• <b>Aar</b><br>Veduta dall'alto sull'Aar e il quartiere di Marzili a Berna, acquaforte a colori datata 1787 di   Johann Niklaus Schiel (Burgerbibliothek Bern). Questa pittoresca veduta permette di osservare la diversità delle imbarcazioni e l'importanza del volume delle merci disposte lungo la banchina dell'imbarcadero del Marzili.
  • <b>Aar</b><br>Manifesto turistico del 1981, stampato da   Brügger AG a Meiringen (Biblioteca nazionale svizzera). Dalla metà del XVIII secolo la parte «alpina» del fiume costituisce una grande attrazione turistica.

Aar

Il bacino idrografico dell'A. è il più vasto (17'617 km2) del versante nordalpino sviz. e dell'Altopiano; raccoglie le acque delle alpi bernesi, dell'altopiano vodese-bernese-argoviese e della maggior parte delle valli a meridione del Giura; grazie alla Reuss e alla Limmat, che si gettano nell'A. poco prima della confluenza con il Reno, include inoltre la Svizzera centrale e vaste parti di quella orientale.

La regione dell'A. attirò molti insediamenti già in tempi preistorici e protostorici, spec. nella sua parte inferiore, segnando in genere un primo confine culturale fra l'Altopiano occidentale e orientale. La suddivisione romana in province rispettò la configurazione naturale: il bacino dell'A. corrispondeva approssimativamente alla parte elvetica della Germania superior. Nell'antichità l'A., la Thielle e i tre laghi ai piedi del Giura costituivano il principale asse dei traffici sull'Altopiano: fungendo da Idrovie dirette fra Aventicum e Vindonissa, collegavano fra loro anche Ginevra e l'alto Reno.

Fiume di frontiera già nell'alto ME, fino al 1828 l'A. separò le diocesi di Losanna e Basilea, poste sul suo lato sinistro, da quella di Costanza, sul lato destro; in epoca postromana, inoltre, divise approssimativamente l'area culturale romano-burgunda (a ovest) da quella alemanna (a est). Nel VII sec. la striscia di territorio tra l'A. e la Sarina divenne zona di contatto fra le due culture; ancora oggi su questa fascia si estende la frontiera linguistica franc.-ted.

In epoca carolingia la regione dell'A., a esclusione dei bacini della Reuss e della Limmat, formò un'unità territoriale e politica; dopo l'843 il fiume tracciò la linea di confine fra la parte centrale e quella orientale dell'Impero. A diverse riprese il regno dell'alta Borgogna, creato nell'888, si estese in direzione nord est ben oltre l'A. Già a partire dal X sec., sotto gli Ottoni, ma spec. agli inizi dell'XI sec., sotto i Salii, il territorio venne integrato in misura maggiore nel regno ted.; a partire dal 1127 divenne parte del cosiddetto "rettorato di Borgogna", che gli Zähringen cercarono di unificare sotto la loro sovranità fondando diverse città su entrambi i lati del fiume. Dall'inizio del XIII sec. il fiume segnò di nuovo la frontiera fra i langraviati di Borgogna, poi unificati sotto i von Kyburg (1375). Solo Berna riuscì a riunire in un'unica struttura statale l'intero bacino, dall'Oberhasli alle regioni a sud di Brugg (XIV-XV sec.); di tutte le cittadine situate lungo il corso del fiume, solo Soletta e Olten riuscirono a sottrarsi alla sfera d'influenza dello Stato bernese. Con l'Elvetica e l'Atto di mediazione sorse una nuova unità politica: il cant. Argovia, il cui nome rimanda all'antico Aaregau del primo ME, un'entità territoriale che comprendeva però anche l'Alta Argovia bernese.

Quale importante via di comunicazione, l'A. favorì la nascita di insediamenti rivieraschi. Risalgono all'epoca romana alcune località vicine a ponti, come Soletta, Olten e Altenburg (presso Brugg); anticamente esistevano passaggi anche a Bargen, Wynau e nella zona di Windisch. Alla fine del XII e durante il XIII sec. altri ponti, con posti di sosta e i relativi dazi, costituirono il primo elemento attorno al quale sorsero varie città (Unterseen, Thun, Berna e Oltigen nel tratto superiore; Aarberg, Büren e la non lontana Nidau, Altreu, Wangen, Aarwangen, Fridau, Aarburg, Olten, Aarau, Brugg e Klingnau in quello inferiore). Altri nuclei abitati devono la loro fondazione alla presenza di traghetti: per esempio Meienried, alla confluenza dell'A. e della Thielle, o Freudenau-Stilli, al di sotto della confluenza dell'A., della Reuss e della Limmat.

Il tratto superiore, fino ad Aarberg, serviva i traffici nord-sud, quello inferiore i traffici est-ovest; nella parte più alta di questo tratto l'A., con i laghi di Thun e di Brienz, restò a lungo la più importante o l'unica via di comunicazione con le valli dell'Oberland bernese, giacché in questa regione le prime strade carrozzabili risalgono al XIX sec.; solo nel Bödeli (la zona compresa fra i due laghi) la diga del convento di Interlaken costrinse, dal XIV sec. in poi, al trasbordo di merci e passeggeri su carri. Da Thun la maggior parte delle merci dirette a Berna (animali da macello, latticini, materiali edili, legna da ardere) raggiungeva su chiatte o zattere il quartiere di Marzili, direttamente sotto la città; vino e cereali, invece, risalivano l'A. verso l'Oberland. I tronchi abbattuti nell'Oberland e nei bacini della Sarina e della Emme venivano fluitati a Basilea o anche oltre, fino al basso Reno. La tratta Berna-Aarberg era affidata ai battellieri della città di Berna, cui spettava pure il trasporto di persone e merci da Yverdon a Brugg (via Nidau) o alla fiera di Zurzach (via Klingnau).

