• <b>Esercito</b><br>Fonte: indicazioni di Hans Senn  © 2004 DSS e Marc Siegenthaler, Berna.
  • <b>Esercito</b><br>"No all'abolizione del nostro esercito"; manifesto del comitato d'azione contro l'abolizione dell'esercito in vista della votazione del 26.11.1989 (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).

Esercito

Prima del 1798 non esistevano rilevanti forze armate organizzate in modo stabile dalla Conf., dato che la difesa era compito dei singoli cant. (Milizie cantonali). La volontà di assicurare una difesa comune del territorio (Difesa nazionale), e di affrontare sia le minacce esterne sia quelle interne furono, a partire dal XIII sec., uno dei principali motivi per la stipulazione dei patti fed. Tali alleanze stabilivano che i cant. contraenti dovevano prestare il necessario sostegno militare su richiesta del cant. minacciato. Grazie a questo sistema di aiuto reciproco si riuscì, soprattutto nel tardo ME, a concentrare in poco tempo le forze militari dei cant. sul campo di battaglia. Tuttavia, nonostante tentativi di riforma nel XVII e XVIII sec. (Defensionali), non si arrivò a costituire un esercito fed. La sconfitta contro le armate della Repubblica franc. nel 1798 (Invasione francese) sancì la fine dell'organizzazione militare della vecchia Conf. Nei 75 anni che seguirono, l'organizzazione di un esercito fed. divenne una delle questioni politiche centrali, ma fu solo la Costituzione fed. del 1874 ad attribuire con l'art. 19 il controllo sulle forze armate fed. alla Conf. (art. 58 nella Costituzione fed. del 1999); ai cant. restarono solo competenze limitate.

1 - Repubblica elvetica e Mediazione

L'organizzazione militare della Repubblica elvetica (1798) proclamava il principio del servizio obbligatorio. Un esercito stabile, la cosiddetta legione elvetica, aveva il compito di mantere l'ordine interno. Per la difesa del Paese era previsto un esercito di milizia, organizzato sulla base di otto circ. militari, ciascuno diviso in otto quartieri; l'istruzione e l'equipaggiamento avrebbero dovuto essere uniformi. L'organizzazione militare del periodo della Mediazione (1804, 1807) ristabiliva invece il sistema dei contingenti contemplato dai Defensionali di Wil (SG) e Baden. I cant. riunivano i propri battaglioni e compagnie per costituire truppe comuni. Per la prima volta era stato creato uno Stato maggiore generale, che fungeva da mediatore fra il Landamano della Svizzera e i governi cant. Il primo Regolamento di servizio fed. del 1805 evocava lo spirito patriottico dei cittadini-soldati e contemplava direttive per un servizio organizzato secondo regole unitarie.

Autrice/Autore: Hans Senn / sgh

2 - Patto federale del 1815 e Regolamento militare del 1817

Dopo la caduta dell'Impero napoleonico, i rapporti fra i cant. vennero regolati dal Patto fed. del 1815. Il secondo trattato di pace di Parigi, dello stesso anno, garantiva l'indipendenza della Conf. all'interno dei suoi nuovi confini e riconosceva che la sua Neutralità era nell'interesse dell'Europa intera. Ma piuttosto che affidarsi alle garanzie di altri Stati, la nuova Dieta fed. si mise all'opera per creare, con il regolamento militare del 1817 (Organizzazioni militari (OM)), un esercito fed. organizzato sulla base di contingenti cant.

Si trattava di un esercito di milizia, nel quale solo gli Istruttori militari erano professionisti; molti soldati avevano tuttavia esperienza nel Servizio mercenario. Erano tenuti al servizio due uomini ogni cento ab. (Reclutamento); ne risultava un effettivo di 33'000 uomini per l'Attiva e di altrettanti per la riserva. In caso di Mobilitazione la Dieta nominava un Generale, che costituiva le varie divisioni e brigate sulla base delle truppe cant. L'Armamento, le Uniformi e l'equipaggiamento (Armi) furono definiti secondo regole unitarie.

