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Gottstatt

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Antico convento premonstratense dedicato alla Madonna situato nel com. di Orpund (BE) e nella diocesi di Losanna; (lat. Locus Dei). Unico monastero germanofono dell'ordine nella sua provincia (circarie) di Borgogna, dipese inizialmente dall'abbazia madre di Bellelay, poi da quella di Lac de Joux.

Dopo aver tentato invano, nel 1247, di creare una filiale dell'abbazia premonstratense di Weissenau (Svevia), nel 1255 il conte Rudolf I di Neuchâtel-Nidau fondò a Stadowe, situato in un'ansa della Thielle (oggi canale di Nidau-Büren), l'abbazia di G. quale convento privato dei conti di Nidau. I primi monaci arrivarono da Bellelay verso il 1260. La chiesa divenne luogo di sepoltura della fam. dei conti di Nidau, che fino alla loro estinzione (1375) detennero anche l'avogadria abbaziale, passata poi a Kyburg-Burgdorf e nel 1388 a Berna. Lettere di indulgenza furono accordate a coloro che effettuarono un pellegrinaggio a G. o che ne sostennero la costruzione (1295, 1309 e 1314). Fra i 22 abati conosciuti non figura nessun nobile. Seriamente danneggiato dai Gugler nel 1375, il convento fu poi restaurato. Gli ultimi interventi edilizi furono realizzati sotto l'abate Konrad Meyer (1504-14).

Grazie alla donazione iniziale e a successive acquisizioni, G. ebbe possedimenti sparsi nel Seeland, spec. nelle signorie di Nidau e Strassberg (una proprietà quasi compatta a Scheuren), vigneti a Vingelz (Gottstatterhaus) e case a Bienne, Sutz, Kappelen, Büren, Nidau e Berna. Furono stretti patti di comborghesia con Nidau, Berna e Soletta. Oltre alla parrocchia di G., comprendente Orpund, Safneren e Scheuren, l'abbazia detenne sin dalla sua fondazione i diritti di patronato a Bürglen, con la filiale di Nidau (fino al 1482) e Kappelen, Büttenberg (1258) e più tardi a Sutz (1289), Mett (1305), Dotzigen, Täuffelen (1357), Selzach e Arch (1375). Nel tardo ME, questi diritti fornivano ai canonici di G. (12 oltre l'abate, secondo il testamento del conte Rudolf IV von Nidau del 1375) un campo di azione privilegiato come parroci. Dopo la soppressione dell'abbazia (1528) durante la Riforma, i beni e i diritti di patronato passarono a Berna. Tra il 1528 e il 1798, gli edifici del convento furono sede del cosiddetto piccolo baliaggio di G.: un funzionario esercitava la bassa giustizia sull'antica curtis conventuale e amministrava i beni appartenuti in precedenza al monastero. Gran parte degli edifici, fra cui il chiostro, la sala capitolare e la chiesa (oggi tempio della parrocchia protestante di G.) è conservata ed è oggi adibita ad abitazioni e locali utilizzati dalla comunità parrocchiale.


Bibliografia
– P. Aeschbacher, Das Kloster Gottstatt, 19492
– N. Backmund, Monasticon Praemonstratense, I/2, 19832, 460 sg.
– O. Noser, «Gottstatt und Lohn», in JbSolG, 55, 1982, 145-188
HS, IV/3, 383-410

Autrice/Autore: Ernst Tremp / ato