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San Gallo (cantone)

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Cant. della Conf. dal 1803; ted. Sankt Gallen; (franc.: Saint-Gall; rom.: Son Gagl). Lingua ufficiale è il ted.; capoluogo del cant. è la città omonima. L'abbazia, la città, il cant. e la diocesi, istituita nel 1847, devono il loro nome al monaco missionario irlandese (o irlandese-franco) Gallo.

Dal XVI sec. al 1798, l'odierno territorio cant. comprendeva le terre del principato abbaziale di S. - a sua volta costituito dalla Alte Landschaft (detta anche Fürstenland) e dalla contea del Toggenburgo (o "Neue Landschaft") - la città libera dell'Impero di S., il baliaggio del Rheintal, la baronia di Sax-Forstegg, la signoria di Gams, le contee di Werdenberg e di Sargans (Sarganserland), il principato abbaziale di Pfäfers, il baliaggio del Gaster e Weesen, la contea di Uznach e la piccola città-Stato di Rapperswil.

Situato nella parte orientale della Svizzera, il cant. circonda interamente i due cant. appenzellesi. A est confina con il principato del Liechtenstein e con l'Austria (Land del Vorarlberg) lungo il Reno e il Vecchio Reno, e a nord con i Länder ted. della Baviera e del Baden-Württemberg; nel tratto Altenrhein-Goldach e presso Steinach la linea di frontiera attraversa il lago di Costanza. Horn, anch'essa una località rivierasca, rappresenta un'exclave turgoviese. A ovest e a sud S. confina con i cant. Turgovia, Zurigo, Svitto, Glarona e Grigioni. La parte settentrionale del cant. tra il lago di Costanza e l'asse lago di Walenstadt-Oberriet nel Rheintal si situa nell'Altopiano e nelle Prealpi, mentre le zone meridionali (Toggenburgo superiore, parti del Werdenberg e del Sarganserland) fanno parte dell'area alpina. Sul piano topografico il cant. è connotato da grandi zone di impluvio vallivo: a est la valle del Reno, a sud quella della Seez con il lago di Walenstadt e la piana della Linth, a ovest il bacino della Thur. Il cant. è attraversato dai due importanti assi di transito che dai laghi di Costanza e Walenstadt conducono ai passi alpini grigionesi. I fiumi principali sono il Reno e la Thur; la Seez si immette nel lago di Walenstadt, che attraverso il canale della Linth si riversa nel lago di Zurigo.

Superficie (1992/97)2 025,6 km² 
Foresta / Superficie boscata619,6 km²30,6%
Superficie agricola utile970,6 km²47,9%
Superficie con insediamenti176,1 km²8,7%
Superficie improduttiva259,3 km²12,8%

Struttura demografica ed economica
Anno 18501880a1900195019702000
Abitanti 169 625209 719250 285309 106384 475452 837
Percentuale rispetto alla popolazione totale svizzera7,1%7,4%7,6%6,7%6,1%6,2%
Lingua       
tedesco  208 718243 358299 692339 754398 666
italiano  9605 3006 05828 37210 640
francese  3767101 5031 6041 813
romancio  2394521 1271 482845
altre  19846572613 26340 873
Religione, confessione       
cattolicib 105 370126 164150 412184 087244 625236 733
protestanti 64 19283 44199 114122 039133 557127 929
cattolico-cristiani    1048319330
altri 638867591 9325 97487 845
di cui della comunità ebraica 63371556565321231
di cui delle comunità islamiche     97127 747
di cui senza confessionec     1 91328 786
Nazionalità       
svizzeri 166 367198 195221 841289 268325 641361 904
stranieri 3 25811 52428 44419 83858 83490 933
Anno  19051939196519952005
Occupati nel cantonesettore primario 44 41454 08517 38916 296d13 829
 settore secondario 83 77958 31393 19386 56382 089
 settore terziario 22 78330 91455 384128 483143 308
Anno  19651975198519952005
Percentuale rispetto al reddito nazionale svizzero 5,3%5,3%5,4%5,6%5,1%

a Abitanti e nazionalità: popolazione residente; lingua e religione: popolazione "presente".

b Compresi i cattolico-cristiani nel 1880 e nel 1900; dal 1950 cattolico-romani.

c Non appartenenti ad alcuna confessione o altra comunità religiosa.

d Censimento delle aziende agricole 1996.

Fonti:HistStat; censimenti federali; UST

Autrice/Autore: Wolfgang Göldi / vfe

1 - Dall'età della Pietra all'alto Medioevo

1.1 - Preistoria e protostoria

Le prime indagini archeologiche risalgono a metà del XIX sec., con gli scavi dello studioso sangallese Peter Paul Immler che nel 1864-65 portarono alla luce le terme della villa romana di Malerva (com. Sargans). Nello stesso periodo membri della Soc. di storia del cant. S. raccolsero oggetti preistorici e romani soprattutto nel Sarganserland; dal 1890 Jakob Heierli, Emil Bächler, Theophil Nigg, Benedikt Frei e Franziska Knoll-Heitz effettuarono scavi in grotte, abitati d'altura e fortezze. Grazie al forte sviluppo edilizio e alla creazione di un servizio archeologico cant. (1966), le lacune cronologiche nei ritrovamenti nell'Alte Landschaft e nel Toggenburgo furono gradualmente ridotte.

1.1.1 - Paleolitico, Mesolitico e Neolitico

La traccia antropica più antica finora rinvenuta sul territorio cant. è un focolare di oltre 50'000 anni nella grotta del Drachenloch sopra Vättis (com. Pfäfers, a una quota di 2427 m), che attesta la presenza stagionale di cacciatori neandertaliani durante una fase calda dell'ultima glaciazione. A un periodo successivo (40'000-30'000 a.C.) risalgono le tracce di uomini di Neandertal nel Wildenmannlisloch sul Selun (com. Alt Sankt Johann), che utilizzavano attrezzi in quarzite glauconitica, minerale presente a ca. 9 km di distanza nei pressi di Wildhaus. Nella fase principale dell'ultima glaciazione gran parte dell'odierno territorio cant. era coperto di ghiaccio. Nel Paleolitico finale (12'000-10'000 a.C.) la presenza antropica è attestata unicamente nella valle del Reno; tra i reperti figurano schegge di attrezzi litici sotto il valico della Saxerlücke (com. Sennwald) e un focolare di un riparo sotto roccia nella gola dell'Hirschensprung (com. Rüthi).

Durante il Mesolitico le condizioni di vita migliorarono grazie all'aumento delle temperature e al ritorno dei boschi. Gli insediamenti umani si concentravano presso laghi e fiumi, come nel caso dei siti nella valle del Reno (Oberschan-Moos, com. Wartau; laghetto di Werdenberg).

I primi contadini stanziali della Svizzera orientale risalgono alla metà del VI millennio a.C. Sul piano della cultura materiale si orientavano verso nord e nord est, come testimoniano chiaramente i reperti di Pfäfersbüel (com. Sevelen; tarda cultura di Rössen, cultura di Lutzengüetle, ca. 4300 a.C.) nella valle del Reno; sono però anche accertati legami con l'Altopiano. Ciò vale per tutti gli abitati neolitici più recenti sullo sperone roccioso di Pfäfersbüel e i restanti insediamenti sul territorio cant., tra cui quelli di Geissberg (com. Sevelen) e Feldbach Ost (com. Rapperswil-Jona), appartenenti alla cultura di Pfyn, e quelli di Ochsenberg (com. Wartau), Severgall (com. Vilters-Wangs) e Seegubel (com. Rapperswil-Jona), riconducibili alla cultura di Horgen. Anche la tomba a cista di Kempraten (com. Rapperswil-Jona) attesta influenze da ovest e nord. Con la cultura della ceramica a cordicella, diffusa in tutta l'area centroeuropea, le differenze nella cultura materiale si attenuarono. L'esistenza di abitati è accertata attorno a Rapperswil, nella valle della Seez e in quella del Reno; non sono però state rinvenute le relative sepolture.

Autrice/Autore: Regula Steinhauser-Zimmermann / vfe

1.1.2 - Età del Bronzo e del Ferro

Con l'uso generalizzato del rame e delle sue leghe gli scambi interregionali si intensificarono; come mostra il deposito di Salez (com. Sennwald; ca. 2000 a.C.), il metallo veniva trasportato in barre di dimensioni uniformi. Le buone condizioni climatiche e l'estrazione del rame determinarono inoltre una maggiore colonizzazione dell'area alpina e in generale un incremento della densità demografica. Durante il Bronzo antico (2200-1500 a.C.) insediamenti d'altura o perilacustri come Gräpplang (com. Flums), Castels (com. Mels), Wartau-Ochsenberg e quello nei pressi della scuola tecnica superiore a Rapperswil-Jona controllavano il commercio e le vie di comunicazione. Le passerelle in legno sul restringimento del lago a Rapperswil, più volte rinnovate, e ulteriori reperti testimoniano l'importanza del commercio sovraregionale verso la fine del Bronzo antico.

Attorno al 1600 a.C. un peggioramento climatico portò all'abbandono degli abitati perilacustri. Durante il Bronzo medio gli insediamenti si trovavano soprattutto su fianchi vallivi e colline, come nei casi di Herrenfeld (com. Wartau), Wagen-Erlen (com. Rapperswil-Jona), Castels-Mels e Gasterholz (com. Schänis). Ritrovamenti singoli (aghi, asce e armi) attestano una densità insediativa relativamente alta nell'intero territorio cant.

Per il Bronzo finale (1350-800 a.C.) è comprovata l'esistenza di contatti ad ampio raggio, ad esempio con l'Italia settentrionale e centrale. Reperti relativi ai grandi abitati d'altura, talvolta fortificati, nelle valli del Reno e della Seez - Montlingerberg (com. Oberriet), Castels-Mels, Flums-Gräpplang, Berschis-Sankt Georgenberg (com. Walenstadt) - indicano la presenza di gruppi meno numerosi provenienti dall'Alto Adige risp. dal Trentino. Accanto al commercio di materie prime (minerali di Fahlerz) e beni di lusso (ambra) potrebbe essere stata importante la produzione di lana. Risultano finora scarse le conoscenze sulla colonizzazione della parte settentrionale del cant., dove sembra che gli abitati sorgessero soprattutto su terrazzi sopraelevati (Mühlegut, com. Goldach; Fürstenaupark, com. Wil).

L'inizio della prima età del Ferro (800-450 a.C.) fu contraddistinto da uno spostamento degli insediamenti in seguito a un peggioramento climatico. I villaggi d'altura nelle valli fluviali sangallesi restarono popolati. Finora l'ipotesi che vi fossero insediamenti sparsi non ha trovato riscontri; un gruppo di tumuli sul Balmenrain (com. Eschenbach) potrebbe però costituire un indizio della presenza di una fattoria nelle vicinanze.

All'inizio della seconda età del Ferro (450-15 a.C.) si registrò nuovamente un aumento della densità insediativa: nelle valli del Reno e della Seez viveva un gruppo reto-celtico che pare avesse buoni contatti con l'area sudalpina; nella zona della Linth, nel Toggenburgo e nell'Alte Landschaft le facies culturali corrispondevano a quelle dell'Altopiano. Fra il III e il I sec. a.C. le valli del Reno e della Seez si uniformarono progressivamente al restante territorio cant. I comportamenti rituali continuarono però a divergere: a Weesen esisteva un luogo votivo celtico legato all'acqua, a Wartau-Ochsenberg un rogo votivo che si inserisce nella tradizione delle Alpi orientali (ancora utilizzato in epoca romana).

Autrice/Autore: Regula Steinhauser-Zimmermann / vfe

1.1.3 - Epoca romana

Con la conquista dei territori alpini da parte di Tiberio e Druso (15 a.C.), il territorio cant. passò sotto il dominio romano. Le tre torri di guardia sulla sponda occidentale del lago di Walenstadt (Biberlikopf, Stralegg, Voremwald), occupate solo per pochi anni, vennero costruite durante la fase preparatoria della campagna. Non è chiaro se anche l'occultamento del tesoro di monete romane ritrovato a S.-Bruggen è riconducibile a tale contesto.

Ai villaggi celtici, che continuarono presumibilmente a essere abitati, nella prima metà del I sec. si affiancò il nuovo vicus di Kempraten (com. Rapperswil-Jona), situato nel punto in cui dalla strada Coira-Zurigo partiva una diramazione per Oberwinterthur. In seguito a un devastante incendio, nella seconda metà del I sec. il vicus fu ampliato con costruzioni in pietra, che conferirono un aspetto urbano all'abitato. Adiacenti alla piazza centrale con tempio, cinta da mura, sorgevano grandi case quadrate o rettangolari, talvolta a due piani; sui cortili retrostanti si affacciavano fabbricati più piccoli (edifici utilitari e botteghe artigiane). Al margine settentrionale dell'insediamento si trovava un'area sacra galloromana, anch'essa con cinta muraria. I reperti attestano che il vicus risultò sicuramente abitato fino al IV sec.

Gli ab. delle villae romane grandi e piccole sparse sull'intero territorio cant. - Sargans-Malerva (con fornace per laterizi), Oberriet-Montlingerberg, Obere Burg (com. Rorschacherberg), Wagen-Salet (com. Rapperswil-Jona) - praticavano l'agricoltura e l'artigianato. L'edificio sotto la chiesa di S. Martino a Busskirch fu probabilmente una stazione di trasbordo per il traffico commerciale via terra e via lago.

Dalla seconda metà del III sec., le ricorrenti incursioni alemanne costrinsero la pop. a ritirarsi in villaggi d'altura, in parte fortificati (Berschis-Sankt Georgenberg, Wartau-Ochsenberg). Tale minaccia indusse forse a seppellire i tesori di monete rinvenuti a Oberriet, Balgach e Vättis. Nella seconda metà del IV sec. venne eretto un castrum a Weesen; postazioni militari si trovavano inoltre a Berschis-Sankt Georgenberg e sul Severgall (com. Vilters-Wangs). Sembra che attorno al 400 gli insediamenti nella parte occidentale del cant. vennero abbandonati o trasferiti. Nella parte orientale, appartenente alla provincia Raetia prima, i rapporti con i territori a sud delle Alpi proseguirono anche dopo il crollo dell'Impero romano d'Occidente (V sec.).