Alcuni cant., soprattutto quelli rurali, si adattarono con difficoltà alle nuove prescrizioni; altri (in particolare i cant. urbani) affrontarono invece la riorganizzazione con grande slancio. Durante il servizio fed., tutti i soldati portavano al braccio una fascia con la croce sviz. Lo spirito di appartenenza comune e la coscienza nazionale furono rafforzati anche dalla Soc. sviz. dei carabinieri, fondata nel 1824 (Tiro), dalla Soc. fed. di ginnastica (1832), dalla Soc. sviz. degli ufficiali (1833) e dall'Ass. sviz. dei sottufficiali (1864). Nel 1840 la bandiera sviz. sostituì i vari stemmi cant. Le competenze di controllo della Dieta su effettivi, equipaggiamento e istruzione dell'esercito furono delegate allo Stato maggiore generale, in qualità di autorità militare di vigilanza. Nel 1818 Zurigo e Argovia furono i primi cant. a sottoporsi con successo alla rassegna fed. delle truppe. Quattro anni più tardi l'organizzazione militare del Ticino si rivelava invece ancora lacunosa; Svitto riuscì a rinviare l'ispezione fino al 1825. Fondata nel 1819, la scuola militare di Thun (Scuole militari) offriva ora ai quadri un'Istruzione militare uniforme. Per l' Artiglieria e le truppe del Genio questa formazione era obbligatoria, per le altre truppe facoltativa. Furono istituiti campi di esercitazione comuni per l'istruzione dei comandanti. Per coprirne i costi, fu impiegato il risarcimento di guerra della Conf. riconosciuto dalla pace di Parigi: in parte esso fu ripartito fra i cant., in parte attribuito a una cassa fed. di guerra. Un'altra fonte di finanziamento era rappresentata dai dazi sulle importazioni, i cosiddetti Bundesbatzen.

Autrice/Autore: Hans Senn / sgh

3 - Costituzione federale del 1848 e organizzazione militare del 1850

La Costituzione fed. del 1848 prevedeva il Servizio militare obbligatorio, ma tale principio non venne applicato in modo coerente. In realtà fu conservato il sistema del reclutamento in base a delle quote, che furono però innalzate da due a tre uomini ogni 100 ab. Ne risultava un effettivo di poco superiore ai 100'000 uomini, suddivisi in attiva e riserva. I compiti dell'autorità militare di vigilanza furono rilevati dal Dip. militare fed. La Costituzione fed. e la legge fed. sull'organizzazione militare del 1850 si limitarono a misure parziali nella direzione di un esercito centralizzato. La Conf. assunse integralmente l'istruzione militare dei quadri superiori e delle truppe speciali. L'istruzione della Fanteria restò invece di competenza dei cant., che provvedevano pure all'equipaggiamento personale dei soldati. Per far fronte alle nuove spese della Conf., i cant. (nel 1848-49) dovettero contribuire finanziariamente alla costituzione di un capitale iniziale, i cui interessi unitamente alle entrate della posta e dei dazi furono sufficienti per coprire i costi degli anni seguenti. La scuola fed. di tiro, fondata nel 1862, trovò una sede fissa a Walenstadt a partire dal 1875. L'ufficio dello Stato maggiore fed. assunse nel 1865 una parte delle attività dello Stato maggiore generale.

Autrice/Autore: Hans Senn / sgh

4 - Costituzione federale e organizzazione militare del 1874

Nei suoi rapporti sull'occupazione delle frontiere durante la guerra Franco-prussiana del 1870-71, il generale Hans Herzog stigmatizzò duramente le carenze e l'impreparazione militare di parecchi contingenti cant. Le sue proposte di miglioramento furono accolte dal Consigliere fed. Emil Welti nella prima bozza di una nuova Costituzione fed. Tale progetto, che prevedeva una radicale centralizzazione della difesa, fu tuttavia bocciato nel 1872 in votazione popolare.

Dotazione dell'esercito (cifre arrotondate)
 181718501874191419391962199019952004
Militari66 000104 000215 000250 000630 000880 000625 000400 000220 000
Cavalli3 7009 00030 00050 00060 00017 0006 0004 000700
Veicoli a motore   35020 00062 00077 00065 00022 000
Artiglieriaa1703003304008008201 180770350
Carri armati da combattimento    24650820740250
Carri armati granatieri     300510810760
Velivoli   2260530240150140

a Senza truppe di fortezza.

