Servizio d'ordine dell'esercito

Con servizio d'ordine dell'esercito si intende l'intervento di truppe per il mantenimento o il ripristino della quiete e dell'ordine pubblico. Poiché questo tipo d'intervento è in primo luogo un compito della Polizia, l'esercito è mobilitato solo qualora i mezzi a disposizione di quest'ultima si rivelano insufficienti e su domanda delle autorità civili. Il servizio d'ordine è sempre considerato Servizio attivo.

Già nella vecchia Conf. esistevano garanzie reciproche per il mantenimento dell'ordine interno. Durante l'Elvetica questo compito spettava esplicitamente allo Stato centrale. Con la Mediazione si tornò all'organizzazione precedente, che però fu resa più sistematica. Nella Costituzione fed. del 1848 il mantenimento della tranquillità e dell'ordine interno erano dichiarati scopo e compito della Conf. Sulla base del principio di sussidiarietà tuttavia il mantenimento dell'ordine pubblico spettava in prima linea ai cant., che disponevano a tal fine di forze di polizia e truppe cant. Le autorità fed. potevano intervenire inviando truppe (Intervento federale), sospendendo temporaneamente la sovranità del cant. interessato. Il primo di questi interventi ebbe luogo in occasione dell'insurrezione realista nel cant. Neuchâtel (1856). La Costituzione fed. del 1874 non modificò in questo ambito la ripartizione dei compiti tra autorità fed. e cant. e fu mantenuta la possibilità dell'intervento fed.

Nel XIX e XX sec. l'esercito sviz. fu più volte impiegato o messo di picchetto per il servizio d'ordine. Nella maggior parte delle operazioni, attuate o solo pianificate, non furono però mobilitate truppe cant. né si procedette a un intervento fed., ma il Consiglio fed. mise a disposizione dei cant. toccati da disordini truppe delle scuole reclute, sottufficiali e ufficiali o impegnate in corsi di ripetizione. I cant. non dovettero così ricorrere alla mobilitazione di proprie unità, procedura lunga, costosa e delicata dal profilo politico, e la Conf. poté rinunciare a un pesante intervento fed. Le operazioni di servizio d'ordine più note sono quelle messe in atto durante lo Sciopero generale a Zurigo (1918) e la sparatoria di Ginevra (1932), dove 13 persone persero la vita quando i soldati aprirono il fuoco contro i dimostranti. Dal 1874 al 1914 l'esercito fu impiegato 21 volte per il servizio d'ordine e tre volte messo di picchetto. Durante la fase più intensa (1914-49) si registrarono addirittura 33 servizi d'ordine e dieci servizi di picchetto. Truppe furono messe di picchetto a Saxon (1953), a Losanna in occasione dell'Expo 64 (1964) e nel Giura (1968). Dopo l'attacco terroristico del Fronte popolare per la liberazione della Palestina (1969), unità dell'esercito sorvegliarono gli aeroporti di Kloten e Ginevra-Cointrin. Questa pratica ha trovato riscontro nella legge militare del 1995, che, accanto al servizio attivo e al servizio d'istruzione, ha introdotto il nuovo servizio d'appoggio a favore di autorità civili. Poiché l'esercito deve essere impegnato in missioni di sicurezza pubblica solo in sostegno della polizia, il servizio d'ordine militare sussiste più che altro quale possibilità teorica. La Costituzione fed. del 1999 non ha modificato la ripartizione dei compiti tra Conf. e cant. nel campo della sicurezza interna (art. 52), ma nel 2002, con una modifica alla legge militare, i cant. hanno rinunciato al diritto di schierare truppe cant.

Utilizzato spec. in occasione di disordini sociali legati al Movimento operaio nella prima metà del XX sec., il servizio d'ordine è stato oggetto di valutazioni controverse: per alcuni rappresenta uno strumento per la difesa degli interessi della borghesia e un impiego abusivo dell'esercito quale mezzo di repressione, altri lo considerano invece un legittimo intervento dello Stato di diritto per imporre l'ordine costituito.


Bibliografia
– E. Hirzel, Der Ordnungsdienstauftrag der schweizerischen Armee, 1974
– R. Zeller, Ruhe und Ordnung in der Schweiz, 1990
– H. de Weck, «Aspects du maintien de l'ordre par l'Armée (1830-1970)», in Beiträge zur Forschung / Schweizerische Vereinigung für Militärgeschichte und Militärwissenschaft, 1997, 67-106
– M. Wiegandt, Der Einsatz der Armee, 1999, 78-139
– P. Conca-Pulli, Soldats au service de l'ordre public, 2003

Autrice/Autore: Pälvi Pulli / mass