• <b>Stans</b><br>Veduta dalle alture del Kniri in direzione di Buochs; acquaforte al tratto acquerellata realizzata attorno al 1790 da  Heinrich Thomann (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv). La veduta, leggermente a volo d'uccello, permette di distinguere in primo piano il borgo con la chiesa parrocchiale di S. Pietro (a sinistra), il palazzo del Consiglio con la sua torre (al centro) e il convento dei cappuccini (a destra). In secondo piano si vede la pianura alluvionale che si estende fino a uno dei rami del lago dei Quattro cantoni e sullo sfondo una parte del massiccio del Rigi.
  • <b>Stans</b><br>La funicolare e l'Hôtel Stanserhornkulm attorno al 1893; fotografia realizzata dall'atelier zurighese  Ed. Schroeder & Cie (Biblioteca nazionale svizzera). Nel 1892 venne decisa la costruzione di una funicolare che partiva da Stans, entrata in funzione nel 1893, composta da tre sezioni distinte. La terza e ultima sezione, la più ripida del tragitto, terminava nel seminterrato dell'albergo. Colpito da un fulmine, nel 1970 l'albergo bruciò completamente assieme all'impianto meccanico della funicolare. In sostituzione delle ultime due sezioni venne costruita una teleferica, attiva dal 1975.
  • <b>Stans</b><br>Anton Frey-Näpflin il 23.10.2008 nella nuova ala del museo della Frey-Näpflin-Stiftung  © KEYSTONE / Sigi Tischler. Istituito nel 2004, il museo ospita in questa nuova ala alcune vetrate dell'antica abbazia cistercense di Sankt Urban, realizzate dall'artista di Stans Melchior Paul von Deschwanden e dai suoi aiutanti.
  • <b>Stans</b><br>Manifesto per le Giornate musicali, 2006 (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).

Stans

Com. NW; (1100: Tannis; 1124-XIV sec.: Stannes/Stannis, raramente Stagnes/Stagnis). Situato allo sbocco della valle di Engelberg, alle pendici settentrionali dello Stanserhorn, S. si estende dalla pianura alluvionale dell'Aa fino al Bürgenstock e all'Ennerberg. Capoluogo e sede del tribunale fino al 1798, fu in seguito capoluogo del cant. Untervaldo (1798), del distr. di S. nel cant. Waldstätten (1798-1803), del semicant. (dal 1803) e poi del cant. Nidvaldo (dal 1999). S. è sede delle autorità e dell'amministrazione cant. e il centro culturale ed economico di Nidvaldo.

Popolazione di Stans
AnnoAbitanti della parrocchia
17433 833
17504 083
17553 759
17693 461
17993 754
18364 598

Anno18501870a18881900191019301950197019902000
Abitanti1 8772 0842 4582 7982 9442 9163 9925 1806 2176 983
Percentuale rispetto alla popolazione cantonale16,6%17,8%19,6%21,4%21,4%19,4%20,6%20,2%18,8%18,8%
Lingua          
tedesco  2 4412 7422 8842 8423 8454 8005 6806 395
italiano  1340293470252180141
francese  312263546252838
altre  145531103329409
Religione, confessione          
cattolicib1 8712 0502 4412 7492 8882 8253 6014 7305 1625 354
protestanti61817495488389425705756
altri 2  23225350873
di cui della comunità ebraica  1
di cui delle comunità islamiche       122207
di cui senza appartenenzac       12162358
Nazionalità          
svizzeri1 8622 0402 4052 6862 7852 7863 8624 7615 6296 256
stranieri153053112159130130419588727

a Abitanti: popolazione residente; religione e nazionalità: popolazione "presente".

b Compresi i cattolico-cristiani dal 1888 al 1930; dal 1950 cattolico-romani.

c Non appartenenti ad alcuna confessione o altra comunità religiosa.

Fonti:Autore; censimenti federali

1 - Dalla Preistoria all'alto Medioevo

Il più antico reperto isolato, un pugnale in bronzo risalente al Bronzo medio, attesta la frequentazione dell'area in quell'epoca. La tomba di una ragazza del periodo di La Tène (II sec. a.C.), scoperta nei pressi della chiesa, è l'unico indizio di un'eventuale colonizzazione della regione durante l'età del Ferro, e prova forse anche l'origine antica del luogo sacro. Studi onomastici e ritrovamenti di epoca romana, quali cocci di ceramica nei dintorni della chiesa e tombe a urna a Oberdorf, testimoniano la presenza di un insediamento anche in epoca celtica e romana. Il toponimo S. è sicuramente di origine prealemanna e probabilmente preromana. Il fatto che si sia mantenuto un nome preromano dimostra una continuità insediativa.

