• <b>Costanza (principato vescovile)</b><br>Fonti: indicazioni di Franz Xaver Bischof; H. Ammann, K. Schib (a cura di),  <I>Atlante storico della Svizzera,</I> 1958 <SUP>2</SUP> , 46; <I>Historischer Atlas von Baden-Württemberg</I>, VI, 1987, foglio 13   © 2003 DSS e cartografia Kohli, Berna.

Costanza (principato vescovile)

A differenza dalla vasta diocesi di C., il territorio soggetto al potere temporale dei suoi principi vescovi era ridotto e frammentato. Esso consisteva essenzialmente in diritti e località a nord e a sud del lago di C. e dell'alto Reno: nel ME non si era potuta infatti formare una signoria territoriale ampia e compatta soprattutto a causa della posizione geografica della sede vescovile, posta fra le due abbazie imperiali di Reichenau e di San Gallo.

<b>Costanza (principato vescovile)</b><br>Fonti: indicazioni di Franz Xaver Bischof; H. Ammann, K. Schib (a cura di),  <I>Atlante storico della Svizzera,</I> 1958 <SUP>2</SUP> , 46; <I>Historischer Atlas von Baden-Württemberg</I>, VI, 1987, foglio 13   © 2003 DSS e cartografia Kohli, Berna.<BR/>
Il principato vescovile di Costanza attorno al 1790

La più antica attestazione delle proprietà della Chiesa di C. è tramandata dal privilegio concesso dall'imperatore Federico I (1155), che descriveva i confini diocesani ed elencava i beni appartenenti alla Chiesa episcopale di C. Nel XIII sec. presuli dinamici come il principe vescovo Eberhard von Waldburg riuscirono a estendere ancora in misura decisiva i beni e diritti signorili del principato vescovile, fra l'altro riacquistando signorie e feudi perduti. Intorno al 1302 il vescovo Heinrich von Klingenberg fece allestire un registro fondiario delle terre soggette (allora giunte alla loro massima espansione), i cui nuclei principali non mutarono, nei tratti essenziali, fino alla soppressione del principato.

La Riforma non comportò perdite territoriali per il principato vescovile; significò invece la perdita di introiti ecclesiastici spec. nel Württemberg e nelle zone rif. della Conf., che però furono in parte compensati da due incorporazioni (collegiata agostiniana di Öhningen, 1534; abbazia di Reichenau, 1540). I beni e i diritti così acquisiti permisero alla Chiesa di C. di formare intorno all'Untersee una signoria territoriale quasi compatta; dalla metà del XV sec., tuttavia, il principato ebbe un margine di manovra politico molto ridotto a causa della propria posizione fra l'Impero, gli Asburgo e una Conf. in via di espansione.

I rapporti giur. della signoria furono resi parecchio più difficili dopo la guerra di Svevia, che nel 1499 portò a una separazione di fatto fra terre imperiali e terre sviz. In poche zone il principe vescovo deteneva l'alta giustizia, elemento importante di una signoria territoriale: in Svizzera, fino al 1798, solo nelle cittadine di Arbon (con Horn) e Bischofszell, dove la sovranità militare competeva invece al baliaggio fed. di Turgovia. Per distinguerli dai beni di Reichenau, acquisiti più tardi, i diritti signorili e fondiari di C. in Turgovia, risalenti al ME, erano detti "del vecchio capitolo" (altstiftisch). Il principe vescovo, che oltre a numerose chiese e singole tenute possedeva soprattutto signorie fondiarie con diritti di bassa giustizia, in Turgovia era il signore con il più elevato numero di servi della gleba; alla fine del XVIII sec. i suoi sudditi nell'intero principato erano ca. 12'000 (per lo più contadini).

Il principe vescovo di C. aveva il rango di principe dell'Impero; il primo conferimento noto di regalie al vescovo di C. è del 1248. Nell'età moderna, il prelato vide accresciuta la propria importanza temporale dalla condivisione (dal 1543) con il duca del Württemberg della carica di principe con diritto di indire diete elettorali nella circoscrizione sveva, che lo rendeva un interlocutore di spicco dell'imperatore. Con la secolarizzazione (1802-03), sulla base del recesso della Dieta imperiale (1803), l'intera signoria territoriale passò al Baden, che già ne aveva preso possesso alla fine del 1802. Negoziati condotti a Sciaffusa portarono al trattato tra Svizzera e Baden del 1804, che con l'inizio del 1805 assegnò i possedimenti vescovili a sinistra del Reno ai cant. Zurigo, Sciaffusa, San Gallo, Argovia e Turgovia, in cambio di un indennizzo di 440'000 fiorini. Altri 300'000 furono dati dai medesimi per creare un fondo diocesano, inizialmente utilizzato come contributo sviz. alle pensioni dell'ultimo principe vescovo (Karl Theodor von Dalberg) e dei canonici del duomo.


Bibliografia
– E. L. Kuhn et al. (a cura di), Die Bischöfe von Konstanz, 1, 1988
– F. X. Bischof, Das Ende des Bistums Konstanz, 1989
HS, I/2, spec. 54-84
Itinera, 16, 1994
– W. Kundert, «Die Erbhofämter des Hochstifts Konstanz in neuerer Zeit», in Zeitschrift für die Geschichte des Oberrheins, 149, 2001, 163-197

Autrice/Autore: Franz Xaver Bischof / vfe