• <b>Battaglia di San Giacomo sulla Birsa</b><br>La battaglia tra gli Armagnacchi e i Confederati davanti alle porte della città di Basilea nel 1444; disegno a penna colorato nella Cronaca redatta nel 1470 da  Benedikt Tschachtlan (Zentralbibliothek Zürich, Handschriftenabteilung, Ms. A 120, p. 861). Gli Armagnacchi, che combattevano sotto la bandiera del delfino e del re di Francia (gigli), si preparano ad attaccare i Confederati riparatisi dietro le mura del lazzaretto di S. Giacomo. I Basilesi tentano di aiutare i Confederati, ma vengono respinti verso la città da due gruppi di cavalieri. Il cavaliere Burkhard Münch (in primo piano), colpito da una pietra nei pressi del ponte sulla Birsa, cade da cavallo. I Confederati avevano mal interpretato il suo tentativo di mediazione considerandolo una beffa.

San Giacomo sulla Birsa, battaglia di

La battaglia di San Giacomo sulla Birsa ebbe luogo il 26.8.1444, nel quadro della Vecchia guerra di Zurigo e del conflitto tra Basilea e la nobiltà asburgica del Reno superiore. Chiamato da re Federico III, ma senza trattato di alleanza formale, l'esercito di mercenari franc. degli Armagnacchi (privi di ingaggio in seguito a una tregua nella guerra dei Cent'anni), guidato dal delfino di Francia (futuro re Luigi XI), entrò in Alsazia nell'estate del 1444 e prese posizione davanti alle porte di Basilea. All'alba del 26 agosto, una schiera conf. di ca. 1500 uomini, che stava assediando la fortezza di Farnsburg, si mosse contro di loro senza ordine di marcia. La battaglia conobbe quattro fasi: i Conf. vinsero dapprima uno scontro delle avanguardie presso Pratteln, poi sconfissero un'unità di Armagnacchi presso Muttenz. Dopo aver attraversato la Birsa l'esercito conf. venne respinto dal nemico, numericamente superiore, nella battaglia principale di Gundeldingen e infine battuto nel combattimento finale presso il lazzaretto di S. Giacomo. Un tentativo di rompere l'assedio da parte di Basilea non ebbe successo. Gli Armagnacchi persero ca. 2000 uomini, i Conf. 1200. Il 28.10.1444 a Ensisheim il delfino siglò la pace con Basilea e i Conf. Le sue truppe lasciarono l'Alsazia, da loro devastata, solo nella primavera del 1445. Non è chiaro se il delfino abbia mai avuto seriamente intenzione di attaccare la Conf. Solo nel XIX sec. si cominciò a interpretare la battaglia come un salvataggio eroico di Basilea e della Svizzera e a ricordarla solennemente. Nel 1824 venne inaugurato un primo monumento commemorativo, quello attuale risale al 1872. Dal 1824, dapprima su iniziativa dell'ass. studentesca Zofingia, vennero organizzate celebrazioni, dal 1860 a scadenza annuale e dal 1894 ogni cinque anni in forma più fastosa (l'ultima nel 1994). Nel 2002 le corporazioni basilesi decisero di rinunciare definitivamente alle celebrazioni, giudicate sorpassate.

<b>Battaglia di San Giacomo sulla Birsa</b><br>La battaglia tra gli Armagnacchi e i Confederati davanti alle porte della città di Basilea nel 1444; disegno a penna colorato nella Cronaca redatta nel 1470 da  Benedikt Tschachtlan (Zentralbibliothek Zürich, Handschriftenabteilung, Ms. A 120, p. 861).<BR/>Gli Armagnacchi, che combattevano sotto la bandiera del delfino e del re di Francia (gigli), si preparano ad attaccare i Confederati riparatisi dietro le mura del lazzaretto di S. Giacomo. I Basilesi tentano di aiutare i Confederati, ma vengono respinti verso la città da due gruppi di cavalieri. Il cavaliere Burkhard Münch (in primo piano), colpito da una pietra nei pressi del ponte sulla Birsa, cade da cavallo. I Confederati avevano mal interpretato il suo tentativo di mediazione considerandolo una beffa.<BR/>
La battaglia tra gli Armagnacchi e i Confederati davanti alle porte della città di Basilea nel 1444; disegno a penna colorato nella Cronaca redatta nel 1470 da Benedikt Tschachtlan (Zentralbibliothek Zürich, Handschriftenabteilung, Ms. A 120, p. 861).
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Bibliografia
– W. Geiser (a cura di), Ereignis - Mythos - Deutung, 1994

Autrice/Autore: Werner Meyer / sor