Tra le tracce altomedievali sono state rinvenute una tomba a cista e una necropoli. Una costruzione in pietra precedente alla chiesa parrocchiale è databile all'VIII sec. La rilevanza della chiesa di S. è testimoniata anche da successive edificazioni di epoca carolingia e ottoniana.

Autrice/Autore: Emil Weber / mku

2 - Dai secoli centrali del Medioevo alla fine del XVIII secolo

2.1 - Chiesa, parrocchia e conventi

La parrocchiale di S. Pietro, a cui in origine faceva capo tutta la valle di Engelberg, è la chiesa più antica di Nidvaldo, probabilmente fondata come chiesa privata (Eigenkirche) di una fam. nobile alemanna. Attorno al 1100 il convento di Muri ottenne due terzi dei diritti di patronato; il restante terzo passò all'abbazia di Engelberg nella prima metà del XII sec. Tale situazione provocò un lungo conflitto tra i due conventi. Contro la volontà di Muri, nel 1270 la chiesa venne incorporata nel convento di Engelberg. Data l'accanita resistenza dei parrocchiani, questo provvedimento non fu però duraturo. Nel 1462 Lucerna, Uri, Svitto e Untervaldo, cant. protettori dell'abbazia di Engelberg, concessero ai parrocchiani il diritto di libera elezione del parroco. Nel 1148 i diritti di patronato di Engelberg furono divisi da quelli di S. Con la crescente importanza delle Ürten (corporazioni com.), dal XV sec. si ebbero ulteriori separazioni, tra cui quelle di Wolfenschiessen (1469, chiesa filiale dal 1277), Hergiswil (1621) e della cappellania di Kehrsiten (1768).

L'odierna chiesa a tre navate fu costruita nel 1641-47 da Jakob Berger di Sursee. Quella precedente, rivolta verso est, venne demolita; alla nuova costruzione, orientata a sud, fu aggregato il campanile romanico del XII sec.

Grazie all'operato del Landamano Melchior Lussi e ai suoi rapporti con Carlo Borromeo, la Riforma catt. ebbe un'influenza profonda. Nel 1582 Lussi chiamò nella valle i cappuccini e donò loro un convento a S., in cui si stabilirono nel 1584. Nel 1592 seguirono le cappuccine, solo tollerate fino al 1618, quando la Landsgemeinde concesse loro un convento. Le odierne chiese conventuali furono costruite nel 1625 (per la comunità femminile) risp. nel 1683 (per quella maschile).

Autrice/Autore: Emil Weber / mku

2.2 - Potere signorile e formazione del comune

Dall'epoca dei dissodamenti il convento di Murbach-Lucerna disponeva di importanti beni fondiari a S., dove sono inoltre attestati possedimenti sparsi dei conventi di Muri ed Engelberg. Secondo una fonte del XIV sec., Murbach-Lucerna esercitava la piena signoria fondiaria ed era titolare di corti (Meierhof e Kelnhof), di un'azienda specializzata nell'economia lattiera (Schweighof), di 18 mansi ereditari e 30 poderi soggetti alla riscossione di tributi. Il centro della signoria era la torre abitativa nella Rosenburg, proprietà dei Meyer von S. Nel 1291 re Rodolfo I d'Asburgo acquistò i diritti signorili del convento di Murbach-Lucerna. Dopo il 1300 S. fu sede del tribunale di Untervaldo all'interno del baliaggio imperiale dei Paesi forestali. In seguito al declino del baliaggio imperiale, dal 1330 il convento di Engelberg cercò di consolidare e ampliare la propria signoria fondiaria a S. acquistando ingenti beni, ma non riuscì a imporsi contro la nobiltà locale e i grandi contadini in ascesa sociale.

