• <b>Valle Onsernone</b><br>Veduta da est del villaggio di Spruga; fotografia realizzata attorno al 1930 da  Rudolf Zinggeler (Biblioteca nazionale svizzera, Archivio federale dei monumenti storici, Collezione Zinggeler). Spruga è situato nei pressi del confine, in fondo alla frastagliata valle Onsernone. Le case sono situate su terreno scosceso. I pendii sopra e sotto il paese furono terrazzati e utilizzati per la coltivazione.
  • <b>Valle Onsernone</b><br>Donne che intrecciano la paglia a Loco; fotografia realizzata nel 1933 da  Rudolf Zinggeler (Biblioteca nazionale svizzera, Archivio federale dei monumenti storici, Collezione Zinggeler). La valle Onsernone offriva poche possibilità di guadagno. La lavorazione della paglia fu praticata dal XVI al XX secolo.

Onsernone, valle

Valle TI, distretto Locarno; (1231: Osornono). Percorsa dal fiume Isorno e dal suo affluente Ribo, si estende per 20 km in direzione est-ovest, parallelamente alle Centovalli e alla valle Vigezzo, e comprende gli ex com. che formano l'attuale com. di O. Pop: 852 ab. nel 2000.

L'esistenza di un com. medievale, detto Comun grande, è attestata dal 1228. Sviluppatosi a partire dai primi insediamenti legati alla chiesa madre di S. Remigio di Loco, il Comun grande comprendeva tutti i villaggi a eccezione di Auressio, legato alle Terre di Pedemonte. Il com. medievale era organizzato in squadre, corrispondenti in parte ai villaggi con le loro frazioni (dette terre); ogni squadra inviava i suoi rappresentanti alle riunioni del congresso e alla vicinanza generale. Di competenza del Comun grande erano la stesura degli statuti, la concessione del vicinato, la vendita o l'affitto di terreni, le questioni di confine, il taglio dei boschi, la ripartizione delle quote di alpeggiatura per ogni squadra, la manutenzione delle strade e la riscossione di alcune tasse. Per quanto riguarda l'amministrazione della giustizia, che sotto il dominio conf. fu di competenza quasi esclusiva del landfogto (o capitano o commissario), l'O. dipendeva da Locarno, nonostante non facesse parte di quella comunità.

<b>Valle Onsernone</b><br>Veduta da est del villaggio di Spruga; fotografia realizzata attorno al 1930 da  Rudolf Zinggeler (Biblioteca nazionale svizzera, Archivio federale dei monumenti storici, Collezione Zinggeler).<BR/>Spruga è situato nei pressi del confine, in fondo alla frastagliata valle Onsernone. Le case sono situate su terreno scosceso. I pendii sopra e sotto il paese furono terrazzati e utilizzati per la coltivazione.<BR/>
Veduta da est del villaggio di Spruga; fotografia realizzata attorno al 1930 da Rudolf Zinggeler (Biblioteca nazionale svizzera, Archivio federale dei monumenti storici, Collezione Zinggeler).
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Sul piano ecclesiastico Mosogno, Berzona e Auressio dipesero risp. fino al 1685, 1777, 1792, dalla chiesa parrocchiale di S. Remigio di Loco, attestata nel 1228 (in parte ricostruita nel XVI sec.). Crana, Comologno e Vergeletto fecero capo fino al XVIII sec. alla chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta a Russo, attestata nel 1365 (restauri nel 1995-2002).

Con la Repubblica elvetica e poi la Mediazione, nell'intento di sopprimere i presunti privilegi dei vicini fu imposta la creazione di nove nuovi com., corrispondenti alle antiche squadre e fondati sul domicilio e non più sull'origine dei cittadini. I vicini opposero tuttavia resistenza alla soppressione dell'antico Comun grande, che sopravvisse fino al 1855, quando si trasformò in patriziato generale. Quest'ultimo è ancora all'inizio del XXI sec. proprietario delle cave di beola della valle di Vergeletto, della maggior parte dei boschi e degli alpeggi dell'O., così come del Centro sociale onsernonese per la cura degli anziani con sedi a Russo e Loco.

L'economia tradizionale della valle, a causa delle scarse risorse del territorio, era basata su ridotte attività agropastorali, sullo sfruttamento delle foreste e, dal XVI fino all'inizio del XX sec., quando vi fu il suo definitivo declino, sull'industria della paglia. Quest'ultima consisteva nella manifattura di prodotti (cappelli, sporte, ecc.) in paglia di segale intrecciata, destinati all'uso locale, ma anche e soprattutto all'esportazione verso la Lombardia e il Piemonte.

