• <b>Le Locle</b><br>Veduta dall'alto della città da ovest nel 1865 ca.; disegno di A. Graf inciso da F. Burkhard e pubblicato presso Hasler & Cie a Basilea (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv). In primo piano è raffigurato il Quartier Neuf o quartiere del Progresso, progetto filantropico con abitazioni a basso costo per la classe operaia realizzato tra il 1856 e il 1861 in base ai piani dell'architetto Hans Rychner di Neuchâtel. Alle sue spalle è riconoscibile la linea ferroviaria del Jura-Industriel, aperta nel 1857, che collegava Le Locle a La Chaux-de-Fonds. Al di sopra si trova il quartiere di Les Monts.

Locle, Le

Com. NE, distr. L.; (1332: dou Locle). Pop: 52 fuochi nel 1454, 3211 ab. nel 1750, 8514 nel 1850, 12'559 nel 1900, 11'979 nel 1950 e 10'529 nel 2000. L'88% degli ab. è francofono, un terzo rif. e un altro terzo catt. (2000). Edificata lungo la valle sinclinale omonima, a un'altitudine di 946 m, la città è delimitata a est da Le Crêt-du-Locle, a ovest da Le Col-des-Roches e dal confine franc. L'insediamento è formato da una serie di "isolati" disposti lungo l'asse di comunicazione che collega la Francia alla Svizzera. Le case, tipiche dei centri orologieri del Giura, sono costruite con pietre di calcare bianco. Il com. comprende diversi quartieri, tra cui quello di Les Monts, a nord, di La Jaluse a sud, e il quartiere industriale di Les Billodes a ovest. Il Quartier Neuf, situato all'entrata est della città, venne costruito fra il 1856 e il 1861 su progetto dell'architetto Hans Rychner. A causa dei frequenti straripamenti del Bied che inondavano la valle, il corso d'acqua venne canalizzato all'inizio del XIX sec. fino all'altezza di Le Col-des-Roches, dove azionò importanti mulini sotterranei fino al 1898. In seguito il Bied venne coperto. L'espansione della città era ostacolata dai ripidi pendii della valle e da paludi che vennero prosciugate per consentire la costruzione di immobili nel centro. Incendiata a più riprese (1683, 1765, 1833), la località assunse il suo aspetto odierno nel secondo quarto del XIX sec., in concomitanza con lo sviluppo dell'orologeria. Giurisdizione (mairie) della signoria di Valangin all'inizio del XV sec., L. divenne capoluogo distr. nel 1848.

Le testimonianze più antiche della presenza umana risalgono al Mesolitico finale (6000-5000 a.C.). Nel riparo di Le Col-des-Roches sono state ritrovate le prime ceramiche conosciute del cant. Neuchâtel, insieme a numerosi utensili. Sono anche stati rinvenuti un molare di mammut e ossa che attestano la presenza di cervidi e di cinghiali. Il sito, scoperto nel 1926 da un doganiere, è la prima stazione risalente a questa epoca individuata in Svizzera. Non sono state invece reperite tracce di civilizzazione per il periodo fra la Preistoria e il ME. L. è menz. per la prima volta in un documento forse del 1150, con cui Renaud e Guillaume de Valangin attribuirono probabilmente la valle all'abbazia di Fontaine-André. Nel 1360, Jean d'Aarberg, signore di Valangin, ricevette L. in feudo dal conte Louis de Neuchâtel. Le montagne giurassiane vennero allora dissodate da coloni che diventarono dei francs-habergeants, ab. che godevano di condizioni di semilibertà. All'inizio del XIV sec. L. e La Sagne costituivano un'unica parrocchia. Una cappella dedicata a Maria Maddalena è attestata dal 1351. La sua torre, simbolo della città, venne eretta all'inizio del XVI sec., qualche anno prima dell'adesione alla Riforma nel 1536. La vecchia chiesa rif. venne interamente ricostruita alla metà del XVIII sec. Nel 1844 venne consacrata una chiesa rif. ted. (demolita nel 1967), mentre l'inaugurazione della cappella catt. risale al 1861. Il patronimico di numerose fam. insediatesi a L. si è conservato nel tempo: Droz, Dubois, Calame, Gentil, Huguenin, Perrelet, Robert, Sandoz, Tissot ecc. A questi primi habergeants venne concessa una carta di franchigia nel 1372, confermata poi all'inizio del XV sec., al momento della costituzione della mairie. Gli ab. di L. acquisirono in questo modo dei diritti sui terreni dissodati, a condizione di non abbandonarli. Nonostante godessero di numerose libertà, erano sottoposti al pagamento di laudemi, decime e censi fondiari. Le franchigie avevano lo scopo di favorire la colonizzazione delle Montagnes neocastellane, ma venivano concesse dal signore solo dietro forti indennità. Nel 1502, 37 persone furono autorizzate a portare il titolo di "membri della comunità di Valangin" contro il pagamento di 1780 lire. Questi cittadini ottennero il privilegio di riunirsi in un'assemblea detta comunità (Générale communauté) e di eleggere il borgomastro e l'usciere.

