• <b>Saint-Gingolph</b><br>Veduta dall'alto della frontiera sul ponte sul fiume Morge, scattata dalla Francia occupata il 13.6.1943  © KEYSTONE/Photopress. Sulla destra della fotografia si distingue il cartello segnaletico francese della N 5, la strada nazionale che collegava Parigi alla frontiera franco-svizzera (via Digione e Ginevra) con l'indicazione Bouveret e Saint-Maurice. Durante la seconda guerra mondiale questa frontiera rivestì un ruolo importante. Finché la Svizzera confinò con la Francia non occupata, fu relativamente permeabile. Dal 1942, quando il governo di Vichy prese attivamente parte alla politica di sterminio nazista e la Germania invase la zona sud, l'afflusso di rifugiati alla frontiera vallesana aumentò però significativamente, spingendo la Svizzera ad adottare misure drastiche.

Saint-Gingolph

Com. VS, distr. Monthey, sul cono alluvionale della Morge, torrente di frontiera con la Francia. Insieme alla frazione di Le Freney e all'omonimo com. franc. fino al 1569 formò un'unica comunità; (1153: Sanctus Gengulfus). Pop: 321 ab. nel 1802, 627 nel 1850, 660 nel 1900, 801 nel 1950, 773 nel 2000. Signoria dell'abbazia di Ainay (1153), probabilmente prima del 1204 S. passò a quella di Abondance che vi insediò un ministeriale (métral) e poi un castellano. Nel 1536 S. si sottomise all'autorità delle sette decanie; l'abate di Abondance conservò i suoi diritti, che cedette ai Du Nant de Grilly nel 1563. In seguito al trattato di Thonon (1569), alle decanie fu attribuito solo il territorio a destra della Morge, che incorporarono al baliaggio (gouvernement) di Monthey (1570); il villaggio venne diviso in due. Nel 1646 la signoria passò dai Du Nant ai von Riedmatten, che la detennero fino al 1798. In seguito il castello fu rilevato dalla fam. de Rivaz (1585-88) e infine da S. che verso il 1900 lo trasformò in palazzo com. Il com. fu in conflitto con Evian e La Tour-de-Peilz a causa dello sfruttamento dei boschi e con Novel (Alta Savoia) per gli alpeggi (XIII-XVII sec.). S. fu incorporato al distr. di Monthey nel 1798. La piccola zona franca di S., creata nel 1829, fu assorbita dalla grande zona franca (Savoia settentrionale) e in seguito ripristinata (1933). Il Consiglio misto, che amministrava i beni dei cittadini (due terzi si trovavano su territorio sviz.) fu sostituito nel 1794 da due consigli; dal 1949 i beni sono gestiti da un solo com. patriziale, ma da due consigli, uno sviz. e uno franc. Nonostante la divisione politica, gli ab. sono attivi in ass. comuni. Durante la seconda guerra mondiale 689 rifugiati attraversarono la frontiera a S.; altri 167 furono respinti. Dopo un attacco della Resistenza alle truppe ted. nel luglio del 1944 quasi tutta la pop. del com. franc. fuggì in Svizzera; in seguito le SS incendiarono la parte franc. del villaggio.

<b>Saint-Gingolph</b><br>Veduta dall'alto della frontiera sul ponte sul fiume Morge, scattata dalla Francia occupata il 13.6.1943  © KEYSTONE/Photopress.<BR/>Sulla destra della fotografia si distingue il cartello segnaletico francese della N 5, la strada nazionale che collegava Parigi alla frontiera franco-svizzera (via Digione e Ginevra) con l'indicazione Bouveret e Saint-Maurice. Durante la seconda guerra mondiale questa frontiera rivestì un ruolo importante. Finché la Svizzera confinò con la Francia non occupata, fu relativamente permeabile. Dal 1942, quando il governo di Vichy prese attivamente parte alla politica di sterminio nazista e la Germania invase la zona sud, l'afflusso di rifugiati alla frontiera vallesana aumentò però significativamente, spingendo la Svizzera ad adottare misure drastiche.<BR/>
Veduta dall'alto della frontiera sul ponte sul fiume Morge, scattata dalla Francia occupata il 13.6.1943 © KEYSTONE/Photopress.
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La chiesa originaria si trovava forse a Bret (a ovest della Morge), località distrutta nel 563 dallo smottamento del monte Tauredunum. Sulla riva sinistra della Morge era situata anche la chiesa parrocchiale, dedicata a S. Gingolfo, un ufficiale di Pipino il Breve. La parrocchia, che comprende i due com., fece parte della diocesi di Ginevra (dal XII sec.) e in seguito di quella di Annecy (dal 1822); S. è l'unica località sviz. che dipende da una diocesi straniera. Non è stato chiarito se la frontiera diocesana tra Ginevra e Sion era costituita in origine dalla Morge o dal Rio d'Ediez a Le Bouveret. Dalla parte vallesana i Du Nant costruirono una cappella; un'altra, quella della Sacra Famiglia, fu eretta nel 1677 da Jacques de Riedmatten.

Pur essendo raggiungibile via strada (strada militare 1805-07), ferrovia - collegamenti con Le Bouveret (dal 1878) ed Evian (1886-1998) - e battello (Compagnia generale di navigazione), S. si trova in una posizione isolata. Accanto all'agricoltura, alla selvicoltura e alla pastorizia (estesi alpeggi), praticate fino al XX sec., a S. erano attive delle industrie (calce dal XV al XIX sec., mulini e cartiera, riconvertiti nel XIX sec. in fabbrica di chiodi, catene e cartonaggi, cave dal XIX al XX sec., cantiere navale dal XVII sec. al 1980), che sono state sostituite da alcune attività del terziario; i commerci e gli alberghi si trovano tuttavia su suolo franc. Per frenare il processo di spopolamento, S. punta sul turismo (porto, spiaggia, escursionismo).


Bibliografia
– A. Chaperon, Monographie de Saint-Gingolph, 1913 (rist. 2001)
Walliser Wappenbuch, 1946, 225 sg.
– M. Roueche, A. Chabloz, Saint-Gingolph village frontalier, mem. lic. Ginevra, 1976
HS, I/5, 38-42
– A. Winiger, «Le refuge à la frontière valaisanne», in Ann. val., 2003, 43-84

Autrice/Autore: Patrick Maye / cmu