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Basilea (Città)

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Com. BS e dal 1833 semicant. della Conf., nato dalla divisione del cant. di Basilea nei semicant. di B. Città e Basilea Campagna. A decorrere dalla Costituzione del 1847, la denominazione ufficiale "Cant. di B. Città" (Kanton Basel-Stadt) sostituisce la perifrasi "Parte cittadina del cant. B. Città" (Kanton Basel-Stadttheil), che risale all'ordinanza della Dieta fed. del 26.8.1833; (franc. Bâle-Ville; rom. Basilea-Citad). La lingua ufficiale è il ted. La Costituzione cant. non specifica alcun capoluogo. Con l'integrazione nel semicant. di B. Città nel 1876, il com. di B. non ha più esistenza giur.

La città di B. si trova sul limite meridionale del bassopiano dell'alto Reno, lungo le rive di un'ansa situata tra le ultime propaggini settentrionali del Giura e il confine sudoccidentale della Foresta Nera. La topografia dell'odierno territorio cittadino è stata determinata dal Reno - via di trasporto e a periodi anche frontiera - e dai suoi affluenti (Birsa, Wiese e Birsig).

Superficie (1994)37,1 km² 
Foresta/Superficie boscata4,7 km²12,7%
Superficie agricola utile4,5 km²12,1%
Superficie con insediamenti26,2 km²70,6%
Superficie improduttiva1,6 km²4,3%

Struttura demografica ed economica
Anno 1850190019501990a
Abitanti 29 698112 227196 498199 411
Percentuale rispetto alla popolazione totale svizzera1,2%3,4%4,2%2,9%
Linguatedesco 106 769180 786156 638
 francese 2 6208 4445 426
 italiano 2 3335 21812 842
 romancio  101 487 288
 altre  4041 56324 217
Confessioneriformata24 08373 063124 43465 245
 cattolicab5 50837 10161 54850 705
 cattolico-cristiana  2 673 697
 israelita 1071 8972 6201 666
 altre e senza confessione     0 1665 22381 098
 di cui senza confessione   68 807
Nazionalitàsvizzeri22 87969 446180 145152 601
 stranieri6 81942 78116 35346 810
Anno 1905193919651995
Occupati nel cantonesettore primario1 520 789 419 342c
 settore secondario31 94337 00662 74846 153
 settore terziario20 06436 51274 375113 615
Anno 1965197519851995
Percentuale rispetto al reddito nazionale svizzero6,25%4,82%4,24%3,88%

a Abitanti 2000: 188'079;dati di dettaglio non ancora disponibili al momento della redazione definitiva.

b Dal 1950 cattolico-romana.

c Dati del censimento delle aziende agricole, 1996.

Fonti:UFS, UFAG e HistStat

1 - Dalla Preistoria all'alto Medioevo

1.1 - Epoca preistorica

Le più antiche testimonianze antropiche appartengono al Musteriano (raschiatoio acuminato della Rehhagstrasse) e al Magdaleniano (Hechtliacker). Del Neolitico sono una tomba della cultura del bicchiere campaniforme, rinvenuta a Riehen, e i reperti isolati di Kleinhüningen, Riehen e Bettingen. Tra il IV e il II millennio a.C. il corso del Reno assunse la sua configurazione definitiva, caratterizzata da un'ampia ansa. La riva destra fu abitata fin dall'età del Bronzo. Nelle zone dei futuri agglomerati - Piccola B. (Kleinbasel), Sankt Alban, Gasfabrik (cioè l'area in cui venne costruita l'officina del gas), colle della cattedrale (Münsterhügel) e S. Martino - sono stati rinvenuti reperti risalenti all'età del Bronzo e all'età del Ferro; i ritrovamenti databili al Bronzo medio e finale (1500-800 a.C.), tra i quali un deposito (Elisabethenschanze), non comprendono però tracce di strutture abitative. Per il periodo compreso tra il Bronzo finale e il tardo La Tène sono noti soltanto alcuni oggetti appartenenti a un corredo funerario, riportati alla luce nella Piccola B. e databili alla prima fase della cultura di La Tène (IV sec. a.C.).

Autrice/Autore: Rolf d'Aujourd'hui / mdi

1.2 - Il tardo La Tène

Secondo le notizie tramandate da Cesare, all'inizio dell'era storica la regione ubicata nella parte meridionale dell'alto Reno era abitata dai Raurici. A B. il tardo La Tène è documentato da cinque siti archeologici, di cui due recano testimonianza di importanti abitati. In quello più antico, situato sulla sponda sinistra del Reno presso la Gasfabrik, privo di fortificazioni e dotato di un cimitero (II sec.-prima metà del I sec. a.C.), sono state rinvenute tracce di officine e oggetti importati dalle regioni romane (ad esempio anfore per il vino). Alcune fosse contenenti ricchi corredi e numerose parti di scheletri umani fanno presupporre l'usanza di inumazioni rituali. L'ipotetica identificazione con Arialbin(n)um (Tavola peutingeriana) risulta oggi poco credibile, al pari della presunta data di abbandono dell'insediamento, il 58 a.C., anno della battaglia di Bibracte e dell'esodo degli Elvezi e dei Raurici. L'insediamento più recente, situato sul colle della cattedrale e fortificato mediante un murus gallicus, risale al più tardi alla metà del I sec. a.C.

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1.3 - L'età romana

Dopo il 50 a.C., gli interessi strategici di Cesare portarono dapprima alla stipulazione di un patto fra Roma e i popoli celtici che risiedevano nella regione, e verso il 44-43 a.C. alla fondazione della Colonia Raurica da parte di Munazio Planco. In base ai reperti di origine romana e ai ritrovamenti di oggetti militari del periodo preaugusteo, quest'ultima corrisponde all'oppidum localizzato sul colle della cattedrale. La romanizzazione della regione, tuttavia, prese avvio soltanto con la rifondazione della colonia ad opera di Augusto tra il 15 e il 10 a.C. (Augusta Raurica). Il colle divenne allora una base militare e un punto di riferimento per le campagne belliche di Druso e Tiberio contro i Germani. Gli scavi archeologici hanno riportato alla luce una trincea (Bäumleingasse), una trincea a sezione triangolare (Augustinergasse), oltre a costruzioni e reperti militari (sotto la cattedrale e sulla Rittergasse). All'epoca della massima prosperità di Augusta Raurica (I-III sec. d.C.), i rari insediamenti sul colle della cattedrale si limitavano perlopiù all'area del vicus situato a sud est. Sulla destra del Reno, sul territorio dell'odierno com. di Riehen, sorgevano l'insediamento presso il Landauer e il tempio di Pfaffenloh.

Verso la fine del III sec., nell'ambito del consolidamento del limes Reno-Danubio, sul colle fu eretto un castrum, che probabilmente comprendeva tutto il plateau (6 ettari) come lasciano presupporre le vestigia delle mura (Rittergasse, scuola zur Mücke) e costruzioni interne rinvenute in vari punti. Le vie di transito che si dipartivano da Augusta Raurica si estendevano su entrambe le rive del Reno, costeggiando i terrazzi della valle. Il colle isolato era accessibile mediante una strada secondaria che, attraversando la conca del Birsig e passando da una stazione stradale (l'odierno mercato del pesce), portava fino in Alsazia. Con ogni probabilità il rettifilo tra la foce del Birsig e l'insediamento celtico (Gasfabrik) risale all'epoca preromana. Le strade di accesso erano fiancheggiate dai cimiteri di Aeschenvorstadt (cimitero del castrum), Sankt Alban-Vorstadt, Sankt Johanns-Vorstadt, Totentanz.

B. fu menz. per la prima volta nel 374 da Ammiano Marcellino: "Valentiniano... munimentum aedificanti prope Basiliam, quod appellant accolae Robur...". Molto probabilmente questo burgus tardo romano fu eretto a difesa di un ponte sul Reno, come indurrebbero a pensare le vestigia di fondamenta riportate alla luce presso il Reverenzgässlein e il Burgweg. Nella Notitia Galliarum (390-413), B. (Civitas Basiliensium) è considerata un luogo di importanza regionale e come tale equiparata al Castrum Rauracense (Kaiseraugst).

Autrice/Autore: Rolf d'Aujourd'hui / mdi

1.4 - L'epoca alemanna e franca

Stando ai reperti archeologici, in particolare a quelli provenienti dal cimitero adiacente al castrum, anche nel V sec. la zona del castrum doveva essere abitata da una pop. romana. La conquista da parte degli Alemanni del territorio situato sulla destra del Reno è attestata dalle necropoli rinvenute a Kleinhüningen (V-VIII sec.), nel Gotterbarmweg (V-VI sec.) e presso la chiesa di S. Teodoro (VI-VIII sec.); essa è confermata inoltre dall'anonimo geografo di Ravenna che intorno al 700 o poco dopo l'800 collocò B. (Bazela) e Augst in territorio alemanno. La necropoli del Bernerring testimonia della presenza di coloni franchi sulla sponda sinistra del fiume nella seconda metà del VI sec. I pochi reperti attinenti al VI-VII sec. rinvenuti sul colle sono indiziari di insediamenti occasionali e in nessun caso permanenti. Il primo vescovo menz. nei documenti è Iustinianus dei Raurici (343 e 346); l'esplicita menz. di B. nel titolo di Ragnacharius, vescovo di Augst/Kaiseraugst e di B. (Basileae) nella prima metà del VII sec., lascia presupporre il trasferimento della sede episcopale a B. Il patronato di una delle più antiche chiese della città, quella di S. Martino, situata a nord ovest del colle, suggerisce la presenza dei Franchi, peraltro non ancora confermata da fonti archeologiche. Nel VII sec. presero forma sul colle nuove strutture abitative (case-fosse, "cantine di tessitura"). Al periodo merovingio risalgono tre monete d'oro, tra le quali il triens dello zecchiere Gunso, coniato a B. nella prima metà del VII sec., che reca la prima iscrizione nota del nome della città: Basilia fit. Con ogni probabilità, verso il 728 B. fu integrata nella diocesi di Strasburgo.

Nell'alto ME, il passaggio dal commercio e dall'artigianato all'economia agraria e i mutamenti nell'organizzazione politica (piccole ass. individuali liberamente collegate tra loro) implicarono la dislocazione dell'antico nucleo urbano nelle adiacenze del castellum romano.

Autrice/Autore: Rolf d'Aujourd'hui / mdi

1.5 - Gli inizi della città medievale

Il trattato di Mersen (870) menz. Basula e il relativo pago (Gau), Basalchowa. La riorganizzazione della diocesi di B., avviata nella seconda metà del 700 dal vescovo Baldobertus e proseguita da Waldo e Haito, diede importanti impulsi anche all'evoluzione cittadina. Haito fece costruire su alcune "rovine diroccate" (iscrizione di Reichenau) una cattedrale - con ogni probabilità la cosiddetta cattedrale a torre circolare - e donò un ciborio. Un insediamento risalente a questo periodo è attestato dalle vestigia di case-fosse riportate alla luce nella parte sudoccidentale della piazza antistante la cattedrale. I gruppi di tombe risalenti all'VIII-IX sec. rinvenuti davanti all'antica cappella di S. Ulrico, all'antica cappella battesimale di S. Giovanni (appartenente al complesso della cattedrale), oltre che nel Palazzo palatino, sono indiziari di vari luoghi di sepoltura. Al IX sec. risale inoltre la chiesa di Sankt Alban, in riva al Reno. Sulla sponda destra (Piccola B.), presso la chiesa di S. Teodoro, sorse con ogni probabilità una chiesa in legno, attestata da cocci e da tre tombe coperte da lastre, prive di corredi, di epoca carolingia. Con la spartizione del regno franco, decretata dal trattato di Verdun (843), B. divenne località di frontiera del regno della Lotaringia. Tra i reperti datati all'epoca di Lotario I (840-855) figurano alcune coniature basilesi. La mancanza di fonti archeologiche e storiche, a prescindere da pochi ritrovamenti isolati, rende pressoché impossibile la ricostruzione di un quadro concreto delle strutture economiche e sociali di questo periodo.

Autrice/Autore: Rolf d'Aujourd'hui / mdi

2 - L'assetto politico dal basso Medioevo alla divisione cantonale

2.1 - La signoria dei principi vescovi

Dopo lo sfaldamento della Lotaringia (870), B. passò al regno dei Franchi orientali e, nella prima metà del X sec., fu annessa al secondo regno di Borgogna, molto probabilmente in cambio della Lancia Sacra, che nel 926 o 935 Rodolfo II di Borgogna cedette all'imperatore Enrico I. Nel 917 la città dovette far fronte all'invasione degli Ungari, cui dovette soccombere anche Rudolfus II, come attesta l'iscrizione nel suo sarcofago conservato nella cattedrale. Nel 999 Rodolfo III di Borgogna donò al vescovo Adalbero II l'abbazia di Moutier-Grandval; tale donazione costituì la base del futuro principato vescovile. B. entrò a far parte dell'Impero nel 1006, probabilmente come pegno per l'eredità burgunda, ma vi venne incorporata solo dopo la morte di Rodolfo III (1032). Nell'XI sec. i vescovi di B. godettero dei favori sia di Enrico II, che fondò la cattedrale tardo ottoniana-protoromanica, consacrata nel 1019, sia dei suoi successori della dinastia salica.

Il principe vescovo esercitò la signoria sulla città con l'aiuto di ufficiali di rango ministeriale; le prime notizie al riguardo risalgono al XII-XIII sec., quando prese corpo una vera e propria amministrazione vescovile. Le fonti del periodo menz. diverse cariche - balivo, scoltetto, visdomino, zecchiere e daziere - spesso ereditarie e a volte all'origine di nomi di fam. Le principali prerogative della signoria cittadina consistevano nei diritti di giustizia (demandati dall'Impero), nel potere tributario, nel controllo sulla zecca, sul mercato, sulle misure e sui pesi, e sulla produzione delle merci di prima necessità soggette alla bannalità (ad esempio sulle panetterie).

Dopo la morte di Berchtold V (1218), che segnò la fine della signoria dei von Zähringen sul territorio alla destra del Reno, il vescovo Heinrich II von Thun (1216-38) fece costruire un ponte sul fiume in vista di una politica di conquista territoriale nella Foresta Nera. Se questo disegno non ebbe successo, egli poté tuttavia dare avvio allo sviluppo pianificato della cosiddetta Piccola B.; dotata di un'autonomia propria (possedeva un proprio palazzo com., detto Richthaus), fu soggetta alla signoria del principe vescovo di B., mentre sul piano ecclesiastico appartenne alla diocesi di Costanza (parrocchia di S. Teodoro).

Un'amministrazione cittadina autonoma prese avvio agli inizi del XIII sec., con la formazione di un Consiglio composto da cavalieri e cittadini, menz. nelle fonti scritte già dal 1185/90; coadiuvato dallo scoltetto, dal borgomastro e dal cancelliere e dotato di un sigillo proprio, il Consiglio era responsabile della comunità urbana. All'epoca erano considerati cittadini soltanto i ricchi proprietari terrieri e i commercianti. Disciolto da Federico II nel 1218, il Consiglio fu ricostituito prima del 1225, in base a una composizione non ancora regolata da un ordinamento fisso, in quanto i cavalieri e cittadini venivano eletti liberamente dal principe vescovo. Verso il 1250 il balivo, rappresentante della signoria del principe vescovo, e gli scoltetti, investiti dell'amministrazione giur., vennero affiancati dal borgomastro (menz. dal 1253). Più tardi il balivo e lo scoltetto videro progressivamente diminuire le loro competenze a vantaggio del borgomastro, che nel corso del tempo assunse un ruolo sempre più importante nella guida politica del com.

Nei conflitti che lo opposero al com., culminati nella distruzione nel 1247 del palazzo vescovile (probabilmente l'antico palazzo reale), il principe vescovo riuscì a imporsi grazie all'interdetto, sostenuto in ciò dagli ordini mendicanti. I suoi diritti di sovranità vennero ratificati dalla carta di franchigia del 1260 (andata distrutta).

Fin dal regno di Rodolfo I gli Asburgo cercarono di radicarsi a B., molto probabilmente per fare della città il proprio luogo di residenza. Sostenuti dal partito loro devoto, si valsero, fino al 1300 ca., anche dei favori dei principi vescovi filoasburgici. Una guerra condotta dal 1270 al 1273 da Rodolfo I contro il principe vescovo si concluse con la nomina di Rodolfo I a imperatore di Germania. Le mire asburgiche vennero vanificate nel corso del XIV sec. dall'opposizione dei principi vescovi di origine borgognona e del partito antiasburgico. Nel quadro di tali scontri si formarono due opposte ass. cavalleresche: quella degli Psitticher, inizialmente favorevole al principe, e quella degli Sterner, pro Asburgo. La loro rivalità, che perdurò fino al XIV sec., fu attenuata dalla designazione alterna di uno Psitticher e di uno Sterner alla carica di borgomastro.

