Historisches Lexikon der Schweiz (HLS) Dictionnaire historique de la Suisse (DHS) Dizionario storico della Svizzera (DSS)

2.2 - Dall'8000 a.C. al 1200 d.C.

Dopo questo rapido aumento della temperatura prese avvio un periodo noto come postglaciale o Olocene. Rispetto al precedente periodo glaciale, l'Olocene fu caratterizzato da temperature sensibilmente più alte con oscillazioni di ampiezza minima intorno a un valore medio. In base alle conoscenze attuali, la media di lungo periodo delle temperature estive divergeva da quella odierna di appena più/meno 0,6-0,7°C. Le deboli escursioni termiche da 1,2 a 1,4°C provocarono da un lato lo spostamento del limite dei boschi di più/meno 100 m rispetto a quello odierno e dall'altro anche l'oscillazione del livello dei laghi e il ripetuto avanzamento e ritiro dei ghiacciai alpini. Durante il periodo postglaciale i movimenti di questi ultimi, analogamente alle escursioni della temperatura, si verificarono nell'ambito di una zona che è ben circoscrivibile grazie al cosiddetto margine proglaciale, situato fra il margine attuale del ghiacciaio e il suo fronte al momento di massima espansione dal 1850 al 1860.

Il periodo postglaciale si articola in otto importanti fasi fredde che in parte si estesero lungo parecchie centinaia di anni e furono separate tra di loro da marcate fasi calde. La fase fredda postglaciale più nota fu la Piccola era glaciale (ca. 1300-1850), cui fece seguito la nostra fase calda attuale. Dal profilo della storia del clima il periodo postglaciale può essere suddiviso in due parti: dopo una fase fredda ca. 9500 anni fa (oscillazione di Palü) con massima espansione dei ghiacciai, seguì 9000-5500 anni fa una fase calda durata parecchie migliaia di anni con un'espansione in genere ridotta dei ghiacciai alpini (primo optimum climatico postglaciale). Le variazioni climatiche piuttosto deboli durante questo optimum caldo sono documentate dalle oscillazioni di Schams e della Mesolcina (8700-7700, risp. 7500-6000 anni fa). Nel secondo periodo, da 5500 anni fa fino ad oggi, si sono succedute un numero crescente di fasi fredde e calde a intervalli relativamente brevi e irregolari. Fra queste spiccano, immediatamente dopo le fasi fredde Piora I e II (5200-4500 anni fa), il secondo optimum climatico postglaciale (ca. 4900-4250 anni fa) quale più lungo periodo piuttosto caldo e la susseguente fase fredda Löbben (3500-3100 anni fa) quale marcato peggioramento climatico. Dopo una fase calda durata 200-300 anni, il cosiddetto optimum dell'età del Bronzo (ca. 3500/3400-3200 anni fa), seguirono nuovamente fasi fredde accompagnate da ripetuti avanzamenti dei ghiacciai. Una prima fase durò da 3200 a 2600/2500 anni fa (fase fredda Göschenen I). Dopo una fase calda più lunga, il cosiddetto optimum climatico dell'epoca romana, seguì 1950-1900 anni fa un secondo peggioramento del clima (fase fredda Göschenen II). Durante questo periodo i ghiacciai avanzarono fortemente almeno tre volte (1900-1700, 1600-1400 e probabilmente 1250-1150 anni fa). Verso la fine del IX sec. le condizioni climatiche migliorarono, rimanendo stabili fino all'inizio della Piccola era glaciale. Questa fase calda, denominata optimum climatico medievale, fu brevemente interrotta verso il 1100 da un peggioramento del clima accompagnato da una fase di debole espansione dei ghiacciai.

Autrice/Autore: Hanspeter Holzhauser / sma