Autrice/Autore: Regula Steinhauser-Zimmermann / vfe

1.2 - Alto Medioevo

Nell'alto ME la parte settentrionale e quella meridionale del cant. seguirono un'evoluzione diversa. La prima, zona periferica della Rezia curiense con una scarsa pop. rom., fu aperta all'immigrazione alemanna, al potere franco e alla tradizione giur. germ. (pactus Alamannorum, lex Alamannorum) e venne attribuita alla diocesi di Costanza, fondata all'inizio del VII sec. Abitata prevalentemente da pop. rom., la parte meridionale, che continuò a far parte della diocesi di Coira, mantenne le strutture signorili e giur. tardoromane della Rezia curiense (Capitula Remedii) fino all'epoca carolingia. Il confine tra le due aree correva dalla valle del Reno (Hirschensprung) alla pianura della Linth, passando per l'Alpstein e i Churfirsten.

Quale parte della provincia Raetia prima, l'odierno territorio cant. nel 493 entrò nell'area di influenza ostrogota, per poi passare nel 536/537 sotto il dominio dei Franchi, che però lasciarono inalterato l'ordinamento signorile e sociale della Rezia curiense risp. alemanno. Nelle zone settentrionali, dalla metà del VII sec. il ducato di Alemannia beneficiò della debolezza dei Merovingi, ma poi nell'VIII sec. si ritrovò sotto pressione a causa dell'ascesa dei Carolingi; in quelle meridionali, gli Zacconi/Vittoridi esercitarono contemporaneamente il potere temporale e spirituale, ricoprendo le cariche di governatore (praeses) e vescovo di Coira.

Nella fascia meridionale, la colonizzazione si estese a partire dai poderi situati ai margini delle valli del Reno e della Seez e della piana della Linth nonché dal bacino superiore del lago di Zurigo, presumibilmente in due ondate (V-VI sec., VIII-IX sec.). Nella parte settentrionale la pop. alemanna, assimilando o scalzando quella rom., dal VII sec. si espanse fino all'Hirschensprung, all'estremità occidentale del lago di Walenstadt e al medio Toggenburgo, dando vita a piccoli abitati o insediamenti sparsi. Le città più vicine erano Coira e Costanza; le località di Arbon (abitata fino all'inizio dell'VIII sec. da pop. rom.) e Bregenz, sedi di castra, presentavano caratteristiche urbane. L'abitato nei pressi del convento di S., definito villa (villaggio) attorno al 926, venne cinto da mura nel terzo quarto del X sec.

Oltre al re, detentore di possedimenti nel bacino superiore del lago di Zurigo e nella valle del Reno, dopo l'introduzione del sistema comitale (806) tra i principali potentati figuravano i Gerolde (o Udalriche), gli Hunfride, le diocesi di Coira e Costanza e le due abbazie imperiali di S. (fondata nel 719) e Pfäfers (costituita nel 735 ca.). Già nell'VIII sec. sono attestate fam. con notevoli proprietà (terre, servi della gleba, bestiame) come la stirpe di Beata; non esisteva però ancora un ceto nobiliare con privilegi ereditari e funzioni signorili. Il diritto alemanno distingueva fra liberi, affrancati e servi; ulteriori differenziazioni esistevano all'interno delle categorie dei liberi e dei servi. Circoscrizioni giudiziarie di liberi sono attestate già dal VII sec. (Waltramshuntari). Anche l'area appartenente alla Rezia curiense conosceva questa tripartizione. I documenti dell'abbazia sangallese gettano luce sulla situazione dei liberi in materia di fam., matrimonio ed eredità. Predominava la fam. nucleare basata sul mundio (diritto-dovere di protezione e comando del padre di fam.), con due-tre figli e successione agnatizia. In ambito successorio la discendenza femminile era svantaggiata, ma non esclusa; le donne libere avevano capacità giur.

Documenti e inventari relativi a possedimenti regi o abbaziali (urbario della Rezia curiense) offrono informazioni sull'attività economica. I cereali (orzo, spelta, farro, avena) dominavano fino ai 650 m di quota; dopo il 750, grazie a un riscaldamento climatico, si diffusero anche ad altitudini superiori. Nei terreni conventuali veniva praticata la rotazione triennale, mentre altrove prevaleva l'economia agricola mista. Soprattutto nei territori alemanni erano diffusi i suini e il pollame; più rari erano bovini, ovini e caprini. Vari toponimi nelle regioni della Rezia curiense rinviano alla pratica dell'alpicoltura. La viticoltura è documentata spec. nella valle del Reno, la produzione di birra attorno al lago di Costanza e nella valle della Thur. L'artigianato si concentrava nei centri signorili, le attività minerarie e la lavorazione del ferro sul Gonzen (Sarganserland). I corsi d'acqua (Reno, Linth, lago di Walenstadt, lago di Costanza) costituivano le principali vie di comunicazione. In epoca carolingia gli assi di transito vennero migliorati; traghetti esistevano a Schaan e a Maienfeld, stazioni di sosta a Walenstadt, Weesen, Steinach e Rorschach. I tesori della Chiesa testimoniano commerci di lunga distanza (seta, contenitori di vetro, pietre e metalli preziosi, avorio e spezie).

Fino al VII sec. i culti galloromani e alemanni coesistettero. A sud il cristianesimo si diffuse tra la fine del IV e l'inizio del V sec. a partire da Coira. Prime chiese sorsero - talvolta su edifici romani preesistenti - attorno al bacino superiore del lago di Zurigo (Busskirch, Kempraten), nel Sarganserland (Flums) e nella valle del Reno (Grabs). A nord la cristianizzazione fu promossa dalla diocesi di Costanza e da missionari irlandesi (Colombano, Gallo). Accanto alle abbazie di S. e Pfäfers, furono costituiti conventi privati (Benken, Jonschwil, Flums), che però ebbero vita breve (VIII sec.), e il capitolo femminile di Schänis (probabilmente tra l'814 e l'823). Nelle scuole abbaziali di S. e Pfäfers venivano insegnate le arti liberali; il culto dei santi (Gallo, Otmar, Magno da Füssen, papa Alessandro I) rese S., Pfäfers e Kempraten mete di pellegrinaggio.

Autrice/Autore: Alfred Zangger / vfe

2 - Signoria e formazione dello Stato dai secoli centrali del Medioevo al XVIII secolo

2.1 - Strutture signorili nei secoli centrali del Medioevo

La dissoluzione dell'Impero franco fu seguita da un periodo di insicurezza, con le Invasioni degli Ungari che colpirono l'abbazia di S. nel 926 e le incursioni dei Saraceni nella fascia alpina della Rezia curiense (935-940). Come rappresentante del potere regio, nel 917 e nel 919 si affermò, dopo lotte con rivali interni (vescovo di Costanza, abate di S.) ed esterni (regno dell'alta Borgogna), il ducato di Svevia, il cui potere si estese sull'intero territorio cant. Alla fine dell'XI sec. quest'ultimo si trasformò in un feudo ereditario, appannaggio degli Staufer e dei von Zähringen. Strettamente legate ai duchi, le abbazie di S. e Pfäfers beneficiarono di donazioni ma subirono anche confische e ingerenze nell'elezione degli abati. Il ducato di Svevia si dissolse nel 1268 con l'estinzione degli Staufer. Il baliaggio imperiale dell'alta Svevia (Oberschwaben) che ne assunse la successione non ebbe un ruolo di rilievo nel territorio sangallese.

Maggiore importanza ebbe l'espansione delle signorie territoriali nobiliari nel XII-XIII sec., tra cui le principali furono quelle delle fam. comitali von Kyburg, Asburgo, von Toggenburg, von Montfort e von Werdenberg, von Rapperswil e von Vaz, nonché quella dei baroni de Sacco. Il dominio temporale dell'abbazia di S. fu influenzato in misura particolare dagli abati Ulrico de Sacco, che in virtù del sostegno fornito agli Staufer fu elevato al rango di principe dell'Impero (1207), e Wilhelm von Montfort, che alla fine del XIII sec. si oppose con successo al potente casato degli Asburgo.

Nei sec. centrali del ME il convento di S. esercitò il proprio potere in primo luogo tramite le categorie dei ministeriali (ministeriales) e dei guerrieri (milites), entrambe formate da non liberi; tali funzioni iniziarono a diventare ereditarie già nel X sec. La loro trasformazione in ceto nell'XI-XII sec. si manifestò da un lato con lo ius ministerialium del 1064, e dall'altro con un atteggiamento progressivamente meno deferente nei confronti dell'autorità dell'abate. La signoria abbaziale e la presenza di un ceto ministeriale fecero probabilmente sì che nella parte settentrionale dell'odierno territorio cant. non si formasse - ad eccezione dei conti von Toggenburg - un'alta nobiltà locale. Nel 1077 Ulrich von Eppenstein, abate fedele al re, coinvolse il convento di S. nella lotta delle investiture. La sua guerra contro i conti von Toggenburg e von Kyburg, filopapali, e contro il vescovo di Costanza ebbe ripercussioni fortemente negative per la pop. e l'economia fino al 1093. Come la diocesi di Coira, l'abbazia di Pfäfers si schierò invece dalla parte del pontefice, per cui nel 1095 fu donata da re Enrico IV al vescovo di Basilea, filoimperiale, e solo nel 1116 riacquisì l'indipendenza.

Il confine tra le diocesi di Coira e Costanza descritto attorno al 1155 (pianura della Linth-Churfirsten-parte orientale della catena dell'Alpstein-Hirschensprung) corrispondeva a quello del 900 ca. Tra la metà del XII e la metà del XIII sec. le diocesi vennero suddivise in arcidiaconati e decanati; l'odierno territorio cant. appartenne ai decanati di S., Wil, Rapperswil-Zurigo e Wetzikon, dipendenti dalla diocesi di Costanza, e a quello di sub Langaro (Unter der Landquart), parte della diocesi di Coira. Con i dissodamenti del XII-XIII sec. la rete di parrocchie si infittì; nel quadro del movimento di riforma monastica sorsero nuovi conventi, fondati e dotati da nobili, tra cui quelli di Sankt Johann nella valle della Thur (prima del 1152) e di Sankt Peterzell (prima del 1178).

Nel 947 il conferimento all'abate di S. del diritto di mercato, di dazio e di battere moneta per Rorschach non ebbe conseguenze pratiche. Lo sviluppo urbano iniziò solo nel XIII sec.; ad eccezione di S. (prima menz. di cittadini nel 1086, franchigie risalenti al 1272/91, primo sigillo conservato del 1294), le nuove fondazioni mantennero dimensioni modeste o non furono ricostruite dopo distruzioni belliche, come nel caso di Schwarzenbach (1287/1301) e Weesen (1388). Primi indizi di un movimento com. nelle campagne si trovano nell'opera di Christian Kuchimeister, che riferisce di una resistenza organizzata dei servi ecclesiastici sangallesi contro l'abate attorno al 1270.

Autrice/Autore: Alfred Zangger / vfe

2.2 - Sviluppo signorile e comunale e formazione territoriale nel tardo Medioevo

Il periodo dal 1300 al 1500 fu caratterizzato dal declino di molti e dall'ascesa di pochi altri dei detentori tradizionali del potere (fam. nobili, enti ecclesiastici); tra le novità figurano l'affermazione della signoria territoriale e il parallelo rafforzamento degli organismi com. in città e nelle campagne.

Tra la morte di re Alberto I d'Asburgo (1308) e l'alleanza siglata dal duca Leopoldo IV con il principe abate (1392), l'influenza asburgica nei territori abbaziali rimase ridotta. Attorno al 1400 il convento di S. estese temporaneamente il suo dominio nella valle del Reno. Nella fascia meridionale la sconfitta di Näfels (1388) mise sotto pressione gli Asburgo, che con le guerre di Appenzello, la messa al bando del duca Federico IV (1415), la Vecchia guerra di Zurigo e la guerra dei Plappart (1458) persero tutti i loro diritti signorili tra Rapperswil, il lago di Walenstadt e la valle del Reno entro gli anni 1460-70. Dopo una crisi alla fine del XIII sec., i conti von Toggenburg ampliarono i loro domini nella valle della Thur, si espansero nei Grigioni nel 1338, acquisendo per via matrimoniale l'eredità dei von Vaz, e ottennero in pegno le signorie asburgiche del lago di Walenstadt e della valle del Reno durante le guerre di Appenzello. La Vecchia guerra di Zurigo seguita alla morte di Friedrich VII (1436), ultimo esponente dei von Toggenburg, comportò sofferenze e distruzioni, ma solo poche modifiche agli accordi raggiunti prima dello scoppio del conflitto. La contea del Toggenburgo nel 1436 passò per via ereditaria ai baroni von Raron (che poi la vendettero nel 1468 al principato abbaziale di S.); Uznach (1437) e il Gaster e Weesen (1438) divennero baliaggi comuni di Svitto e Glarona. La contea di Sargans fu ceduta ai sette cant. (Conf. degli otto cant. meno Berna) dall'ultimo conte von Werdenberg nel 1483. I baliaggi del Rheintal e di Rheineck, appenzellesi dal 1445, nel 1490 andarono agli otto cant. conf. Continuarono a sussistere ancora per un certo periodo come signorie nobiliari la contea di Werdenberg (fino all'acquisto da parte di Glarona nel 1517), la baronia di Hohensax (fino alla vendita a Svitto e Glarona nel 1497) e la signoria di Forstegg (fino all'alienazione a Zurigo nel 1615).

Dopo un indebolimento sul piano politico ed economico nei primi decenni del XIV e XV sec. e vari tentativi di riforma, il principato abbaziale sangallese venne riorganizzato nella seconda metà del XV sec. sotto l'abate Ulrich Rösch. Da una signoria conventuale tradizionale, caratterizzata da diritti sparsi e da un esercizio del potere basato su vincoli personali (ministeriali), si passò a una signoria territoriale con una chiara conformazione geografica, un corpo di funzionari e un ordinamento giur. in gran parte unitario. Alla fine del XV sec. il principato abbaziale di S. comprendeva i territori compresi tra Wil e Rorschach (Alte Landschaft) e la contea del Toggenburgo (Neue Landschaft).

Non ne faceva invece parte la città di S. che, separatasi dal principato abbaziale, entro l'inizio del XV sec. ascese al rango di città imperiale. Nel 1454 si alleò con Zurigo, Berna, Lucerna, Svitto, Zugo e Glarona. I suoi tentativi di creare una signoria per mezzo di baliaggi e di borghesi esterni fallirono nel 1456 risp. nel 1490 durante la guerra di S. (sacco del convento di Rorschach) a causa dell'opposizione del principato abbaziale, sostenuto dai cant. conf.

Anche Rheineck (1276-prima del 1309) e Rapperswil (1415-44) beneficiarono temporaneamente dell'immediatezza imperiale. Attorno al 1500 però tutte le città soggette o sottostavano al principe abate o figuravano tra i Paesi alleati (Rapperswil dal 1464) o erano soggette al dominio conf.