<b>Valle Onsernone</b><br>Donne che intrecciano la paglia a Loco; fotografia realizzata nel 1933 da  Rudolf Zinggeler (Biblioteca nazionale svizzera, Archivio federale dei monumenti storici, Collezione Zinggeler).<BR/>La valle Onsernone offriva poche possibilità di guadagno. La lavorazione della paglia fu praticata dal XVI al XX secolo.<BR/>
Donne che intrecciano la paglia a Loco; fotografia realizzata nel 1933 da Rudolf Zinggeler (Biblioteca nazionale svizzera, Archivio federale dei monumenti storici, Collezione Zinggeler).
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La strada mulattiera e la strada carrozzabile furono realizzate a spese degli ab. della valle, risp. nell'ultimo quarto del XVIII sec. e nella seconda metà del XIX sec.

La valle è divisa dal confine di Stato: la parte più alta, dove nasce il fiume Isorno, ricca di alpeggi ma non di villaggi, è territorio it., mentre i restanti due terzi ca., in cui vi sono gli insediamenti abitativi permanenti, sono territorio sviz. Una convenzione stipulata nel 1806 tra il Regno d'Italia, il cant. Ticino e la Conf. risolse definitivamente, a vantaggio dell'Italia, la contesa relativa alla sovranità territoriale. In quanto terra di frontiera nell'O. fu assai diffuso il contrabbando. Durante gli anni della seconda guerra mondiale la valle risentì gli effetti della lotta partigiana, intensissima nella contigua val d'Ossola. Significativo al proposito fu l'episodio del 18.10.1944 nella località it. dei Bagni di Craveggia, dove 450 tra partigiani e civili it. furono oggetto, in parte anche sul territorio sviz., di una violenta rappresaglia da parte delle truppe della Repubblica di Salò.

L'andamento della pop. della valle seguì in parte quello dello sviluppo dell'industria della paglia, registrando una crescita fino alla fine del XIX sec. (1620 ab. nel 1597, 2419 nel 1795, 2723 nel 1850, 3470 nel 1870) e poi una costante diminuzione, accompagnata dall'invecchiamento della pop. e dall'emigrazione (2220 ab. nel 1920, 994 nel 1970, 852 nel 2000). Quest'ultima si era diretta tradizionalmente verso la Francia e le Fiandre e, in seguito, nel XIX sec. verso l'America. La valle fu duramente colpita dall'alluvione del 1978, che distrusse tutti i ponti sull'Isorno (anche quelli medievali), devastò i pascoli di fondovalle e causò numerose frane. Nell'ultimo decennio del XX sec. l'andamento demografico si è stabilizzato grazie all'apertura a Russo del Centro sociale onsernonese (1989), che ha creato alcune decine di nuovi posti di lavoro. A Loco si trova la sede del Museo Onsernonese (dal 1966). Nel 2002 una convenzione tra il cant. e il com. di O. ha istituito in collaborazione con Pro Natura la riserva forestale dell'O., caratterizzata dalla presenza di boschi di abete bianco (la più grande riserva dopo il Parco nazionale sviz. dell'Engadina). Il patrimonio naturalistico e iniziative volte alla valorizzazione delle tradizioni e cultura locali (Ass. Amici di Comologno, dal 1966; Ass. Pagliarte, dal 2005), hanno contribuito allo sviluppo del turismo negli ultimi decenni del XX sec. Nel 2005 il settore primario, seppure in declino, offriva ancora oltre un quarto dei posti di lavoro nei com. della valle.


Bibliografia
– L. Regolatti, Il Comune di Onsernone, 19642
La voce onsernonese, 1972-
– L. Chiesa, M. Strufaldi, L'industria della paglia in Valle Onsernone, 1979
– V. Gamboni, «Per una storia degli alpi d'Onsernone», in Alpigiani, pascoli e mandrie, a cura di B. Donati, A. Gaggioni, 1983, 97-119 (1984 2)
– R. Carazzetti et al. (a cura di), Il patriziato generale d'Onsernone, 1990
– V. Gamboni, «La valle Onsernone», in Le Alpi, luogo di cura e riposo, a cura di J. Nössing, 1994, 481-490

Autrice/Autore: Vasco Gamboni