Fonti:Autore

La Costituzione fed. e l'organizzazione militare del 1874 perseguirono una soluzione di compromesso. La facoltà di legiferare in campo militare venne affidata alla Conf., che controllava anche l'applicazione delle leggi da parte dei cant.; parallelamente fu abolito il sistema dei contingenti. D'altro canto la fanteria e la Cavalleria continuavano a essere costituite da truppe cant. Contro l'opinione del generale Herzog, che riteneva più adatto alla difesa del Paese un esercito più ridotto, ma qualitativamente migliore, fu realizzato il principio del servizio militare obbligatorio. A condizionare il reclutamento dei giovani non furono più le quote previste per la formazione dei contingenti, ma solo l'idoneità o meno al servizio. Anche in tempo di pace l'esercito era composto da otto divisioni, ciascuna formata da due brigate, a loro volta suddivise in due reggimenti. Il reclutamento era effettuato in circ. regionali corrispondenti alle divisioni; l'istruzione militare fu centralizzata. L'armamento e l'equipaggiamento delle truppe divennero di competenza della Conf., mentre vestiario e attrezzature personali continuavano a essere fornite dai cant., i quali custodivano anche il materiale delle loro unità e si assumevano l'organizzazione dell'educazione ginnica preliminare. Si prolungò la durata delle scuole reclute e i corsi di ripetizione ebbero luogo ogni due anni. A partire dal 1875 le reclute furono sottoposte a periodici esami pedagogici, i cui risultati statistici permisero di migliorare l'insegnamento scolastico.

I nuovi compiti assunti dalla Conf. in campo militare comportarono una forte crescita del relativo budget: fu dunque necessario ricorrere a misure di risparmio e trovare possibili nuove entrate. Dopo vari tentativi, nel 1878 fu introdotta la tassa di esenzione dal servizio militare. Una legge sulla Landsturm, così come un'ordinanza sul servizio territoriale e di retrovia fu promulgata nel 1886. Nel 1891 si ebbe poi la suddivisione dell'esercito in quattro corpi di armata e la creazione della commissione per la difesa nazionale, quale organo consultivo del capo del Dip. militare fed. Il futuro generale Ulrich Wille proseguì gli sforzi di Herzog per migliorare la qualità dell'esercito. Contrariamente al suo predecessore, Wille era convinto che si potessero raggiungere una disciplina e un ordine militare soddisfacenti anche con un esercito di milizia.

<b>Esercito</b><br>Fonte: indicazioni di Hans Senn  © 2004 DSS e Marc Siegenthaler, Berna.<BR/>
Le spese militari della Confederazione dal 1850 al 1995

Autrice/Autore: Hans Senn / sgh

5 - Organizzazione militare del 1907 e organizzazione delle truppe del 1911

Un secondo tentativo di centralizzare totalmente la difesa cadde in votazione popolare nel 1895; si dovette dunque cercare un nuovo compromesso. L'organizzazione militare del 1907 attribuiva il comando supremo dell'esercito alla Conf., che vigilava anche sulle amministrazioni militari cant. I cant. organizzavano le compagnie e i battaglioni della fanteria, gli squadroni dei dragoni, le unità e i battaglioni della Landsturm e i Servizi complementari, nominandone gli Ufficiali. I cant. erano inoltre responsabili dell'equipaggiamento personale sia delle truppe cant. sia di quelle fed. Le altre truppe venivano organizzate dalla Conf., che provvedeva anche all'armamento, all'equipaggiamento dei corpi di armata e al materiale bellico per tutto l'esercito. La durata delle scuole reclute e per i quadri venne prolungata, così come i corsi di ripetizione per l'attiva e per la Landwehr.