Nelle campagne lo sviluppo com. fu eterogeneo. Mentre nella parte meridionale dell'odierno cant. sono attestate norme di diritto curtense e relative alla bassa giustizia (ad esempio per Benken, Kaltbrunn, Quarten, Mels e Ragaz), nell'Alte Landschaft l'abate Ulrich Rösch le sostituì probabilmente con ordini uniformi (la prima volta a Goldach nel 1463), che però forniscono poche informazioni sull'organizzazione sociale ed economica dei villaggi. Maggiori ragguagli sull'autodeterminazione com. si possono desumere da singoli ordini della contea del Toggenburgo (Krinau, 1493; Kirchberg, 1515). Anche gli ordinamenti giur. della fascia meridionale del cant. concedevano una maggiore autonomia nell'organizzazione economica e sociale, come testimoniano tra l'altro il registro curtense (Hofrodel) di Jona (1415-50), gli statuti del villaggio di Schmerikon (1442), l'urbario di Grabs (1463) e i Tagwen nella regione della Linth (1500 ca.).

Le leghe cittadine dell'area bodanica (dal XIV agli inizi del XV sec.) e i patti con i cant. conf. (dall'inizio del XV sec.) rappresentarono i principali sistemi di alleanze. La città di S. ma anche Wil, Altstätten e perfino alcuni villaggi della valle del Reno alla fine degli anni 1370-80 avevano aderito alla Lega delle città sveve. Dopo il patto di comborghesia del 1412 tra la città di S. e i cant. (Berna esclusa), l'influenza conf. aumentò progressivamente; il principato abbaziale e la città di S. divennero Paesi alleati della Conf. risp. nel 1451 e nel 1454. Attorno al 1500 gli ab. delle regioni settentrionali erano cittadini o sudditi di Paesi alleati, mentre quelli della fascia meridionale (tranne Sax-Forstegg) erano sudditi della Conf. in quanto appartenenti a baliaggi retti da uno o più cant. conf.

Autrice/Autore: Alfred Zangger / vfe

2.3 - Formazione dello Stato, governo e amministrazione nell'ancien régime

Durante l'epoca moderna, il futuro territorio cant. fu composto da 12 entità territoriali di dimensioni relativamente ridotte con forme di governo eterogenee. L'Alte Landschaft e il Toggenburgo costituivano risp. una monarchia assoluta e costituzionale del principe abate di S. Anche Pfäfers formava un principato abbaziale, i cui poteri erano però limitati dai sette cant. conf. (a cui nel 1712 si aggiunse anche Berna). Fino al 1615 i de Sacco furono titolari della signoria di Sax-Forstegg, che dopo la vendita alla città di Zurigo venne amministrata come baliaggio esterno. S. e Rapperswil erano città-Stato dotate di propri Consigli e Paesi alleati della Conf. Gli altri territori erano Paesi soggetti della Conf.: Sargans e il Rheintal sottostavano ai sette cant. (senza Berna); il baliaggio del Gaster e Weesen, la contea di Uznach e la signoria di Gams a Glarona e Svitto; il baliaggio di Werdenberg solo a Glarona.

In questi territori anche i titolari della bassa giustizia rivendicavano diritti signorili, come ad esempio il convento di Sankt Johann nel Toggenburgo e quello di Einsiedeln a Kaltbrunn, gli Schenk von Kastel a Oberbüren, i signori von Gräpplang nella regione di Flums (Gräpplang) e soprattutto i principi abati di S. nel Rheintal. I conti von Hohenems rivendicavano la piena sovranità su Au, Widnau-Haslach e Schmitter (com. Diepoldsau), i principi abati di Pfäfers quella sulla valle della Tamina e su Ragaz.

In epoca moderna i signori territoriali tentarono di eliminare le forze antagoniste. Il principato abbaziale di S. riscattò le basse giurisdizioni (ad esempio quella degli Schenk von Kastel a Oberbüren). Forti del loro potere politico e militare, i cant. conf. limitarono i diritti delle autorità concorrenti; alle signorie deboli venivano lasciate competenze solo in materia di servitù e per le questioni fondiarie. Con i principati abbaziali di S. (nel Rheintal) e di Pfäfers nonché con i conti von Hohenems ci furono conflitti lunghi e complessi, mai risolti sul piano giur. ma il cui esito di fatto risultò sempre favorevole agli interessi conf.

I vari tentativi di rafforzare il potere signorile ebbero esiti alterni. A S. l'assemblea dei cittadini fu esautorata dalle corporazioni, a Rapperswil dalle 29 fam. ammesse nei Consigli. I principi abati sangallesi trasformarono la Alte Landschaft in una monarchia assoluta con una corte barocca e funzionari ecclesiastici e civili; altrettanto rigida fu l'autorità esercitata da Glarona a Werdenberg e quella di Zurigo a Sax-Forstegg. Grazie a un Consiglio, composto da rappresentanti eletti dai com., e alla Landsgemeinde, il Toggenburgo riuscì per contro a mantenere un ampio grado di autonomia. Il Sarganserland e il Rheintal erano retti da balivi del luogo che si alternavano ogni due anni, per cui le forze autoctone continuarono a esercitare un forte peso. A Uznach, a Gams, nel Gaster e a Weesen le tendenze assolutiste risultarono minime: poiché i balivi di Svitto e Glarona non risiedevano in loco, gli organi locali risalenti al ME (Ammann o vicebalivo, Consiglio, Landsgemeinde) disponevano, soprattutto in un'area discosta come Gams, di un'ampia autonomia. Non si trattava comunque di democrazie in senso odierno. In queste entità territoriali le cariche importanti erano occupate dall'élite rurale, che si chiuse sempre più nei confronti degli altri ceti.

Laddove i signori territoriali vollero rafforzare ulteriormente il proprio potere a spese dei sudditi, si verificarono spesso rivolte locali (affare Hunger a Rapperswil, 1703-04; affare di Werdenberg, 1719-22; Gossau, 1722-27 e 1745-46), sempre represse con interventi militari. Il Toggenburgo restò per tre sec. un focolaio di conflitti, che provocò anche ribellioni cruente e nel 1712, con la seconda guerra di Villmergen, persino una guerra tra cant. conf., in cui si sovrapposero dissidi confessionali, un forte spirito di indipendenza locale e rivalità interne all'élite del Toggenburgo.

Dal 1790 lo scontento si diffuse in quasi tutti i territori. Nell'Alte Landschaft il principe abate Beda Angehrn nel 1795 concordò con i sudditi il passaggio dalla monarchia assoluta a un regime costituzionale (Gütlicher Vertrag). Alla fine di gennaio del 1798 la Rivoluzione elvetica investì quasi l'intero territorio cant. (salvo Uznach e Gams). I signori territoriali affrancarono i loro sudditi, che proclamarono una serie di repubbliche. All'invasione militare franc. nel maggio del 1798 seguì l'integrazione nella Repubblica elvetica.

Autrice/Autore: Max Baumann / vfe

3 - Società, economia e cultura dai secoli centrali del Medioevo al XVIII secolo

3.1 - Popolazione e insediamento

3.1.1 - Popolazione e insediamento nei secoli centrali e finali del Medioevo

Il territorio cant. si suddivide in cinque aree insediative: la fascia dal bacino superiore del lago di Zurigo fino al Reno a Sargans; la valle del Reno; la zona rivierasca del lago di Costanza; l'area compresa fra le città di Wil e S.; la valle della Thur a sud di Wil. Nei sec. centrali del ME, caratterizzati da un clima favorevole (soprattutto nel X-XII sec.), questo spazio tra l'Altopiano e le Prealpi fu quasi interamente colonizzato, compresi i pendii della valle del Reno (come attestano toponimi riconducibili a dissodamenti) e le colline dell'Alte Landschaft e del Toggenburgo inferiore (dove la prima menz. di Hemberg, a un'altitudine di ca. 950 m, risale all'878); solo il Toggenburgo superiore rimase disabitato. Come attesta la ripresa di toponimi romanzi nella lingua ted., il Sarganserland fu germanizzato solo nell'XI-XII sec. dal lago di Walenstadt e dalla bassa valle del Reno. L'espansione e la densificazione del tessuto insediativo avvenne a partire da curtes e abitati - nella parte meridionale dell'odierno cant., si trattava di possedimenti imperiali repertoriati nell'urbario della Rezia curiense, come ad esempio Flums, Mels, Ragaz -, chiese e cappelle (spesso sede di negozi giur.), dai conventi di Sankt Johann, Magdenau e Wurmsbach nel XII-XIII sec., i cui dissodamenti furono favoriti da privilegi di decima, e da nuove cittadine fondate da fam. comitali (Wil, Lichtensteig, Uznach, Rheineck).

Dal XIII sec. l'abbazia di Pfäfers, i conti von Werdenberg e i conti von Montfort promossero la colonizzazione delle valli di Weisstannen e Calfeisen nonché dei pendii dell'Alvier (Wartau) da parte dei Walser; contemporaneamente vennero occupate le aree disabitate nel Toggenburgo superiore. Nella piana del Reno, in precedenza colonizzata solo in casi eccezionali (Diepoldsau, Salez), insediamenti quali Berau o Juggen furono abbandonati, in quanto sempre più esposti a inondazioni in seguito al peggioramento climatico del tardo ME.

Per quanto riguarda la struttura insediativa, attorno al 1500 prevalevano i villaggi medio-grandi situati ai margini delle valli o sulle rive dei laghi (nella valle del Reno tra l'altro a causa dell'intensificazione della viticoltura). Nel'area collinare tra le città di Wil e S. coesistevano villaggi di dimensioni non trascurabili, frazioni e fattorie sparse; nel Toggenburgo e nelle zone colonizzate dai Walser dominavano gli insediamenti sparsi.

L'evoluzione demografica può essere soltanto stimata. Si ipotizza che in seguito ai dissodamenti, la pop. entro il 1300 ca. raddoppiò o triplicò. Non è chiaro quali ripercussioni ebbero successivamente i mutamenti climatici, le epidemie e le guerre. L'abbandono di insediamenti è attestato solo raramente, quello di terreni agricoli risulta difficilmente dimostrabile. Nel 1349, anno segnato dalla peste, nel solo principato abbaziale di Pfäfers l'epidemia fece apparentemente 2000 vittime.

Dal 1400 elenchi tributari e registri anagrafici permettono di stimare la pop. di città e villaggi. Attorno a quell'anno a S. vivevano 2300-2900 persone, divenute 3000-3500 nel 1500 ca. Wil e Rapperswil nel XIV sec. avevano meno di 1000 ab.; la pop. delle altre cittadine oscillava tra 200 e 400 unità. I villaggi più grandi come Gossau, Goldach e Rorschach o i centri viticoli della valle del Reno contavano ca. 500 ab.

Autrice/Autore: Alfred Zangger / vfe

3.1.2 - La popolazione durante l'età moderna

La stima della pop. risulta ardua, poiché per le 12 entità territoriali le fonti divergono fortemente. Il primo censimento di una certa precisione per l'intero cant. risale al 1809 (135'209 ab.); valori approssimativi per i periodi precedenti possono essere calcolati esclusivamente tramite interpolazione (ca. 35'000 persone nel 1450, ca. 82'000 nel 1669). Dal 1450 al 1809 la pop. quasi quadruplicò, nel quadro di un processo di crescita comunque non lineare: forti incrementi si ebbero con il boom della produzione di tele di lino (dopo il 1540 e il 1650) e con lo sviluppo dell'industria cotoniera (XVIII sec.), mentre diminuzioni di breve durata si verificarono in seguito a epidemie e crisi economiche. Nella prima metà del XVII sec. si registrò un forte calo (ca. un quarto della pop.) provocato da carestie e tre gravi pestilenze, mentre uno di entità più lieve si ebbe alla fine degli anni 1680-90 a causa di estati fresche e umide, cattivi raccolti e dell'inflazione; per compensare queste perdite bastarono però pochi decenni.

I dati globali celano forti differenze regionali dovute a contesti economici eterogenei, come attesta ad esempio la densità demografica. Attorno al 1669, nelle regioni dedite all'allevamento quali il Sarganserland o il Toggenburgo superiore si contavano meno di 30 ab. per ogni km², mentre ve ne erano poco più di 50 in aree cerealicole come la parte occidentale dell'Alte Landschaft e il Toggenburgo inferiore. Nella regione di S. e di Rorschach, così come nella bassa valle del Reno fino ad Altstätten, la densità era molto più alta (oltre 70 e talvolta anche oltre 100 ab. per km2), grazie a colture più intensive (vite, alberi da frutto, lino) e alla produzione di tele di lino. Tra il 1669 e il 1809 sul piano demografico si registrano forti differenze regionali. A causa del ristagno economico, nel Sarganserland la pop. rimase costante. Nelle signorie di Werdenberg, Gams e Sax-Forstegg, in cui le attività manifatturiere erano poco sviluppate, essa aumentò invece del 30-50%; nell'Alte Landschaft, già da tempo densamente abitata, si ebbe un incremento del 30-100%. Nel Toggenburgo l'industria del cotone comportò aumenti del 100-200%; nella zona fra Mogelsberg e Wattwil e ad Amden la crescita fu addirittura superiore al 200%.

Anche i cattivi raccolti su vasta scala e le crisi economiche avevano ripercussioni eterogenee: quanto maggiore era la dipendenza da derrate alimentari costose, tanto più numerose risultavano le vittime delle carestie. Nel 1771, anno di crisi, nelle aree con un alto grado di autoapprovvigionamento (Gaster e Uznach) non vi furono più decessi della media. Nei territori del Sarganserland dediti all'allevamento aumentarono invece del 60-80%, nelle regioni manifatturiere con un'agricoltura intensiva (Alte Landschaft, bassa valle del Reno) raddoppiarono, mentre nel Toggenburgo, fortemente orientato al lavoro a domicilio, il numero dei morti crebbe di 2,5-3,5 volte. Per la dozzina di epidemie di peste scoppiate fra il 1517/19 e il 1635/36 non è per contro possibile stabilire una correlazione tra l'ammontare delle vittime e la struttura economica. Nel 1634-37 in 12 parrocchie selezionate la morte nera provocò il decesso del 20% della pop.; nella baronia di Sax-Forstegg nel 1629 uccise addirittura i due terzi della pop.

Autrice/Autore: Max Baumann / vfe

3.2 - Economia

3.2.1 - Medioevo

Nel XIII-XV sec. si assistette al passaggio da un'agricoltura di sussistenza a produzioni specializzate (cerealicoltura, viticoltura, allevamento) sempre più orientate ai mercati regionali. Anche gli artigiani si specializzarono e si organizzarono in corporazioni e confraternite. Il raggio d'azione dei mercanti, dediti alla compravendita di lino, spezie, sale e metalli (Compagnia Diesbach-Watt), si estendeva dall'Europa occidentale all'Europa orientale. Lo sviluppo del mercato creditizio creò nuove dipendenze delle campagne nei confronti della città.