Accanto ai domini signorili esistettero una Ürte e una parrocchia. Quest'ultima, menz. la prima volta nel 1261, nel 1291 disponeva di un proprio sigillo, più tardi utilizzato come sigillo di Nidvaldo. La Ürte si sviluppò probabilmente nel basso ME da precedenti strutture parrocchiali comunitarie e, forse, anche da enti collettivi per la correzione delle acque dell'Aa. L'esistenza di una comunità di marca altomedievale, talvolta sostenuta in passato, non è documentata. Mentre la parrocchia comprendeva diversi villaggi, la Ürte già nel 1370 si limitava al villaggio di S. e ai territori circostanti. Dopo lo scioglimento del baliaggio imperiale e l'arretramento del potere signorile, la sua importanza crebbe parallelamente a quella del cant. Nidvaldo. Bisogna distinguere dalla Ürte la comunità di villaggio, che dalla fine del XV sec. designava sei rappresentanti nel Gran Consiglio (Landrat) e uno nel tribunale degli Undici. Nel XVII sec. la Ürte e la comunità di villaggio iniziarono a chiudersi nei confronti dei forestieri. Dal 1641 solo i membri della Ürte beneficiarono del pieno diritto di voto ed eleggibilità; dal 1695 fu proibito l'acquisto della cittadinanza da parte di nuove fam.

Autrice/Autore: Emil Weber / mku

2.3 - Popolazione e insediamento

Non vi sono dati precisi circa l'evoluzione demografica prima del 1750. Durante le epidemie di peste del XV-XVI sec. nella parrocchia di S. morirono ogni volta diverse centinaia di persone, ciò che lascia supporre una pop. totale di 2000-3000 persone. Nella seconda metà del XVIII sec. gli elenchi dei comunicandi indicano una diminuzione della pop. dell'8%, dovuta all'istituzione di nuove parrocchie e agli eventi bellici del 1798, durante i quali morirono 186 persone e 52 edifici vennero distrutti dalle fiamme.

S. era un tipico villaggio cresciuto attorno alla chiesa parrocchiale e al palazzo del Consiglio. Pur non trasformandosi in una città fortificata, nel tardo ME S., dotato presumibilmente di sette "fortezze" (case in pietra), ebbe probabilmente un aspetto urbano. Negli anni 1640-50 la trasformazione dell'area attorno alla chiesa portò a un profondo cambiamento del nucleo del villaggio e della rete viaria. Nel 1713 un incendio distrusse 81 edifici. Con la ricostruzione pianificata da Josef Aebi e Ludwig Gassmann, capomastri della città di Lucerna, il centro di S. acquisì un carattere più aperto: l'ampia piazza odierna e le costruzioni limitrofe furono edificate sui resti delle file di case bruciate secondo un piano d'insieme vincolante.

<b>Stans</b><br>Veduta dalle alture del Kniri in direzione di Buochs; acquaforte al tratto acquerellata realizzata attorno al 1790 da  Heinrich Thomann (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv).<BR/>La veduta, leggermente a volo d'uccello, permette di distinguere in primo piano il borgo con la chiesa parrocchiale di S. Pietro (a sinistra), il palazzo del Consiglio con la sua torre (al centro) e il convento dei cappuccini (a destra). In secondo piano si vede la pianura alluvionale che si estende fino a uno dei rami del lago dei Quattro cantoni e sullo sfondo una parte del massiccio del Rigi.<BR/>
Veduta dalle alture del Kniri in direzione di Buochs; acquaforte al tratto acquerellata realizzata attorno al 1790 da Heinrich Thomann (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv).
(...)

Autrice/Autore: Emil Weber / mku

2.4 - Economia e società

I toponimi testimoniano che la campicoltura fu praticata fino al tardo ME, mentre sono quasi del tutto assenti indicazioni sulla presenza di giardini. L'avvicendamento delle colture apparentemente non riuscì a imporsi. Abbandonata la campicoltura nel XVI sec., fino al XIX sec. l'allevamento, l'esportazione di formaggio e legname e la coltivazione di noci furono le attività economiche dominanti. S. fu centro di mercato e artigianale di importanza regionale. La Landsgemeinde tutelò la fiera annuale, esistente probabilmente dal XIII sec., garantendo nel 1456 una "pace di mercato". Dal XV sec. sono documentate piccole attività artigianali e commerciali. Il palazzo del Consiglio, eretto nel 1415, ospitava una macelleria; nella Schmiedgasse, situata nei pressi del centro del villaggio ma nettamente separata dalle abitazioni signorili, sorse un quartiere artigianale.