La legge sull'organizzazione delle truppe del 1911, entrata in vigore nel 1912, ridusse il numero dei corpi di armata da quattro a tre, e le divisioni da otto a sei. Le divisioni erano allora composte da tre brigate di due reggimenti ciascuna. I comandanti di corpo assumevano la funzione di ispettori ed erano responsabili dell'istruzione unitaria e dell'attitudine al combattimento dei loro corpi di armata; in caso di guerra essi potevano essere impiegati come comandanti di un fronte. La direzione operativa era però in genere di competenza dei comandanti di divisione, militari professionisti a partire dal 1913. Il numero dei comandanti operativi era però troppo elevato, così che essi si ostacolavano a vicenda; i comandanti di brigata erano ufficiali di milizia e spesso non erano in grado di dirigere le loro rigide unità tattiche. Nel 1912 fu introdotta anche nella fanteria la mitragliatrice Maxim, all'epoca prodotta su licenza sotto il marchio Mg 11, dal 1898 già in dotazione delle truppe di fortezza e della cavalleria. Nel 1914 la Soc. sviz. degli ufficiali raccolse 1,75 milioni di frs. per l'istituzione di un'aviazione militare sviz. (Forza aerea); anche il servizio di veicoli a motore dovette essere improvvisato.

Autrice/Autore: Hans Senn / sgh

6 - Il periodo tra le due guerre mondiali

Il periodo che seguì la prima Guerra mondiale fu caratterizzato da un rifiuto della guerra, dall'aspirazione alla pace e dalla convinzione che futuri conflitti potessero essere regolati dalla Soc. delle Nazioni e da arbitrati intern. Negli anni 1920-30 i crediti militari furono tanto contenuti da permettere a malapena il mantenimento dell'esercito esistente. Il Consigliere fed. Karl Scheurer poté raggiungere questo obiettivo solo grazie ad alcune concessioni: egli dovette ridurre la quota di abili al servizio, innalzare a 21 anni l'età per la scuola reclute, rinunciare ai corsi di ripetizione della Landwehr, e ricorrere alle munizioni e al materiale destinato per le riserve di guerra. L'organizzazione delle truppe del 1925 fu una riforma poco incisiva, che non modificò la rigida struttura dell'esercito; invece di provvedere al fabbisogno di armi pesanti, ci si limitò all'introduzione di mitragliatrici leggere.

Nel 1933, quando Hitler giunse al potere, il Consigliere fed. Rudolf Minger, attivamente sostenuto dalla Soc. sviz. degli ufficiali, si impegnò in una serie di interventi per sostenere l'immagine dell'esercito nell'opinione pubblica. Per contribuire ai costi del riarmo, il popolo sviz. sottoscrisse nel 1936 un Prestito di difesa nazionale di 235 milioni di frs. (Prestiti di guerra); l'anno successivo anche il partito socialista si schierò senza riserve in favore della difesa nazionale. L'Esposizione nazionale del 1939 espresse il sentimento comune alla grande maggioranza della pop. Per adeguare l'esercito, troppo a lungo trascurato, alle esigenze dei tempi, il Consigliere fed. Minger varò delle riforme in tutti i settori. Ancora prima della seconda Guerra mondiale, la fanteria fu potenziata con una prima fornitura delle necessarie armi di appoggio (lanciamine, cannoni di fanteria). Per le truppe leggere furono acquistati carri armati da ricognizione, mentre i pezzi di artiglieria trainati da cavalli furono in parte sostituiti da mezzi motorizzati. L'aviazione fu rafforzata con apparecchi Messerschmitt, mentre la difesa contraerea si trovava ancora agli inizi. L'ordinanza del Consiglio fed. del 1939 sul servizio complementare permise anche alle donne l'accesso al servizio militare, seppure con alcune restrizioni (servizio complementare femminile, dal 1986 Servizio militare femminile (SMF)).