L'Alte Landschaft, le valli fluviali e le fasce rivierasche dei laghi di Costanza e Zurigo rimasero orientate alla cerealicoltura. L'allevamento si intensificò nell'alta valle della Thur, nell'alta valle del Reno, nel Sarganserland e nel Gaster, la viticoltura nella bassa valle del Reno e nei pressi di Rapperswil e Wil. Malgrado la loro importanza per le attività manifatturiere, la coltivazione di piante industriali quali la canapa e il lino è attestata relativamente di rado. Sull'Altopiano si alternavano villaggi dediti all'avvicendamento delle colture (non comprovata per la parte meridionale dell'odierno cant.) e fattorie isolate, prevalenti alle altitudini più elevate. Dalla fine del XIV sec. numerosi alpeggi sull'Alpstein, sui Churfirsten e nei territori meridionali passarono da conventi e fam. nobili a comunità di alpigiani. Dato che nelle fonti non si fa quasi menz. delle carestie ed epidemie del XIV sec., queste ultime ebbero presumibilmente ripercussioni meno gravi che altrove. La guerra di Näfels, le guerre di Appenzello e la Vecchia guerra di Zurigo generarono inflazione. Grazie a forme di credito e affitto come la soccida (per il bestiame) e il campatico (accordo diffuso soprattutto in ambito viticolo, con cui il contadino si impegnava a cedere al proprietario una quota prestabilita del raccolto), dal XIV sec. e soprattutto dal 1450 l'allevamento e la viticoltura conobbero un significativo sviluppo. L'estrazione di ferro sul Gonzen, regalia della contea di Sargans, nel XV sec. passò a imprenditori del ferro zurighesi come Peter Kilchmatter, Hans e Georg Thum o Ulrich Grebel.

Gli artigiani specializzati, presenti soprattutto nelle città, a S. nel XIV sec. si riunirono in corporazioni (tessitori, fabbri, sarti, calzolai, fornai e macellai), che disciplinavano tra l'altro la produzione, la qualità, i salari e i prezzi, e che dalla metà del XIV sec. acquisirono anche un peso determinante nella vita politica. A Rapperswil, Wil e Uznach sorsero confraternite con compiti religiosi e sociali, ma anche con finalità economiche come ad esempio la tutela dalla concorrenza. Tra i lavoratori itineranti figuravano garzoni e maestranze edili (ad esempio scalpellini).

Per il trasporto di merci assumevano importanza in primo luogo le idrovie. La rete viaria terrestre andava dalla strada campestre locale alla via imperiale, che consentiva il passaggio simultaneo di due carri. Se in campagna erano i contadini agiati a possedere carri, nelle città i carrettieri formavano una categoria professionale distinta.

Dal XIII sec. i mercanti sangallesi attivi nel commercio a lunga distanza esportarono tele di lino fino in Spagna e in Polonia. Per tutelare i loro interessi economici e coltivare i rapporti sociali, nel XV sec. si riunirono nella Soc. Notenstein; accanto al lino trattavano anche altre merci come cavalli, metalli, spezie o pellicce. Anche i commercianti di Wil e Uznach viaggiavano in tutta Europa. Stando ai registri fiscali di S. e Wil, nel XV sec. l'economia delle città visse un periodo di sviluppo, che subì un'interruzione prolungata con la Vecchia guerra di Zurigo e una più breve con la guerra di S. (1490).

Autrice/Autore: Alfred Zangger / vfe

3.2.2 - Epoca moderna

In ambito agricolo, il processo di diversificazione in zone agrarie specializzate si accentuò ulteriormente: nell'Alte Landschaft e nell'estremità inferiore del Toggenburgo dominavano la cerealicoltura rivolta al mercato e l'avvicendamento triennale, nel Toggenburgo superiore e nelle zone meridionali più elevate l'allevamento e l'economia alpestre (produzione di burro, formaggi e ricotta). La bassa valle del Reno era orientata alla viticoltura e alla frutticoltura; nei dintorni di S. assumevano un ruolo di rilievo l'orticoltura e la coltivazione del lino per il settore delle telerie. L'agricoltura era rivolta al mercato interno ed estero; l'economia monetaria acquisì maggiore importanza. Per stare al passo con la crescita demografica, si cercò di accrescere la produzione tramite la spartizione progressiva dei beni comuni, la coltivazione dei maggesi e le recinzioni. Il mais (cosiddetto granoturco) si affermò solo nella valle del Reno dal 1700 ca., la patata dal 1740 ca. nelle altre regioni.

Le attività artigianali si concentravano nei centri urbani più o meno grandi e nelle sedi di mercato. In molte città soggette veniva comunque praticata anche l'agricoltura, così come l'artigianato nei villaggi e nelle frazioni. I mercati settimanali urbani favorivano la produzione e il commercio locali. Un sistema corporativo influente e ben organizzato esisteva soltanto a S. Sodalizi di artigiani si formarono tuttavia anche in piccole città come Wil o Rapperswil; nelle campagne il loro grado di organizzazione risultava eterogeneo. Alcune aree si caratterizzarono per attività specifiche (cave di pietra nel Sarganserland, estrazione di torba e lignite nei pressi di S., miniera di ferro sul Gonzen, bagni termali, tra l'altro a Pfäfers). Nelle regioni meridionali, economicamente arretrate, il servizio mercenario mantenne la sua importanza.

Già attorno al 1500 la città di S. rappresentava il centro della produzione di tele di lino nell'area bodanica. Dopo un lungo periodo di fioritura e un crollo nella prima metà del XVII sec., dal 1680 al 1714 il settore visse nuovamente un periodo di alta congiuntura. Dal 1721 si sviluppò la produzione di tessuti di cotone, e dal 1750 il ricamo manuale. Fino a Werdenberg e al Toggenburgo superiore, il lavoro a domicilio basato sul Verlagssystem costituiva un'importante fonte di entrate accessorie per le fam. contadine, anche se legata all'andamento congiunturale. La produzione di tele di lino calò rapidamente nella seconda metà del XVIII sec.

Il commercio dei filati avveniva nei mercati regionali, quello dei tessuti lavorati di S. anche a Wil, Lichtensteig e Rorschach. Grandi commercianti esportavano i prodotti in Polonia, Ungheria, Italia settentrionale, Spagna e Francia, in parte servendosi di depositi in importanti centri fieristici come Lione, Francoforte e Lipsia. Dalle zone dedite all'allevamento i mercanti all'ingrosso esportavano animali giovani, buoi da macello e cavalli. La specializzazione in ambito agricolo e sull'industria tessile comportò una dipendenza dalle forniture di cereali dalla Germania meridionale, che, concentrandosi sulla coltivazione di spelta e avena e trascurando la produzione manifatturiera, sul piano economico si sviluppò in maniera complementare. Le regioni attorno al lago di Costanza si trasformarono gradualmente in uno spazio economico integrato orientato al mercato che travalicava i confini politici. Il lago di Walenstadt e la valle del Reno costituivano i due assi di transito verso i valichi grigionesi. La costruzione della strada da Rorschach a Wil (Fürstenlandstrasse), promossa dal principato abbaziale di S. dal 1773 al 1778, migliorò la situazione viaria.

Autrice/Autore: Max Baumann / vfe

3.3 - Società

3.3.1 - Mutamenti sociali nei secoli centrali e finali del Medioevo

Il modello di una società per ceti immutabile, basata sulla suddivisione tra nobiltà, clero e contadini, nel XIII-XV sec. non rispecchiava più il reale assetto sociale, caratterizzato da una perdita di importanza della nobiltà rispetto all'emergente borghesia cittadina e alla pop. rurale non nobile.

Nel XIII sec. le fam. comitali von Toggenburg, von Rapperswil e von Werdenberg crearono delle signorie, diverse per dimensioni e durata, ai margini dell'area controllata dall'abbazia di S. (spesso in conflitto con i von Toggenburg fino a XIII sec. inoltrato). L'ultimo dei tre lignaggi si estinse con Jörg von Werdenberg nel 1504. Altri casati nobili si estinsero (ad esempio nell'alta valle della Thur) o furono estromessi dalle zone sotto il controllo delle dinastie comitali o dell'abbazia di S. e costretti a trasferirsi ai margini del futuro territorio cant. (von Bussnang, von Enne, von Güttingen, von Hewen); ad eccezione dei baroni de Sacco (Hohensax), ebbero un ruolo secondario. Il numero delle fam. ministeriali, aumentato nel corso del XIII sec., entro la fine del XV sec. si ridusse a poche unità, spesso al servizio del principato abbaziale in via di rafforzamento. Legarsi a signori potenti poteva favorire l'ascesa sociale (come per i Giel von Glattburg nel XIII sec. e per i Meier von Windegg nel XIV sec.); opporre loro resistenza poteva portare al declino, come nel caso dei von Ramschwag. La mentalità di casta si esprimeva nelle alleanze matrimoniali, che solo di rado - ad esempio quando erano finalizzate a coniugare prestigio e ricchezza - travalicavano le barriere di ceto e portavano a unioni con esponenti della borghesia.

Dal XIV sec. si hanno informazioni sulla struttura sociale urbana, desumibile dall'attribuzione delle cariche politiche. I registri fiscali dall'inizio del XV sec. illustrano la situazione patrimoniale a S. e Wil. A S. l'élite e gli strati medio-alti erano formati da commercianti, singoli artigiani tessili e fabbri, mugnai e osti, che insieme detenevano i quattro quinti dei seggi consiliari; la maggior parte degli artigiani apparteneva agli strati intermedi. I benestanti abitavano vicino alle piazze del mercato e alle sedi signorili - abbazia di S., castello di Rapperswil, residenza abbaziale (Hof) di Wil -; nel complesso la segregazione spaziale era però poco accentuata (salvo per i conciatori, emarginati nelle zone periferiche a causa dei cattivi odori provocati dalle loro attività). Mancano invece dati sulle classi popolari e sulle donne, i cui patrimoni venivano indicati solo per le nubili e le vedove. Nel 1349, anno segnato dalla peste, a S. sono attestate uccisioni di ebrei; in seguito solo pochi tra questi ultimi, attivi nel settore creditizio a S. e Wil, assunsero una certa importanza.

Anche per le campagne indicazioni sulla situazione sociale sono disponibili dal XIV sec. Strutture collettive più recenti (giurisdizioni, contee) si sovrapposero ad altre più datate (comunità curtensi), ciò che nel XV sec. suscitò tensioni a Rorschach e nel Toggenburgo. All'élite appartenevano le "persone onorevoli" - vale a dire gli individui giuridicamente capaci che potevano ricevere feudi e occupare cariche - che detenevano proprietà allodiali o feudi di vasta estensione. Nel XV sec. sono attestati contadini, mugnai e osti influenti soprattutto nei villaggi più grandi (Rorschach, Goldach, Gossau), nella valle del Reno e nella regione della Linth; l'insediamento sparso costituì per contro un ostacolo alla formazione di un'élite. Nei conflitti come il sacco del convento di Rorschach o la guerra di S. (1489-90), i leader locali dovettero decidere se schierarsi con i ribelli o con il potere signorile. Verso il 1500 si manifestarono tendenze alla chiusura nei confronti dei forestieri poveri: i membri delle comunità difendevano i propri diritti di legnatico e di pascolo da chi poteva beneficiarne solo in parte (dimoranti) o ne era escluso del tutto; i signori tutelavano i loro diritti di caccia e di pesca nei confronti dei sudditi.

Anche la composizione del clero rifletteva i mutamenti sociali: se nel XIII sec. i membri dei conventi imperiali di S., Pfäfers e Schänis erano esponenti della nobiltà regionale, nel XV sec. provenivano per lo più - tranne nel caso del capitolo femminile di Schänis - da fam. non nobili dell'odierno territorio cant. e dei cant. conf. limitrofi. Un radicamento regionale maggiore è riscontrabile per l'abbazia di Sankt Johann e per i conventi femminili sorti nel XIII sec. Il crescente fervore religioso incrementò i beghinaggi e i romitaggi maschili e femminili (Grimmenstein, AI; Pfanneregg; Tübach; Wonnenstein). Con l'ampliamento della rete di parrocchie crebbe il fabbisogno di clero secolare, reclutato anch'esso dapprima tra la nobiltà ma poi spesso anche tra i cittadini e l'élite rurale.

Autrice/Autore: Alfred Zangger / vfe

3.3.2 - Mutamenti sociali in epoca moderna

I mutamenti sociali coinvolsero soprattutto gli strati superiori della pop. Ad eccezione dei conti von Hohenems, presenti nella valle del Reno, e i signori de Sacco-Hohensax, l'antica nobiltà si era estinta. Ministeriali anche forestieri come i baroni Rinck von Baldenstein o i von Thurn-Valsassina assunsero cariche nel principato abbaziale di S. Fam. arricchitesi con il commercio di tele di lino acquistarono fortezze e costruirono numerosi castelletti di campagna nell'Alte Landschaft e nel Rheintal; a S., per distinguersi dagli altri cittadini membri di corporazioni, si riunirono nella sempre più esclusiva Soc. Notenstein. Alcune vennero nobilitate dall'imperatore: attorno al 1500 i von Fels e gli Zollikofer, e nel 1600 ca. gli Hochreutiner possedevano un blasone imperiale. Anche fam. di funzionari del principe abate vennero elevati al rango nobiliare (nel 1525 i von Saylern, nel 1774 i Müller von Friedberg, chiamati Müller-Friedberg nel XIX sec.).

Se gli ab. di S. e Rapperswil erano liberi per nascita, ciò non valeva per la pop. delle città soggette. Nelle campagne del principato abbaziale le differenze di ceto tra contadini liberi e non liberi si livellarono; tutti furono considerati servi ecclesiastici del principato abbaziale. Durante la guerra dei contadini del 1525 si verificarono forme di resistenza (Landsgemeinde, lagnanze, minacce) in tutti i territori tranne che nel Gaster e a Uznach. Fu soprattutto l'interpretazione del concetto di servitù della gleba a dare adito a conflitti. Nel 1558 gli ab. di Rorschach volevano essere considerati servi ecclesiastici liberi (freie Gotteshausleute), mentre il principato abbaziale pose l'accento sulla loro condizione servile, definendoli Leibeigene (servi della gleba), e quindi sui propri diritti signorili. Nel Sarganserland coesistevano molteplici rapporti di servitù; ancora nel XVIII sec. i figli di genitori appartenenti a signori diversi venivano ripartiti tra questi ultimi. Solo gli ab. di Tscherlach riuscirono a riscattarsi dalla loro condizione servile nel 1779.