Autrice/Autore: Werner Meyer / mdi

2.2 - L'emancipazione del comune nel basso Medioevo

Dopo il 1250 il com. riuscì a conquistare, in alcuni casi ricorrendo alla forza, una considerevole autonomia nei confronti del principe vescovo, che si tradusse nella stipulazione indipendente di patti di alleanza (ad esempio con la città di Strasburgo nel 1310) e nell'acquisto di proprietà fondiarie entro e fuori le mura cittadine.

Il dissesto delle finanze vescovili, provocato dalle disastrose guerre condotte dal vescovo durante il XIV sec., agevolò considerevolmente il graduale affrancamento di B. dalla sua signoria. Secondo la nuova carta di franchigia del 1337, il Consiglio comprendeva quattro cavalieri, otto rappresentanti della cittadinanza titolare del diritto di infeudazione (acht Bürger, da cui la denominazione di Achtburger riservata alle fam. eleggibili al Consiglio) e 15 membri corporati. A questi si aggiunsero dal 1382 i maestri delle 15 corporazioni, i quali formarono inoltre un collegio indipendente, presieduto dal maestro a capo delle corporazioni (Maestro della corporazione); il borgomastro e il maestro capo avevano il peso politico più importante. Il borgomastro fino al 1500 ca. fu scelto dal principe vescovo unicamente tra i cavalieri, mentre per la carica di maestro capo entravano in considerazione anche gli Achtburger. Il Consiglio si rinnovava annualmente per mezzo di un collegio elettorale formato dai cosiddetti Kieser (da kiesen, scegliere, eleggere), designati dallo stesso Consiglio; quest'ultimo, il borgomastro e il maestro delle corporazioni costituivano l'autorità cittadina, con competenze che si estendevano su tutti gli ambiti della vita pubblica. Le antiche prerogative signorili del vescovo furono ridotte nel XV sec. alla investitura simbolica dei titolari delle più importanti cariche governative, celebrata con un solenne cerimoniale. Fra il 1360 e il 1390 B. riuscì ad avocare a sé, attraverso acquisti o pegni, i diritti di signoria più importanti (imposte, dazi, zecca, imposta sugli ebrei, baliaggio, scoltetto), assicurandosi di fatto la sovranità. Tuttavia, a causa delle restanti prerogative vescovili, abolite soltanto nel XVI sec., la città non poté fregiarsi dello statuto di città libera dell'Impero. Con il progressivo affrancamento dalla signoria vescovile, B. riuscì inoltre a neutralizzare le aspirazioni politiche degli Asburgo.

Le corporazioni nel XVI secolo
 NomeTraduzioneMestiere
Corporazioni dei "signori"aZunft zum SchlüsselCorporazione della Chiave (mercanti)Mercanti di panni, tagliatori di panni
 Zunft zu Hausgenossen (Bärenzunft)Corporazione dell'Orso (in origine familiari del vescovo)Fonditori di campane, orefici, coniatori, cambiavalute
 Zunft zu WeinleutenCorporazione dei vinai (Corporazione del Tino)Mercanti di vino, cantinieri
Corporazioni artigianeZunft zu RebleutenVignaioli 
 Zunft zu MetzgernMacellai 
 Zunft zu Fischern e Zunft zu Schiffleuten Pescatori e barcaioli 
 Zunft zu Gerbern e Zunft zu SchuhmachernConciatori e calzolai 
 Zunft zu SafranCorporazione dello Zafferano (speziali)Farmacisti, legatori, pittori di immagini sacre, cappellai, speziali, stagnai, conciatori addetti all'allumatura
 Zunft zu BrotbeckenFornaiPanettieri e pasticcieri, misuratori di grani
 Zunft zu SchmiedenFabbriManiscalchi, ramai, coltellinai, mugnai, fabbri, orologiai, armaioli
 Zunft zu Schneidern e Zunft zu KürschnernSarti e pellicciaiCucitrici, ricamatori di seta
 Zunft zu GartnernGiardinieriGiardinieri, rigattieri, carrettieri, cuochi, cestai, cordai, osti
 Zunft zu SpinnwetternDal nome della loro sedeGessai, muratori, carradori, carpentieri, tornitori, conciatetti, bottai, scalpellini, mattonai
 Zunft zum Himmel e Zunft zum Goldenen SternCorporazione del Cielo e della Stella dorataCerusici, vetrai, pittori, sellai
 Zunft zu WebernTessitoriSbiancatori, tintori, filatori, tessitori di lana

a In tedesco: Herrenzünfte.

Fonti:R. Teuteberg, Basler Geschichte, 1988

Dalla fine del XIV sec., conflitti di interesse e sovvertimenti dell'assetto sociale provocarono un malcontento generale che si tradusse in conflitti tra le diverse forze interne alla classe dirigente e nelle rivolte degli artigiani contro gruppi o individui malvisti, ad esempio in occasione del carnevale del 1376 (Böse Fasnacht). Fino al 1500 ca., i contrasti, di volta in volta avviati da nuovi gruppi e spesso indirizzati contro le classi superiori accusate di corruzione, ebbero quale effetto un rafforzamento delle corporazioni in seno al Consiglio. Ne è riprova l'istituzione, decretata nel 1385 sulla base del modello strasburghese, della carica di Ammeister, sorta di controllore dei conti, che attraverso le sue funzioni di vigilanza (ad esempio sul bilancio cittadino) consolidava la condizione degli artigiani corporati, nonostante la carica venisse abolita già nel 1417.

Un passo importante per il successivo sviluppo della città fu l'acquisto dei diritti di signoria che il vescovo deteneva sulla Piccola B., ciò che permise, nel 1392, l'unione delle due città. Dalla fine del XIV sec., gli atti ufficiali emessi dalla cancelleria evidenziano lo sviluppo dell'apparato amministrativo e militare della città; dal 1360 il quadro finanziario è documentato da dettagliati resoconti di entrate e spese. L'amministrazione degli uffici pubblici (costruzioni, zecca, controllo sul commercio e sui prezzi, approvvigionamento idrico, fissazione dei confini) fu attribuita a commissioni e a funzionari designati dal Consiglio. Il regolamento di polizia, sulla cui applicazione vigilarono i poco amati "tutori dell'ordine" cittadini o consiliari (Stadtknechte, Ratsknechte), garantì la protezione della città da rumore, disordini, uso improprio di armi ecc. L'ascesa politica ed economica di B. nel XIV sec. ebbe modo di manifestarsi anche attraverso la costruzione di diversi edifici pubblici, tra i quali il nuovo palazzo com. (ca. 1340), l'arsenale, il granaio, diversi edifici per artigiani e l'ospedale, e soprattutto attraverso l'erezione di una nuova cinta esterna di mura (fine del XIV sec.)

Per proteggersi dal rischio di catastrofi (incendi, deriva dei ghiacci sul Reno, inondazioni, minacce belliche) il Consiglio promulgò nel XV sec. disposizioni di allarme, peraltro di dubbia efficacia. La difesa della città venne affidata alle corporazioni; a ognuna competeva la difesa di una parte della cinta muraria esterna. Un'efficiente artiglieria fu concentrata nell'arsenale della città a partire dalla fine del XIV sec. Per le spedizioni militari fuori dalla città B. si avvalse dei contingenti delle corporazioni, di una truppa di cavalieri mercenari e dei dimoranti che ambivano all'acquisizione del diritto di cittadinanza.

L'autonomia politica permise alla città di condurre attivamente una politica territoriale e di concludere alleanze, che comportarono inevitabilmente il suo coinvolgimento in numerosi conflitti bellici. Nel XV sec. il rapporto della città con la Conf. fu piuttosto instabile; nella seconda metà del sec. una contrapposizione di interessi territoriali nel Sisgau provocò ripetute controversie con Soletta; tuttavia, l'esperienza della guerra di Svevia finì con il condurre nel 1501 all'ingresso di B. nella Conf.

Autrice/Autore: Werner Meyer / mdi

2.3 - La vita politica tra il XVI e il XVIII secolo

La Costituzione del Consiglio in vigore fino al 1691 fu elaborata nel corso dei primi tre decenni del XVI sec. Nel 1506, dopo una pluriennale lite riguardo alla carta di franchigia, la prerogativa episcopale, puramente formale, nell'elezione del Consiglio fu riconfermata, ma nello stesso tempo entrarono a far parte del collegio elettorale (Kieser) anche membri delle 15 corporazioni. L'abrogazione, voluta nel 1515 dal Consiglio, dell'accesso privilegiato alle cariche governative per i membri della Camera alta (Hohe Stube, soc. composta da nobili e membri del patriziato cittadino) rafforzò ulteriormente le corporazioni. Con la nomina di Jakob Meyer zum Hasen nel 1516 la carica di borgomastro, fino ad allora riservata a un cavaliere o a un Achtburger, fu attribuita per la prima volta a un Consigliere corporato.

L'ultimo e decisivo passo verso la piena emancipazione della città dalla signoria del vescovo fu compiuto nel 1521, quando il Consiglio dichiarò unilateralmente la propria indipendenza dalla sovranità episcopale e avocò a sé, anche formalmente, il diritto di elezione dei propri membri e dei magistrati supremi (due borgomastri, due maestri a capo delle corporazioni). La rivendicazione, sia pure da tempo solo teorica, di otto seggi in seno al Consiglio avanzata dai membri della Camera alta non venne più riconosciuta. Nello stesso anno, la sommossa contro i beneficiari delle pensioni franc. causò l'espulsione dal Consiglio di alcuni eminenti rappresentanti delle tre Herrenzünfte, le corporazioni dei "signori", ovvero le più importanti (dei commercianti, dell'Orso e dei vinai); in questo modo le corporazioni artigiane si proponevano di rafforzare la loro presenza nelle cariche pubbliche e nei collegi, a scapito di quelle più importanti.

Dopo il 1520 si manifestò a B. un'aperta opposizione contro le forme religiose tradizionali, in particolare con la violazione della Quaresima e la turbativa delle processioni. Nel Consiglio si formarono due schieramenti, quello del partito catt., capeggiato da Heinrich Meltinger, borgomastro che apparteneva al patriziato cittadino, e quello del partito fautore della nuova fede, guidato da Jakob Meyer zum Hirzen, maestro a capo delle corporazioni. Un gruppo presieduto dal secondo borgomastro, Adelberg Meyer zum Pfeil, tentò di mediare tra i due poli. La Riforma, che si impose nel 1529 dietro pressione dei membri delle corporazioni, provocò un nuovo cambiamento nella composizione del Consiglio: 12 rappresentanti catt. della classe dirigente, appartenenti al patriziato cittadino e alle Herrenzünfte, dovettero lasciare la città. Inoltre, il Consiglio accolse in parte le rivendicazioni avanzate dai membri delle corporazioni, volte a ottenere una maggiore influenza nella nomina dei propri rappresentanti eleggibili alla carica di Consiglieri.

Nel 1533, tuttavia, tale concessione fu revocata, a favore del ripristino della procedura di elezione dei comitati direttivi delle corporazioni e del Consiglio risalente al 1521, e che rimase poi in vigore fino al 1691. La sovranità politica spettava al Piccolo Consiglio, formato da due metà che si alternavano di anno in anno e che di regola si riunivano contemporaneamente, formando un organo unitario. Ogni corporazione proponeva un Consigliere e un maestro d'arte per ognuna delle due parti del Consiglio. La presidenza era riservata ai magistrati supremi, designati di comune accordo da entrambe le parti del Consiglio. I nuovi Consiglieri venivano nominati ogni anno dai Consiglieri uscenti, e i nuovi maestri dai comitati direttivi delle corporazioni. Quando occorreva ratificare determinate decisioni del Piccolo Consiglio, veniva in qualche caso convocato il Gran Consiglio, costituito dai 12 "Sei" di ciascuna corporazione (Sechser; si trattava di sei esponenti di ognuna delle 15 corporazioni per entrambe le parti del Piccolo Consiglio, e cioè un totale di 180 rappresentanti), dai comitati direttivi delle tre soc. onorifiche della Piccola B. e dagli scoltetti dei due tribunali cittadini. Il Gran Consiglio, che offriva una più ampia rappresentanza alle corporazioni, era chiamato a garantire in situazioni di crisi un particolare supporto alle decisioni politiche prese dal governo. Ad eccezione di due brevi fasi durante il periodo della Riforma e dopo i rivoluzionari cambiamenti del 1691, i membri semplici delle corporazioni godevano esclusivamente del diritto di elezione passivo: nel caso di un seggio vacante nel comitato direttivo potevano essere nominati nel collegio dei "Sei" per cooptazione. I seggi vacanti al Piccolo Consiglio, strettamente riservati agli esponenti dei comitati direttivi delle corporazioni, venivano anch'essi attribuiti per cooptazione.

I regolari compiti governativi e amministrativi, che riguardavano sia il territorio cittadino sia i territori soggetti, erano affidati a un numero considerevole di giunte e collegi. La commissione più importante era costituita dal Consiglio dei Tredici o Consiglio segreto; costituito in origine come Consiglio di guerra, divenne in seguito organo permanente e vero e proprio organismo di governo del Piccolo Consiglio. I principali compiti di sorveglianza dell'amministrazione finanziaria spettavano al Collegio dei Tre e dopo il 1616 all'istanza deputata alle finanze, la Camera dei conti (Haushaltung). L'amministrazione della giustizia civile competeva ai due tribunali della città, cioè ai tribunali degli scoltetti della Grande e della Piccola B., di cui facevano parte in qualità di giudici esponenti del Piccolo e del Gran Consiglio. L'alta giustizia incombeva alla parte nuova del Piccolo Consiglio, oltre che ai giudici dei tribunali cittadini. Il Collegio dei Sette era investito dell'istruzione preliminare dei reati penali sottoposti al Piccolo Consiglio. Revisori, giudici d'appello o apposite commissioni costituite dal Piccolo Consiglio fungevano, secondo i casi, da istanze d'appello. Dopo la Riforma, le istituzioni e le questioni ecclesiastico-sociali (assistenza, collegio dei deputati, Consiglio ecclesiastico) passarono sotto la responsabilità del Piccolo Consiglio, così come il tribunale matrimoniale e il tribunale di banno.

Mentre le cariche di secondaria importanza (una parte delle cariche dei baliaggi, giur. e assistenziali) potevano essere attribuite anche a membri corporati esterni al Piccolo Consiglio - di regola ai comitati direttivi delle corporazioni - tutte le funzioni di importanza primaria erano accentrate nelle mani della ristretta classe politica che si trovava al vertice del Piccolo Consiglio. Le possibilità di ascesa al potere dei membri semplici delle corporazioni erano considerevolmente limitate dalla durata a vita delle cariche consiliari e dalle nomine per cooptazione. L'eleggibilità teorica di tutti i borghesi corporati era poi ulteriormente ridotta, in forma indiretta, dalle tasse elettorali e dalla corruzione che ne derivava. La tendenza a un'oligarchia corporativa fu particolarmente manifesta a partire dal 1533, con il consolidamento del peso politico delle Herrenzünfte a scapito delle corporazioni degli artigiani, che dal canto loro avevano già visto aumentare al loro interno la distanza sociale tra i membri corporati e i vertici (Consiglio direttivo, Piccolo Consiglio). La possibilità di acquistare l'appartenenza a due corporazioni permise infine ai membri delle Herrenzünfte di arrogarsi anche i seggi consiliari riservati ai membri delle corporazioni artigiane, imponendo così, nel XVII sec., l'egemonia politica dei grossi commercianti e fabbricanti.

La costruzione unilaterale di posizioni preminenti in seno al Piccolo Consiglio da parte delle fam. Burckhardt e Socin fu alla base dei moti rivoluzionari del 1691, che a loro volta diedero origine alle nuove disposizioni costituzionali, in vigore fino al 1798. La trasformazione più importante che uscì dalla rivoluzione fu la trasmissione della sovranità politica al Gran Consiglio, autorità suprema dello Stato composta da 282 rappresentanti (Piccolo Consiglio compreso). Convocato ora a scadenze regolari (dal 1718 una volta al mese), e pertanto messo in grado di operare efficacemente, il Gran Consiglio fu autorizzato a legiferare ed ebbe l'ultima parola nelle decisioni relative alla politica estera, allo spiegamento delle forze militari, ai trattati intern. e all'esazione fiscale. Divennero inoltre di sua pertinenza la designazione dei magistrati supremi e dei Consiglieri corporati, l'elezione del Collegio dei Tre, del cancelliere, di vari delegati e degli amministratori dei possessi ecclesiastici, e l'amministrazione dei baliaggi (con l'eccezione dei due scoltetti di Liestal). Al Piccolo Consiglio rimasero affidati diversi uffici minori, l'elezione del Consiglio dei Tredici e l'amministrazione dei due tribunali cittadini. All'inizio del 1718, l'introduzione del sorteggio nella procedura elettorale rese praticamente impossibile la manipolazione dei risultati, quindi l'istituzione di un'egemonia delle fam. del patriziato cittadino. Sul piano giur. le competenze del Piccolo e del Gran Consiglio non furono chiaramente delimitate: di fatto, il Piccolo Consiglio, coadiuvato da commissioni e collegi, mantenne il controllo sul governo e sull'amministrazione. Alla stabilità di tale assetto politico contribuì infine il fatto che una parte rilevante dei cittadini venne integrata nel sistema attraverso l'attribuzione di diversi pubblici uffici.