Tutti i periodi di istruzione furono estesi, ma tali misure migliorarono solo lievemente il livello di formazione dell'esercito prima dell'inizio del Servizio attivo. La rigida struttura delle forze terrestri diventò più flessibile. Secondo l'organizzazione delle truppe del 1938, i tre corpi di armata assunsero compiti operativi, definirono cioè gli obiettivi da raggiungere nei rispettivi settori di combattimento e attribuirono ai responsabili tattici i mezzi necessari. Alle nove divisioni (ciascuna costituita di tre reggimenti) e alle tre brigate di montagna autonome (Truppe di montagna) fu affidata la direzione del combattimento con le unità collegate. Il loro grado di motorizzazione era modesto; esse si spostavano per lo più a piedi, con l'aiuto di cavalli da tiro. Otto brigate di frontiera, unitamente alle truppe di frontiera della divisione del Gottardo e alle brigate di montagna, avrebbero dovuto contenere il primo assalto in caso di attacco improvviso, permettendo la mobilitazione delle truppe di campagna: le Fortificazioni permanenti erano state pensate per offrire loro un supporto. Tre brigate leggere, composte di cavalleria, ciclisti e truppe motorizzate avevano il compito di combattere per guadagnare tempo.

Verso la fine del periodo fra le due guerre, la conduzione delle forze armate fu rafforzata: attraverso la suddivisione nei tre gruppi di Stato maggiore, istruzione e amministrazione militare, fu possibile ridurre notevolmente il numero delle persone direttamente sottoposte al capo del Dip. militare. Si rinunciò all'idea di un generale in tempo di pace, ma un ispettore dell'esercito avrebbe dovuto verificare il grado di raggiungimento degli obiettivi. Nel frattempo, con lo scoppio della seconda guerra mondiale, era iniziato il servizio attivo. Pertanto la legge corrispondente non entrò in vigore e dopo il conflitto si rinunciò definitivamente all'introduzione dell'ispettore dell'esercito.

Autrice/Autore: Hans Senn / sgh

7 - L'epoca della Guerra fredda

Negli anni 1950-60 il dibattito sull'impiego dell'esercito nell'era atomica suscitò forti emozioni (Guerra fredda). I sostenitori di una difesa del territorio fondata soprattutto su unità di fanteria dislocate su posizioni stabili si scontrarono con i fautori di una strategia di combattimento più mobile. Quest'ultima avrebbe dovuto essere basata su formazioni motorizzate e una solida forza aerea, dotata di Armi atomiche. Il Consigliere fed. Paul Chaudet e il capo di Stato maggiore generale Jakob Annasohn propendevano per la seconda variante; visti gli scarsi mezzi a disposizione dovettero però accontentarsi di un compromesso, attingendo agli armamenti già in dotazione (carri armati, armi anticarro, aerei da combattimento e armi di difesa contraerea). Era previsto l'acquisto di 100 velivoli Mirage per impiegarli come caccia intercettori e per il trasposto di armi nucleari; il loro numero fu tuttavia ridotto a 57 a causa del massiccio superamento dei crediti previsti (affare dei Mirage). Questa esperienza fece comprendere che l'adozione di costosissime armi nucleari sarebbe andata a scapito dell'armamento tradizionale. La firma del trattato di non proliferazione nucleare (1969) sancì praticamente la fine delle discussioni su un possibile armamento atomico della Svizzera.

L'organizzazione delle truppe del 1961 concepì nuove unità, più adatte alle zone di intervento. Tre divisioni e otto brigate di frontiera ebbero il compito di difendere i confini. A tre divisioni di campagna e ad altrettante meccanizzate era invece affidato il combattimento lungo le linee dei fiumi dell'Altopiano. Tre divisioni di montagna, ciascuna con tre brigate di confine, tre di fortezza e tre del ridotto, erano invece destinate alla difesa dello spazio alpino. Ciascun corpo di armata, di campagna o di montagna, comprendeva tre divisioni. L'armata di campagna era ripartita in sei zone territoriali, che comprendevano formazioni per la Logistica, il servizio sanitario e l'aiuto in caso di catastrofe. La Concezione della difesa nazionale militare del 6.6.1966 coniugava solidamente la difesa del territorio e la mobilità tattica nel combattimento. Le divisioni di campagna erano adatte a presidiare territori di importanza strategica, mentre i reggimenti di carri armati delle divisioni meccanizzate, sostenute dall'aviazione da caccia, erano in grado di lanciare delle controffensive. Tale combinazione di difesa e contrattacco fu designata come "difesa combinata"; questa nuova dottrina fu ancorata nel regolamento sulla condotta delle truppe del 1969. L'armamento venne migliorato in modo corrispondente alle nuove strategie militari: la fanteria fu dotata di armi anticarro a media e lunga gittata. Le formazioni destinate al contrattacco vennero potenziate negli anni 1980-90 con il carro armato Leopard, mentre il sistema missilistico mobile di difesa contraerea Rapier avrebbe dovuto garantire loro la necessaria copertura. I pezzi di artiglieria semoventi sostituirono progressivamente i pezzi trainati.