Dal XVI sec. le autorità frenarono l'immigrazione di forestieri tramite politiche più restrittive di concessione della cittadinanza e discriminazioni giur. Né la città né il principato abbaziale di S. tollerarono la presenza di ebrei; solo nel XVIII sec. la prassi divenne meno restrittiva. Nel Toggenburgo gli ebrei potevano svolgere attività commerciali ma non risiedere stabilmente; a Rheineck una comunità ebraica esistette fino al 1634. In fondo alla scala sociale vi erano senza patria e girovaghi, che venivano perseguitati, catturati nel corso di vere e proprie cacce ai mendicanti ed espulsi; essi trovavano occasionalmente rifugio soltanto a Sargans e a Gams.

In seno alla pop. locale vi erano forti differenze sociali. Attorno al 1650 a S. l'élite costituiva ca. il 20% dei contribuenti ma deteneva ca. l'81% del patrimonio imponibile. Nei villaggi gli strati superiori - contadini benestanti, osti, mugnai, commercianti di tessuti, prestatori di capitali - rappresentavano una parte ancora più esigua, che si contrapponeva a un'ampia maggioranza composta da piccoli contadini e lavoratori a domicilio spesso indebitati. Tutte le cariche politiche importanti erano occupate da persone agiate.

Dal XVI sec. il sostegno agli indigenti fu assicurato da appositi fondi. Nelle città vi erano ospizi per poveri e malati ("ospedali"). In caso di catastrofe si organizzavano collette. Durante la carestia del 1771/72 il principato abbaziale acquistò cereali a caro prezzo in Italia e li distribuì a buon mercato, indebitandosi in misura massiccia. L'emigrazione dei ceti meno abbienti risulta ancora poco studiata; in maniera puntuale è attestato l'abbandono delle regioni soggette a crisi ed economicamente sfavorite, ad esempio dopo la guerra dei Trent'anni (emigrazione verso l'Alsazia, il Palatinato, la Svevia, la Baviera e la Prussia orientale).

Autrice/Autore: Max Baumann / vfe

3.4 - Chiesa e vita religiosa

3.4.1 - Vita religiosa e culturale nel Medioevo

Le crescenti esigenze dei fedeli in materia di cura delle anime nel XII-XIII sec. e poi nuovamente nel XV sec. andarono di pari passo con il potenziamento della rete di parrocchie, il rafforzamento dell'organizzazione diocesana (tribunali, amministrazione) e il varo di riforme del clero regolare. Dato che la riforma gregoriana in linea di massima vietò ai signori laici di esercitare i diritti di patronato, questi ultimi in molti casi passarono ai conventi. Le chiese dei piccoli centri urbani fondati nel XIII sec. furono dapprima filiali dipendenti dai villaggi vicini e solo con il tempo divennero parrocchiali; alcune, come nel caso di Werdenberg, non riuscirono mai a rendersi autonome. A differenza di quanto avvenne a Pfäfers e Sankt Johann, tra il XII e il XIV sec. è chiaramente dimostrabile una crisi della vita monastica nell'abbazia di S. Protagonisti del movimento di riforma del XIII sec. (cistercensi, domenicani) furono soprattutto i conventi femminili (Magdenau, Bollingen, Wurmsbach, Wil, S. Caterina a S.). A S. la riforma benedettina fu attuata dopo il Concilio di Costanza (1414-18), in via definitiva solo con l'abate Ulrich Rösch (dal 1463). Nelle città e nei villaggi i parrocchiani si occuparono in maniera crescente delle loro chiese (lavori edilizi, arredi sacri, nomina dei sacerdoti, amministrazione), che divennero così chiese cittadine (come S. Lorenzo a S.) o com. (a Wildhaus e nei villaggi della valle del Reno); nel territorio del principato abbaziale, date le resistenze del potere signorile, questa tendenza fu meno pronunciata.

L'utilizzo della pietra al posto del legno nell'edilizia urbana prese piede solo alla fine del ME; nei piccoli centri come Werdenberg tale fenomeno rimase peraltro circoscritto. In pietra venivano costruiti gli edifici pubblici e le case dei benestanti, il cui stile inizialmente si ispirò alle fortezze dei nobili. In seguito si registrò un cambio di tendenza verso residenze di campagna rappresentative senza funzioni difensive (Falkenburg sopra S., Weinstein sopra Marbach ecc.). Le fortezze caddero in rovina o divennero sedi balivali. Nel suo poema epico in versi Der Ring, Heinrich Wittenwiler tracciò un ritratto sarcastico della cultura contadina e nobiliare attorno al 1400. Dopo la metà del XV sec. la diffusione di mode provenienti dalla Borgogna e dall'Italia portò all'emanazione dei primi ordinamenti sul vestiario (statuto del principato abbaziale del 1468). Testimonianze della cultura cortese furono ad esempio il torneo cavalleresco organizzato nel 1270 dall'abate Berchtold von Falkenstein, i Lieder, risalenti al 1300 ca., di nove Minnesänger (tra cui alcuni provenienti dall'odierno territorio cant., come il conte Kraft von Toggenburg, Heinrich von Frauenberg ed Eberardo de Sacco) nel Codice di Manesse, e la Weltchronik di Rodolfo di Ems (1250 ca.). Riflettono invece la cultura borghese e contadina del tardo XV sec. la festa ginnica e di tiro tenuta a S. nel 1485, la cronaca fam. di Hans Vogler, Ammann di Altstätten, e i resoconti sui miracoli legati alla Madonna del Cancello nell'abbazia di S. Oltre che nei conventi di S., Pfäfers e Sankt Johann, nel tardo ME esistettero scuole lat. nelle città di S., Wil, Rapperswil, Lichtensteig e Sargans; scuole ted. (elementari) erano presenti nei villaggi maggiori (spec. tra Rorschach e il Sarganserland). Nelle Univ. dell'Europa centrale e occidentale è attestato un numero crescente di studenti e poi di professori (tra cui Vadiano) sangallesi; alla fine del XV sec. la metà degli ecclesiastici nel territorio cant. disponeva di una formazione acc.

Autrice/Autore: Alfred Zangger / vfe

3.4.2 - Chiesa e vita religiosa in epoca moderna

Gli anni 1520-30 furono un periodo di effervescenza sul piano religioso e sociale. Il popolo e i suoi capi accolsero perlopiù la Riforma. La seconda pace nazionale del 1531 portò però alla ricattolicizzazione dell'Alte Landschaft, del Gaster, di Uznach e Gams, mentre rimasero rif. la città di S. e le signorie di Werdenberg e Sax-Forstegg. Entrambe le confessioni vennero tollerate nel Toggenburgo, nel Rheintal e nel Sarganserland (dove però solo Wartau mantenne la nuova fede). Nei com. paritetici catt. e rif. utilizzavano la stessa chiesa, ciò che talvolta diede adito a conflitti (Parità confessionale).

La Riforma catt. del XVI-XVII sec. influenzò il clero secolare e i conventi. La liturgia in lat. venne affiancata da sermoni e canti in ted.; i cappuccini si dedicarono alla predicazione a partire dai neocostituiti conventi di Rapperswil (1602-03), Mels (1650) e Wil (1653). Vennero perpetuate le usanze medievali e favorite le confraternite, la recita del rosario e il culto dei santi (35 traslazioni di nuove reliquie negli anni 1640-1791). Scopo del fasto barocco di molte nuove costruzioni o ristrutturazioni di chiese era incentivare la religiosità catt. e difendersi maggiormente dall'influsso rif.

Dopo l'ondata iconoclasta, sul fronte rif. venne posto l'accento sulla parola di Dio, interpretata però non liberamente ma nel solco della dottrina predicata dalle autorità. Nel XVIII sec. i fronti irrigiditi dell'ortodossia prot. furono spezzati dal pietismo e dall'Illuminismo. Nel Toggenburgo e nel basso Rheintal il principato abbaziale impose limiti alle pratiche religiose rif.

Le autorità dei territori rif. tentarono di disciplinare severamente la condotta di vita dei loro sudditi, vietando gli abiti alla moda, il ballo, il gioco, il carnevale e le feste popolari e ostacolando i banchetti e la frequentazione delle osterie. Le regioni catt. (spec. quelle meridionali) erano più permissive; perfino il principato abbaziale tollerava il carnevale, le sagre o le giornate di balli e bevute. Comuni a entrambe le confessioni erano l'obbligo di santificare la domenica e il divieto della sessualità extraconiugale.

Dalla metà del XVII sec. l'istruzione scolastica, separata per confessione nelle regioni paritetiche, venne promossa anche nelle campagne; la sorveglianza era assicurata da parroci o pastori per conto del governo. Gli allievi imparavano soprattutto a leggere e scrivere; non esistevano classi separate, materiali didattici o insegnanti con una formazione magistrale. Spesso la frequenza scolastica era scarsa a causa del lavoro infantile nell'agricoltura e nell'industria domestica. Tentativi di riforma come la "scuola normale" varata dal principato abbaziale nel 1783, con lezioni distinte per classe e con libri di testo unitari, fallirono per le resistenze dei conservatori.

La prima tipografia di S., fondata da Leonhard Straub nel 1578, fu seguita da quella dell'abbazia nel 1640. A Rorschach nel 1597 Straub stampò il mensile Annus Christi, considerato il più antico periodico di lingua ted. Nel XVIII sec. il patrimonio librario delle soc. di lettura integrò quello presente nelle piccole biblioteche domestiche. Tra i principali scrittori figuravano, oltre a Ulrich Bräker, il monaco Athanasius Gugger, Johannes Grob, Johann Ludwig Ambühl, Gregorius Grob, Josef Franz Leonhard Bernold e Marianne Ehrmann, che lottò per l'emancipazione femminile.

Autrice/Autore: Max Baumann / vfe

4 - Dalla fondazione del cantone all'inizio del XXI secolo

4.1 - Storia politica e costituzionale

4.1.1 - Dal principato abbaziale allo Stato liberal-democratico (1798-1861)

All'inizio del 1798, su iniziativa dell'élite rurale, nell'odierno territorio cant. si costituirono otto piccole repubbliche, che però in aprile vennero accorpate nei due cant. elvetici Säntis e Linth. A causa di difficoltà finanziarie, questi ultimi furono ben presto costretti a varare misure impopolari; il 17.9.1798 inoltre il governo dell'Elvetica secolarizzò le proprietà dell'abbazia di S., ciò che ferì profondamente la pop. catt. Entro l'inverno le aspettative disattese tolsero slancio ai fautori del nuovo ordine, su cui incombevano anche i costi dell'occupazione militare e la tenace resistenza di autorevoli esponenti antirivoluzionari. Il principe abate Pankraz Vorster, rifugiatosi a Vienna, sollecitò l'imperatore a riconquistare il principato abbaziale di S. Lo scoppio della seconda guerra di coalizione fu accompagnato dall'invasione austriaca della Svizzera orientale (maggio 1799) e dal rientro di Vorster nella sua vecchia residenza; alla sconfitta austro-russa nella seconda battaglia di Zurigo seguì però il ritorno delle truppe franc. Nella Svizzera orientale, stremata dal conflitto e ridotta in miseria, si diffuse una nostalgia idealizzante dell'ancien régime.

Durante la seduta inaugurale della Consulta a Parigi alla fine del 1802, Napoleone Bonaparte impose alla Svizzera l'adozione di una Costituzione federalista. Con l'Atto di mediazione (1803) venne istituito il nuovo cant. di S.; Karl Müller-Friedberg, ex balivo del principe abate, fu nominato pres. del governo provvisorio da Napoleone. L'uguaglianza giur., una conquista della Rivoluzione, continuò a essere formalmente garantita dalla Costituzione, ma gli elevati requisiti censitari di fatto attribuirono il potere ai soli ceti possidenti. Se sulla carta l'organo supremo del cant. era il Gran Consiglio, il potere effettivo era esercitato dal Piccolo Consiglio di nove membri, tra le cui prerogative esclusive figuravano l'elaborazione di leggi e le finanze. Per consolidare la sua fragile autorità, il governo impose un accentramento delle competenze nell'ambito della polizia, dell'educazione, della sanità e della giustizia. Poiché l'Atto di mediazione garantiva il ripristino dei conventi soppressi, sul piano giur. si trovò in una posizione scomoda; fino alla sua morte (1829), il principe abate Vorster si rifiutò peraltro di rinunciare alla propria sovranità. Per questo motivo nel 1805 il Gran Consiglio a stretta maggioranza si allineò al governo e decise l'abolizione del principato abbaziale, i cui beni vennero rapidamente liquidati.

Nel 1814, dopo la sconfitta di Napoleone, il giovane cant. corse il rischio di disintegrarsi, poiché movimenti popolari dal Rheintal fino al Gaster rivendicavano l'autonomia. Malgrado le resistenze degli ex cant. sovrani (Svitto, Glarona), il governo ottenne però il riconoscimento delle frontiere cant. da parte delle potenze vincitrici. La Costituzione del 1814 si ispirò al principio della parità confessionale: il Gran Consiglio comprendeva 66 membri rif. e 84 catt.; entrambe le confessioni si autoregolamentavano in materia ecclesiastica e scolastica. L'ex baliaggio di Sargans, desideroso di aggregarsi al cant. Glarona, nel 1814 venne occupato da truppe della Dieta fed. e rimase sangallese.

Nel 1830 assemblee popolari ad Altstätten, Wattwil e Sankt Gallenkappel chiesero la fine del regime della Restaurazione. Dopo accesi contrasti tra lo schieramento conservatore-religioso, fautore della democrazia diretta, e le forze liberal-borghesi, capitanate da Gallus Jakob Baumgartner, nel marzo del 1831 gli elettori approvarono la nuova Costituzione cant., che elevò il Gran Consiglio a organo supremo. Il diritto di voto venne esteso a tutti i maschi di almeno 21 anni in possesso dei diritti civici, vale a dire al 60% degli uomini adulti. La Costituzione sancì l'uguaglianza giur., la separazione dei poteri e il controllo pubblico sull'amministrazione e sulle finanze; inoltre garantì la libertà di stampa, di ass. e di commercio e di industria. I movimenti conservatori-religiosi rurali lasciarono un'impronta duratura: all'elettorato maschile venne conferito un diritto di veto limitato, le elezioni continuarono a essere improntate al principio della parità tra catt. e rif. e le politiche scolastiche e matrimoniali rimasero distinte per confessione.