Autrice/Autore: Hans Berner / mdi

2.4 - Dalla Repubblica elvetica al 1833

Con l'introduzione, durante l'Elvetica, della cittadinanza sviz., anche a B. vennero distinti due enti com.: il com. degli ab. e il com. patriziale; nel 1779 i membri del patriziato cittadino rappresentavano il 51% della pop., nel 1815 il 37%. Nel caso di B. la compresenza dei due organismi fu particolarmente complessa, dal momento che, nella tradizione della città-cant., numerose questioni com. venivano risolte a livello cant.

La distinzione fu temporaneamente abolita durante la Mediazione a favore dell'istituzione di un unico ente com., il com. "cittadino" (Stadtgemeinde). I membri di entrambi i suoi organi, il Gran Consiglio (64 membri) e il Piccolo Consiglio (24 membri), erano designati in base al censo: il che di fatto limitò l'eleggibilità ai cittadini più ricchi. Nel 1828 il numero dei membri del Gran Consiglio fu portato a 96 e il diritto di voto attivo venne circoscritto ai soli ab. della città.

La spartizione dei beni cant. e com. dopo la fine della Repubblica elvetica fu all'origine di conflitti. Oltre ai possedimenti terrieri e ai boschi, il com. ottenne l'ospedale cittadino e l'orfanotrofio. Per la copertura delle spese pubbliche beneficiò del diritto di percepire imposte e dazi, definito in base all'entità delle competenze di cui si vide investito, sia municipali (polizia, costruzioni, infrastrutture cittadine) sia patriziali (ospedale, orfanotrofio, assistenza dei poveri).

Autrice/Autore: Ruedi Brassel-Moser / mdi

3 - Società, economia e cultura nel basso Medioevo

3.1 - Sviluppo demografico e urbano

Il basso ME fu per B. un'epoca di espansione generale. Tra il 1300 e il 1500 il numero degli ab. passò da 6000 a 10'000, soprattutto grazie alle continue immigrazioni dall'Alsazia, dalla Brisgovia, dalle città della Germania meridionale e, dopo il 1400, dai territori soggetti del Sisgau. Nel corso del solo XV sec., ben 14'100 persone furono accolte fra la cittadinanza. Le ripetute crisi, provocate in genere dalla peste (1349, 1395, 1418-19, 1439), interruppero soltanto temporaneamente la crescita demografica; il terremoto del 1356 causò un numero limitato di vittime. Il Concilio di Basilea (1431-48) fu all'origine di un temporaneo aumento della pop. cittadina, riconducibile sia all'elevato numero di partecipanti e al loro seguito, sia all'intensificazione della vita economica. L'afflusso di mercenari e di esuli dal Sundgau, conseguenza della guerra di S. Giacomo (1443-49), contribuì ulteriormente a incrementare il numero di ab.

Le classi sociali elevate si stabilirono in prossimità del palazzo vescovile, sul colle della cattedrale (Auf Burg). Artigiani e mercanti si insediarono invece sulla sponda sinistra del Birsig, nella zona prosciugata ai piedi del colle, abitata nel ME a partire dal X sec. La città alta e la città bassa erano collegate, con ogni probabilità, da un ponte situato sotto lo Schlüsselberg. In origine, la zona artigianale fu probabilmente sede di un mercato, ubicato presso l'attracco poco più in alto della foce del Birsig (presso l'attuale mercato del pesce), nell'area dove un tempo sorgevano le cappelle (non più esattamente localizzabili) di S. Orsola e di S. Brendano, patroni dei battellieri, che lasciano ipotizzare relazioni a lunga distanza (forse con Colonia).

Resti di costruzioni in legno lungo il Petersberg risalenti al X-XI sec. ed esaminate negli anni '30, completate dai recenti ritrovamenti nella zona tra la Stadthausgasse, la Schneidergasse e il Rümelinsplatz, permettono di ricostruire, dall'XI sec. in poi, le tipologie edilizie e l'evoluzione delle strutture insediative della zona inferiore della città bassa. Nell'XI-XIII sec., la parte anteriore delle singole parcelle, orientata sulla strada, era edificata con costruzioni in legno allineate regolarmente (botteghe), mentre la parte posteriore era occupata da case in pietra (abitazioni); in mezzo si aprivano i cortili che ospitavano le officine artigianali. La suddivisione delle parcelle, che avvenne nel corso del XIV sec. a seguito dell'incremento demografico e delle spartizioni ereditarie, portò alla ristrutturazione in pietra delle costruzioni prospicienti la strada. Le caratteristiche tipologiche dei manufatti e dell'impianto urbano di origine medievale determinano ancora oggi l'immagine della città vecchia.

La riva sinistra del Birsig era dominata dalla chiesa di San Pietro, destinata fin dall'anno Mille al rito funebre (da cui la denominazione di "stradina dei morti", Totengässlein). All'inizio del XII sec. fu costruito in posizione dominante, su uno sperone roccioso, il convento agostiniano di S. Leonardo. La cappella di S. Andrea venne eretta nel centro della città bassa (parte inferiore) nella seconda metà dell'XI sec. e corredata di un cimitero nel XIII sec.

Nella parte superiore della città bassa i primi insediamenti risalgono al 1100 e sono localizzati nell'area della chiesa francescana degli Scalzi. Nel XII sec. l'attività edilizia si estese su entrambe le rive del Birsig. Nella zona compresa tra la Gerbergasse, la Falknerstrasse e la Weisse Gasse il reticolo stradale, la suddivisione in lotti e le case in pietra sono attestati a partire dal XIII sec.; sul pendio a sinistra del Birsig, mosso da terrazzi, l'edificazione rimase sporadica fino al XIII sec.

Nell'ultimo quarto dell'XI sec. venne fortificato il nucleo cittadino. Il muro di cinta - detto di Burkhard in base all'atto di fondazione del convento di Sankt Alban, eretto verso il 1083 dal vescovo Burkhard von Fenis, in cui sono menz. opere di fortificazioni - è attestato da alcune vestigia localizzate in diversi punti sul confine occidentale del terrazzo (Leonhardsgraben, Petersgraben). Il tracciato murario inglobava le chiese di S. Pietro e di S. Leonardo, e, tra queste, un'area in cui dall'XI sec. in poi si insediarono persone al seguito del vescovo (Heuberg, Nadelberg). L'andamento del muro nel punto di depressione del vallone, tra lo sperone di Leonardo e il colle, rimane tuttora sconosciuto. Nel XII sec. fu avviata la fortificazione dell'area episcopale suburbana a est del Birsig (Sankt Alban-Graben-Steinenberg), che comprendeva anche la prepositura. Attorno al 1250 i due distinti muri di cinta a est e a ovest del Birsig furono uniti a formare una struttura continua, che costituì la cinta muraria interna. A tale scopo fu eretto un nuovo e possente muro sulla sponda occidentale del Birsig, a 3-5 m di distanza da quello di Burkhard; il collegamento tra i due manufatti venne assicurato da un cammino di ronda. In alcuni punti la cerchia muraria fu integrata con le vecchie torri preesistenti. L'avvallamento paludoso presso la piazza degli Scalzi venne consolidato con un massiccio muro di sbarramento. Nel XII-XIII sec. l'edificazione del nucleo cittadino si intensificò, e il tessuto urbano venne definito in correlazione all'assetto sociale cittadino. Il paesaggio cittadino fu fortemente marcato dal sorgere di numerose chiese parrocchiali e conventuali, in particolare della nuova cattedrale episcopale, innalzata in stile tardo romanico al posto della cattedrale di Heinrich II. Nel XIII-XIV sec. ai tipici edifici abitativi del ceto alto, sul modello delle torri - la loro costruzione era sottoposta al controllo del vescovo per volere dell'imperatore Federico I (decreto del 1180) - si affiancarono i palazzi.

In prossimità del priorato cluniacense di Sankt Alban si sviluppò nel corso del XII sec. un quartiere di artigiani, dotato di canali, stagni e mulini. Tra il 1225 e il 1250 i villaggi di B. superiore (nel 1113 obern Basel) e di B. inferiore, situati sulla destra del Reno, furono uniti e costituirono la Piccola B.; alla stessa epoca risale la costruzione del ponte sul Reno. L'antica chiesa parrocchiale di S. Teodoro venne integrata nelle fortificazioni della Piccola B. (menz. per la prima volta nel 1255). La funzione delle vestigia di massicce fondamenta riportate alla luce nei pressi dell'odierno Reverenzgässlein resta da chiarire; le fondamenta potrebbero essere ricondotte al burgus tardoromano o a una fortezza dei von Zähringen, che esercitarono la loro signoria sul territorio ubicato lungo la riva destra del Reno fino al 1218. Alla fine del XIII sec. la Piccola B. inglobò nel proprio territorio l'area del monastero del grande Klingental.

Nel corso del XIII sec. l'aspetto della città subì decisive trasformazioni e numerosi interventi sollecitarono una pianificazione coordinata. L'insediamento di nuovi conventi (domenicani, francescani, agostiniani, dell'ordine teutonico e dell'ordine gerosolimitano) comportò la parziale demolizione e ricostruzione delle mura (Klingental, chiesa degli Scalzi), nonché la realizzazione di terrapieni (piazza degli Scalzi) e di estesi livellamenti del suolo. La costruzione del ponte sul Reno implicò il prosciugamento della paludosa riva sinistra del Birsig, soggetta a inondazioni (terrapieni di 2-3 m). La piazza del mercato e il palazzo com. vennero dislocati dall'attuale mercato del pesce sul nuovo asse viario Rheinbrücke-Freie Strasse, su cui si affacciavano la maggior parte delle sedi delle corporazioni. Durante il XIV sec. il palazzo com., in origine ubicato sul lato nord della piazza del mercato, venne ricostruito nel sito odierno. Ai margini del nucleo, lungo le strade di transito, si formarono i sobborghi, alcuni dei quali furono fortificati già dal XIII sec. (Sankt Alban, Spalen), soprattutto quando al loro interno si trovavano conventi. Ripetuti incendi (per esempio 1377, 1417; nella Piccola B. 1327, 1354) compromisero a più riprese gli sviluppi dell'area urbana entro le mura, culminati soltanto nel XIX sec. Il terremoto del 18.10.1356 provocò alla città effetti devastanti non tanto per le scosse sismiche, che fecero crollare solo le costruzioni in pietra più grandi (coro della cattedrale, campanili, merlatura delle mura), quanto per il terribile incendio che costrinse la pop. a rifugiarsi in campagna. La rapida ricostruzione venne ultimata con l'innalzamento della cinta muraria esterna (1362-98), che incorporò i sobborghi nell'agglomerato tardomedievale.

Autrice/Autore: Rolf d'Aujourd'hui, Werner Meyer / mdi

3.2 - Economia

Il rinvenimento archeologico di strutture insediative e vasellame (nella città bassa), di reperti attinenti alla lavorazione del cuoio, del metallo, delle ossa, dei tessili, delle pelli e di monete coniate sotto Ludovico il Fanciullo, re del regno franco orientale (900-911), e sotto Corrado, re di Borgogna (937-993), prova l'esistenza del commercio e dell'artigianato a partire dal X sec. Fino al XIII sec. ulteriori testimonianze al riguardo restano scarse: la presenza di mercatores Basilienses è documentata nel 1075 nella regione del lago di Costanza, nel 1216 a Genova e nel 1248 a Marsiglia; l'ordinamento doganale di Coblenza del 1209 menz. per la prima volta navi mercantili basilesi sul Reno.

Stabiliti spec. nel bacino del Birsig e nei sobborghi cittadini, gli artigiani, i bottegai e i commercianti si organizzarono, dal XIII sec., in corporazioni, soggette al controllo episcopale, che fino al XIV sec. furono escluse dalla vita politica e militare, restando finalizzate a opere assistenziali e a funzioni attinenti all'esercizio del mestiere.

Nel basso ME, grazie al commercio a lunga distanza e all'organizzazione corporativa dell'artigianato, B. conquistò una posizione di incontrastata supremazia economica nella regione meridionale dell'alto Reno, in particolare rispetto alle città confinanti (Rheinfelden, Mulhouse, Laufen, Liestal). Il fabbisogno alimentare della città fu coperto dalla produzione agricola del proprio territorio e dei territori soggetti del Sundgau, della vicina Brisgovia e del Giura. Fino al Concilio, il più antico tra i diversi mercati cittadini ebbe sede davanti alla cattedrale; altri mercati si tenevano davanti al palazzo com. (frumento), alla chiesa degli Scalzi (bestiame) e presso l'attracco in riva al fiume (pesce, odierna Schifflände). I mercati settimanali coprivano i fabbisogni correnti, mentre i due grandi mercati o fiere annuali (dal XV sec., legittimati nel 1471 dall'imperatore Federico III con la concessione del privilegio di mercato) fornivano le merci provenienti dal commercio a lunga distanza. Tuttavia, il mercato primaverile venne abolito ancora prima del 1500, e l'importanza di quello autunnale non superò i confini regionali; per contro, i commercianti di B. partecipavano alle grandi fiere europee (Ginevra, Francoforte, Lione). L'integrazione di B. nel commercio a lunga distanza portò alla fondazione, dopo il 1472, del cambio pubblico di B. Un ruolo importante per lo sviluppo economico e sociale della città ebbe il Concilio di B. (1431-48), che diede consistenti impulsi all'industria della carta e fece di B. un centro della tipografia: prima del 1440 Heinrich Halbisen fondò l'industria cartaria di B., che fiorì verso il 1500 grazie all'attività della fam. Gallizian. Il grande sviluppo della tipografia fu inoltre strettamente legato alla fondazione dell'Università di Basilea nel 1460 e, in generale, all'attività degli umanisti presenti a B. Nel XV sec. l'importanza commerciale della città fu comprovata dalla nascita di diverse compagnie precapitaliste che, scavalcando i limiti corporativi, controllarono direttamente la produzione di materie prime, la loro lavorazione artigianale, lo smercio a largo raggio e il commercio di esportazione (Halbisen-Gesellschaft, Irmi, Grieb, Offenburg, Zscheckenbürlin, Meltinger). Tuttavia, verso la fine del XV sec. l'opposizione esercitata dalle corporazioni si impose sulla supremazia delle ass. monopolistiche e ottenne la vittoria del piccolo commercio.

Autrice/Autore: Werner Meyer / mdi

3.3 - Società

Nel XIII sec. l'alta società laica, che formava una sorta di corporazione chiamata Camera alta, risiedeva sul colle della cattedrale e lungo l'asse S. Leonardo-S. Pietro ed era formata dai cavalieri nobili e dai cittadini titolari del diritto di infeudazione (Achtburger). Tra questi ultimi, oltre ai commercianti, vi erano i banchieri immigrati dall'Italia settentrionale dopo il 1300 (Lombardi).

L'elevato numero di chiese e conventi permette di ipotizzare una percentuale di ecclesiastici pari almeno al 10% della pop. complessiva. Canonici, chierici secolari, cappellani, monaci, monache, beghine e begardi costituivano tuttavia un insieme eterogeneo, spesso diviso da liti e controversie.

Gli immigranti dai territori soggetti tentarono di integrarsi nella borghesia cittadina lavorando come garzoni artigiani oppure, nel caso delle donne, come personale di servizio alle dipendenze di una residenza borghese.

Gli ebrei, che a due riprese costituirono una comunità (1200-1349, 1370-1400), vivevano nelle zone artigiane sulle rive del Birsig, spec. nella Gerbergasse, e avevano a disposizione una sinagoga e cimiteri. Con ogni probabilità, la sanguinosa persecuzione della prima comunità ebraica nel 1349, anno della peste, fu commessa dai "lombardi" contro l'indesiderata concorrenza nelle operazioni di prestito a interesse. Verso il 1400, la paura di un'estinzione forzata dei debiti spinse i membri della seconda comunità di ebrei a lasciare la città.