Nel ME le comunità esercitarono verosimilmente un ruolo sociale influente. I membri della curtis conventuale, della parrocchia, della Ürte e della comunità di villaggio godevano di diverso prestigio sociale. Dal XVI sec. sono attestate confraternite artigiane simili a corporazioni (dedicate ai SS. Crispino, Saverio e Giuseppe) e una confraternita carnevalesca, a cui nel XVII sec. si aggiunsero la confraternita di preghiera e quella degli alpigiani. Dal 1498 è menz. un lazzaretto; al più tardi dal 1582 i parrocchiani furono proprietari di un piccolo ospedale per i poveri.

Autrice/Autore: Emil Weber / mku

2.5 - Istruzione e cultura

Probabilmente già attorno al 1500 esisteva una scuola, riservata forse ai soli maschi, dato che il regolamento scolastico del 1690 parla solo di ragazzi. Dal 1592 le cappuccine gestirono un ist. femminile. La scuola lat. di S., aperta dai cappuccini nel 1749, dal 1778 accolse allievi di tutto il cant. Nel 1799 Johann Heinrich Pestalozzi gestì nel convento di S. Chiara un orfanotrofio molto rinomato, destinato ai bambini che avevano perso i genitori durante l'invasione franc. del 1798. Nel 1798 il tesoro della chiesa venne in gran parte depredato da soldati franc.

Nel XVII sec. nel convento di S. Chiara vennero realizzati ricami di valore artistico eccezionale. Le fam. Leuw, Trachsler e von Matt si dedicarono all'oreficeria, gli Obersteg alla pittura. Dal XVI sec. la cultura (abitativa) dell'élite politica si rifletté in due residenze patrizie di rappresentanza, la casa Winkelried e la Rosenburg. Le influenze it. in entrambi gli edifici testimoniano dei rapporti commerciali con la Lombardia. Minori sono le informazioni sulla cultura popolare. Sono attestate rogazioni e pellegrinaggi dei membri della comunità di villaggio tra l'altro a Einsiedeln, Sachseln e Niederrickenbach e usanze quali canti di Capodanno e feste di tiratori, alpigiani e confraternite.

Autrice/Autore: Emil Weber / mku

3 - XIX e XX secolo

3.1 - Sviluppo politico e amministrativo

La Ürte e la comunità di villaggio, che avevano dominato la vita politica di S. fino al 1798 e poi nuovamente dal 1803 al 1850, con la Costituzione cant. del 1850 persero i loro diritti politici, che passarono alla neocostituita Bezirksgemeinde, l'odierno com. politico. La Ürte conservò però le sue proprietà fondiarie e continuò ad amministrare autonomamente il proprio patrimonio. Analogamente, anche la parrocchia dovette cedere alcune competenze, spec. in materia di assistenza pubblica e istruzione. Già nel 1811 venne fondato il com. di assistenza ai poveri di S., il cui territorio coincideva con quello della parrocchia. Divenuto un ente com. autonomo con la revisione della Costituzione cant. del 1877, fu sciolto nel 1980 e i suoi compiti furono assegnati al com. e al cant. Sempre nel 1877 fu istituito il com. scolastico di S.-Oberdorf, da cui nel 1968 si separò quello di Oberdorf. Nel 2010 è stata decisa la fusione tra com. politico e com. scolastico.

Nel 1850 il com. politico comprendeva i quattro quartieri (Bezirke) di S. (Dorf), Kniri, Niederdorf e Mettenweg. L'esecutivo era inizialmente composto da 11 membri, cinque in rappresentanza di Dorf e due per ciascuno degli altri tre quartieri. Tra il 1996 e il 2004 il numero dei municipali fu progressivamente ridotto a sette. Fino agli anni 1950-60 radicali e catt. conservatori furono rappresentati in misura più o meno equivalente. Gli operai di fabbrica e le maestranze specializzate giunte a S. durante la seconda guerra mondiale nel quadro della costruzione del ridotto nazionale apportarono nuove idee politiche. Il partito socialista, fondato nel 1942, fu presente in municipio dal 1952 al 1974, la lista Nidvaldo democratico (oggi Verdi) dal 1994. Nel 2011 il municipio era composto da tre rappresentanti del PPD, tre del PRD e uno dei Verdi. Il legislativo era costituito dall'assemblea com.