Dopo il 1831 si consolidò il bipartitismo tra conservatori e liberali radicali; inoltre si diffusero i volantini, gli opuscoli elettorali e le liste elettorali stampate. Nelle elezioni al Gran Consiglio del 1847 si imposero i liberali radicali. Malgrado la strenua opposizione di alcune regioni catt., questo voto si rivelò determinante per la formazione di un'esigua maggioranza liberale all'interno della Dieta fed., che si espresse per lo scioglimento del Sonderbund con la forza. Nel cant. S. la Costituzione fed. del 1848 venne accolta a larga maggioranza. Dopo il 1850 i conservatori guadagnarono rapidamente terreno. I contrasti in merito alla revisione della Costituzione cant. rischiarono di sfociare in una guerra civile; nel 1861 il Gran Consiglio e gli elettori approvarono però una soluzione di compromesso. La nuova carta fondamentale affidava alle comunità religiose la gestione delle rispettive questioni ecclesiastiche. I "collegi" confessionali del Gran Consiglio (Evangelisches Grossratskollegium, Katholisches Grossratskollegium) furono soppressi; l'intreccio fra competenze decisionali statali e confessionali venne abolito per tutte le comunità religiose. Dopo l'istruzione passarono allo Stato anche la tenuta dei registri anagrafici (1867) e la celebrazione di matrimoni e funerali (1874). Il Gran Consiglio non veniva più eletto in assemblee distr. aperte ma in 92 circoscrizioni elettorali com. L'assegnazione fissa dei mandati in base alla confessione e al distr., resa superata dall'evoluzione demografica, fu abolita; il nuovo sistema prevedeva un deputato ogni 1200 ab. Con l'introduzione del referendum abrogativo vennero ampliati i diritti popolari.

Autrice/Autore: Max Lemmenmeier / vfe

4.1.2 - Dal Kulturkampf alla lotta di classe (1861-1914)

Nel 1861 il partito liberale radicale conquistò i tre quinti dei seggi in Gran Consiglio. In seguito alla condanna papale del liberalismo nel Sillabo (1864) e al Concilio Vaticano I (1869-70), tale schieramento inasprì la politica del Kulturkampf: seguendo l'esempio prussiano, il Gran Consiglio stabilì la punibilità delle esternazioni politiche dal pulpito e soppresse il seminario vescovile per ragazzi di Sankt Georgen. Dal canto suo il partito conservatore, in stretto contatto con le gerarchie catt., lottò contro la comunalizzazione dei cimiteri e la riduzione dei giorni festivi, misure considerate una violazione dei diritti della Chiesa. Per difendere il cattolicesimo, i conservatori credenti si riunirono nella Soc. piana, poi seguita da ass. di madri (1873), ass. educative (1875) e soc. operaie cristiano-sociali (1899). Dopo il 1875 il partito conservatore riuscì progressivamente ad accrescere i propri rappresentanti al Consiglio nazionale e si oppose tenacemente alla creazione di scuole pubbliche statali interconfessionali, richiesta dalla Costituzione fed. del 1874.

La rapida crescita industriale portò alla ribalta la questione sociale. Per l'ala sinistra dei liberali la democrazia diretta e la politica sociale divennero quindi prioritarie rispetto al Kulturkampf. Dopo il 1881 democratici e conservatori, accomunati dall'avversione nei confronti di "aristocratici, plutocrati, baroni delle ferrovie e manchesteriani", strinsero un'alleanza. Nel 1888 il partito democratico e dei lavoratori adottò un programma elaborato dall'avvocato Josef Anton Scherrer, che rivendicava l'ampliamento dei diritti popolari e maggiore giustizia sociale e che sfociò nella revisione della Costituzione cant.

La nuova carta fondamentale, accettata nel 1890 con ca. l'80% di voti favorevoli, facilitò il referendum facoltativo e introdusse l'elezione popolare del Consiglio di Stato e l'iniziativa legislativa. L'istruzione, materia assai controversa, rimase prerogativa dello Stato, che era anche finanziatore unico delle due scuole superiori (scuola cant. di S., scuola magistrale di Rorschach). Ai com. in cui esistevano scuole confessionali venne conferito il diritto, previa decisione a maggioranza, di accorparle in un unico ist. L'art. 1 assegnava allo Stato il compito di promuovere il benessere del popolo. Ne derivò la distribuzione gratuita di materiali didattici, il sostegno finanziario alle scuole secondarie e la concessione di borse di studio; lo Stato doveva inoltre migliorare l'assistenza sanitaria, tutelare la manodopera, promuovere l'agricoltura e potenziare il settore assicurativo.

Nelle elezioni del 1891, democratici e conservatori conquistarono cinque dei sette seggi in Consiglio di Stato; il sistema elettorale fece però sì che i liberali radicali conquistassero la maggioranza assoluta nel Gran Consiglio. L'alleanza democratico-conservatrice cercò quindi di introdurre il sistema proporzionale; dopo i tentativi falliti del 1893, del 1900 e del 1906, alle prime elezioni svoltesi con il nuovo meccanismo (1912) il partito conservatore si affermò come principale forza politica con 87 mandati. I liberali indeboliti, scesi a 86 rappresentanti, per garantire una maggiore incisività alla loro azione crearono una segreteria permanente e adottarono la denominazione unitaria di partito radicale democratico (PRD). Guidati da Johannes Huber, avvocato di Rorschach, e costituitisi in partito cant. con un programma marxista nel 1905, i socialisti ottennero 11 deputati. La lotta di classe rivendicata dal movimento operaio portò a un avvicinamento nello schieramento borghese tra liberali e conservatori, che andò di pari passo con il rafforzamento del sentimento nazionale; la sfiducia dei catt. conservatori nei confronti dello Stato fed. liberale fece posto all'entusiasmo patriottico.

Autrice/Autore: Max Lemmenmeier / vfe

4.1.3 - Tra antagonismo e consenso nazionale (1914-1945)

Le ripercussioni economiche negative della prima guerra mondiale allontanarono le org. operaie dallo Stato borghese. Malgrado la retorica rivoluzionaria della lotta di classe, i socialisti sangallesi sostennero la difesa nazionale, a differenza del PS sviz. Quando lo spiegamento dimostrativo di truppe ordinato dal Consiglio fed. provocò lo sciopero generale (11.11.1918), nelle località industriali di S., Rapperswil, Buchs, Sargans e Rorschach gli operai incrociarono le braccia. Durante la guerra i partiti borghesi difesero l'ordine esistente. Il partito conservatore mantenne la sua forza grazie all'ala cristiano-sociale, fondata nel 1911, che grazie a un programma di riforme sociali scongiurò una perdita di consensi tra gli operai e gli impiegati catt. a favore della sinistra. Il PRD per contro nell'aprile del 1918 subì una pesante sconfitta, passando da 86 a 69 seggi nel Gran Consiglio.

Lo sciopero generale accentuò la polarizzazione politica. Da una parte vi erano i socialisti, divenuti più forti, il cui programma continuava a prevedere il superamento della proprietà privata, ma che di fatto perseguivano una linea riformista. Nel 1920 l'adesione alla terza Internazionale venne respinta a larga maggioranza, ciò che portò alla creazione di piccole sezioni del PC sviz. a Rorschach, Rapperswil, Rheineck e S. Sul versante opposto i partiti borghesi si spostarono a destra; per difendere l'ordine costituito, a S. esponenti radicali e conservatori dell'esercito fondarono contemporaneamente una guardia civica e una sezione della Federazione patriottica sviz. Il "pericolo rosso" suscitò un atteggiamento antisocialista; soprattutto il partito conservatore considerò se stesso come un pilastro dello Stato e lottò, a fianco della Chiesa catt., contro tutto ciò che poteva essere associato al socialismo e al bolscevismo.

Ormai indebolito, il PRD, che non voleva perdere altri elettori catt., nel 1923 e nel 1931 acconsentì a rimuovere gli ultimi residui della Chiesa di Stato. Poiché la contrapposizione alla sinistra non diede gli effetti auspicati, i conservatori cessarono di opporsi a un ingresso dei socialisti nel governo cant. Il PS, erede del partito democratico e dei lavoratori, dopo essere riuscito a conquistare un terzo seggio in Consiglio nazionale nel 1925 optò per una partecipazione all'esecutivo. Con l'elezione di Valentin Keel, redattore, a capo del Dip. di polizia, il partito seguì una linea pragmatica, però chiaramente punita alle urne nel 1935. Gli scontenti confluirono in formazioni politiche nuove (Giovani contadini, Freiwirtschaftliche Bewegung, AdI fondato da Gottlieb Duttweiler), che si prefiggevano di lottare contro il calo del tenore di vita. I piccoli partiti nel 1936 ottennero 15, e nel 1939 addirittura 24 seggi nel Gran Consiglio.

Alle prime assemblee del Fronte nazionale, guidato da giovani studenti univ. (giugno 1933), seguì la nascita di vari gruppi locali. In un primo momento questi ultimi furono salutati come alleati nella lotta al marxismo dal partito conservatore, che, fondandosi sulla dottrina sociale della Chiesa, sosteneva - fra l'altro sul quotidiano Die Ostschweiz - idee antiliberali e corporative. I fronti contrapponevano all'individualismo liberale la comunità di popolo e una democrazia autoritaria; scemato rapidamente l'entusiasmo iniziale, nel 1939 il frontismo contava tuttavia solo 200 aderenti. Una ripresa si ebbe in coincidenza con i successi militari del Terzo Reich; nel 1942 la Nationale Opposition, forte di 180 iscritti e che riscuoteva consensi tra gli impiegati e i piccoli artigiani e commercianti, riuscì a eleggere un rappresentante in Gran Consiglio.

Alcune elezioni all'Assemblea federale, dal 1919 al 2007
 191919391959196719711975198319911995199920032007
Consiglio degli Stati
PPD111111111111
PRD11111 111111
PS     1      
Consiglio nazionale
PPD666666554433
PRD544433422221
PS222222223222
Democratici2           
AdI 1111111    
Verdi       11111
Partito degli automobilisti/della libertà       11   
UDC        1345
Altri            
Totale151313131212121212121212

Fonti:HistStat; UST

Composizione del Consiglio di Stato, dal 1954 al 2008 (alcuni anni)
 195419571960196819721976198419921996200020042008
PPD333333333332
PRD333333332222
PS111111112222
UDC           1
Totale777777777777

Fonti:Cancelleria di Stato

Alcune elezioni del Gran Consiglio, dal 1909 al 2008
 190919121921193919451957197219881992199620042008
PPD718676747789928169665533
PRD838654495060525045443223
PS61123272932212230343516
Democratici121816         
PC/Pdl  1 4       
Giovani contadini   106       
Adl   651271197  
Verdi       533104
PPE      122222
Repubblicani/AN/DS      7 1   
Partito degli automobilisti/della libertà       71910  
UDC         144541
Altri 1387  22 11
Totale172202173174178193180180180180180120

Fonti:HistStat; UST; Cancelleria di Stato

Autrice/Autore: Max Lemmenmeier / vfe

4.1.4 - Stabilità e nuove correnti dopo il 1945

Nei primi decenni del secondo dopoguerra la prosperità economica garantì stabilità politica. Salvo una breve interruzione, al Consiglio degli Stati S. fu rappresentato da un radicale e un conservatore; anche la ripartizione dei seggi nel governo cant., introdotta nel 1930 (tre PRD, tre conservatori, un socialista), rimase invariata fino al 1996.

Le elezioni tenute all'inizio del 1945 rafforzarono la sinistra, consentendo l'ingresso in parlamento a quattro membri del PdL. Sotto l'influsso della Guerra fredda, già nel 1951 non vennero rieletti; la polizia politica sottopose inoltre il partito a una sorveglianza sistematica. Dal 1948, quando si registrò uno spostamento a destra degli equilibri politici, fino al 1972, il partito conservatore (poi partito conservatore cristiano-sociale) ottenne quasi la metà dei seggi al Gran Consiglio. A livello politico per oltre due decenni difese le scuole catt., di cui il PRD chiedeva invece la soppressione. L'iniziativa sulle unificazioni scolastiche (1970) entro il 1982 pose fine agli ultimi enti scolastici confessionali e alla polarizzazione della politica culturale.

Dopo aver assunto la denominazione di partito popolare democratico nel 1970, i conservatori si presentarono come una dinamica forza di centro, e contestualmente allentarono i legami con la Chiesa catt. Alle elezioni del 1972, ciò procurò al PPD la maggioranza assoluta in Gran Consiglio, dove mantenne una posizione dominante fino al 1984; in Consiglio di Stato non riuscì invece a conquistare il quarto seggio. Sempre nel 1972 il PRD perse un quinto dei suoi rappresentanti, e il PS raggiunse il minimo storico di 21 Granconsiglieri. La perdita di consensi del PS, la cui base tendenzialmente non era più composta da operai, ma da impiegati, funzionari e intellettuali, durò fino al 1988; in seguito l'impegno per la protezione dell'ambiente e per la parità tra uomo e donna favorì una nuova avanzata elettorale.

Parallelamente alla crescente sensibilità ecologica, alla sinistra dello schieramento politico si affermò il movimento ambientalista, che con i Verdi e la piccola lista M.U.T. nel 1984 conquistò un seggio, e nel 2004 - anche quale erede dell'AdI - dieci mandati. Nel 2008, con la riduzione dei parlamentari da 180 a 120, il loro numero diminuì a cinque. Sul fronte borghese si registrò un profondo mutamento degli equilibri politici: se nel 1984 PRD e PPD esprimevano insieme ca. i quattro quinti dei parlamentari, nel 2008 non raggiungevano nemmeno la metà dei mandati. L'UDC di orientamento nazionalconservatore, riattivatasi nel 1992 contestualmente alla votazione sullo SEE, passò da 14 seggi nel 1996 a 41 nel 2008, non solo grazie ai voti in precedenza andati al partito degli automobilisti, ma anche conquistando forti consensi nelle tradizionali roccaforti elettorali del PRD e del PPD. L'ascesa dell'UDC fu dovuta all'allentamento dei vincoli religiosi in ampie fasce della pop. catt. e alla diffusa opposizione suscitata dall'integrazione europea e dal processo di globalizzazione.

Autrice/Autore: Max Lemmenmeier / vfe

4.1.5 - La stampa

I primi giornali a beneficiare per breve tempo della libertà di stampa, garantita dall'art. 7 della Costituzione elvetica, furono il Wochenblatt für den Kanton Säntis e gli Schweizerische Tagblätter. Seguirono poi il settimanale di notizie e inserzioni St. Galler Wochenblatt nel 1801, il Kantonsblatt (foglio ufficiale) nel 1803 e Der Erzähler, organo ufficioso del governo, nel 1806.