Nei documenti è menz. dal XV sec., ma è probabilmente più antico, un quartiere localizzato sul Kohlenberg e abitato da figure marginali (boia, scorticatori, prostitute, girovaghi, fognaioli e facchini), che formava una circoscrizione giudiziaria a se stante.

Autrice/Autore: Werner Meyer / mdi

3.4 - Cultura, arte, educazione e vita religiosa

Nel corso del ME B., centro culturale nella regione dell'alto Reno, ebbe intensi scambi con le altre città germanofone sudorientali, in particolare con Colmar, Sélestat, Strasburgo e Friburgo in Brisgovia. L'influenza culturale esercitata sul contado, per contro, rimase assai modesta; i rapporti si limitarono agli scambi con l'alta nobiltà di campagna residente nei vicini castelli, che partecipò regolarmente alle feste e ai tornei cavallereschi organizzati in città fino al 1500 ca. Durante il XIII-XIV sec. la cultura cavalleresca (tornei, poesia - Konrad von Würzburg -, arte funeraria) fu promossa soprattutto dalla corte vescovile.

Nel basso ME, dopo il declino dell'influenza borgognona, l'arte basilese si conformò alle tendenze dell'area culturale alsaziano-altorenana. Verso la fine del XIV sec. fu attivo a B., in particolare nella ricostruzione della cattedrale dopo il terremoto, Johannes Parler von Gmünd e tra il 1470 e il 1480 Jakob Sarbach (avancorpo dello Spalentor, fontana del mercato del pesce). Verso il 1440 Konrad Witz conseguì una considerevole fama anche oltre i confini regionali. Gli artisti erano riuniti nella corporazione del Cielo, nella confraternita di S. Luca e nella corporazione degli orefici.

Fino alla Riforma l'educazione e le infrastrutture sociali (ospedali, ospizi) furono di competenza prevalentemente delle istituzioni ecclesiastiche. Gli ordini dei francescani scalzi e dei domenicani predicatori - di cui fece parte Jakob Sprenger, presunto coautore del Martello delle streghe (Malleus maleficarum) - diressero scuole conventuali; altre scuole dipendevano dalle chiese di S. Leonardo, di S. Pietro, di S. Martino, di S. Teodoro e soprattutto dal capitolo della cattedrale (scuola Auf Burg). Numerosi insegnanti privati dispensavano infine l'insegnamento primario. Diversi conventi (tra i quali le certose) vantavano pregiate biblioteche.

La vita religiosa basilese percorse i temi propri della devozione popolare tardomedievale. I membri laici delle corporazioni e delle confraternite praticavano il culto dei morti (messe annuali di suffragio) e onoravano i santi patroni dei singoli mestieri. Le principali festività erano la nascita della Vergine, patrona della città e della cattedrale (8 settembre), e il giorno di S. Enrico (13 luglio).

Autrice/Autore: Werner Meyer / mdi

4 - Società, economia e cultura dalla Riforma alla divisione cantonale

4.1 - Sviluppo demografico e sviluppo urbano

Verso il 1500 la città di B. contava approssimativamente 10'000 ab., che divennero 4500 a seguito della peste del 1502 (livello minimo dal XIII sec.); tuttavia, già prima del 1550, la pop. raggiunse nuovamente la soglia dei 10'000 ab., definitivamente superata all'inizio del XVII sec. La crescita a lungo termine fu piuttosto lenta: alla fine del XVIII sec. la pop. era di 15'000 ab. In generale, lo sviluppo demografico fu caratterizzato dall'alternarsi di periodi di crisi e fasi di crescita, che provocarono oscillazioni comprese tra i 6000 e i 12'000 ab. Fino al 1668 l'accentuata instabilità demografica fu determinata dalle grandi epidemie, che a B. scoppiavano in media ogni 14 anni e che, di regola, erano seguite da decenni di rapida crescita. Una parte considerevole delle perdite era compensata con la concessione di nuovi diritti di cittadinanza, di cui beneficiarono 9400 persone nel XVI sec. e 5700 nel XVII sec. Gli immigrati provenivano prevalentemente dal contado; tra il 1550 e il 1650 si aggiunsero forestieri originari dell'Italia settentrionale, della Francia e della Lotaringia, tra i quali figuravano rifugiati per fede ed esuli di guerra emigrati per motivi economici. Dopo l'ultima pestilenza (1668), lo sviluppo demografico si assestò: il Consiglio divenne più rigoroso in materia di naturalizzazioni, emanando nuove leggi al riguardo e talora addirittura sospendendo qualsiasi nuova ammissione. Nel 1798 la città di B. contava 14'678 ab.; nel 1815, secondo i dati del censimento, 16'674. Fino al XIX sec. la città rimase circoscritta dalla cerchia muraria medievale e il tessuto urbano non subì trasformazioni incisive.

Autrice/Autore: Hans Berner, Niklaus Röthlin / mdi

4.2 - Economia

Le arti e i mestieri cittadini erano organizzati in 15 corporazioni e sottoposti a un regolamento molto restrittivo. La produzione era destinata al consumo cittadino, ai mercati del contado (Liestal, Waldenburg e Sissach) e delle regioni limitrofe (fiere di Zurzach e Strasburgo). I commercianti, per contro, tendevano a eludere il controllo imposto dall'ordinamento corporativo ed erano avvantaggiati dalla possibilità di appartenere, a seconda dell'attività esercitata, a più di una corporazione; un'agevolazione, questa, che più tardi favorì lo sviluppo del mercato di esportazione al di fuori del controllo corporativo. Fino alla fine del XVIII sec. l'industria della carta ebbe un ruolo importante, grazie all'attività delle ditte Düring, Dürr e Heusler. Dopo un periodo di stagnazione (1550-1750 ca.), l'editoria acquistò una rinnovata importanza grazie soprattutto a Johann Jakob Thurneysen il Giovane.

Nella seconda metà del XVI sec. la vita economica trasse profitto dalla posizione geografica della città, collocata all'intersezione delle vie commerciali tra l'Italia settentrionale e le Fiandre. Tra i rifugiati rif. giunti a B., vi furono anche rinomati rappresentanti dell'industria della seta (Battier, Passavant, Socin, Werthemann) che praticavano la filatura, la coloritura e la tessitura del velluto, oltre al commercio della seta. Queste attività artigianali, inizialmente libere da qualsiasi controllo, furono fortemente condizionate dalle corporazioni e si svilupparono con difficoltà. Durante la guerra dei Trent'anni, i rifugiati favorirono l'ampliamento dei rapporti commerciali; per ragioni belliche, inoltre, nel XVI sec. gli scambi tra la Francia e l'Impero furono deviati attraverso località neutre come B., che beneficiò così di importanti impulsi economici (commercio di articoli di moda con la Francia, importazione di tessuti e generi coloniali dall'Olanda).

Nel 1667 Emanuel Hoffmann importò dall'Olanda il primo telaio che consentì la tessitura di più di un nastro di seta per volta. Eludendo il regolamento corporativo, già nei decenni precedenti, i commercianti avevano appaltato la produzione di nastri di seta, calze e panni destinati all'esportazione a lavoratori a domicilio del contado. Nel 1670 ca. il Piccolo Consiglio emanò importanti risoluzioni che attribuirono agli artigiani corporati soltanto il mercato regionale e autorizzarono i commercianti a praticare il commercio all'ingrosso previo pagamento di una tassa fiscale, aprendo così la strada al trionfo del telaio a navette multiple.

Fatta eccezione per isolate fasi congiunturali, l'economia continuò ad espandersi fino al XIX sec. Accanto alla produzione di nastri di seta - che dominò l'attività produttiva della città e, grazie al Verlagssystem, di gran parte del contado - vi erano anche calzifici e maglifici che ne riproducevano l'organizzazione, cui si aggiunsero, nella seconda metà del XVIII sec., le fabbriche di indiane. Il commercio all'ingrosso interessò soprattutto i panni, il cotone e l'importazione di ferro e generi coloniali. La complessa attività di banchieri e commissionari (Battier, De Bary, Ehinger, Ochs) assicurò inoltre alla città un ruolo di rilievo nel mercato intern.

La guerra commerciale condotta da Napoleone contro l'Inghilterra (blocco continentale) pregiudicò l'industria dei nastri di seta, ma nello stesso tempo agevolò gli imprenditori che seppero trarre profitto dall'esorbitante rincaro. Tra questi vi fu Christoph Merian-Hoffmann, che all'epoca pose le basi dell'ingente patrimonio in seguito lasciato in eredità all'omonima fondazione, tuttora di considerevole importanza.

Autrice/Autore: Hans Berner, Niklaus Röthlin / mdi

4.3 - Società

Tra il 1521 e il 1529, contemporaneamente alla Riforma, venne instaurato a B. l'ordinamento delle 15 corporazioni. Il vecchio ceto dirigente delle fam. nobili e gli Achtburger, che vivevano delle proprie rendite, persero gran parte della loro influenza politica e lasciarono la città o si integrarono nella cittadinanza. Per almeno 20 anni dominarono gli artigiani corporati, che riuscirono a salvaguardare i propri privilegi economici escludendo la concorrenza straniera fino al XIX sec. In campo politico e sociale, per contro, i commercianti e alcune ricche fam. di artigiani (in particolare i Faesch e i Merian) riconquistarono rapidamente il potere. In virtù del successo conseguito in qualità di spedizionieri, nel commercio della seta e in altri settori commerciali, numerosi esuli rif. entrarono a far parte dell'alta società già nel corso del XVII sec. All'inizio del Seicento, inoltre, prese avvio l'ascesa economica e sociale delle fam. Hagenbach, Iselin, Burckhardt, Heusler e Hoffmann.

L'amministrazione dei beni ecclesiastici secolarizzati e del contado, in particolare dei baliaggi, offrì ad alcuni cittadini incarichi assai redditizi. Alla fine del XVI sec. le cariche amministrative furono nelle mani di un piccolo gruppo costituito da funzionari di professione e da alcuni ufficiali rientrati dal servizio all'estero, che in virtù dei propri poteri fam. ascesero ai massimi uffici pubblici. La graduale affermazione della tendenza oligarchica non generò una vera e propria aristocrazia, ma rinforzò, in ogni caso, la supremazia di un ristretto gruppo capeggiato dalle fam. Burckhardt e Socin. Gli scandalosi brogli elettorali e gli abusi finanziari provocarono l'opposizione di una parte della cittadinanza, organizzata nelle corporazioni e sempre più esclusa dalla vita politica. Il malcontento sfociò nella ribellione contro il Piccolo Consiglio del 1691, che venne risolta grazie alla mediazione della Conf. con l'adozione di un più rigoroso controllo delle finanze e con l'introduzione del sorteggio nell'elezione della maggior parte delle cariche.

Nel XVIII sec. il controllo sulla vita politica e sociale passò ai commercianti, ai banchieri e ai fabbricanti di passamaneria. Alle fam. già presenti si aggiunsero i Battier, i De Bary, i Forcart, i Passavant e i Sarasin, che fino al XIX sec. inoltrato esercitarono una considerevole influenza anche sulla vita culturale.

Alla fine dell'ancien régime, l'oligarchia basilese si divise in due fazioni: i patrioti, che in considerazione delle pressioni politiche franc. difendevano la necessità di una sostanziale riforma costituzionale, e gli "aristocratici" (secondo il nome dato loro dagli avversari), fermamente ostili a qualsiasi cambiamento.

Autrice/Autore: Hans Berner, Niklaus Röthlin / mdi

4.4 - Vita religiosa, educazione e cultura

L'Univ. di B., fondata nel 1460 su iniziativa del Consiglio e in possesso di un privilegio di papa Pio II, fu, nei primi decenni della sua esistenza, una presenza poco incisiva; B. era all'epoca soprattutto un centro che, grazie all'attività degli editori basilesi (Johannes Amerbach, Johannes Froben, Adam Petri), attirava numerosi eruditi umanisti (Erasmo da Rotterdam, Beatus Rhenanus, Sebastian Brant, Ludwig Bär, Glareano, Simon Grynaeus, Sebastian Münster, Bonifacius Amerbach; Umanesimo).

La Riforma sciolse le cerchie informali dei sodalizi umanistici e mise in pericolo anche la sopravvivenza dell'Univ., almeno fino alla sua riorganizzazione in un ist. rif. di studi superiori (1532); le ridotte pressioni dogmatiche della Chiesa dopo il 1550 favorirono il rifiorire del pensiero tardoumanista, ampiamente sostenuto dai rifugiati rif. di origine it. e franc. (Sebastiano Castellione, Celio Secondo Curione, Johannes Buxtorf, Caspar Bauhin, Theodor Zwinger, Felix Platter). Benché circoscritto a un'élite intellettuale, il pensiero umanista esercitò una sensibile influenza sull'educazione, sull'istruzione (Thomas Platter il Vecchio) e sui tentativi di riforma ecclesiastica (Christoph von Utenheim).

La vita religiosa del primo Cinquecento fu determinata da forme tradizionali di devozione ecclesiastica. Alla vigilia della Riforma proliferarono le donazioni private e pubbliche, le opere di ristrutturazione e di ampliamento di edifici sacri, e gli incarichi pubblici e privati affidati agli artisti (Hans Holbein il Giovane) dalla classe dominante (patriziato cittadino e Herrenzünfte).

Gli assunti riformatori, promulgati attraverso la stampa e le prediche, raccolsero sempre più vasto consenso a partire dal 1520 (Konrad Pellikan, Wolfgang Capito, Giovanni Ecolampadio). Alla fine del 1525, la maggior parte delle chiese parrocchiali della città aveva aderito alla dottrina rif. Il Consiglio, diviso in due schieramenti, esitò a prendere posizione: dapprima si limitò a elargire concessioni graduali al crescente numero di rif. e in seguito, nel 1529, di fronte alle pressioni esercitate da un'assemblea di cittadini armati, bandì i Consiglieri di fede catt. e introdusse il nuovo ordinamento ecclesiastico. Gli statuti rif. emanati nel 1529 - redatti da Ecolampadio e validi sia per la città sia per il contado - e la confessione evangelica adottata nel 1534 sotto la guida di Oswald Myconius, successore di Ecolampadio, riflettevano essenzialmente l'orientamento zwingliano. Il Consiglio, tuttavia, impose l'assoluta subordinazione della Chiesa e del clero alla sovranità laica, rifiutando la rivendicazione avanzata da Ecolampadio, secondo cui la Chiesa avrebbe dovuto essere investita del potere di scomunica e possedere una costituzione presbiteriana propria. L'amministrazione dei beni ecclesiastici e scolastici fu affidata agli amministratori designati dal Consiglio e al collegio dei deputati (Deputatenamt); la bassa giustizia, il Concistoro, il Consiglio della Chiesa e il sinodo rimasero sotto il dominio del Consiglio. La delicata posizione assunta da B., una via di mezzo fra i seguaci zwingliani e quelli luterani, favorì un clima di pragmatica tolleranza. L'indirizzo tendenzialmente luterano assunto dalla Chiesa basilese dopo il 1553, rappresentato dall'antiste Simon Sulzer, tradisce l'interesse della città a non modificare, per quanto possibile, i rapporti con l'Impero. Un rinnovato avvicinamento ai più rigidi principi zwingliani fu promosso da Johann Jakob Grynäus, successore di Sulzer, verso la fine del XVI sec. L'ortodossia prot., che dominò la scena fino al XVIII sec., provocò un sensibile calo dell'attrattiva spirituale della città e della sua Univ.; in generale, tuttavia, le posizioni assunte dalla Chiesa restarono moderate.

L'organo centrale della Chiesa basilese era il Consiglio della Chiesa, presieduto dall'antiste cittadino; fra i membri, quattro deputati rappresentavano il Piccolo Consiglio. Nel XVIII sec. l'ortodossia rif. della Chiesa basilese fu contrastata da correnti pietistiche (Hieronymus Annoni, Fratelli moravi, Soc. cristiana), che non furono però in grado di sovvertire l'ordinamento ecclesiastico in vigore.

Con la Riforma, la scuola passò sotto il controllo del Consiglio (collegio dei deputati). L'insegnamento primario veniva impartito dalle scuole parrocchiali e la formazione superiore dall'unica scuola lat. presente (la scuola della cattedrale, fondata nel 1589), assurta più tardi a rinomata scuola secondaria di stampo umanista. Sia la Piccola sia la Grande B. disponevano ciascuna di una scuola per le ragazze.