La comunità riuniva i cittadini "interni" ed "esterni" dei villaggi di La Chaux-de-Fonds, La Chaux-des-Taillères (La Brévine) e Les Brenets, che si separarono nel XVII sec. per fondare una propria comunità pur continuando a far parte di quella di origine. I semplici residenti erano esclusi dalle deliberazioni. Questa differenza di statuto provocò numerosi conflitti.

L'annessione di Valangin alla contea di Neuchâtel nel 1592 non cambiò la condizione degli ab. né modificò il ruolo di circoscrizione giudiziaria della mairie di L. Designato dal signore, il maior presiedeva una corte di 12 giudici che si occupavano anche dell'amministrazione insieme ai rappresentanti degli 11 quartieri nominati dalla Générale communauté. I conflitti che sorgevano periodicamente lungo il confine indussero L. a sottoscrivere, nel 1476, un trattato di comborghesia con Berna al fine di proteggere la città dalle occupazioni, come durante la guerra dei Trent'anni e l'invasione della Franca Contea da parte di Luigi XIV. I soldati bernesi prestarono man forte agli ab. di L., che dal canto loro affiancarono i loro alleati nelle campagne di Mellingen e di Villmergen del 1712.

La vicinanza della frontiera favoriva i contatti con la Francia, il cui influsso si fece sentire in particolare durante la Rivoluzione franc. Vari ab. di L. prestarono giuramento alla Costituzione del 1792 al Club dei giacobini di Morteau. Nella città avvennero scontri fra sostenitori e avversari delle istituzioni del principato. La repressione che seguì nella primavera del 1793 spinse all'esilio molti ab. di L. Diverse centinaia di persone si trasferirono a Besançon, attratte dalla "fabbrica nazionale" di orologeria creata dalla Convenzione. Questo periodo rivoluzionario lasciò un segno duraturo nella comunità locale e spiega in parte la diffusione dei sentimenti repubblicani durante la Restaurazione.

Mentre il tentativo rivoluzionario del 1831 ebbe scarso riscontro a L., le idee liberali furono stimolate dalla reazione realista. La rivoluzione neocastellana del 1848 prese avvio a L., dove le autorità realiste vennero destituite e il 28.2.1848 fu issata la bandiera elvetica, simbolo dei sentimenti repubblicani. Le nuove autorità si insediarono nel 1850. Durante la fallita controrivoluzione del 1856, la città fu per breve tempo occupata dai realisti. Il nuovo Stato istituì una prefettura distr. che sussistette fino al 1935. Il com. patriziale mantenne i suoi compiti assistenziali e alcuni servizi pubblici, ma il vero potere locale fu affidato al com. politico, composto da un Consiglio generale eletto a suffragio universale e da un municipio designato dal Consiglio. Questo sistema venne modificato nel 1888 dalla legge che istituiva le strutture com. attuali e sanciva la fine del com. patriziale. Le autorità repubblicane svilupparono l'istruzione e la formazione professionale: nel 1855 venne aperta una scuola secondaria e nel 1866 una scuola magistrale. Una scuola di commercio, istituita nel 1897, completava la formazione tecnica offerta dalla scuola di orologeria fondata nel 1868. Quest'ultima pose le basi per la realizzazione dell'odierna scuola tecnica superiore cant. (1901-02), che attualmente ospita il dip. di ingegneria della scuola univ. professionale Arc e la scuola tecnica del centro interregionale di formazione delle Montagnes neuchâteloises. La città investì molte risorse nella realizzazione della rete ferroviaria: a una prima linea verso La Chaux-de-Fonds (1857) seguirono collegamenti con Besançon (1884) e con Les Brenets (1890). Ciononostante L. soffre di un certo isolamento e si deve confrontare con il delicato problema viario causato dalla strada a grande traffico che la attraversa.