La Rigenerazione (1831) segnò una cesura anche sul piano della comunicazione: la stampa si fece portavoce dell'opinione pubblica e divenne uno strumento della lotta politica. Il gran numero di fogli liberali radicali fu all'origine dei successi elettorali di tale schieramento. Al 1835 risale l'organo dell'Ass. catt. Der St. Gallische Wahrheitsfreund. Il Tagblatt der Stadt St. Gallen, fondato nel 1839 (dal 1910 Sankt Galler Tagblatt), che nel sottotitolo si definiva come "organo del progresso razionale e pacato", raggiunse la maggiore tiratura su scala cant. In seguito il numero di testate liberali radicali crebbe ulteriormente, tra l'altro con il Rorschacher Wochenblatt (1846) e l'Oberländer Anzeiger (1862), e nacquero anche nuovi fogli catt. conservatori come il Neues Tagblatt aus der östlichen Schweiz (1856), a cui nel 1874 subentrò l'organo centrale Die Ostschweiz. Attorno al 1930 esistevano ca. 30 giornali di opinione, pubblicati in 22 diverse località. Malgrado difficoltà economiche e il graduale allentamento dei tradizionali vincoli di appartenenza politico-sociale, la maggioranza dei giornali riuscì a sopravvivere fino agli anni 1970-80. L'organo socialista Volksstimme, pubblicato dal 1911 (dal 1970 Ostschweizer AZ), cessò le pubblicazioni nel 1996, seguito un anno dopo da Die Ostschweiz. Nel 2008 predominavano il Sankt Galler Tagblatt nella parte settentrionale del cant. e Die Südostschweiz in quella meridionale, affiancati da pochi piccoli giornali.

Autrice/Autore: Max Lemmenmeier / vfe

4.2 - Attività statale

4.2.1 - Suddivisione territoriale, autorità e amministrazione

Il nuovo cant. nato nel 1803 era formato dai territori dei cant. elvetici Säntis e Linth non inglobati nei cant. ripristinati di Glarona, Appenzello Esterno e Appenzello Interno. Costituito da 12 entità territoriali, era suddiviso in otto distr. (unità amministrative e giur.) e in 44 circoscrizioni elettorali. Nel 1831 il numero dei distr., che allora assumevano anche la funzione di circoscrizioni elettorali, venne portato a 15; dal 1861 al 1912 le circoscrizioni elettorali coincisero con i com. Dopo l'ampliamento del territorio urbano di S. nel 1918 i distr. furono ridotti a 14. Nel 2003 questi ultimi sono stati sostituiti da otto regioni e circoscrizioni elettorali (S., Rorschach, Rheintal, Werdenberg, Sarganserland, See-Gaster, Toggenburg, Wil).

Il potere legislativo è detenuto dal Gran Consiglio (dal 2001 denominato Kantonsrat). Nel 1803 contava 150 membri. Poiché nel 1861 venne stabilito che ci dovesse essere un deputato per ogni 1200 ab., i parlamentari aumentarono fino a 204 nel 1960. In seguito il loro numero fu limitato a 180 e poi, nel 2008, a 120. Dal 1814 al 1861 per le questioni ecclesiastiche, matrimoniali e scolastiche furono competenti i "collegi" confessionali del Gran Consiglio. Il potere esecutivo è affidato al Consiglio di Stato di sette membri (fino al 1831 Piccolo Consiglio di nove membri).

Nel 1803 le principali attività dello Stato erano l'amministrazione della giustizia, il settore militare e l'esercizio dei diritti di regalia. Il cant. fu attivo anche in ambito edilizio, educativo e sociale; l'attuazione delle disposizioni governative fu però in massima parte delegata ai com. o a enti privati. I crescenti compiti assistenziali dopo il 1890 portarono a un primo ampliamento dell'attività statale. Quest'ultima si intensificò però soprattutto dopo il 1945, con le nuove sfide poste dalla crescita economica e demografica. Il numero dei funzionari e impiegati cant. passò da 2000 nel 1945 a 15'402 (tra cui molti dipendenti a tempo parziale) nel 2007. La maggior parte del personale cant. - lo statuto di funzionario fu abolito nel 1996 - opera nel campo della sanità, seguita dall'amministrazione generale e dall'istruzione. S. figura tra i membri fondatori della Regio Bodensee, che mira a una stretta collaborazione transfrontaliera tra le regioni che si affacciano sul lago di Costanza.

Autrice/Autore: Max Lemmenmeier / vfe

4.2.2 - Educazione

Con la legge sull'istruzione del 1804 lo Stato assunse la vigilanza sulla sfera scolastica. La parte catt. nel 1835 istituì una scuola magistrale biennale, che costituiva una sezione della scuola cant. catt. di S.; i rif. frequentavano invece l'ist. magistrale cant. di Kreuzlingen nel cant. Turgovia. Il primo ist. congiunto per la formazione degli insegnanti, avviato nel 1856 come sezione della scuola cant. confessionalmente mista (Vertragskantonsschule) fondata lo stesso anno, nel 1864 venne integrato nella scuola magistrale statale di Mariaberg a Rorschach.

Malgrado alcuni sforzi, fino al 1830 l'istruzione elementare nelle campagne non registrò miglioramenti rispetto all'ancien régime: nelle scuole, separate per confessione, oltre ai precetti morali e religiosi si imparava solo a leggere, scrivere e fare di conto. In molti com. la frequenza scolastica lasciava a desiderare e le aule versavano in uno stato pietoso. Le prime riforme si ebbero nel 1833, quando i catt. liberali ottennero la maggioranza nel "collegio" catt. del Gran Consiglio e nel Consiglio dell'educazione. L'insegnamento venne secolarizzato: la trasmissione delle nozioni di base relative alla realtà cant. mirava a formare futuri cittadini permeati di spirito patriottico, mentre la geografia e le scienze naturali dovevano promuovere il pensiero scientifico. Dopo il 1841 gli sforzi in questa direzione scemarono; nuovi impulsi si ebbero solo con la fondazione nel 1856 della scuola cant. confessionalmente mista, finalizzata al consolidamento dell'unità cant., che prese il posto del ginnasio catt. (1809) e del ginnasio cittadino rif. (1598).

Nel 1862 l'insegnamento elementare venne sottoposto al neoistituito Dip. dell'educazione, senza abolire la separazione confessionale. Dal 1890 vi fu la possibilità di istituire, previa decisione a maggioranza, com. scolastici pubblici aconfessionali al posto di quelli a matrice religiosa, in conformità all'art. 27 della Costituzione fed. Fino al 1960 tale disposizione ebbe solo scarsi effetti pratici; in seguito i com. scolastici confessionali vennero rapidamente soppressi.

I sussidi statali versati regolarmente ai com. scolastici dal 1890 e la distribuzione gratuita di materiali didattici non migliorarono l'istruzione di base nella misura auspicata. Sul piano sviz., le scuole elementari sangallesi erano quelle con il maggior numero di allievi per classe; fino alla seconda guerra mondiale in molti luoghi il periodo di insegnamento si limitava a nove o sei mesi, con conseguenti forti differenze sul piano qualitativo. Dopo il 1890 il cant. sostenne anche le scuole reali e quelle di perfezionamento commerciale e artigianale. La formazione dei docenti di scuola secondaria, istituita nel 1867 come corso annuale alla scuola cant., fu poi estesa a tre semestri (1893) e a un biennio (1909) dal governo, che la pose su basi scientifiche e pedagogiche uniformi.

Nella seconda metà del XX sec. i diplomati delle scuole secondarie raddoppiarono, e quelli delle scuole superiori aumentarono di sei volte. Il potenziamento delle scuole superiori iniziò nel 1961 con la creazione della sede distaccata di Sargans. Nel 1964 venne inaugurata un'ala supplementare della scuola cant. di S.; seguirono poi le scuole cant. di Wattwil (1970) e Heerbrugg (1975) e la scuola superiore intercant. di Wil (2002). Scuole specializzate vennero aperte nel 1970 a Buchs (scuola interstatale di ingegneria) e a S. (scuola superiore per i quadri dell'economia e dell'amministrazione) e nel 1972 a Rapperswil (scuola tecnica superiore intercant., promossa dai cant. Svitto, Glarona e S. e, fino al 2008, anche dal cant. Zurigo). Dopo il 1998 questi ist. furono elevati a scuole univ. professionali. L'Acc. (poi alta scuola) di commercio fondata nel 1898, ribattezzata alta scuola di S. per le scienze economiche e sociali nel 1963, passò al cant. nel 1976. Ateneo riconosciuto a livello intern. e principale polo acc. sviz. per le scienze economiche, assunse la denominazione di Università di San Gallo nel 1995.

Autrice/Autore: Max Lemmenmeier / vfe

4.2.3 - Politica sociale e sanitaria

Come durante l'ancien régime, in un primo momento l'assistenza agli indigenti spettò ai com. patriziali. Seguendo l'esempio inglese, nel 1835 il governo impose limiti rigorosi in questo campo. I disoccupati non beneficiavano di alcun sostegno, e chi versava in gravi difficoltà economiche veniva marginalizzato perché ritenuto - conformemente alle idee liberali - personalmente responsabile della propria situazione. Il divieto di chiedere elemosina, già introdotto nel 1804, venne imposto per mezzo di pene severe. Le autorità promossero la costruzione di ist. educativi per indigenti, finalizzati a trasformare questi ultimi in membri produttivi della società borghese industriale. Verso il 1850 l'80% ca. dei com. possedeva ospizi in cui convivevano, spesso in condizioni pietose, persone anziane o cagionevoli, orfani, malati di mente e alcolizzati. In seguito all'industrializzazione e all'inurbamento, la disoccupazione venne poi riconosciuta come problema sociale e il sostegno ai senza lavoro distinto dall'assistenza ai poveri. Nel 1894 il Gran Consiglio varò una legge che permetteva ai com. di introdurre un'assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione. Parallelamente il sostegno ai poveri venne improntato a una maggiore umanità. La prassi di rinchiudere categorie diverse di bisognosi in un unico ospizio cessò; vennero fondate strutture specializzate come orfanotrofi, case per anziani e ist. di rieducazione per minori come l'ist. Thurhof fondato nel 1869 (per la parte catt.) e l'ist. per ragazzi di Oberuzwil (1894). Nel 1896 il com. patriziale di S. scorporò la casa per indigenti e di correzione dal sostegno agli anziani; una legge del 1906 proibì di accogliere bambini nell'ospizio dei poveri.

Nel 1803 il governo istituì un collegio sanitario, che sottoponeva gli aspiranti medici a un esame di ammissione; contemporaneamente la vigilanza sull'intero personale sanitario divenne prerogativa esclusiva di medici con una formazione acc. Le strutture pubbliche in questo settore crebbero gradualmente. La clinica ostetrica per donne povere, sorta nel 1838 come ist. privato, venne statalizzata nel 1847. Furono fondati inoltre un ist. di cura per malati mentali (1847) nel convento soppresso di Pfäfers, l'ospedale cant. di S. (1873), la clinica psichiatrica di Wil (1892) e il sanatorio per tubercolotici di Walenstadtberg (1909), a cui si aggiunsero i nosocomi com. e distr. costruiti fra il 1867 e il 1901 ad Altstätten, Niederuzwil, Thal, Walenstadt, Wattwil, Flawil, Uznach, Grabs e Rorschach, che beneficiarono del sostegno cant. Il settore sanitario conobbe il massimo sviluppo tra il 1950 e il 1970, quando furono investiti ca. 250 milioni di frs. nella clinica chirurgica dell'ospedale cant. (1956), nell'ospedale pediatrico della Svizzera orientale (1966) e negli ospedali regionali. Poiché tra il 1953 e il 1998 la degenza media dei pazienti all'ospedale cant. passò da 23 a nove giorni, dal 1980 si registrò un'eccedenza di posti letto. Si dovette quindi procedere a una loro riduzione; tentativi di chiudere ospedali regionali fallirono per contro per le resistenze della pop.

Autrice/Autore: Max Lemmenmeier / vfe

4.2.4 - Difesa

La Costituzione del 1803 sancì l'obbligo del servizio militare per tutti i cittadini sviz. residenti nel cant. Dato che i coscritti dovevano provvedere personalmente alle armi e alle uniformi, l'equipaggiamento risultava eterogeneo e lacunoso. Il contributo cant. al contingente fed., dapprima pari a 1315 uomini, nel 1817 venne aumentato al 2% della pop.

Dopo l'avvento del regime liberale fu lo Stato a fornire l'uniforme, mentre l'onere di procurarsi un fucile continuava a gravare sul soldato. L'equipaggiamento delle truppe rimase insoddisfacente. La scuola reclute, centralizzata nella vecchia caserma di S., favorì l'integrazione dei cittadini nel giovane cant. Dopo il 1848 il finanziamento e la dotazione materiale dell'esercito rimase di competenza cant., anche se parte dell'armamento fu fornito dalla Conf.; l'accentramento definitivo si ebbe solo con la revisione totale della Costituzione fed. nel 1874. Nel 1877 la vecchia caserma venne sostituita da un nuovo complesso nella parte occidentale della città di S.

Autrice/Autore: Max Lemmenmeier / vfe

5 - Società, economia e cultura nel XIX e XX secolo

5.1 - Popolazione e insediamento

Nel 1803 S. era il quarto cant. per numero di ab. dopo Zurigo, Berna e Vaud. Fino al 1870 registrò una crescita demografica annua (0,6%) inferiore alla media sviz. (0,8%). Elevati tassi annui di natalità (28-36o/oo) e mortalità (29-31o/oo) comportarono una modesta eccedenza delle nascite; nella fascia settentrionale, grazie allo sviluppo industriale, dopo il 1840 al tasso di crescita naturale si aggiunse un saldo migratorio attivo. L'ultima grave carestia si verificò nel 1816-17, quando morirono oltre 8000 persone. Per impedire l'aumento dei poveri (8% della pop.), il Gran Consiglio nel 1818 varò una legge matrimoniale restrittiva, che però ebbe effetti scarsi sulla nuzialità.