In campo letterario e storiografico, l'epoca della Riforma e dell'Umanesimo furono particolarmente fecondi (Sebastian Brant, Pamphilus Gengenbach, Christian Wurstisen, Valentin Bolz); per il Settecento vanno ricordati soprattutto gli studi linguistici e letterari di Johann Jakob Spreng. L'influenza illuminista sulla vita intellettuale e letteraria fu modesta, a prescindere dall'attività pubblicistica di Isaak Iselin; questi, ispiratosi a idee di carattere filantropico, fu cofondatore della Soc. per l'incoraggiamento e la promozione del bene e degli interessi collettivi, più tardi ribattezzata Soc. di utilità pubblica, e iniziatore nel 1760 della Soc. basilese di lettura, attiva però solo dal 1787, che stimolò il dibattito sulle tematiche dell'epoca, per quanto limitatamente a una ristretta cerchia di persone. Il corpo docente dell'Univ., per contro, fu tendenzialmente conservatore e pregiudicò il ruolo guida dell'ist. nella promulgazione di idee innovatrici. Nonostante la rinomanza intern. conseguita nell'ambito della matematica, grazie all'attività di vari membri della fam. Bernoulli, le possibilità operative in campo scientifico rimasero limitate, come suggerisce l'emigrazione in Russia del geniale matematico basilese Leonhard Euler.

Nelle arti figurative, durante il XVII sec., i maestri del disegno paesaggistico (Matthaeus Merian, Emmanuel Büchel) prevalsero sui pittori (Hans Bock il Vecchio). Nel XVIII sec. le massime ambizioni artistiche trovarono compimento nell'architettura: la prosperità economica generata dall'industria dei nastri di seta favorì, sia in città sia in campagna, la costruzione di numerose residenze rappresentative private.

Durante la Restaurazione le riforme avviate sotto la Repubblica elvetica vennero proseguite soprattutto nell'ambito dell'istruzione; le leggi degli anni 1817-18 aumentarono le competenze statali in materia di scuole e Univ. Al ginnasio, lo spazio dedicato alle lingue antiche fu ridotto; sulla base degli assunti neoumanistici, i programmi vennero adattati e venne accentuata la loro funzione propedeutica agli studi acc.; la nuova scuola reale inaugurò invece un tipo di istruzione orientato verso l'attività professionale. All'interno della Chiesa i rapporti furono determinati dalle tensioni fra correnti ortodosse-pietiste e tendenze liberali. Le elezioni dei professori di teol. - in particolare la designazione di Wilhelm Martin Leberecht de Wette alla cattedra di Vecchio Testamento nel 1822 - divennero vere e proprie questioni politiche.

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5 - Costituzioni e assetto politico dopo il 1833

5.1 - La fondazione del semicantone di Basilea Città

La Dieta fed., ufficializzando la divisione cant. (26.8.1833), costrinse la "parte di B. Città" a dotarsi di una nuova Costituzione, che venne accolta dalla cittadinanza il 3.10.1833. L'estensione territoriale del nuovo semicant. fu limitata alla città e a soli tre com. situati sulla destra del Reno: Riehen, Bettingen e Kleinhüningen. La divisione del patrimonio cant. in base al numero di ab. (B. Città 36%, B. Campagna 64%) rappresentò per la città un grave onere finanziario. La separazione cant. indebolì la posizione della città in seno alla Conf. e suscitò il dissenso della classe dirigente, che la giudicò un grave oltraggio.

Autrice/Autore: Bernard Degen, Philipp Sarasin / mdi

5.2 - Strutture politiche dal 1833 al 1875

Fino al 1875 l'organizzazione governativa e amministrativa di B. Città rimase ancorata ai capisaldi dell'ancien régime. L'elezione dei rappresentanti del Gran Consiglio continuò a restare appannaggio di una ristretta cerchia di cittadini attivi, organizzata in corporazioni elettorali (36 membri) e assemblee di quartiere (83 membri) precluse ai cittadini di altri cant., agli indigenti, ai domestici, a coloro che erano andati in fallimento e ai condannati. Il Piccolo Consiglio, presieduto da due borgomastri che si alternavano di anno in anno, era composto da esponenti che il Gran Consiglio sceglieva fra i suoi membri. A differenza dei borgomastri, i Consiglieri esercitavano i propri mandati a titolo onorifico; fino alla metà del sec., lo stesso valse per i funzionari loro subordinati che, ripartiti in dieci collegi, sei commissioni e una cancelleria, formavano l'amministrazione (ca. 180 funzionari attorno al 1840). Di norma, il 35% ca. dei Consigli e dell'amministrazione era rinnovato ogni due anni. Al Gran Consiglio competeva la nomina della maggior parte dei notai, il diritto di legiferare (a prescindere dal diritto d'iniziativa legislativa) e le decisioni in materia di imposte e di prestiti; fino al 1848 godette inoltre del diritto di ratificare i trattati intern. e della facoltà di eleggere e istruire i rappresentanti della Dieta.

Fino al 1875 le autorità cant. furono affiancate da quelle com., costituite da un organo legislativo, il Gran Consiglio com. (80 deputati eletti dalle corporazioni elettorali) e da un organo esecutivo, il Piccolo Consiglio com. (11 deputati eletti dal Gran Consiglio com.). La riforma costituzionale dell'8.4.1847 abolì le cariche dei notai nominati a vita e rinsaldò ulteriormente il sistema corporativo, vietando l'introduzione della libertà di commercio e di industria; tale libertà non venne più esclusa invece nella Costituzione adottata il 28.2.1858, che trasferì inoltre competenze dal com. al cant.

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5.3 - La riforma costituzionale del 1875

Dopo la revisione della Costituzione fed. del 1874, i radicali spinsero per una soppressione anche della Costituzione basilese del 1833; il 9.5.1875 venne accettata la nuova versione, elaborata da una commissione del Gran Consiglio e tuttora valida nei suoi principi fondamentali. Il potere esecutivo cant. venne riorganizzato e si compose di una giunta di sette Consiglieri di Stato, incaricati a tempo pieno e preposti ad altrettanti dip. che formavano l'amministrazione, anch'essa professionalizzata. I 130 membri del Gran Consiglio venivano nominati in base al sistema maggioritario in 11 circoscrizioni elettorali, aperte a tutti i cittadini sviz. maggiorenni. Accanto all'introduzione del suffragio universale maschile, vennero consolidati anche altri mezzi di influenza democratica, quali il controllo budgetario, l'iniziativa legislativa e il referendum facoltativo. Un tribunale civile, un tribunale penale (entrambi suddivisi in Camere) e il tribunale d'appello - allo stesso tempo tribunale amministrativo - rappresentavano il potere giudiziario. A tali innovazioni si aggiunse l'introduzione de iure della libertà di commercio e di industria, che B. Città adottò per ultimo in Svizzera.

Le principali competenze del com. di B. passarono al cant.; le altre (ospedale, orfanotrofio e ospizi) a un nuovo com. patriziale, dotato di organismi rappresentativi propri: un parlamento di 40 membri, un Consiglio patriziale (potere esecutivo) di sette membri e l'amministrazione. Per ragioni finanziarie, nel corso del tempo il com. patriziale si vide costretto a rimettere al cant. il controllo del sistema sanitario (nel 1973 le cliniche univ. passarono all'ospedale cant.); nel 1984, tuttavia, esso consolidò la propria posizione nell'ambito dell'assistenza sociale sostituendosi al cant. Al com. patriziale spetta inoltre la suprema vigilanza sulle corporazioni, su altre ass. simili, e su diverse fondazioni (in particolare sulla Fondazione Christoph Merian). Prima della cessione al cant. degli ospedali, l'amministrazione del com. patriziale contò quasi 4000 dipendenti (ancora 1100 nel 1990).

La revisione totale della Costituzione voluta dal Gran Consiglio (2.12.1889) introdusse il suffragio universale maschile nelle elezioni al Consiglio di Stato e al Consiglio degli Stati; per la prima volta, inoltre, il cant. si vide investito di competenze sociopolitiche. Il passaggio dal sistema maggioritario a quello proporzionale, promosso da Eduard Hagenbach-Bischoff a partire dal 1870 (Ass. per il diritto di voto), fu oggetto di un travagliato dibattito e venne approvato in votazione popolare (26.1.1905) con uno scarto di voti molto basso. Insieme alle revisioni costituzionali del 1875 e del 1889, la proporzionale definì le basi della Costituzione tuttora in vigore. Tra le principali modifiche introdotte nel XX sec. si possono annoverare la divisione tra Stato e Chiesa (1910), l'inclusione di un articolo attinente alla riunificazione (1938) e l'introduzione del suffragio femminile a livello cant. e com. (1966, approvato dal com. patriziale già nel 1957). Dal 2000 è in preparazione una nuova Costituzione.

Nei com. di campagna di Riehen, Bettingen e Kleinhüningen la democrazia diretta (assemblea com., dal 1924 possibilità di un consiglio degli ab.) fu introdotta soltanto dalla legge sui com. del 26.6.1876, insieme alla nomina del sindaco e alla distinzione giur. tra com. politico, com. patriziale e parrocchia. Nel 1893 Kleinhüningen trasmise l'amministrazione com. al cant. e nel 1908 perse lo statuto di com. indipendente. L'autonomia com. ha conseguito un significativo consolidamento soltanto nel corso degli ultimi decenni (progetto di autonomia di Riehen, 1977). Per l'esiguità territoriale del cant. e il limitato raggio di influenza del suo potere decisionale, acquista sempre più importanza la collaborazione con la Regio Basiliensis.

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5.4 - I partiti

La corrente liberale radicale comparve a B. attorno al 1840, in opposizione all'estremismo federalista e antiliberale della classe dirigente, a sua volta spinta a dare forma ai propri assunti conservatori. Nell'ambito dei conflitti costituzionali del 1846-47 si formò inoltre un gruppo di centro (Juste-Milieu), attivo fino alla fine del sec. In seguito alla riforma costituzionale del 1875, i radicali, che si avvalsero soprattutto del consenso dei ceti medi immigrati, presero il sopravvento e nel 1894 fondarono ufficialmente il partito radicale democratico (PRD). Più che altrove, il PRD fece perno sul ceto medio dei dipendenti (da qui l'evidenziazione della componente "radicale democratica" tra il 1919 e il 1973). I conservatori, appoggiati spec. dalla vecchia borghesia rif., costituirono nel 1905 il partito liberale, più tardi ribattezzato partito liberale democratico (PLD), unico nel suo genere nella Svizzera ted. Dopo la fondazione della sezione basilese della Soc. del Grütli (1844), nacquero, in particolare negli anni attorno al 1880, anche altre ass. di lavoratori; da questo contesto ebbe origine, nel 1890, il partito socialista (PS); fin dopo la seconda guerra mondiale espressione di una classe, il partito organizzò nel 1912 il congresso pacifista della seconda Internazionale, che ebbe un'eco europea. Gli esuli catt., a lungo esclusi dalla partecipazione alla vita politica, si raggrupparono in varie org., che nel 1905 diedero origine al partito popolare catt. (oggi partito popolare democratico, PPD).

La proporzionale, introdotta nel 1905, aprì nuove prospettive per i partiti minori. Nel 1911 l'ala degli artigiani staccatasi dal PRD fondò il partito progressista dei borghesi, che negli anni '30 si impose come partito di estrema destra (partito popolare nazionale), poi come partito borghese degli artigiani e infine si unì al PLD (1957). Nel 1921 si staccò dal PS il partito comunista (PC), che fino alla sua messa al bando nel 1940 occupò una posizione altrettanto importante di quella dei grandi partiti borghesi. Al suo posto subentrò nel 1944 il partito del lavoro (PdL), costituito dall'ala sinistra dei socialisti e dai comunisti, che fino al 1956 vantò un notevole peso politico. Tra gli altri partiti che godettero di un successo prolungato nel tempo figurano il partito popolare evangelico (PPE, fondato nel 1920 e ricostituito nel 1948 come Unione degli elettori evangelici), l'Anello degli Indipendenti (AdI, 1937-96), l'Azione nazionale-Democratici sviz. (AN-DS, 1961), le org. progressiste di B. (POB, 1970-93) sorte a corollario delle proteste del '68 (in particolare del blocco dei tram nell'estate del 1969) e il partito socialdemocratico, nato nel 1982 da una scissione a destra dei socialisti. Nel 1991 due ass. fondate nel 1987 confluirono nel partito dei Verdi che, insieme alla Lista delle donne (1991) e al partito alternativo di sinistra BastA (1995), ebbe una certa importanza in Gran Consiglio negli anni '90. L'Unione democratica di centro (UDC), che ha una sezione locale dal 1991, si è imposta all'attenzione per la prima volta in occasione delle elezioni nazionali del 1998.

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5.5 - Risultati elettorali e distribuzione dei seggi

La durata della legislatura era di tre anni dal 1875 ed è di quattro dal 1956. Nelle prime dieci legislature dopo la riforma costituzionale del 1875 (sistema maggioritario), il PRD poté sempre contare (ad eccezione degli anni 1878-81) sulla maggioranza assoluta in Gran Consiglio; il PLD ottenne di regola dai 35 ai 64 (nel periodo 1878-81) seggi; l'ascesa dei socialisti e dei conservatori iniziò nel 1886. Fino all'inizio del XX sec. la distribuzione dei seggi in Gran Consiglio coinvolse i quattro grandi partiti (PLD, PRD, PS, PPD). In seguito, la loro supremazia fu relativizzata dall'affermarsi di un crescente numero di nuovi gruppi politici, nati nell'ambito della frantumazione partitica verificatasi dopo la prima guerra mondiale, durante la seconda guerra mondiale e a partire dalla fine degli anni '60. Nel 1992 i partiti rappresentati in parlamento furono addirittura 14; situazione che rimase pressoché invariata anche dopo l'adozione dello sbarramento del 5%, approvata nella riforma elettorale del 1996.

Ripartizione dei suffragi in occasione delle elezioni al Gran Consiglio, 1905-2000 (anni selezionati)a
 190519111920192919411950196019721980198819962000
PRD37,828,614,014,012,714,317,710,915,213,912,412,6
PLD23,018,415,013,510,510,313,414,413,711,010,711,3
PS28,232,844,825,739,828,129,225,526,518,327,026,0
PPD10,113,08,99,79,311,314,413,113,110,69,59,9
PC/PdL   19,7-14,66,56,44,42,0-1,4
PPE/VEW  2,33,32,43,44,95,87,06,25,85,6
AdI    15,96,97,89,05,25,7  
POB       3,69,17,8  
DS       8,03,87,86,14,6
PSD         8,28,26,0
Verdi/BastA/FraB         5,415,19,6
PBA 6,510,011,54,35,1      
UDC          3,5b10,0
Altri0,90,75,02,65,16,06,13,32,03,11,73,0

a In percentuale.

b Partito della libertà compreso.

Fonti:Statistisches Jahrbuch des Kantons Basel-Stadt

I socialisti, primo partito dal 1908, registrarono i peggiori risultati elettorali nel 1923 in seguito alla scissione dei comunisti, nel 1944 e nel 1947 a causa della fondazione del PdL, e nel 1984, dopo la scissione del partito socialdemocratico. Dopo il declino dei liberali e dei radicali all'inizio del sec., la quota dei seggi riservata ai tre grandi partiti borghesi variò di regola fra il 10 e il 15%. Gli altri partiti conseguirono soltanto successi temporanei: i comunisti furono il secondo partito negli anni 1926-32, l'AdI nel periodo 1941-44 e il PdL fra il 1944 e il 1950. La sinistra ottenne la maggioranza nel 1920 e nel 1923 (PS, PC, Grütliani), nel 1938 e nel 1940 (PS, PC); nel 1944 e nel 1947 conseguì la metà dei seggi.

Fino all'inizio del XX sec. i Consiglieri di Stato erano esclusivamente membri del PRD (maggioranza assoluta, tranne negli anni 1878-81) e del PLD; le rappresentanze socialista e socialdemocratica si affermarono nel 1902, risp. nel 1982. Dal 1935 al 1950 la maggioranza spettò alla sinistra ("B. la Rossa"); il PS si vide escluso temporaneamente dal Consiglio prima del 1984, in seguito alla diserzione di numerosi aderenti. Gli altri partiti di governo sono stati il PBA (1919-35), il PdL (1944-50) e il PPD (1919-35, 1944-96, dal 2000); negli anni 1910-19 e 1976-84 sedette in Consiglio un membro che non faceva parte di alcun partito.

In base all'incremento demografico superiore alla media sviz., il numero dei deputati di B. Città al Consiglio nazionale passò gradualmente da uno (1848) a otto (1943-67). Tale numero è poi sceso a sei (dal 1983) e a cinque (dal 2003).

