situazione antecedente alla guerra: Massimiliano conservava le otto giurisdizioni nella Prettigovia, mentre l'alta giurisdizione sulla Turgovia passò nell'ottobre dello stesso anno dalla città di Costanza ai Conf. Le cause reali del conflitto, ossia il fatto che la Dieta imperiale di Worms del 1495 aveva ordinato l'introduzione del denaro comune e l'istituzione del tribunale imperiale, non vennero invece menz. dal trattato di pace. L'imperatore Massimiliano si impegnava unicamente a cessare ogni "ostilità, sfavore, bando, processo e oppressione" (vechden, ungnad, acht, processen und beswärungen) e, in caso di future liti, ad accettare l'arbitrato del vescovo di Costanza o di Basilea e del Consiglio basilese; lo stesso valeva per la Lega di Svevia. Anche se il trattato non lo enunciava espressamente, il tribunale imperiale non era dunque più considerato istanza giur. suprema. Benché il testo non citasse né le risoluzioni di Worms né menzionasse il fatto che i Conf. si rifiutassero di osservarle, la storiografia sviz. ha in passato visto nel trattato una svolta nei rapporti fra Conf. e Impero: secondo Wilhelm Oechsli (1890), la Germania avrebbe riconosciuto allora "l'indipendenza della Svizzera". Oggi questa interpretazione è contestata: i rapporti dell'inviato di Soletta sui negoziati basilesi mostrerebbero al contrario il desiderio dei Conf. di "essere graziosamente riammessi nell'Impero" (gnedeclich wider zum Rich). Fino al XVII sec. i cant. conf. rimasero fedeli alla loro appartenenza imperiale: per le guerre contro i turchi, ad esempio, si dichiararono disposti a fornire truppe o somme di denaro. I conflitti con la casa d'Austria e la resistenza conf. a un crescente "irrigidimento" dello statuto imperiale "aperto" (Peter Moraw) non ridussero il prestigio dell'Impero nei territori della Conf., considerato fin verso la fine dell'età moderna il supremo difensore della cristianità.


Bibliografia
– H. Sigrist, «Zur Interpretation des Basler Friedens von 1499», in Schweizerische Beiträge zur Allgemeinen Geschichte, 7, 1949, 153-155
– K. Mommsen, Eidgenossen, Kaiser und Reich, 1958, 11-16
HbSG, 1, 345-347, 367
– P. Moraw, «Reich, König und Eidgenossen im späten Mittelalter», in Jahrbuch der Historischen Gesellschaft Luzern, 4, 1986, 15-33
1495 - Kaiser, Reich, Reformen, cat. mostra Coblenza, 1995

Autrice/Autore: Claudius Sieber-Lehmann / vfe