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Critica letteraria

A seconda dell'uso che se ne fa, il concetto di critica letteraria si riferisce a un'area più o meno vasta della "letteratura sulla letteratura". Mentre nei Paesi lat. e anglofoni include la storia e la teoria della letteratura, in ted. rimane tendenzialmente circoscritto alla critica giornalistica e valutativa, in contrapposizione alla "scienza letteraria" (Literaturwissenschaft). Nel XIX sec. la Literaturwissenschaft (denominazione introdotta negli anni 1830-40) comprendeva la critica letteraria praticata nelle Univ., la storia della letteratura, la Filologia (antica e moderna) e la Linguistica.

In Svizzera questa attività paraletteraria, svolta dentro e fuori le Univ., ha assunto una notevole importanza a partire dal XVIII sec., al punto tale che a essa è stato attribuito un ruolo significativo per il rafforzamento dell'identità (il "décalage fécond" di Jean Starobinski) e contemporaneamente per l'apertura di spirito degli intellettuali sviz.

1 - I grandi nomi della critica

Le Lettres sur les Anglais et les Français di Beat Ludwig von Muralt, così come gli scritti di Rousseau, mostravano già gli elementi di una critica letteraria comparativa. In maniera diversa, il "pover'uomo del Toggenburgo" Ulrich Bräker e il pastore e giornalista neocastellano Henri-David Chaillet furono tra i primi in Europa a studiare Shakespeare. Johann Jakob Bodmer e Johann Jakob Breitinger, i capofila della "scuola zurighese" - di cui fecero parte anche Johann Kaspar Lavater, Gotthard Heidegger e Johann Jakob Hottinger - favorirono la scoperta della letteratura sia antica sia moderna ed esercitarono una profonda influenza sul preromanticismo ted. Lo zurighese Jakob Heinrich Meister pubblicò a Parigi e Zurigo la Correspondance littéraire. All'inizio del XIX sec., il gruppo di Coppet influenzò l'Europa intera. In De la littérature e De l'Allemagne Madame de Staël sviluppò una propria teoria del romanticismo, mentre Jean Charles Léonard Simonde de Sismondi compì un'acuta analisi delle letterature dell'Europa meridionale (La littérature du midi de l'Europe). Lo stesso spirito cosmopolita traspariva anche dagli scritti di Karl Viktor von Bonstetten e di Benjamin Constant.

Alexandre Vinet e in seguito Henri Warnery, Gaston Frommel e Charles Secrétan costituirono il primo filone - prot. e borghese - della critica letteraria romanda, mentre il secondo ebbe un'impostazione univ. e storicista (Philippe Godet, Virgile Rossel) e il terzo fu più chiaramente aperto all'Europa (Edouard Rod, Marc Monnier). Nella Svizzera ted., Josef Viktor Widmann fu il principale esponente della critica giornalistica, mentre Jakob Bächtold e in seguito Emil Ermatinger influenzarono in maniera decisiva la storia della letteratura. Dal Grigioni it. provenne un'importante commentatore dell'opera dantesca, Giovanni Andrea Scartazzini. Gli scritti di autori quali Carl Spitteler, Charles Ferdinand Ramuz, Edmond Gilliard, Gonzague de Reynold, Charles-Albert Cingria segnarono già il passaggio al XX sec.

Gli studi di Marcel Raymond (De Baudelaire au surréalisme), Jean Rousset (Forme et signification, opera che segnò l'inizio dello strutturalismo letterario) e Jean Starobinski diedero fama intern. alla scuola di Ginevra. A Zurigo si distinsero la critica stilistica della rivista Trivium (Gerda Zeltner), Emil Staiger (critica immanente del testo), Max Wehrli, Fritz Ernst e Karl Schmid. A Basilea, Walter Muschg (Tragische Literaturgeschichte) e Albert Béguin (L'anima romantica e il sogno) furono gli esponenti di una critica impegnata, esistenzialista o catt. Per quanto riguarda la Svizzera it., vanno citati almeno Giovanni Pozzi e Remo Fasani, e per l'ambito rom. e medievale Reto Raduolf Bezzola. L'antagonismo tra critica tradizionale e moderna, univ. e "militante" scoppiò nel 1966-67 in seguito a un discorso di Staiger (Zürcher Literaturstreit).

La critica giornalistica è risultata e risulta tuttora ricca e diversificata sulla stampa e alla radio, mentre è pressoché inesistente in televisione. Contributi di alto livello sono apparsi sulla Gazette littéraire (Franck Jotterand) e sul Samedi littéraire (Walter Weideli, Georges Anex), supplementi risp. della Gazette de Lausanne e del Journal de Genève, e a Zurigo sulle pagine culturali della Tat (Max Rychner) e della Neue Zürcher Zeitung (Eduard Korrodi, Werner Weber). Nonostante la lunga storia e l'importanza della critica letteraria in Svizzera, non esiste ancora un'opera di carattere generale sull'argomento.

Autrice/Autore: Manfred Gsteiger / mku

2 - La critica letteraria nelle Università

Con l'istituzione nel XIX sec. di cattedre di filologia nelle Univ. ted. e svizzeroted., tale ambito disciplinare, molto vasto secondo l'accezione dell'epoca, venne affidato a professori ordinari. La maggioranza di loro tuttavia incentrò la propria attività didattica sulla filologia classica (lingue e letterature antiche). A partire dagli anni 1870-80, vennero introdotti degli insegnamenti delle filologie nazionali ("neofilologia"), presto trasformati in cattedre. Nelle Univ. svizzeroted., la filologia venne suddivisa in una sezione antica e moderna (Berna nel 1871, Basilea nel 1884 e Zurigo nel 1887). A Friburgo, le cattedre di letteratura franc., it. e ted. vennero inaugurate risp. nel 1894, nel 1903 e nel 1906.

Nelle acc. romande, in seguito divenute Univ., fin dall'inizio l'insegnamento comprendeva anche la letteratura, e in particolare quella nelle lingue straniere. Corsi specifici di letteratura (spec. di quella ted.) vennero pertanto istituiti già alla metà del XIX sec., a Ginevra e Losanna nel 1844, e a Neuchâtel nel 1866. Lo studio della letteratura franc. avveniva spesso in un'ottica comparata. Dalla fine del XIX sec. venne data la possibilità di conseguire una "licenza moderna" (plurilingue) sul modello franc.

Autrice/Autore: Rosmarie Zeller / mku

Riferimenti bibliografici

Bibliografia