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5.6 - L'amministrazione

Con l'ordinanza del 15.2.1877 vennero soppressi i collegi e le commissioni, e le loro competenze ripartite tra sette Dip.: sanità, istruzione, costruzioni, finanze, polizia (dal 1978 anche militare), giustizia e interno (dal 1978 Dip. dell'economia e delle opere sociali). Riconfermata dalla legge del 9.4.1908, tale struttura organizzativa subì varie modifiche che confluirono infine nel nuovo regolamento del 22.4.1976. Sin dall'inizio, la sanità e l'istruzione (scuole, Univ., beni culturali) occuparono una posizione preminente: fino agli anni '70 impiegarono ciascuno ca. il 25% dei dipendenti dello Stato. Nel 1973 il Dip. della sanità riprese l'ospedale univ., fino allora a carico del com. patriziale; più tardi cedette al Dip. delle costruzioni l'azienda elettrica, l'acquedotto, l'officina del gas e i cimiteri.

Nonostante la stabilità strutturale, l'amministrazione cant. ha beneficiato di una considerevole evoluzione. Sebbene la cifra, citata spesso e volentieri, di 622 statali nel 1875 prescinda da alcune categorie di rilievo, l'aumento dell'organico risulta impressionante, in particolare durante il periodo di alta congiuntura degli anni '60 e '70: da 3399 nel 1910, gli incarichi a tempo pieno passarono a più di 5310 nel 1930, 7401 nel 1950, 12'539 nel 1970 e a 15'396 nel 1990 (ossia al 12% ca. della pop. attiva). Fino al 1968 l'organico fu organizzato secondo una chiara gerarchia che vedeva alla base gli operai, al centro gli impiegati e in alto i funzionari. In seguito, la distinzione fu ridotta alle ultime due categorie, finché nel 1970 l'istituzione di un ufficio centrale del personale e l'approvazione della nuova legge sui salari, fondata su una valutazione analitica degli incarichi, assicurarono condizioni di lavoro più omogenee. Lo statuto di funzionario è stato abolito nel 1999. L'assicurazione dei funzionari pubblici, introdotta nel 1888, fu la prima nel suo genere istituita in Svizzera.

Dopo il debole aumento tra il 1833 e il 1870 (da 0,6 a 1,6 milioni di frs.), le spese cant. subirono un forte incremento: 4,7 milioni di frs. nel 1880, 12,9 milioni nel 1900 e 66,1 milioni nel 1940. Dopo la seconda guerra mondiale cominciò un'ulteriore crescita nominale: i costi passarono da 122,4 milioni di frs. nel 1950 a oltre 256,6 milioni nel 1960, 642,3 nel 1970, 2235,1 nel 1980, raggiungendo i 2703,4 milioni nel 1990 e i 3600 milioni nel 1999. Alla stagnazione reale del 1973 seguì un nuovo aumento verso la fine degli anni '80. Nel 1833 il debito cant. ammontò a 2,1 milioni di frs.; in seguito all'espansione della città tra il 1900 e il 1920 salì a 158,5 milioni; nei decenni successivi, con l'eccezione del periodo della grande crisi, rimase più o meno stabile. Negli anni '60 e '70 registrò una nuova impennata (da 554,7 a 2419,6 milioni di frs.), seguita da una generale stabilizzazione negli anni '80 e da una rinnovata ascesa negli anni '90 (da 2890,8 milioni nel 1990 a 5793,4 milioni nel 1999). Oggi più del 25% delle spese cant. è assorbito dalla sanità, il 20% dall'istruzione pubblica, il 15% ca. dalle opere sociali e il 10% dalla sicurezza pubblica. Il rimanente è ripartito tra i beni culturali, le attività ricreative, i trasporti, le finanze, le imposte, le spese amministrative generali, l'ambiente, il territorio e l'economia.

Autrice/Autore: Bernard Degen, Philipp Sarasin / mdi

5.7 - Politica sanitaria e sociale

Nel corso del XIX sec. il Dip. della sanità si occupava soprattutto delle questioni legate all'igiene, attribuendo in un primo tempo priorità al controllo delle derrate alimentari, del macello, dell'acquedotto e delle condizioni di salubrità degli alloggi. La gestione ospedaliera acquistò importanza soltanto lentamente: dopo l'ist. psichiatrico il cant. acquisì l'ospedale Felix Platter (inaugurato nel 1890 e destinato all'isolamento dei malati di tifo) e il Frauenspital (1896); l'ospedale cittadino, di gran lunga il più grande, è passato a carico del cant. soltanto nel 1973. Attraverso provvedimenti a carattere sociale e politico è stata inoltre impostata la politica sanitaria che prevedeva la creazione del policlinico e l'adozione della legislazione sanitaria.

Benché la beneficenza privata avesse svolto a lungo un ruolo preponderante, la politica sociale basilese anticipò in più occasioni quella fed. A seguito degli scioperi dei tessitori di nastri di seta venne varata una legge sulle fabbriche che limitò l'orario giornaliero a 12 ore e proibì il lavoro ai minorenni (1869). Una petizione della Federazione operaia portò all'apertura nel 1890 di un ufficio pubblico di collocamento. Nello stesso anno fu aperto un poliambulatorio pubblico in grado di offrire cure mediche gratuite alle persone con reddito modesto. Dibattuta fin dall'ultimo decennio del XIX sec., la legge cant. sull'assicurazione contro la disoccupazione, emanata nel 1909, includeva pure le casse di disoccupazione private (sindacali). Dal 1914 entrò in vigore l'assicurazione contro le malattie, obbligatoria per alcune classi di cittadini e integrata a un'assicurazione pubblica contro le malattie e gli infortuni (ÖKK); nel 1932 venne istituita un'assicurazione contro la vecchiaia, obbligatoria per i lavoratori dipendenti, che però dal 1967 non accettò più nuovi affiliati. Dal 1901 al 1919 un ufficio intern. del lavoro venne finanziato da un'ass. privata, che si interessò alla legislazione sociale intern. Nella seconda metà del sec. le principali competenze in materia di politica sociale sono passate alla Conf. (AVS/AI/IPG, legge sul lavoro del 1964, assicurazione contro la disoccupazione ecc.); al cant. è rimasto il compito esecutivo e di intervento in caso di lacune del sistema, mediante l'attribuzione di borse di studio, di sovvenzioni locative, la previdenza e altre prestazioni sociali, e il finanziamento della gestione di ospizi.

Autrice/Autore: Bernard Degen, Philipp Sarasin / mdi

5.8 - L'educazione pubblica

Dal 1838 la scuola venne resa obbligatoria dal sesto al dodicesimo anno di età. Per i ragazzi la formazione prevedeva tre anni di scuole primarie prima di passare alle scuole secondarie inferiori (scuola reale o ginnasio). Per le ragazze, invece, era limitata a quattro anni di insegnamento primario, dal momento che non esisteva ancora un'alternativa al collegio femminile, riservato alle fam. abbienti. Le scuole private, in particolare quelle catt.-romane, ebbero un ruolo di primo piano, finché la legge sulla scuola del 1880 introdusse l'insegnamento gratuito e un sistema più semplice che fissò l'obbligo scolastico per entrambi i sessi a quattro anni di scuola elementare e quattro di scuola secondaria inferiore: in questo modo le ragazze furono ammesse alla maturità per la prima volta nel 1906; facoltativa rimase invece la scelta della scuola superiore. La scuola secondaria inferiore si divideva in un indirizzo generale e uno di preparazione alla scuola superiore. Con la legge scolastica del 1929 tale bipartizione fu sostituita dalla triplice possibilità di scelta tra il ginnasio, la scuola reale e la scuola secondaria. La scuola di arti e mestieri venne fondata nel 1886. Dal 1958 la compresenza dei diversi orientamenti venne estesa a tutti i livelli. La riforma approvata nel 1988 ed entrata in vigore nel 1994 ha confermato il sistema dei quattro anni di scuola elementare, aggiungendovi però un ciclo triennale di orientamento, che posticipa la scelta della formazione superiore all'ottavo anno scolastico.

L'Univ. ottenne una base più solida a partire dal 1818, quando passò sotto la responsabilità del cant. e venne sottoposta a una riorganizzazione interna. Dopo la divisione nei due semicant., la sua sopravvivenza fu del resto inizialmente assicurata da contributi privati (Soc. acc., 1835). Inaugurata nel 1919, l'Univ. popolare è dal 1976 affiancata dall'Univ. della terza età. Per permettere a una larga maggioranza dei suoi studenti di accedere all'Univ., il semicant. di B. Campagna ha deciso nel 1976 di coprirne una parte delle spese. Nel 1995, la collaborazione tra i due semicant. è sfociata in un accordo, che ha notevolmente allargato l'autonomia dell'Univ. rispetto al cant.

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5.9 - Servizi tecnici

Nella seconda metà del XIX sec. le antiche fonti e i pozzi a carrucola non furono più in grado di fornire acqua potabile quantitativamente e qualitativamente sufficiente. Una soc. privata migliorò nel 1866 la situazione con un acquedotto alimentato dalle sorgenti di Grellingen e di Angenstein. Nel 1875 l'impresa, che non era più in grado di soddisfare le esigenze cittadine, fu rilevata dal cant. Il crescente fabbisogno idrico fu coperto dalle falde freatiche nelle Lange Erlen (dal 1882) e nella Muttenzer Hard (dal 1952). Dagli anni '60 entrambe le risorse sono arricchite con acqua depurata proveniente dal Reno.

In seguito al fallimento della prima legge sulle canalizzazioni del 1876, le acque di scarico continuarono a defluire in fosse a cielo aperto e in pessime fognature che sfociavano nelle acque libere. Nel 1895, dopo la costruzione di ulteriori fogne nei nuovi sobborghi, ca. la metà delle case era provvista di condotte di scarico. L'obbligo di allacciamento, il completamento e il miglioramento della rete fognaria vennero previsti dalla legge emanata nel 1896. Fino alla tardiva entrata in funzione dei tre impianti di depurazione - Birsa II (1977), Huningue (1981) e B. (1982) - le acque di scarico continuarono a defluire direttamente nel Reno. La raccolta delle immondizie, istituita entro le mura nel 1854, era dettata dalla paura di un'epidemia di colera; venne regolamentata nel 1891 ed estesa all'intera area cittadina prima della fine della seconda guerra mondiale. Un impianto di incenerimento è in funzione dal 1943.

Il gas sostituì il petrolio dei lampioni in numerose strade cittadine a partire dall'autunno 1852; era fornito da un'officina del gas grazie a una concessione firmata alla fine del 1851 dopo lunghe negoziazioni. Nel 1868, alla scadenza del contratto, la città riprese l'impianto e ne garantì il funzionamento fino all'introduzione del metano nel 1971-72. L'illuminazione stradale elettrica venne invece inaugurata nel 1900, ed era garantita dalla centrale termoelettrica costruita nel 1899 nella Voltastrasse. Sorta nel 1912 fuori dei confini cittadini, ad Augst, la prima grande centrale elettrica fu affiancata nel 1955 da un secondo impianto situato a Birsfelden, alla cui costruzione collaborò anche il semicant. di B. Campagna. B. partecipò inoltre alla gestione di centrali idroelettriche alpine. I movimenti di opposizione all'energia nucleare che si costituirono a B. Città alla fine degli anni '60, hanno contribuito in modo decisivo all'abbandono della progettata centrale di Kaiseraugst.

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6 - Società, economia e cultura nel XIX e XX secolo

6.1 - Demografia e sviluppo urbano

6.1.1 - Evoluzione demografica

Dopo la divisione del cant. (1833) e fino allo scoppio della prima guerra mondiale la cittadina fortificata di B. si trasformò in una città industriale di media grandezza, assumendo le dimensioni di una città-cant. Nel 1835 soltanto l'8,8% della pop. cant. abitava nei com. di campagna (Bettingen, Riehen, fino al 1908 Kleinhüningen) e nel 1910 appena il 2,7%; in seguito tale percentuale riprese a salire lentamente toccando il 10,7% nel 1990.

Il forte incremento demografico nei decenni 1850-60, 1870-80 e 1890-1900 era per il 65% ca. dovuto alle immigrazioni. Fino alla fine del sec. gli immigrati sviz. superarono quelli provenienti dall'estero; nel 1900 il numero dei secondi fu per la prima volta maggiore di quello dei primi. Dopo il 1914 le punte dello sviluppo demografico - dovute spec. al flusso migratorio - vennero registrate negli anni '30 e durante il lungo periodo di espansione tra la seconda guerra mondiale e il 1965: il valore massimo è stato toccato nel 1957 con l'1,9% di crescita annua. L'inversione di tendenza venne registrata nel 1969-70; da allora il saldo naturale è rimasto negativo. Negli anni '70 l'emigrazione verso la campagna ha provocato una perdita di ab. che ha raggiunto l'1,5% annuo; il saldo migratorio leggermente positivo nel 1989 ha prodotto, a partire dal 1990, una debole crescita della pop. La percentuale dei forestieri registrò un netto calo tra la fine del primo conflitto mondiale e il 1945, scendendo al livello minimo del 7,8%. In seguito, il massiccio afflusso di lavoratori it. ha portato al raddoppio della pop. straniera (41'362 ab. nel 1970, pari al 17,6%) fino alla crisi del 1974-75, che ha costretto di nuovo molti immigrati a lasciare il Paese. Il numero di stranieri ha ripreso a salire dopo il 1982, raggiungendo nei primi anni '90 la percentuale degli anni 1830 e 1920. Dopo la prima guerra mondiale, e soprattutto a partire dagli anni '60, la pop. ha subito un considerevole invecchiamento, riconducibile, al pari del regresso demografico registrato dal 1970, a due fattori: la diffusione della pillola contraccettiva (dopo il 1965) e il trasferimento in periferia di fam. con genitori nella fascia di età compresa tra i 30 e i 50 anni. Tra il 1870 e il 1920 il numero di componenti di un nucleo fam. si ridusse in media da 5 a 4; nel 1950 è sceso per la prima volta sotto la soglia del 3 (2,9) e nel 1990 è risultato inferiore a 2. Dagli anni '80 le microstrutture della soc. cittadina sono caratterizzate in misura sempre più ampia da persone sole (singles e anziani), da fam. monoparentali, conviventi e coppie senza figli.

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6.1.2 - Sviluppo urbano

Fino al 1860 ca., il confine tra il centro urbano e il territorio cittadino rimase delimitato dalla cinta muraria medievale. Dopo la divisione cant., ma soprattutto con la prima ondata di immigrazione successiva al processo di industrializzazione negli anni attorno al 1850, l'urbanizzazione cominciò a estendersi oltre le mura. Il 27.6.1859 l'adozione della legge sull'ampliamento della città decretò l'abbattimento delle mura, il riempimento dei fossati e l'edificazione di nuovi quartieri. Lo stesso anno, la legge sulla costruzione e la correzione delle strade (29.8.1859) permise di raddoppiare lo spazio insediativo, definì l'attuale rete stradale all'interno dell'antico territorio cittadino e il tracciato di collegamento tra vecchi e nuovi quartieri, incluse le strade di accesso alle stazioni.

Nel periodo tra la divisione del cant. e la demolizione delle mura il numero degli edifici abitati nel cant. aumentò di ca. 400 unità (nel 1837 furono 2526); tra il 1860 e il 1880 e di nuovo tra il 1880 e il 1900 raddoppiò. Negli anni attorno al 1860 l'attività edilizia interessò prevalentemente le aree adiacenti le stazioni e i relativi nuovi viali. In seguito alla crescente densità di pop. nel centro cittadino, che comportò gravi problemi sociali e sanitari (epidemie di colera nel 1855, di tifo nel 1865), l'alta borghesia si trasferì nelle zone limitrofe dove un tempo si trovavano i suoi vigneti del quartiere di Gellert. Nel 1870 ca. diversi quartieri destinati al ceto medio sorsero nella parte occidentale della città (Steinenring). Fino al 1890 gli immigrati con un basso reddito continuarono ad abitare nella città vecchia sovraffollata; la loro situazione migliorò lentamente con la creazione di alloggi nei nuovi quartieri popolari (spec. nei quartieri di Gundeldingen e Matthäus).

Nei primi decenni del XX sec. il territorio edificato si estese in diversi punti fino al confine politico della città risp. del cant. Nel periodo di alta congiuntura degli anni '50 e '60 l'urbanizzazione fu tale che il centro venne a fondersi con i sobborghi. Se il numero di edifici residenziali è rimasto stabile, quello delle costruzioni commerciali e pubbliche - dopo la crescita da 161 nel 1900 e 226 nel 1925 (punta massima) - è calato; tra il 1973 e il 1989 sono stati concessi in media solo 23 permessi di costruzione, e 12 tra il 1990 e il 1995.

In materia di parchi e giardini va menz. soprattutto il giardino zoologico (Zolli), allestito nel 1874 nella depressione del vallone, tra la stazione centrale e il quartiere Paulus e ampliato nel 1884, 1929 e 1939. All'inizio ospitò solo animali indigeni; il primo elefante arrivò nel 1886; dal 1879 al 1935 organizzò le cosiddette esposizioni etnografiche con rappresentanti di popoli esotici ("negri", "uomini-pesce", "ottentotti").

