• <b>Sobborghi</b><br>Pianta dei sobborghi di Ginevra nel 1477 in una ricostruzione di  Louis Blondel , 1919 (Biblioteca nazionale svizzera). Nel 1534 i quartieri che si erano formati al di fuori delle mura cittadine lungo le principali vie di comunicazione (in rosso) vennero rasi al suolo, temendo che le truppe savoiarde avrebbero potuto sfruttarli come copertura in vista di un attacco alla città. Basandosi sugli inventari di beni, l'archeologo ginevrino Louis Blondel riuscì a ricostruire sia la disposizione spaziale sia la struttura demografica dei sobborghi ginevrini nel XV secolo.

Sobborghi

Generalmente con il termine sobborghi (ted. Vorstädte, franc. faubourgs) si intendono degli abitati con una struttura insediativa perlopiù rurale situati alla periferia di un centro urbano (Città). I sobborghi medievali si svilupparono al di fuori delle mura cittadine lungo le vie di comunicazione (in particolare lungo gli itinerari del commercio a lunga distanza) o come teste di ponte presso i passaggi dei fiumi, come ad esempio a Basilea, Ginevra, Lucerna, Soletta e Stein am Rhein. Superata una certa grandezza, i sobborghi, talvolta già dotati di fortificazioni proprie, venivano incorporati come nuovi quartieri nel territorio cittadino attraverso l'ampliamento della cinta muraria. Tale processo, collegato alla crescita demografica intervenuta dal XII sec., avvenne con modalità diverse a seconda del contesto. Basilea, la più grande città della vecchia Conf., nella seconda metà del XIV sec. integrò all'interno di una nuova cerchia muraria i cinque sobborghi più antichi (Sankt Alban, Sankt Johann, Steinen, Spalen, Aeschen) e uno di recente costituzione (Neue Vorstadt). Durante il XIV-XV sec. è attestata la formazione di sobborghi anche per centri urbani minori (Bischofszell, Frauenfeld, Neuchâtel).

<b>Sobborghi</b><br>Pianta dei sobborghi di Ginevra nel 1477 in una ricostruzione di  Louis Blondel , 1919 (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>Nel 1534 i quartieri che si erano formati al di fuori delle mura cittadine lungo le principali vie di comunicazione (in rosso) vennero rasi al suolo, temendo che le truppe savoiarde avrebbero potuto sfruttarli come copertura in vista di un attacco alla città. Basandosi sugli inventari di beni, l'archeologo ginevrino Louis Blondel riuscì a ricostruire sia la disposizione spaziale sia la struttura demografica dei sobborghi ginevrini nel XV secolo.<BR/><BR/>
Pianta dei sobborghi di Ginevra nel 1477 in una ricostruzione di Louis Blondel , 1919 (Biblioteca nazionale svizzera).
Nel 1534 i quartieri che si erano formati al di fuori delle mura cittadine lungo le principali vie di comunicazione (in rosso) vennero rasi al suolo, temendo che le truppe savoiarde avrebbero potuto sfruttarli come copertura in vista di un attacco alla città. Basandosi sugli inventari di beni, l'archeologo ginevrino Louis Blondel riuscì a ricostruire sia la (...)

Lo sviluppo dei sobborghi dipese dalla posizione viaria e dalla crescita delle città. Spesso si caratterizzavano per l'esistenza di superfici e costruzioni agricole (frutteti, vigneti, pascoli, fienili, stalle, magazzini, depositi). Nei sobborghi venivano insediate anche attività inquinanti e a rischio di incendi come la conciatura, il candeggio e la tintura. Un'altra peculiarità era la presenza di botteghe artigiane legate ai trasporti (ad esempio quelle di fabbri e carradori) e di mulini, per la cui alimentazione vennero in parte realizzati appositi canali come a Frauenfeld. Di norma vi erano anche conventi, capitoli, chiese, ospedali e lazzaretti sotto l'egida della Chiesa o della città nonché ospizi. Gli ab. dei sobborghi godevano di uno status giur. inferiore rispetto ai cittadini del nucleo urbano; privilegi particolari potevano tuttavia migliorare la loro condizione. Solo con l'inclusione all'interno delle mura urbane gli ab. dei sobborghi ottenevano di regola la parità giur. con i cittadini.

Le fonti di solito forniscono solo scarse informazioni sulla struttura sociale dei sobborghi, che si presume accogliessero soprattutto nuovi arrivati provenienti dalle campagne. Anche i cittadini disponevano di proprietà nei sobborghi. In quelli più grandi nel tardo ME si formarono organi amministrativi autonomi, che assumevano compiti militari e di polizia, come ad esempio il servizio di guardia, il controllo di fontane e strade e la polizia del fuoco; talvolta avevano anche competenze in materia di bassa giustizia.

Con la parificazione tra città e campagna e la demolizione delle mura cittadine dalla fine del XVIII sec. e la rapida espansione territoriale delle città più grandi nella seconda metà del XIX sec., il termine sobborgo ha perso il suo significato originario. Tuttavia viene ancora utilizzato per designare abitati e quartieri della città periferici rispetto al centro, caratterizzati da strutture insediative, forme di vita e mentalità semiurbane (Agglomerato urbano). Dalla fine del XIX sec. alcune concezioni urbanistiche hanno preso spunto dalla realtà dei sobborghi per proporre soluzioni ai problemi attuali delle grandi città (Urbanistica). In quest'ottica, realizzazioni del movimento delle città giardino come l'insediamento Hirzbrunnen a Basilea (1920-29) possono essere interpretate come sobborghi moderni. Riflessi della concezione moderna di sobborgo con le sue implicazioni architettoniche e sociali si ritrovano anche negli ampliamenti di vecchi poli di insediamento nei dintorni delle grandi città sviz. effettuati dopo il 1945.


Bibliografia
– A. Staehelin, «Entstehung und Entwicklung Kleinbasels und der Grossbasler Vorstädte», in Stadterweiterung und Vorstadt, a cura di E. Maschke, J. Sydow, 1969, 96-101
– K. Blaschke, «Altstadt - Neustadt - Vorstadt», in VSWG, 57, 1970, 350-360
– F. Glauser, «Zur Verfassungstopographie des mittelalterlichen Luzern», in Luzern 1178-1978, 1978, 53-114
– K. Czok, «Die Vorstädte - ihre Stellung in den Stadt-Land-Beziehungen», in Gewerbliche Produktion und Stadt-Land-Beziehungen, a cura di K. Fritze et al., 1979, 127-135
– M. Koch, Städtebau in der Schweiz: 1800-1990, 1992
– F. Walter, La Suisse urbaine 1750-1950, 1994, 412 sg.
– A. Baeriswyl, Stadt, Vorstadt und Stadterweiterung im Mittelalter, 2003

Autrice/Autore: Martina Stercken / sat