Il moderno campo di battaglia esigeva dal singolo soldato un'autonomia ben maggiore di quanto era previsto nel regolamento di servizio del 1933, rimasto in vigore fino agli anni 1950-60. Invocando una democratizzazione dell'esercito, alcuni riformatori rivendicarono un apprendimento più pragmatico dell'arte militare, meno condizionato da formalismi e rigida disciplina. Nel 1946 venne abolito il passo di marcia cadenzato, così come nel 1958, con l'introduzione del fucile di assalto, fu eliminato anche l'esercizio di maneggio del fucile. Secondo il regolamento di servizio del 1954 l'autonomia di pensiero e di azione erano ormai parte integrante del concetto di disciplina. I comandanti delle varie unità, per mezzo di incontri con le truppe, cercavano di favorire una comprensione per le esigenze e le decisioni dell'esercito. Dal 1961 essi vennero coadiuvati in questo compito dalla riattivata sezione Esercito e Focolare, che fu trasformata nel 1977 nel servizio dell'informazione alla truppa, abbandonando così l'ormai superata ideologia della Difesa spirituale della patria. Si applicò in modo più sistematico la strategia di responsabilizzazione, secondo cui ai subordinati venivano assegnati degli obiettivi, lasciandoli però liberi nell'adempimento degli stessi.

Le ripercussioni dei moti giovanili del 1968 si fecero ben presto sentire anche nell'esercito. Il problema dell'Obiezione di coscienza, che si era già manifestato nel periodo fra le due guerre, si pose in modo più marcato. Fu allora creata una commissione per le questioni dell'educazione e dell'istruzione militare, sotto la direzione del colonnello Heinrich Oswald, incaricata di tener conto delle mutate condizioni sociali. Il suo rapporto, presentato nel 1970, postulava una disciplina basata non più sulla persona, ma piuttosto su obiettivi concreti; si cercava di motivare i soldati attraverso la persuasione, coinvolgendoli maggiormente nei progetti. Meno formalismo nei rapporti fra superiori e subalterni avrebbe dovuto rendere più naturali i contatti nella truppa.

I mezzi di distruzione di massa impiegati verso la fine della seconda guerra mondiale erano ormai teoricamente in grado di annientare intere nazioni, rendendo inutile la distinzione tra fronte e retrovie. In questo contesto l'obiettivo politico di salvaguardare l'indipendenza dello Stato rischiava di contrapporsi alla sua stessa sopravvivenza. La commissione di studio per le questioni strategiche, istituita dal capo di Stato maggiore generale e posta sotto la direzione del professor Karl Schmid giunse alla conclusione che minacce all'esistenza stessa potevano essere affrontate solo attraverso una concezione strategica globale. Nel 1970 furono pertanto istituiti gli organi direttivi della difesa, mentre nel 1973 il parlamento approvò il rapporto del Consiglio fed. sulla Politica di sicurezza della Svizzera.