<b>Aar</b><br>Veduta dall'alto sull'Aar e il quartiere di Marzili a Berna, acquaforte a colori datata 1787 di   Johann Niklaus Schiel (Burgerbibliothek Bern).<BR/>Questa pittoresca veduta permette di osservare la diversità delle imbarcazioni e l'importanza del volume delle merci disposte lungo la banchina dell'imbarcadero del Marzili.<BR/>
Veduta dall'alto sull'Aar e il quartiere di Marzili a Berna, acquaforte a colori datata 1787 di Johann Niklaus Schiel (Burgerbibliothek Bern).
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Molto più cospicuo era il volume del traffico nelle regioni sudoccidentali, sulla trasversale tra Ginevra e la valle del Rodano, e in quelle nordorientali, sulla tratta che collegava Basilea, Zurigo e l'alta Svevia, dove venivano trasportati soprattutto vino, sale (nelle due direzioni) e cereali. Fin dal XV sec. Berna e Soletta conclusero trattative sui dazi per le merci trasportate, che venivano riscossi ad Aarburg, Soletta e Brugg-Altenburg; nel XVII e XVIII sec. furono oggetto di negoziati anche i controversi privilegi delle due corporazioni cittadine di battellieri. Per completare la via fluviale Rodano-Reno, nel 1638 furono iniziati i lavori per la costruzione del canale d'Entreroches che avrebbe abbreviato dei 2/3 la via di terra fra Morges e Yverdon; l'opera, rimasta incompiuta, consentì fino al 1829 la navigazione tra Cossonay e Yverdon. Dopo il 1647 il canale di Aarberg unì per qualche decennio Aarberg alla Broye (fra i laghi di Morat e Neuchâtel).

Veri nodi di traffico si svilupparono agli incroci con strade importanti: per esempio a Olten-Aarburg, vicino al passo dell'Hauenstein inferiore, sull'asse Basilea-San Gottardo, nonché a Brugg, presso il passo del Bözberg, sulla tratta che collegava Basilea ai passi grigionesi. Con il miglioramento delle vie di terra, e in particolare dopo l'apertura della strada che da Losanna raggiungeva l'Argovia passando per Berna, e della strada dell'Hauenstein superiore, che fiancheggiava le pendici del Giura, il trasporto fluviale si trovò confrontato con una crescente concorrenza; nonostante il notevole miglioramento delle prestazioni, ottenuto nel XIX sec. grazie all'introduzione dei battelli a vapore, l'avvento della ferrovia a partire dalla metà del XIX sec. comportò la fine della navigazione sull'A. Nel 1993 sono stati definitivamente accantonati i progetti elaborati nel corso del XIX e XX sec. per ripristinare la navigabilità (canale Rodano-Reno). I grandi interventi attuati nella seconda metà dell'Ottocento modificarono il paesaggio fluviale lungo quasi tutto il suo tratto, fra Meiringen e Koblenz. Quelli più massicci interessarono il Seeland bernese; in questa regione, in seguito alla Correzione dei corsi d'acqua giurassiani, effettuata nel decennio 1870-80, attraverso il canale di Hagneck le acque dell'A. vennero fatte confluire nel lago di Bienne e poi convogliate nel canale di Nidau-Büren .

Dall'inizio del XX sec. l'A. è oggetto di un intenso sfruttamento a fini idroelettrici: attualmente sono in funzione non meno di 20 centrali, cui vanno aggiunte quelle nucleari raffreddate dall'acqua del fiume (Mühleberg, Gösgen, Beznau). Solo in rari e brevi tratti l'alveo e le rive sono seminaturali, con scarse tracce d'intervento dell'uomo. Qua e là tuttavia le rive dell'A. fungono da zona di svago; questo tipo di sfruttamento del paesaggio si scontra non di rado con gli obiettivi di naturalisti ed ecologisti.

<b>Aar</b><br>Manifesto turistico del 1981, stampato da   Brügger AG a Meiringen (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>Dalla metà del XVIII secolo la parte «alpina» del fiume costituisce una grande attrazione turistica.<BR/>
Manifesto turistico del 1981, stampato da Brügger AG a Meiringen (Biblioteca nazionale svizzera).
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Bibliografia
– B. Stettler, Studien zur Geschichte des obern Aareraums im Früh- und Hochmittelalter, 1964
– M. Baumann, Stilli, 1977
– F. Glauser, «Stadt und Fluss zwischen Rhein und Alpen», in Die Stadt am Fluss, a cura di E. Maschke e J. Sydow, 1978, 62-99
– P. Kaiser, Die Brückenstädte der Aare am Jurasüdfuss im Mittelalter, mem. lic. Berna, 1987
– A. Bretscher, «Zur Flussschiffahrt im Alten Bern», in BZGH, 61, 1999, 105-147

Autrice/Autore: Hans von Rütte / vfe