Autrice/Autore: Emil Weber / mku

3.2 - Sviluppo della popolazione e dell'insediamento

Dal 1770 ca. la pop. crebbe lentamente, dalla metà del XIX sec. allo stesso ritmo rispetto al resto del cant. Fino al 1870 l'incremento complessivo fu comunque inferiore alla media sviz. L'avvento del turismo alla fine del XIX sec. portò a una leggera accelerazione della crescita demografica, che divenne più marcata con l'insediamento di imprese industriali negli anni 1930-40. Da allora l'incremento si è mantenuto su livelli costantemente elevati, anche grazie alla politica fiscale. Con la costruzione dell'autostrada, dal 1958 gli stranieri aumentarono in misura significativa, anche se la loro quota nell'insieme rimase al di sotto della media sviz. (10,2% nel 2010).

Verso la fine del XIX sec. S. era un villaggio ancora perlopiù compatto. Le frazioni esterne al nucleo erano formate da insediamenti sparsi. La località cambiò volto dagli anni 1940-50. Lungo le strade di accesso e nella pianura furono costruiti complessi residenziali per gli operai da poco immigrati, tra cui quelli della cooperativa edilizia Tottikon (1942) e della Federazione sviz. dei lavoratori metallurgici (1943). Un ambizioso piano edilizio del 1940, che prevedeva di espandere l'abitato su ampie parti degli antichi beni comuni, rimase però lettera morta. L'allacciamento alla linea del Brünig (1964) e l'inaugurazione dell'autostrada (1966) favorirono il pendolarismo verso Lucerna. Sorsero nuovi insediamenti e zone industriali nei pressi dei raccordi autostradali. Se il villaggio conobbe un'espansione, il nucleo non subì grandi modifiche. Venne mantenuta l'ampia piazza, che, con l'inaugurazione del monumento a Winkelried di Ferdinand Lukas Schlöth (1865) e della nuova sede della Banca cant. (1933), acquisì nuovi elementi caratterizzanti. Altre opere architettoniche degne di nota furono realizzate nel settore pubblico (edifici amministrativi e di servizio) e nel turismo (ad esempio l'Hôtel Adler, 1895).

Autrice/Autore: Emil Weber / mku

3.3 - Economia e trasporti

Nel XIX sec. l'agricoltura era l'attività economica dominante; l'allevamento, l'economia lattiera e soprattutto l'esportazione di formaggio, bestiame e legname costituivano importanti fonti di entrate. A S. il settore terziario ebbe una certa rilevanza, anche se fino agli anni 1960-70 l'amministrazione cant. mantenne dimensioni modeste. In seguito al rinnovamento liberale degli anni 1820-40, fu fondata la Cassa di risparmio nidvaldese con sede a S. (1827), a cui nel 1879 seguì la Cassa cant. di risparmio e prestito (dal 1909 Banca cant. di Nidvaldo).

<b>Stans</b><br>La funicolare e l'Hôtel Stanserhornkulm attorno al 1893; fotografia realizzata dall'atelier zurighese  Ed. Schroeder & Cie (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>Nel 1892 venne decisa la costruzione di una funicolare che partiva da Stans, entrata in funzione nel 1893, composta da tre sezioni distinte. La terza e ultima sezione, la più ripida del tragitto, terminava nel seminterrato dell'albergo. Colpito da un fulmine, nel 1970 l'albergo bruciò completamente assieme all'impianto meccanico della funicolare. In sostituzione delle ultime due sezioni venne costruita una teleferica, attiva dal 1975.<BR/>
La funicolare e l'Hôtel Stanserhornkulm attorno al 1893; fotografia realizzata dall'atelier zurighese Ed. Schroeder & Cie (Biblioteca nazionale svizzera).
(...)