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6.2 - Economia e trasporti

6.2.1 - L'economia nel XIX secolo

Fino al 1871 la produzione e la vendita dei prodotti dell'artigianato venne disciplinata dalle norme corporative. Solo l'industria sfuggiva a questa regola, anche se di fatto, al più tardi dal 1840 ca., gli artigiani elusero le restrizioni produttive e commerciali. D'altro canto, nel 1847 gli artigiani stessi rifiutarono l'inserimento nella Costituzione della libertà di commercio e di industria. Ancora fino agli anni attorno al 1870 l'economia cittadina era divisa in due settori. Da un lato vi era l'industria dei nastri di seta, praticata negli opifici o a domicilio ed orientata verso l'esportazione, che assorbiva grossi capitali ed era legata alle attività finanziarie; dall'altro la produzione artigianale a bassa intensità di capitale ma a elevato dispendio lavorativo, destinata al mercato interno e soggetta alle norme corporative. Sul piano economico, tale dicotomia anacronistica pregiudicò l'evoluzione strutturale e rallentò l'industrializzazione; sul piano politico si rifletteva nell'equilibrio di potere che si manteneva tra i due gruppi sociali opposti: gli artigiani, limitati al contesto cittadino, e i fabbricanti-commercianti della grande borghesia "patrizia" e cosmopolita.

L'industria della seta rimase a lungo dipendente dal Verlagssystem. Tra le principali tappe verso la produzione industriale figurano l'entrata in funzione, nel 1824, della prima filanda meccanizzata di filaticcio nell'Europa continentale (J. S.Alioth), dotata fino dal 1832 di un congegno a ingranaggi che collegava i telai per la tessitura dei nastri di seta a una ruota idraulica (J. J. Richter-Linder), e l'introduzione, nel 1837, della prima macchina a vapore in una filanda di filaticcio (Braun & Ryhiner). I posti di lavoro nelle fabbriche di passamaneria presero il sopravvento sulle manifatture a domicilio a partire dal 1840: nel 1843 ca. 1500 persone erano impiegate nelle fabbriche meccanizzate. Contemporaneamente, in campagna, ca. 10'000 persone erano attive nella lavorazione a domicilio dei nastri di seta. Nel 1847 gli introiti dell'industria dei nastri e dei tessuti di seta rappresentarono al massimo il 20% delle entrate complessive della città; ciò fece di B. la più grande città industriale della Svizzera. Nel 1870 gli operai attivi nelle fabbriche cittadine ammontavano ormai a 6600 ca. (78% nell'industria della seta, 8% nell'industria meccanica e metallurgica, 6% nell'industria del legno e della costruzione, 2% nell'industria chimica e i rimanenti in altri rami industriali).

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6.2.2 - L'economia nel XX secolo

La ripartizione delle attività lavorative tra i settori varia a seconda che venga considerato il numero di lavoratori attivi domiciliati oppure quello dei posti di lavoro. La differenza è riconducibile al numero di pendolari in entrata, una particolarità della città-cant.: se fino alla seconda guerra mondiale il numero dei pendolari attivi a B. si aggirò attorno ai 10'000, in seguito la loro quota aumentò rapidamente (64'192 lavoratori nel 1990, il 35% ca. dei quali provenienti dalla Germania e dalla Francia). L'intreccio delle relazioni economiche all'interno della Regio Basiliensis si è considerevolmente accresciuto soprattutto nel corso degli ultimi decenni.

Attività lavorativa degli abitanti
AnnoTotale persone attiveDonneSettore primarioSettore secondarioSettore terziario
187027 62312 4274,5%52,4%43,1%
190050 13312 625a2,4%53,0%44,5%
192072 45524 285a1,4%47,9%50,7%
195097 30533 7131,0%45,5%53,5%
1970121 19047 2650,5%42,5%57,1%
1990103 97042 9170,5%28,7%70,9%

a La cifra non tiene conto delle domestiche, di cui non si conosce il numero esatto, ma che costituivano la maggioranza dei 4748 domestici censiti nel 1900 (5735 nel 1920).

Fonti:Censimenti federali

Le statistiche delle imprese residenti a B. Città, complete soltanto per quanto riguarda il periodo più recente, rivelano un'attenuazione del calo dei posti di lavoro nel settore secondario, che peraltro aveva attirato in passato il maggiore numero di pendolari. Nel 1991 erano registrati 437 lavoratori a tempo pieno nel settore primario, 49'544 nel settore secondario e 82'697 nel terziario, ai quali si dovevano aggiungere 41'062 lavoratori a tempo parziale. Tra le maggiori città sviz., B. possiede tuttora la più alta percentuale di impiegati nel settore secondario. Appena il 30% dei salariati a tempo pieno risulta attivo in imprese con oltre 500 dipendenti, il 23% in imprese con 100-499 dipendenti. I principali settori economici, che nel 1991 occupavano il 65% ca. dei lavoratori a tempo pieno, hanno conosciuto il seguente sviluppo:

Posti di lavoro in alcuni rami economici
190519291939195519651975198519911998
Chimica2 3725 5587 40614 69320 80227 48223 53524 29214 448
Industria tessile8 2095 6002 5032 1601 408 628   88   76-a
Macchine, orologi1 3303 4173 8816 7967 1804 3523 7583 5882 695
Costruzioni7 69911 0116 89814 49019 05212 36212 29513 7289 404
Commercio7 30014 12213 35818 68422 07720 52818 43016 37312 114
Banche, assicurazioni1 2093 4213 7274 6356 4999 09611 29712 5159 467
Trasportib6 1298 1788 22412 36713 24813 70213 20413 54212 540
Industria alberghiera3 1224 1504 8265 7986 1956 4505 9935 8805 398

a Questo ramo non è più censito separatamente.

b PTT incluse.

Fonti:Censimenti federali delle aziende

L'Industria chimica - oggi il più importante ramo economico - prese avvio nel 1859 con la fabbricazione dei coloranti a base di anilina, iniziata da Alexander Clavel. Dopo i frequenti mutamenti dei primi decenni, che favorirono la nascita di numerose imprese continuamente ribattezzate a causa di fusioni, rilevamenti e nuove fondazioni, iniziò un processo di concentrazione che diede origine ai gruppi multinazionali Ciba, Sandoz (dal 1996 fuse nella Novartis) e Roche. Se ancora nel corso del XIX sec. l'importanza dell'industria chimica era assai modesta, rapido fu invece lo sviluppo registrato nel XX sec., che permise alla chimica di primeggiare su tutte le altre branche industriali (dal 1970 persino sul commercio), squilibrando la ripartizione delle attività tra i settori. Negli ultimi due decenni, l'incendio della Sandoz a Schweizerhalle (1.11.1986) - che oscurò B. con un coprifuoco di diverse ore - e la massiccia soppressione di posti di lavoro negli anni '90, hanno pregiudicato la fiducia, fino allora incontrastata, nell'industria chimica.

Verso la fine degli anni '30, l'industria tessile, incentrata sulla tessitura dei nastri di seta, ma attiva anche nella tintoria e nell'industria del filaticcio, ebbe un crollo irreversibile; il suo peso economico odierno è pressoché nullo.

Il commercio offrì a lungo il maggiore numero di posti di lavoro; il commercio al dettaglio (Coop), in particolare, diede lavoro a un numero di lavoratori doppio rispetto al commercio all'ingrosso. Nel 1917 si tenne la prima fiera campionaria per la promozione di prodotti sviz., dalla quale nacque successivamente un ente (Fiera di B.) destinato all'organizzazione di numerose esposizioni specializzate .

Malgrado B. fosse conosciuta nella prima metà del XIX sec. per essere una riserva sviz. di capitali, la città tardò a profilarsi come moderna piazza finanziaria. Le prime due grandi banche vennero fondate nel 1862 e nel 1872: risp. la Banca commerciale di Basilea e la Società di banca svizzera (SBS). Nel 1899 nacque la Banca cant. Dal 1930 B. è sede della Banca dei regolamenti internazionali (BRI); la borsa di B. operò dal 1876 al 1996. Tra le assicurazioni, la più antica è la Compagnia d'Assicurazioni Basilese, attiva in vari settori fin dall'origine.

Nel ramo dei trasporti il numero dei posti di lavoro aumentò lievemente - ad eccezione dell'immediato secondo dopoguerra - quando l'incremento del volume venne gestito con misure di razionalizzazione. Questo settore comprende, oltre ai trasporti pubblici, al traffico stradale e al servizio postale, l'aviazione, la navigazione sul Reno e dal 1991 la spedizione con gruppi privati quali Danzas e Panalpina Welttransport.

Dotato di una delle più efficienti economie cant. della Svizzera, il semicant. di B. Città vantò fino agli anni '70 il più alto reddito pro capite; in seguito è stato superato dai cant. Zugo e, temporaneamente, Zurigo, perdendo peso sul piano nazionale. B. fu in più occasioni particolarmente sensibile alle oscillazioni congiunturali: spec. le crisi degli anni '20, '30, '70 e '90 hanno provocato un aumento del tasso di disoccupazione, che ha superato la media nazionale.

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6.2.3 - Trasporti

Il primo battello a vapore attraccò a B. nel 1832. Tra il 1840 e il 1843 un regolare servizio di linea sul Reno collegò B. a Magonza; in seguito, il trasporto fluviale venne soppiantato dalla ferrovia. Nel 1904 fu inaugurato un servizio di trasporto merci fino a Schweizerhalle, sospeso soltanto durante i due conflitti mondiali. Nel 1906-07 prese avvio la costruzione della prima tappa del porto fluviale di S. Giovanni; negli anni 1919-22 e 1936-39 vennero realizzate le due darsene di Kleinhüningen.

Il 15.6.1844 il treno giunse in Svizzera grazie all'inaugurazione del raccordo ferroviario Saint-Louis (F) - B. della Ferrovia d'Alsazia; la prima stazione ferroviaria entro le mura venne inaugurata l'11.12.1845. Già nel 1853 entrarono in servizio collegamenti giornalieri con Parigi e Francoforte. La Ferrovia centrale svizzera attivò il collegamento con Olten il 19.12.1854 con l'apertura del tratto B.-Liestal. Nel 1860 la Ferrovia centrale sviz. e la Ferrovia d'Alsazia si occuparono della gestione comune della stazione centrale (ricostruita nel 1907); la stazione del Baden, dotata di uno speciale statuto giur. inerente al diritto intern., fu inaugurata nel 1855 (ricostruita nel 1913). Le linee ferroviarie tra Francia, Germania e Svizzera vennero ricongiunte nel 1873. Tre anni dopo entrò in funzione la stazione di smistamento di Wolf, munita dal 1900 anche dello scalo merci; nel 1902 venne aperto lo scalo merci di S. Giovanni e nel 1905 quello della Ferrovia del Baden.

Verso la fine del XIX sec. le linee a scartamento ridotto (valle del Birsig 1887, valle della Birsa 1902 e 1907) vennero integrate alle principali reti ferroviarie. L'azienda dei trasporti pubblici di B. (BVB) inaugurò nel 1895 il primo tram elettrico, che univa la stazione centrale a quella del Baden attraverso la Mittlere Brücke. Il collegamento dal centro con i sobborghi venne assicurato a partire dal 1900: in un primo tempo con Saint-Louis (F), nel 1905 con Allschwil, nel 1908 con Riehen, nel 1910 con Huningue (F), nel 1919 con Lörrach (D), nel 1922 con Muttenz e Pratteln, nel 1934 con Binningen.

Dal 1905 al 1938 il numero degli autoveicoli immatricolati passò da 31 a 5800 ca., record superato soltanto nel 1947. Il numero degli autoveicoli triplicò tra gli anni '50 e '60, raggiungendo le 28'600 unità; aumentò più del doppio dal 1960 al 1995 (65'770). Con 298,3 automobili private per 1000 ab. (1990), B. si colloca nettamente al di sotto della media nazionale (440).

A partire dal 1860 ca. furono costruiti sei ponti sul Reno: nel 1872-73 quello che collegava le stazioni centrale e del Baden (rinnovato negli anni 1959-61), la Wettsteinbrücke nel 1877-79 (rinnovata negli anni 1993-95), la Johanniterbrücke (1879-82, ricostruita negli anni 1965-67), la Mittlere Brücke che sostituì il ponte in legno del 1225 (1903-05), la Dreirosenbrücke (1932-34) e la Sankt-Alban-Brücke (1953-55, demolita nel 1973). Oltre ai ponti sul Reno furono costruiti dieci viadotti, tra cui quello della Ferrovia d'Alsazia sul Birsig (1857-58), reso agibile al traffico urbano negli anni 1901-03. Negli anni '60 e '70 è stata realizzata la circonvallazione per il traffico automobilistico, il cosiddetto City-Ring (1969-70 viadotto della Heuwaage); la Schwarzwaldbrücke, così come la tangenziale est dell'asse Amburgo-Milano, sono del 1970-73. Negli anni '90 prese avvio la costruzione della nuova Dreirosenbrücke, che collega l'autostrada ted. e quella franc. (tangenziale nord).

Il primo aereo atterrò a B. nel 1911. La pista di atterraggio dello Sternenfeld a Birsfelden risaliva alla prima guerra mondiale e si rivelò rapidamente insufficiente. Previsto dal 1935, il nuovo aeroporto bi-nazionale di B.-Mulhouse (dal 1987 Basilea Mulhouse Friburgo) venne ultimato in territorio franc. a Blotzheim nel 1946; successivamente ampliato, l'aeroporto assicura da allora i collegamenti per il traffico aereo intern.

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6.3 - Società

6.3.1 - L'evoluzione della struttura sociale

L'industrializzazione influì sullo sviluppo della società cittadina. Nell'ultimo terzo del XIX sec. i titolari di rendite e coloro che vivevano del proprio lavoro indipendente rappresentavano ancora il 25% della pop. attiva, con cospicue differenze a seconda del settore economico: il 40% operava nel commercio, grazie alla forte presenza dei commercianti al minuto, e soltanto il 2% nell'industria della seta, che richiedeva forti investimenti. Verso la fine del XX sec., invece, i lavoratori indipendenti rappresentavano meno del 10% e i quadri dirigenti il 5%. Nel 1895 appena il 25% dei ca. 25'000 contribuenti dichiarò una sostanza imponibile: poco meno del 65% tra i 5000 e i 40'000 frs., poco meno del 17% tra i 40'000 e i 100'000 frs., un altro 17% ca. tra i 100'000 e 1 milione di frs., 138 persone (pari al 2% ca.) una media di 3,6 milioni di frs. Un sec. più tardi, nel 1995, più del 25% dei 131'000 contribuenti dichiarò una sostanza imponibile: il 25% meno di 100'000 frs., più della metà tra i 100'000 e 1 milione di frs., il restante più di 1 milione. Quasi il 25% della sostanza imponibile apparteneva ai 169 cittadini più ricchi.

Lo strato sociale dei salariati, in continua crescita, non corrispondeva necessariamente al ceto inferiore, in quanto comprendeva le più diverse attività lavorative, dal quadro medio alla donna di servizio. Sul piano intern. e in base alle statistiche cant., intorno al 1900 B. risultava una città manifestamente operaia. Fino al 1980, infatti, la percentuale degli operai fu particolarmente alta rispetto alla media delle grandi città sviz.: 51% nel 1888, 54% nel 1900 e 41% nel 1980. Fino alla metà del XX sec. le rivendicazioni politiche e sociali del movimento dei lavoratori ebbero pertanto un ruolo molto importante.

Nel periodo di alta congiuntura del dopoguerra, grazie agli sviluppi particolarmente favorevoli dell'economia locale, la città di B. visse un momento di fioritura culturale. L'affrancamento dall'opprimente ristrettezza della Guerra fredda e l'apertura alla sperimentazione a diversi livelli ebbero luogo prima che negli altri cant. della Svizzera ted. L'avvento di valori nuovi incontrò un'opposizione moderata; persino i movimenti di contestazione del '68 rimasero contenuti. Nonostante le misure di risparmio degli anni '90, B. vanta tuttora la rinomanza culturale conseguita nel corso della seconda metà del XX sec.