Autrice/Autore: Hans Senn / sgh

8 - Esercito 95 e Esercito XXI

La caduta del muro di Berlino nell'autunno del 1989 rappresentò simbolicamente la caduta del comunismo e dell'Impero sovietico: iniziava così un periodo di mutamenti imprevedibili. Il periodo di preallarme prima dello scoppio di un grande conflitto, che durante la Guerra fredda era molto ridotto, si allungò. Acquisirono maggior importanza altre minacce, come le catastrofi, il terrorismo, l'afflusso di rifugiati e la criminalità organizzata. La necessità di un adeguamento dell'esercito alle mutate circostanze fu incoraggiata dal 35,6% di voti favorevoli all'iniziativa per una Svizzera senza esercito, lanciata dal Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE), e respinta in votazione popolare il 26.11.1989. Il rapporto sulla politica di sicurezza del 1990 teneva in considerazione la nuova situazione: l'esercito rimaneva principalmente un mezzo di dissuasione volto a impedire la guerra e nel peggiore dei casi uno strumento di combattimento (servizio di difesa nazionale). Fu mantenuta anche la funzione di Servizio d'ordine dell'esercito. Ma in aggiunta a ciò, le forze armate in futuro avrebbero dovuto impegnarsi maggiormente al promovimento della pace (servizio di promovimento della pace) e alla salvaguardia delle condizioni di esistenza della pop., prestando ad esempio alle autorità civili un aiuto in caso di catastrofe (servizio di appoggio).

<b>Esercito</b><br>"No all'abolizione del nostro esercito"; manifesto del comitato d'azione contro l'abolizione dell'esercito in vista della votazione del 26.11.1989 (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>
"No all'abolizione del nostro esercito"; manifesto del comitato d'azione contro l'abolizione dell'esercito in vista della votazione del 26.11.1989 (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).
(...)

Esercito 95 limitò l'età dell'obbligo militare a 42 anni, riducendo anche il numero degli effettivi a 400'000 uomini. Le classi dell'esercito furono abolite, la durata del servizio ridotta, e i corsi di ripetizione previsti solo ogni due anni. Le brigate di frontiera e del ridotto furono sciolte: in compenso l'esercito venne dotato di quattro reggimenti di allarme per garantire la sicurezza degli aeroporti intern. di Zurigo e Ginevra, della capitale fed. e per il pronto intervento in caso di catastrofe. Due brigate blindate e un reggimento di artiglieria furono destinati alla riserva. Da allora i tre corpi di armata comprendono ognuno due divisioni da campagna, una brigata blindata e una divisione territoriale. Il corpo d'armata di montagna dispone di tre divisioni di montagna, tre brigate da fortezza, una divisione e due brigate territoriali. Al corpo di aviazione e difesa contraerea appartengono le brigate di aviazione, di fortezza aerea, di difesa contraerea e informatica. Grazie alle cinque brigate blindate e a una parziale motorizzazione della fanteria, il comando delle forze armate mirava a raggiungere una migliore capacità di reazione. La difesa integrale del territorio di Esercito 61 lasciò così il posto alla nuova dottrina della "difesa dinamica del territorio", che concentrava gli sforzi in funzione delle minacce concrete.

I fattori demografici, la riduzione dei crediti e carenze nel reclutamento dei quadri evidenziarono in breve tempo che Esercito 95 era solo una soluzione provvisoria. Nel 2004 ha lasciato il posto alla riforma di Esercito XXI, secondo cui l'esercito ha il compito di salvaguardare e difendere il territorio, di intervenire in modo sussidiario nella prevenzione e nella gestione di pericoli esistenziali, e di contribuire al promovimento della pace. L'effettivo, a seguito dell'abbassamento a 30 anni dell'età di congedo, è di 220'000 soldati. In tempo di pace, l'esercito - si tratta di una novità - è guidato dal capo delle forze armate, che dirige l'istruzione superiore dei quadri, le forze terrestri e aeree, la base logistica e l'aiuto alla condotta. Le forze terrestri sono composte da quattro Stati maggiori delle regioni territoriali, quattro brigate di fanteria, tre brigate di fanteria di montagna e due brigate blindate. Corpi d'armata, divisioni e reggimenti sono stati sciolti. Alle formazioni d'addestramento compete l'istruzione. Le formazioni della sicurezza militare e i militari in ferma continuata, che assolvono in un unico periodo i giorni di servizio d'istruzione, possono essere impiegati in qualsiasi momento.

Autrice/Autore: Hans Senn / sgh

Riferimenti bibliografici

Bibliografia
– P. Marti (a cura di), Schweizer Armee, 1980
L'Etat-major
– H. R. Kurz, Die Geschichte der Schweizer Armee, 1985
– H. Eberhart, A. A. Stahel (a cura di), Schweizerische Militärpolitik der Zukunft, 2000