Verso la fine del XIX sec. il turismo acquisì importanza economica, offrendo nuove possibilità di guadagno anche alle donne. Sostenuti fattivamente dall'élite locale, Franz Josef Bucher e Josef Durrer, pionieri del settore, promossero con vigore la creazione di infrastrutture turistiche. Nel 1893 costruirono una funicolare (la cui stazione di partenza era collegata all'imbarcadero di Stansstad da un tram elettrico per turisti) e un albergo sulla cima dello Stanserhorn. Pur conoscendo uno sviluppo complessivamente modesto, il turismo favorì comunque l'allacciamento di S. alla rete sviz. dei trasporti con la costruzione del primo collegamento ferroviario verso Stansstad nel 1893. Nel 1898 la linea fu ricostruita e prolungata fino a Engelberg. La connessione alla rete telefonica risale al 1895, quella alla rete elettrica al 1905; la distribuzione di acqua potabile al 1894.

Il tardivo insediamento di industrie fu dovuto alla situazione viaria sfavorevole (mancanza di uno sbocco sul lago) e all'atteggiamento negativo dell'élite locale, ostile alla classe operaia per motivi politici e religiosi. La fondazione della Pilatus Flugzeugwerke e l'inaugurazione dell'aerodromo di Buochs nel 1939 ebbero un ruolo determinante per lo sviluppo successivo del com. Nel 1964 la linea ferroviaria fu prolungata fino a Lucerna (ferrovia Lucerna-S.-Engelberg) e nel 1966 fu inaugurato il raccordo autostradale. La situazione viaria, ora eccellente, attirò ulteriori aziende, attive in diversi rami industriali (tecnica di stampa, meccanica, informatica, elettronica) e nei servizi. Nel 2005 il settore primario offriva ancora solo l'1,2% dei posti di lavoro nel com. La località ospita il centro commerciale Länderpark (aperto nel 1980), l'ospedale cant. (1866, ricostruito nel 1908 e 1966), la scuola cant. (1778, liceo dei cappuccini dal 1877), il Museo di Nidvaldo (1872), il Museo della Fondazione Frey-Näpflin (costituita nel 2004), la biblioteca cant. (1971) e la biblioteca scolastica e com. (1996, dal 1976 Biblioteca per tutti).

<b>Stans</b><br>Anton Frey-Näpflin il 23.10.2008 nella nuova ala del museo della Frey-Näpflin-Stiftung  © KEYSTONE / Sigi Tischler.<BR/>Istituito nel 2004, il museo ospita in questa nuova ala alcune vetrate dell'antica abbazia cistercense di Sankt Urban, realizzate dall'artista di Stans Melchior Paul von Deschwanden e dai suoi aiutanti.<BR/>
Anton Frey-Näpflin il 23.10.2008 nella nuova ala del museo della Frey-Näpflin-Stiftung © KEYSTONE / Sigi Tischler.
(...)

Autrice/Autore: Emil Weber / mku

3.4 - Società

Durante le vicende belliche del 1798 gli ab. di S. risentirono delle devastazioni e dell'acquartieramento delle truppe franc. La carestia del 1816-17, anche se meno grave che ad esempio nella Svizzera orientale, ridusse in miseria una parte della pop. Le autorità non furono in grado di contrastare la crisi; solo iniziative private quali la Soc. di mutuo soccorso, che promosse la coltivazione di patate e cereali, lenirono le difficoltà. Con il ritorno alla normalità, la Soc. di mutuo soccorso non riuscì a sopravvivere e la pop. tornò rapidamente alle consuete forme di organizzazione economica. La povertà rimase diffusa fino agli anni 1940-50.

Prima del 1850 esistette una separazione netta tra i membri della comunità di villaggio e i dimoranti (spesso braccianti, serve, artigiani, garzoni e giornalieri). Fino alla fine del XIX sec. per questi ultimi le possibilità di ascesa sociale furono pressoché nulle. L'élite era ancora costituita quasi esclusivamente dalle vecchie fam. patrizie, che continuavano a esercitare una grande influenza quali creditori facoltosi. Nella prima metà del XIX sec. furono affiancate da commercianti di successo e accademici, che ottennero posizioni di rilievo. Nel XX sec. si aggiunsero esponenti dell'industria e dell'artigianato e alti funzionari cant. Il ceto medio era composto principalmente da contadini e artigiani e, in misura crescente dal secondo terzo del XX sec., da impiegati e operai qualificati.

