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Lugano, lago di

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Lago prealpino di origine glaciale, i cui 48,9 km2 di superficie si estendono per il 63% in territorio sviz., per il 37% in territorio it.; sono in territorio it. il ramo nordorientale oltre Gandria, Campione d'Italia e la sponda ovest, da Porto Ceresio a Ponte Tresa. Il lago Ŕ costituito da tre bacini: quello settentrionale tra Porlezza e Melide e quello meridionale tra Capolago e Agno - separati dal ponte-diga di Melide, costruito su una morena sublacuale - e il piccolo bacino di Ponte Tresa oltre lo stretto di Lavena. I principali immissari, tutti di portata limitata, sono Cassarate, Vedeggio e Magliasina; il suo solo emissario Ŕ la Tresa, che convoglia le acque nel lago Maggiore.

Cit. per la prima volta da Gregorio di Tours (Ceresium, 590, denominazione la cui origine Ŕ incerta; il nome letterario Ceresio Ŕ tuttora di uso comune), il lago appare nel IX sec. come Laco Luanasco (804). La prima testimonianza sicura di un'organizzazione politica sulle sue sponde Ŕ dell'818. Inserito in un'area di importanza strategica, il Ceresio appartenne al dominio feudale della contea del Seprio; attorno al Mille pass˛ sotto il controllo del vescovo di Como. La regione fu teatro della guerra tra Como e Milano per il controllo dei traffici alpini (1218-27); inglobati progressivamente nel ducato di Milano, il lago e le sue rive furono di nuovo oggetto di contese territoriali e politiche durante il XV sec., mentre Lugano si profilava come principale borgo rivierasco.

L'appartenenza a una sola unitÓ politica sovraordinata cess˛ definitivamente con la costituzione dei baliaggi transalpini dei cant. sviz. all'inizio del XVI sec. Fissati nel 1752 con il trattato di Varese, i confini italo-sviz. rimasero da allora praticamente invariati. Prima del XIX sec., le vie di transito tra le Alpi e la Lombardia tendevano ad aggirare il Ceresio, insieme topografico complesso e chiuso. La costruzione del ponte-diga tra Melide e Bissone (1844-47) costituý un mutamento radicale: da allora l'area lacuale fu l'itinerario privilegiato per i collegamenti stradali, ferroviari (1874) e autostradali (1968-70) attraverso il Ticino. La navigazione a vapore venne introdotta nel 1848, un servizio regolare dal 1856; nel 1992 Ŕ stata firmata una convenzione italo-sviz. per disciplinare la navigazione. L'avvento della ferrovia ha contribuito alla valorizzazione turistica del lago, inserito alla fine del XIX sec. nei circuiti di viaggio e soggiorno dei laghi prealpini it., anche se la scoperta della zona da parte di viaggiatori, scrittori e artisti risale giÓ al XVIII sec.

Documenti altomedievali attestano nella zona la coltura della vigna e dell'ulivo. Tra le comunitÓ lacuali vi furono sempre intensi rapporti, dovuti al commercio (spec. cereali e bestiame), allo sfruttamento delle risorse ittiche e all'emigrazione, che associ˛ per sec. le maestranze artistiche. Nel 1555 furono attribuiti privilegi ai pescatori di Bissone, Melide e Morcote. I rapporti tra Svizzera e Italia sulla pesca nel lago sono regolati da una convenzione del 1986. La frontiera favorý il contrabbando, che rimase un'attivitÓ importante ancora nel XX sec. Verso la fine del XIX sec. si manifest˛ un calo della pescositÓ, da mettere in relazione anche con l'inquinamento causato da acque di scarico industriali. Nel XX sec. la zona ha conosciuto un forte incremento demografico, industriale e turistico: oltre il 50% della pop. ticinese Ŕ concentrata sul bacino imbrifero del Ceresio (12,5% del territorio cant.). L'elevato tempo di ricambio delle acque e la forte urbanizzazione delle sponde hanno favorito l'eutrofizzazione del lago, dovuta soprattutto all'aumento di fosfati; iniziato intorno al 1950, il processo ha toccato il culmine dell'evoluzione sfavorevole negli anni 1970-80. Grazie alle misure di risanamento intraprese da allora, e in particolare la depurazione delle acque luride, tutte le rive della parte sviz. sono tornate a essere balneabili dal 1996, mentre nel 2005 Ŕ stata rilevata una buona ossigenazione anche delle acque in profonditÓ.


Bibliografia
Il Ceresio, 1988

Autrice/Autore: Marco Marcacci