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Cugy (FR)

Com. FR, distr. Broye dal 1848; (968/985: Cuzziaco). Situato nell'enclave di Estavayer-le-Lac, comprende il villaggio di C. e le frazioni Grange-des-Bois e Moulin de Glâne. Pop: 380 ab. nel 1811, 480 nel 1850, 738 nel 1900, 633 nel 1930, 696 nel 1950, 875 nel 2000. Tiepoldus e Salicus donarono un allodio al vescovo di Losanna Eginolfus (968-985). Dal XII sec. la piccola signoria di C. fu il feudo del ramo dei Cuzie dei signori d'Estavayer; dal XV sec. fu successivamente il feudo di Guillaume d'Avenches, dei de Glâne, Bonstetten, Féguely, Lanthen-Heid e de Reyff. Dal 1329 dipese dai Montagny e dopo il 1477 da Friburgo; dal 1536 fu annessa al baliaggio di Estavayer e dal 1798 al 1848 al distr. omonimo. Nel 1338 gli ab. di Payerne incendiarono una parte del villaggio. La parrocchia di C., fondata sicuramente prima dell'anno Mille, comprende oggi soltanto Vesin, dopo la separazione di Nuvilly e Aumont (1586), Montet (1663) e Seiry (1734). La donazione della chiesa all'abbazia di Montheron, dal 1142 proprietaria di un granaio sempre a C., fu confermata da una bolla di Alessandro III (1177). L'abbazia di Montheron cedette i suoi diritti e le sue proprietà a quella di Hauterive nel 1230. La chiesa di S. Martino, consacrata nel 1313, fu sostituita da un nuovo santuario eretto all'interno del villaggio nel XVI sec., successivamente ricostruito tra il 1906 e il 1907. A C. si trova un castello del XVI sec. La stazione sulla linea ferroviaria Payerne-Yverdon è del 1878; l'autostrada A1 passa sul territorio di C. dal 2001. L'economia di C. è basata sull'allevamento, su colture diversificate e sulla produzione di tabacco (nel 2000 il settore primario offriva più del 20% degli impieghi). L'Unione agricola della Broye (ACB Agri) ha sede a C. dal 1959. Dal 1965 al 1979 è stata in funzione una fabbrica di quadranti per orologi (Alduc SA).


Bibliografia
– Dellion, Dict., 3-4, 446-478
– H. Chuard, Cugy millénaire, 968-1968, 1968
La Liberté, 9.4.1975
Almanach de la Broye vaudoise et fribourgeoise, du Jorat e du Vully, 1992, 121-128

Autrice/Autore: Marianne Rolle / czu