<b>Le Locle</b><br>Veduta dall'alto della città da ovest nel 1865 ca.; disegno di A. Graf inciso da F. Burkhard e pubblicato presso Hasler & Cie a Basilea (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv).<BR/>In primo piano è raffigurato il Quartier Neuf o quartiere del Progresso, progetto filantropico con abitazioni a basso costo per la classe operaia realizzato tra il 1856 e il 1861 in base ai piani dell'architetto Hans Rychner di Neuchâtel. Alle sue spalle è riconoscibile la linea ferroviaria del Jura-Industriel, aperta nel 1857, che collegava Le Locle a La Chaux-de-Fonds. Al di sopra si trova il quartiere di Les Monts.<BR/>
Veduta dall'alto della città da ovest nel 1865 ca.; disegno di A. Graf inciso da F. Burkhard e pubblicato presso Hasler & Cie a Basilea (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv).
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Il benessere economico della città dipende in misura essenziale dall'industria orologiera e in particolare dalla fabbricazione di orologi di precisione e di macchine utensili. Daniel Jeanrichard, uno dei pionieri di questa attività a L. e nella regione, creò un vero e proprio sistema di produzione a domicilio (Verlagssystem) e fondò un rinomato centro di formazione per apprendisti. La regione di L. contava ca. 77 orologiai nel 1750, 800 nel 1800. L'orologeria soppiantò rapidamente l'artigianato tradizionale, che era un'attività di complemento all'agricoltura, e in particolare la confezione di ricami (alla fine del XVIII sec. si contavano ca. 500 ricamatrici).

L. diede i natali a diversi maestri orologiai di grande talento, autori di numerose invenzioni. I più illustri furono Abraham-Louis Perrelet, Jacques-Frédéric Houriet, Frédéric-Louis Favre-Bulle e David-Henri Grandjean. Nel XIX sec. i prodotti più rinomati della città erano i cronometri tascabili e di marina. Con l'affermarsi dell'orologeria, L. si trasformò in città industriale. All'artigianato a domicilio subentrò il lavoro nei piccoli laboratori cittadini secondo il sistema dell'établissage; in un secondo tempo, durante l'ultimo quarto del XIX sec., vennero aperte le prime fabbriche. La comparsa della fabbricazione meccanizzata diede avvio alla produzione di macchine utensili e di attrezzature. Durante le ultime due guerre alcune fabbriche - come Zenith e Dixi - si specializzarono nell'armamento. Nel contempo l'orologeria stimolò anche una particolare forma di creazione estetica caratteristica di L. Samuel Girardet (1730-1807), libraio ed editore, fu il capostipite di una dinastia di artisti e incisori specializzati nella decorazione di casse d'orologio e nel disegno di medaglie. Questa tradizione fu perpetuata dagli Huguenin, fam. di fabbricanti di casse d'orologio e poi medaglisti. L'industria di L. fu segnata anche dalla presenza della fabbrica di cioccolato e dolciumi Klaus, aperta nel 1856, che chiuse i battenti nel 1992. Come nella maggior parte dei centri orologieri del Giura, la vita politica e sociale di L. fu permeata dagli ideali del radicalismo, poi dell'anarchia e del socialismo. Il professore James Guillaume animò la sezione dell'Internazionale fondata nel 1866. Le sezioni germanofone della Soc. del Grütli e della Soc. operaia attestano la presenza di numerosi operai della Svizzera ted. fino alla conclusione del XIX sec. Organizzati dal 1897, i socialisti detengono la maggioranza nel com. dal 1912 e godono dell'appoggio del partito operaio e popolare dal 1956. I comunisti hanno perso il loro seggio nell'esecutivo nelle elezioni del 1992, a vantaggio del movimento Droit de parole, che si colloca fuori dai partiti tradizionali. Nel 2004 il municipio è stato designato per la prima volta direttamente dal popolo; sono stati eletti tre esponenti del partito operaio e popolare, un socialista e un membro del partito progressista nazionale.


Bibliografia
– F. Faessler, Histoire de la ville du Locle, 1960
MAS NE, 3, 1968, 271-297
INSA, 6, 1991, 121-203

Autrice/Autore: Jean-Marc Barrelet / gbp