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3.5 - Chiesa e vita religiosa, istruzione e cultura

All'inizio del XIX sec. la parrocchia di S. comprendeva i villaggi di Dallenwil, Oberdorf, Stansstad ed Ennetmoos. Dallenwil si separò nel 1923, Stansstad nel 1958, Obbürgen (com. Stansstad) ed Ennetmoos nel 1972. Büren (com. Oberdorf) divenne cappellania nel 1864. Nel 1898 fu fondato il com. parrocchiale rif. di S., a cui all'inizio del XXI sec. facevano capo anche i rif. di Stansstad, Ennetmoos, Oberdorf, Dallenwil e Wolfenschiessen. La chiesa rif. fu eretta nel 1933-34. A causa della crisi delle vocazioni, il convento dei cappuccini venne chiuso nel 2004, dopo che nel 1988 il cant. aveva già rilevato il liceo gestito dall'ordine, trasformandolo in scuola cant.

Una scuola di disegno (precorritrice della scuola professionale) fu istituita su basi private nel 1852 con il sostegno della Cassa di risparmio. Nel 1859 seguì una scuola secondaria maschile, nel 1871 un ist. di perfezionamento femminile. Dopo la fondazione del com. scolastico, furono costruite anche due nuove scuole elementari, una maschile (1878-79) e una femminile (1896-98). Dal 1981 a S. fu attiva la Freie Volksschule Nidwalden, una scuola privata che si ispirava a concezioni pedagogiche innovative. Integrata nella scuola pubblica, nel 1994 dovette chiudere per ragioni finanziarie.

Accanto alla Soc. di tiro e alla Soc. teatrale, nella seconda metà del XIX sec. furono fondate tra l'altro la Frohsinngesellschaft (soc. carnevalesca) e la Soc. di storia. Importante per l'integrazione di Nidvaldo nello Stato fed. fu la festa fed. di tiro del 1861, che su iniziativa di cerchie liberali si svolse a S. malgrado l'opposizione delle forze conservatrici.

Nel XIX sec. S. diede i natali a importanti artisti quali Melchior Paul von Deschwanden, decoratore di chiese che influenzò l'arte religiosa sviz. della sua epoca, il suo allievo Theodor von Deschwanden ed esponenti della fam. Keyser (o Kaiser). Il rinnovamento culturale dopo la prima guerra mondiale fu incarnato in particolare da Hans e Annemarie von Matt e da altri membri delle fam. von Matt e Stöckli. La vita culturale odierna è caratterizzata dalle Giornate musicali di S. (dal 1994) e dalla vivace scena artistica e teatrale (ass. Chäslager, fondata nel 1969).

<b>Stans</b><br>Manifesto per le Giornate musicali, 2006 (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>
Manifesto per le Giornate musicali, 2006 (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).
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Autrice/Autore: Emil Weber / mku

Riferimenti bibliografici

Archivi
– ACom Stans
– APar catt. Stans
– Archivio della corporazione com. di Stans
– StANW
Bibliografia
– H. Ammann, «Die Talschaftshauptorte der Innerschweiz in der mittelalterlichen Wirtschaft», in Gfr., 102, 1949, 105-144
MAS Untervaldo, 19712, 755-975
– L. Steiner-Barmettler, «Der Dorfbrand von Stans 1713», in BGN, 39, 1980, 9-94
– H. von Matt, Kunst in Stans - 1900, 1982
– F. Kaiser, Stans um die Jahrhundertwende, 1983
– M. Keller, Armut im Kanton Nidwalden, 1850-1900, mem. lic. Friburgo, 1987
– H. Achermann, Das Höfli oder die Rosenburg in Stans NW, 1988
– A. Cueni, L. Meyer-Hofmann, Die anthropologischen Befunde: Stans Pfarrkirche St. Peter und Paul, Ausgrabungen 1984/85, ms., 1989 (presso StANW)
– R. Odermatt-Bürgi, Pfarrkirche St. Peter und Paul in Stans NW, 1989
Frauenleben in Stans, 1998
INSA, 9, 217-293
– A. Hug, V. Weibel, Nidwaldner Orts- und Flurnamen, 5 voll., 2003
Kapuziner in Nidwalden, 1582-2004, 2004
– D. Krämer, "Wenn ich nicht so Mager wäre, so hätte ich forcht, ich wurde von denen Armen Leiten aufgefressen", mem. lic. Berna, 2005
– M. Näpflin, Frömmigkeitspraxis in Nidwalden zwischen 1570 und 1800, mem. lic. Berna, 2006
Zugluft, cat. mostra Stans, 2008

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