Autrice/Autore: Bernard Degen, Philipp Sarasin / mdi

6.3.2 - La "crema" basilese

Grazie alla divisione cant., l'antica classe dirigente cittadina non subì la concorrenza delle nuove classi emergenti (piccola borghesia di campagna) e rimase pressoché incontrastata fino alla fine del XIX sec., quando perse l'egemonia politica. Sul piano economico, sociale e culturale, per contro, rimase dominante fin dopo la prima guerra mondiale una ristretta cerchia di fam. patrizie altoborghesi, strettamente imparentate, legate al commercio della seta e al mondo della finanza: il cosiddetto "patriziato" o, in dialetto basilese, Daig (coloro che hanno "le mani in pasta"). Attraverso una mirata politica matrimoniale queste fam. riuscirono a evitare il mescolamento con l'esterno e con i ceti inferiori. Con la crisi dell'industria della seta, l'affermarsi delle soc. per azioni e la diversificazione economica e culturale, tuttavia, l'influenza della "crema" cominciò a diminuire, senza comunque mai scomparire del tutto. Restò perlopiù esclusa dalla direzione delle grandi banche e dei gruppi multinazionali dell'industria chimica, che nella maggior parte dei casi fu appannaggio di forestieri immigrati.

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6.3.3 - Sindacati e scioperi

I primi sindacati, nati già prima del 1850 (fra cui la Soc. generale della passamaneria, fondata nel 1848), ebbero generalmente vita breve. L'intensa ondata di scioperi degli anni 1868-69 portò temporaneamente a 3000 il numero dei membri dell'Ass. intern. dei lavoratori. Il movimento sindacale, tuttavia, acquistò una maggiore stabilità soltanto a partire dalla fondazione della Federazione operaia (1886), che fu in grado di coadiuvare le spesso deboli ass. professionali sia sul piano del personale sia su quello economico e pubblicistico. A partire dal 1895 ca. gli scioperi si moltiplicarono: fra il 1905 e il 1907 vennero organizzati ca. 20 scioperi all'anno. Un'altra ondata di scioperi fu registrata dopo la prima guerra mondiale, quando i sindacati contarono quasi 20'000 aderenti. Di particolare rilievo furono lo sciopero generale del novembre 1918, svoltosi senza incidenti, e quello dell'agosto 1919, in occasione del quale uno sproporzionato intervento militare provocò cinque vittime. Con la scissione in un cartello radicale e in uno moderato, avvenuta nel 1927, il movimento sindacale basilese subì un contraccolpo, le cui ripercussioni perdurarono fino all'inizio degli anni '40. Uno sviluppo senza precedenti si verificò durante il periodo bellico, grazie soprattutto alla nuova Federazione dei lavoratori dell'industria chimica, che portò a 31'000 il numero degli aderenti (1946). Il contratto collettivo di lavoro introdotto all'inizio del 1945 dall'industria chimica fu il primo a livello nazionale sottoscritto da un'importante industria di esportazione. Dopo il secondo conflitto mondiale, con l'eccezione degli anni 1946-47, il ricorso allo sciopero non fu più così sistematico.

Nella seconda metà del XX sec. le attenzioni sindacali si concentrarono prevalentemente sull'amministrazione e sull'estensione dei contratti collettivi di lavoro. Durante un periodo prolungato, i sindacati mantennero ottimi rapporti con le autorità politiche cant. Come nel resto della Svizzera, il numero di aderenti toccò le punte massime negli anni '60. Dagli anni '70, per contro, l'influenza politica dei sindacati è considerevolmente diminuita.

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6.4 - Cultura e vita religiosa

6.4.1 - Associazioni

Tra il 1800 e il 1832 furono costituite a B. 25 ass. civiche; altre 150 nacquero tra il 1832 e il 1860. Dopo aver perso la propria funzione politica ed economica, le corporazioni divennero, soprattutto per il ceto borghese, le più importanti forme associative prive di finalità specifiche. Parallelamente nacquero - accanto ai partiti, ai sindacati, alle federazioni professionali, alle casse malati e alle casse pensione - altre ass. create con finalità ben precise, fra cui si possono annoverare i seguenti esempi: - beneficenza: Assistenza volontaria ai poveri (1870), Unione delle donne (1901),
- religione: Soc. delle missioni evangeliche (1860), Unione di S. Vincenzo (1865),
- economia: Unione generale dei consumatori (1865), Unione delle arti e dei mestieri (1867), Unione del commercio e dell'industria (Camera di commercio, 1876), Federazione operaia (1886),
- cultura e educazione: Soc. di belle arti (1839), Soc. di statistica e di economia politica (1870), Soc. di storia e degli antiquari (1874),
- militare: Soc. degli artiglieri (1834),
- canto, musica, carnevale: Soc. basilese di canto (1824), Liedertafel (1852), Quodlibet (1858), Unione dei Piccoli Basilesi (1884), Soc. dei mandolini (1896),
- patriottismo e intrattenimento: Soc. argoviese (1858).

Nel XX sec. lo sviluppo delle ass. rimase sostanzialmente ancorato alle tradizioni. Tra i nuovi raggruppamenti si possono citare: la Lega catt. delle donne (1912), il sodalizio carnevalesco Rätz, legato al movimento dei lavoratori (1923), l'Orchestra da camera (1926), l'Azione ricreativa (1942) e la Comunità di lavoro basilese per la protezione della natura e dell'ambiente (BASNU, 1970).

Le prime ass. sportive risalgono al XIX sec.: la Soc. borghese di ginnastica (1819), la Soc. di tiro (1868), la Soc. di pallamano (Arbeiterturnverein, 1862) e quella di sci d'acqua (Rheinclub, 1883). Nel XX sec. ad esse vennero preferiti altri club sorti con l'affermarsi di nuove discipline sportive: calcio (FC B., 1893), atletica leggera (BSC Old Boys, 1907), disco su ghiaccio (EHC B., 1932), nuoto (Schwimm-Club B./Neptun, 1919), sci alpino (1904), tennis (TC Casino, 1886) e fitness (John Valentines Fitness Club, 1971).

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6.4.2 - Musei

Il Gabinetto d'arte della fam. Amerbach è all'origine della Öffentliche Kunstsammlung ospitata (dal 1849), insieme alla Biblioteca univ. e ad altre collezioni, dal nuovo museo nell'Augustinergasse, poi, dal 1936 dall'odierno Kunstmuseum, situato nel Sankt Alban-Graben. Oltre che sull'importante nucleo di quadri antichi (Konrad Witz, Hans Holbein il Giovane), la rinomanza intern. del Kunstmuseum si fonda sui capolavori dell'espressionismo e del cubismo, acquistati negli anni '30 come "arte degenerata", sulle opere di Pablo Picasso, entrate in collezione negli anni '60 e '70, e sulla significativa raccolta di arte contemporanea, costituita a partire dagli anni '60 (Bruce Naumann, Robert Rauschenberg, Andy Warhol, disegni e installazioni di Joseph Beuys, Minimal Art) e conservata, dal 1979, nel Museo d'arte contemporanea.

La Kunsthalle, inaugurata nel 1872 presso lo Steinenberg, ospita regolarmente l'esposizione d'inverno della Soc. basilese di belle arti (1840), oltre ad altre esposizioni di interesse non solo regionale. Dal 1972 ha luogo ogni anno nei padiglioni della Fiera di B. l'Art, la più importante fiera intern. di arte moderna e contemporanea.

Tra i principali musei basilesi vanno annoverati inoltre il Museo di storia naturale (1822) e il Museo delle culture, entrambi ubicati nell'Augustinergasse, il Museo storico (dal 1894 ospitato nella chiesa degli Scalzi), il Museo d'arte antica (1966) e l'annessa collezione Ludwig (1980), conservata nell'antica prepositura. A questi si è aggiunto nel 1997 il nuovo museo della Fondazione Beyeler a Riehen.

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6.4.3 - Musica, teatro, cinema

Nel XIX sec. la vita musicale ruotava intorno alle locali ass. di canto e musica popolare, alle feste corali e ai Festspiele. Oggi è alimentata da molteplici formazioni musicali, che spaziano dall'Orchestra sinfonica di B. (1969) a vari complessi di jazz, rock e pop. La musica orchestrale è tutelata dalla Soc. generale di musica, nata nel 1876 dall'unione di precedenti ass. concertistiche. Nel 1867 la Soc. di utilità pubblica inaugurò la scuola generale di musica, integrata nel 1905 al Conservatorio. La fondazione della Soc. orchestrale di B. nel 1921 rappresentò il primo impegno statale a favore della vita musicale, fino ad allora gestita privatamente. Nel 1933 Paul Sacher creò la Schola Cantorum Basiliensis per la musica antica, che nel 1954 si unì alla scuola di musica per formare l'Acc. di musica.

Il teatro, assai meno apprezzato della musica dai "devoti basilesi", trovò la sua prima istituzionalizzazione nel 1834 con l'apertura di una sala nel teatro sul Blömlein, gestita da una cooperativa e dal 1866 sovvenzionata dal cant. Nel suo programma, di carattere eclettico, elementi del varietà si mescolavano ad altri attinti dall'ambito circense. Nel 1875 il teatro si trasferì nella sede dello Steinenberg, restaurata in seguito a un incendio nel 1904 e sostituita da un nuovo edificio nel 1975. Negli anni '60 e '70 il teatro basilese - articolato nei tre settori teatro, danza, opera - è divenuto il principale ente teatrale in Svizzera; sotto la direzione di Werner Düggelin, inoltre, ha ottenuto fama intern.

La prima proiezione di "immagini in movimento" ebbe luogo il 31.7.1896; il primo cinematografo entrò in funzione nel 1907 e la prima sala adibita al sonoro nel 1931. La maggior parte dei cinema risale agli ultimi anni '20. Le Bon Film, inaugurato nel 1931, viene considerato il più antico cineclub dell'area linguistica ted.

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6.4.4 - Usanze e feste

In virtù del loro potere di integrazione sociale e delle valenze rappresentative, le grandi feste e i Festspiele introdotti nel XIX sec. rappresentarono degli avvenimenti sociali di particolare rilievo (ad esempio: il Tiro fed. nel 1844, le regolari feste corali e ginniche, dal 1860 l'annuale festa di S. Giacomo, l'anniversario dell'unione con la Piccola B. nel 1892, l'entrata del cant. nella Conf. nel 1901). Dopo la seconda guerra mondiale ebbero importanza sempre maggiore le feste popolari prive di contenuti politici.

Il Carnevale di B. si svolge nella settimana dopo il mercoledì delle Ceneri. Mentre nel XIX sec. alle forme borghesi del carnevale si contrapponevano quelle popolari, a partire dal primo conflitto mondiale si impose lo stile tuttora in vigore. Dalle quattro di lunedì mattina (Morgestraich) fino alla notte del mercoledì (salvo durante la mattina e la giornata di martedì) i partecipanti attivi, organizzati in grandi "cricche" (prevalentemente maschili fino agli anni '80), piccole "cricche" (spesso nate da scissioni) e vari gruppetti ("corteo della merda", Schyssdräggziigli), sfilano in maschera e in costume attraverso le vie del centro storico, al suono di pifferi e tamburi. Negli anni '40 si aggiunsero i cortei musicali con trombe e tromboni (Guggemusigge). Di sera, nelle osterie del centro, i cantastorie recitano frizzi e lazzi in versi (Schnitzelbänke), motteggiando sugli avvenimenti sociali e politici dell'anno trascorso. Sin dagli anni '20, il carnevale attinge la propria forza di coesione sociale dalla combinazione di alcune rigorose leggi con un'anarchica libertà formale.

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6.4.5 - I media

Il primo quotidiano politico di B. fu la Bas(e)ler Zeitung (1831-59) di Andreas Heusler, a carattere ufficioso. Dal 1838 al 1862 venne pubblicato il Tagblatt der Stadt Basel, portavoce del ceto medio conservatore. Nel 1842 alcuni radicali riuniti attorno a Karl Brenner fondarono la National-Zeitung (dal 1860 al 1888 Schweizerischer Volksfreund). Dal foglio di annunci intitolato Avis-Blatt (1729) - divenuto nel 1845 Intelligenzblatt der Stadt Basel, di orientamento conservatore - trasse origine nel 1856 il quotidiano Basler Nachrichten. La Schweizer Grenzpost (1871-91), in origine legata al Juste-Milieu, si profilò in seguito come quotidiano di sinistra. Nel 1873 i catt. fondarono il Basler Volksblatt (dal 1982 Nordschweiz), rilevato dalla Basellandschaftliche Zeitung nel 1992. A decorrere dal 1886 la Federazione operaia pubblicò il Basler Arbeiterfreund, ribattezzato (Basler) Vorwärts nel 1893 e divenuto organo del partito comunista a partire dalla scissione del partito socialista nel 1921, che a sua volta fondò nello stesso anno la Basler Arbeiter-Zeitung (dal 1963 Abendzeitung AZ), apparsa fino al 1992. Dalla fusione delle due principali testate, la National-Zeitung e le Basler Nachrichten, nacque nel 1977 la Basler Zeitung (BaZ), che dal 1992 è l'unico quotidiano di B. Città.

L'Ass. radiofonica di B., attiva dal 1926, fu inglobata nella Soc. sviz. di radiotelevisione nel 1931; fino al 1998 l'unica stazione locale fu Radio Basilisk, inaugurata nel 1983. Sebbene B. fosse stata la prima città nella Svizzera ted. a trasmettere programmi sperimentali (1952), non ottenne la concessione per uno studio.

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6.4.6 - Chiesa e vita religiosa

L'industrializzazione determinò un crescente afflusso di lavoratori catt. verso B. nella seconda metà del XIX sec., provocando un netto calo della percentuale di rif., largamente maggioritari fino al 1850; dal 1880 fino al 1950 il numero di rif. rimase limitato al 65% ca. della pop. residente. Nel XIX sec. l'insieme delle altre confessioni e religioni superò raramente l'1%. Dopo la seconda guerra mondiale la percentuale di catt. aumentò fino a raggiungere il 41% nel 1970. Nel ventennio successivo, la generale secolarizzazione e il movimento migratorio causarono importanti mutamenti: la percentuale di rif. scese al 35% ca. della pop. e quella dei catt. al 25%; il numero di cittadini aconfessionali, per contro, salì quasi al 35% e quello degli aderenti ad altre confessioni e religioni superò il 5%.

Nel XIX sec. la vita religiosa fu determinata, oltre che dalle trasformazioni strutturali, dal Kulturkampf e dal pietismo. Il conflitto culturale tra la comunità catt.-romana e le forze rif. liberali culminò nell'abolizione della scuola catt. nel 1884 e nella disposizione costituzionale, sancita nel 1889, che vietò agli ecclesiastici la pratica dell'insegnamento. Il pietismo dal canto suo influenzò profondamente la vita e il pensiero dell'alta borghesia basilese fino all'inizio del XX sec. La Missione di Basilea (1815) e la Basler Handelsgesellschaft ad essa correlata raccolsero larghi consensi e conseguirono una considerevole influenza in diverse "terre di missione" (Africa, Asia), che in taluni casi perdura tuttora. Non mancò peraltro l'opposizione interna esercitata dalla Chiesa nei confronti dei "devoti" esponenti della "congregazione" pietistica, che culminò nella fondazione di ass. parrocchiali "positive" e "liberali" negli anni 1880-84.

I catt. ottennero il diritto di cittadinanza soltanto nel 1848. Nel 1876, temendo il controllo statale, rifiutarono l'equiparazione giur. con la Chiesa evangelica; in compenso, nel 1878, la comunità catt.-cristiana di orientamento radicale ottenne il riconoscimento di Chiesa catt. nazionale. La Chiesa catt.-romana divenne un ente di diritto pubblico soltanto nel 1972. Tra il 1885 e il 1935 furono costruite cinque nuove chiese catt. e l'ospedale di S. Chiara (1928), la principale opera di beneficenza catt.

La comunità ebraica, fondata nel 1805, restò assai ridotta fino al 1849, a causa delle severe restrizioni in materia di soggiorno. La libertà di domicilio e la parità di diritti furono decretati soltanto nel 1866, nell'ambito della revisione parziale della Costituzione fed. La sinagoga fu inaugurata nel 1868 e ampliata nel 1892. Nel 1972, prima in Svizzera, la comunità isr. di B. Città fu equiparata sul piano giur. alle altre Chiese nazionali. Il 29.8.1897 Theodor Herzl inaugurò al Casino municipale il primo congresso sionista, da cui trasse origine il "programma di B." inteso alla fondazione in Palestina di una patria sicura e giuridicamente legittimata. Fino alla costituzione dello Stato di Israele (1948) ebbero luogo a B. altri nove congressi sionisti. Nel 1997 le festività del centenario del primo congresso sionista furono accompagnate da una serie di manifestazioni di carattere scientifico.

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Riferimenti bibliografici

Archivi
– StABS
– UBB
– HMB
– SWA
Fonti
Kantonsblatt, 1798-
Sammlung der Gesetze und Beschlüsse, 8 voll., 1838-1981
Statistisches Jahrbuch Basel-Stadt, 1921-
Graphisch-Statistisches Handbuch des Kantons Basel-Stadt, 1938
Chronologische Gesetzessammlung, 1982-
Bibliografia

Autrice/Autore: Bernard Degen