Sviluppo demografico dal 1850 al 2000
AnnoAbitantiPercentuale di stranieriPercentuale di cattoliciPercentuale di protestantiPercentuale di persone di età superiore ai 59 anniPeriodoCrescita complessivaaSaldo naturale relativoaSaldo migratorioa
1850169 6251,9%62,1%37,8% 1850-18605,8o/oo3,8o/oo2,0o/oo
1860180 4113,3%61,4%38,5%7,6%1860-18705,6o/oo4,7o/oo0,9o/oo
1870190 6743,5%60,8%39,0%8,2%1870-18809,8o/oo6,2o/oo3,6o/oo
1880209 7195,9%60,0%39,6%8,5%1880-188810,6o/oo7,9o/oo2,7o/oo
1888228 1747,9%59,3%40,4%9,0%1888-19007,7o/oo8,0o/oo-0,3o/oo
1900250 28511,4%60,1%39,6%9,3%1900-191019,3o/oo11,3o/oo8,0o/oo
1910302 89617,6%60,9%38,4%8,3%1910-1920-2,5o/oo7,6o/oo-10,1o/oo
1920295 54311,4%59,0%40,2%9,3%1920-1930-3,2o/oo6,7o/oo-9.9o/oo
1930286 3629,3%58,8%39,9%11,7%1930-19410,0o/oo4,2o/oo-4,2o/oo
1941286 2016,3%58,9%39,8%14,5%1941-19508,6o/oo8,9o/oo-0,3o/oo
1950309 1069,4%59,6%39,5%15,5%1950-19609,4o/oo8,8o/oo0,6o/oo
1960339 4899,7%61,9%37,2%15,9%1960-197012,5o/oo10,4o/oo2,1o/oo
1970384 47515,3%63,7%34,7%16,3%1970-19801,9o/oo4,9o/oo-3,0o/oo
1980391 99513,3%61,0%34,4%18,1%1980-19908,7o/oo4,9o/oo3,8o/oo
1990427 50116,9%58,0%32,2%18,3%1990-20006,1o/oo3,9o/oo2,2o/oo
2000452 83720,1%52,3%28,3%19,0%    

a Tasso medio di incremento annuo.

Fonti:Censimenti federali; HistStat; UST

Grazie allo sviluppo del ricamo meccanico, dopo il 1865 S. assurse a uno dei principali cant. industriali. Dal 1870 al 1910 l'incremento demografico annuo (1,5%) risultò nettamente maggiore alla media sviz. (1%). La crescita riguardò spec. i distr. settentrionali industrializzati, mentre le zone meridionali dedite all'agricoltura e al lavoro a domicilio (Gaster, Sarganserland, Toggenburgo superiore) seguirono un'evoluzione antitetica. 38 com. su 93 registrarono una stagnazione o un calo della pop. Da queste zone proveniva gran parte degli emigranti (oltre 15'000 persone dirette oltreoceano nel periodo 1844-90). L'aumento demografico fu dovuto al calo della mortalità, a una nuzialità e una natalità superiori alla media, che seguivano con leggero ritardo l'andamento congiunturale nel settore dei ricami, e a un saldo migratorio nel complesso fortemente attivo. Se su scala nazionale nel 1910 il cant. si collocava solo al settimo posto per quanto riguarda la quota degli stranieri (17,6%), nei distr. di Tablat, Rorschach e S. gli immigrati costituivano ca. un terzo della pop. Tra questi ultimi prevalevano Tedeschi (45%), Italiani (34%) e Austriaci (18%).

La crisi del settore dei ricami (1914-41) provocò un forte calo della pop., seguito da un nuovo costante aumento fino al 2000. Nel 1960 S. fu superato dal cant. Argovia in termini di ab., scivolando al quinto posto tra i cant. più popolosi. Le difficoltà economiche che ebbero inizio con la prima guerra mondiale colpirono con particolare durezza la capitale, che perse un sesto della sua pop. e per decenni ne subì le ripercussioni negative. In sintonia con la tendenza in atto sul piano nazionale, la quota degli stranieri scese dal 17,5% nel 1914 al 6,3% nel 1941.

Dopo il 1945 la pop. salì nel segno della congiuntura favorevole. Agli elevati tassi di crescita degli anni 1941-70 - inferiori però alla media sviz. - seguì un periodo di stasi, durato fino agli anni 1980-90, a cui subentrò poi una nuova fase di crescita. L'incremento demografico fu dovuto sia a un tasso di crescita naturale costantemente attivo, sia all'afflusso di manodopera straniera e di rifugiati. Malgrado un forte calo della natalità dagli anni 1960-70, grazie alla parallela diminuzione della mortalità il saldo naturale fu costantemente positivo, dal 1995 soprattutto grazie alle nascite all'interno della comunità straniera, mediamente più giovane. Nel 2000 i cittadini esteri, pari al 20% ca. della pop., per due quinti provenivano dall'ex Iugoslavia, per il 18% dall'Italia e per il 10% dalla Germania.

Fino al 1970 l'aumento demografico maggiore si registrò nei distr. di S., Wil, Rorschach e See, e quello minore nella regione del Toggenburgo. L'incremento riguardò spec. le località industriali e i centri urbani, e in particolar modo le località con aziende industriali all'avanguardia. Uno straordinario boom edilizio, con un volume di costruzioni superiore a quello di interi sec. precedenti, modificò l'aspetto del paesaggio. Dal 1950 al 1965, nella città di S. furono abbattute 400 case e realizzati 780 nuovi edifici. A causa dei trasferimenti nelle aree verdi limitrofe, nell'ultimo quarto del XX sec. il capoluogo perse il 10% dei suoi ab. Mentre il Toggenburgo continuò a risentire del declino dell'industria tessile, le zone della Linth e di Wil conobbero l'incremento maggiore grazie alla vicinanza allo spazio economico zurighese.

Autrice/Autore: Max Lemmenmeier / vfe

5.2 - Economia e trasporti

Attorno al 1800 il Toggenburgo figurava tra le aree dove l'industria a domicilio era maggiormente diffusa. La filatura e il ricamo a mano venivano praticati stagionalmente anche nell'Alte Landschaft e nella bassa valle del Reno; nell'alta valle del Reno, nel Sarganserland e nel Gaster la pop. traeva il proprio sostentamento dall'agricoltura. Dopo il 1865 la meccanizzazione del settore del ricamo fu all'origine di uno sviluppo molto intenso, che coinvolse soprattutto l'Alte Landschaft, il Toggenburgo inferiore e la bassa valle del Reno. Nel 1910 il secondario occupava il 61% della pop. attiva (di cui due terzi nell'industria tessile). La successiva crisi del settore del ricamo portò alla soppressione di ca. 30'000 posti di lavoro; solo dopo il 1945 il cant. si riprese lentamente dalla grave depressione. Fino agli anni 1970-80 la crescita fu prevalentemente industriale, e interessò spec. il comparto meccanico e tessile. Solo allora ebbe inizio la terziarizzazione, che risultò tardiva; ancora all'inizio del XXI sec. l'importanza relativa del settore dei servizi era inferiore alla media nazionale.

Distribuzione dell'impiegoa
AnnoSettore primarioSettore secondarioSettore terziariobTotale
186034 38236,9%42 44145,5%16 44217,6%93 265
1870c33 96637,5%45 89950,6%10 76111,9%90 626
1880c30 84229,7%59 06956,8%14 01713,5%103 928
188828 35926,1%59 24854,5%21 03719,4%108 644
190028 70123,0%72 51458,2%23 37418,8%124 589
191026 61617,4%93 68061,3%32 58321,3%152 879
192029 68021,1%73 87452,6%36 92626,3%140 480
193025 86819,4%67 10050,2%40 58330,4%133 551
194126 84820,3%63 03247,6%42 47732,1%132 357
195022 84516,7%70 15051,2%43 91932,1%136 914
196018 38312,2%84 33656,0%47 92231,8%150 641
197015 9179,0%94 00553,2%66 86137,8%176 783
198013 0347,1%85 12646,5%84 89046,4%183 050
199010 1564,7%82 80538,5%122 22356,8%215 184
2000d8 4163,6%69 93829,9%155 63766,5%233 991

a Fino al 1960 senza le persone occupate a tempo parziale.

b Il dato (che comprende le persone "senza indicazione") risulta dalla deduzione delle persone attive nei settori primario e secondario dal totale complessivo.

c Popolazione "presente".

d I dati del censimento federale del 2000 sono paragonabili solo in parte a quelli precedenti, visto l'alto numero di "senza indicazione" (31'037).

Fonti:Censimenti federali; HistStat

Autrice/Autore: Max Lemmenmeier / vfe

5.2.1 - Agricoltura

Due erano le zone agrarie attorno al 1800: nei distr. di Sargans, Werdenberg, Gaster e Obertoggenburg predominavano l'allevamento e l'economia alpestre, mentre nel Toggenburgo inferiore e nell'Alte Landschaft da Rorschach a Wil prevaleva la campicoltura, praticata secondo il sistema dell'avvicendamento triennale delle colture. Il riscatto degli oneri fondiari feudali venne attuato dopo il 1804; i diritti di pascolo tradizionali furono sospesi nel 1807. Nel 1870 il passaggio alla coltivazione individuale dei terreni poté dirsi concluso. Le rese agricole aumentarono grazie a una maggiore concimazione e alla successione di patate, grano estivo, trifoglio, grano e avena. Nella valle del Reno attorno al 1850 i due terzi dei campi erano coltivati a mais.

Con l'integrazione nel mercato mondiale l'importanza della cerealicoltura, già in precedenza in diminuzione, divenne pressoché nulla (2% della superficie agricola nel 1905). Il numero di bovini, raddoppiato fra il 1945 e il 1975, entro il 1980 superò i 200'000 capi. Crebbe anche la rilevanza dell'economia lattiera e dei caseifici, per cui si confermò la vocazione del cant. alla praticoltura e all'allevamento. La meccanizzazione dell'agricoltura ebbe inizio attorno al 1900, quando il 15% delle fattorie utilizzava macchine falciatrici e voltafieno trainate da cavalli. Dopo l'avvento dei trattori, entro il 1975 anche nelle zone scoscese i mezzi meccanici si sostituirono al lavoro manuale pesante.

Se attorno al 1850 l'agricoltura occupava ca. la metà della pop., entro il 1900 la quota del settore primario scese al 23%. In seguito tale percentuale rimase costante fino all'alta congiuntura del secondo dopoguerra, quando subì un tracollo. Le 17'156 aziende agricole attive nel 1939 sul territorio cant. nel 1996 si erano ridotte a un terzo. Nel 2000 a S., terzo cant. agricolo dopo Berna e Lucerna, solo il 4% della pop. viveva in un'economia domestica contadina; il contributo del settore agricolo al reddito cant. era inferiore al 2%. Nel 1975 l'azienda agricola media aveva un'estensione doppia rispetto al 1945 e vendeva il triplo di latte e quasi il quadruplo di derrate; di regola la conduzione era assunta da una persona singola o da una coppia di coniugi. Per contrastare i danni ambientali, nel 1991 venne varata una legge cant. sull'indennizzo per le prestazioni ecologiche, che prevedeva pagamenti compensativi per i contadini, e grazie alla quale entro il 1994 furono conclusi 5400 contratti in materia. Nel 1988 cinque aziende agricole pilota passarono alla produzione integrata; nel 1998 già l'82% delle unità produttive aveva ottenuto il riconoscimento per la produzione integrata o biologica.

Autrice/Autore: Max Lemmenmeier / vfe

5.2.2 - Industria, artigianato e commercio

Verso il 1800 un quinto ca. della pop. traeva il proprio sostentamento dall'industria tessile. Il polo commerciale del settore era S., dove nel 1801 venne aperta la prima filanda meccanica in Svizzera nella vecchia sede dell'abbazia. Dopo il 1816 le prime aziende si spostarono lungo fiumi e torrenti, per sfruttarne la forza idrica. Nel Gaster, nel Toggenburgo e nell'Alte Landschaft gli imprenditori diedero vita a fabbriche moderne sul modello inglese, tra cui la filanda modello dell'Uznaberg (1833-36). Anche se dal 1814 al 1853 il loro numero raddoppiò, solo il 15% dei fusi presenti nella Conf. si trovava in territorio sangallese (45% nel cant. Zurigo). Con la meccanizzazione della filatura acquistò importanza la tessitura. Dal 1835 nel Toggenburgo il settore dei tessuti colorati, che esportava soprattutto stoffe per vestiti verso l'Impero ottomano, si affermò gradualmente come una delle principali industrie di esportazione sviz. Ca. 60 imprese tra Wildhaus e Mörschwil davano lavoro a oltre 15'000 persone. Attorno al 1860 ca. un quarto della pop. attiva lavorava nelle fabbriche o nell'industria a domicilio; il grado di industrializzazione corrispondeva alla media nazionale.

Con la meccanizzazione del ricamo, tra il 1865 e il 1914 gli occupati nel settore secondario raddoppiarono. Negli anni del boom (1865-76) vennero aperte molte fabbriche e il settore assurse a principale industria di esportazione sviz. Alla lavorazione puramente manuale subentrarono dapprima le ricamatrici meccaniche, il cui numero passò da 650 nel 1865 a 10'630 nel 1890. In seguito si passò alle ricamatrici a navetta azionate da motori, basate su un'invenzione di Isaak Gröbli, direttore di stabilimenti tessili di Oberuzwil, poi scalzate a loro volta da macchine automatiche controllate da schede perforate. Nel 1910 l'80% delle ricamatrici meccaniche si trovava nelle case dei lavoratori a domicilio. Solo con l'avvento delle ricamatrici a navetta e delle macchine automatiche sorsero grandi stabilimenti produttivi come la Feldmühle AG di Rorschach, che nel 1905 contava oltre 1000 dipendenti. Diversamente dal cant. Zurigo, S. rimase ancorato a un modello di sviluppo tipico delle regioni emergenti (bassa intensità di capitale, molta manodopera non qualificata): nel 1910 solo il 5% degli occupati nel secondario lavorava nell'industria delle macchine ad alta intensità di capitale e ad alto valore aggiunto.

Il decollo industriale ebbe ripercussioni negative sull'artigianato tradizionale. I calzolai, il cui numero diminuì del 60% dal 1870 al 1910, si concentrarono ad esempio sui lavori di riparazione e sulla vendita di scarpe finite; nel ramo dell'abbigliamento e degli articoli per la casa i grandi magazzini si affermarono a scapito dei prodotti su misura e dei piccoli negozi. Nell'insieme le attività artigianali e commerciali beneficiarono comunque della crescita dell'industria tessile orientata all'esportazione, malgrado una riduzione della quota dei lavoratori autonomi in questi settori tra il 1888 e il 1910.

Mentre sul piano nazionale gli occupati nell'industria tra il 1910 e il 1941 aumentarono di un quarto, nel cant. S. nel medesimo periodo il loro numero scese di oltre un terzo. La prima guerra mondiale, la concorrenza intern. e il mutamento della moda gettarono infatti nella crisi il comparto dei ricami, le cui esportazioni si ridussero da 200 milioni di frs. nel 1913 a 12 milioni nel 1935. Ad accusare il colpo furono soprattutto il Rheintal, l'Alte Landschaft e il Toggenburgo, mentre nella fascia meridionale, meno industrializzata, non si registrò un calo dell'occupazione nel settore artigianale e commerciale. I posti di lavoro nel ricamo passarono da ca. 45'000 attorno al 1910 a 3302 nel 1940. Tra il 1923 e il 1943 la Soc. cooperativa fiduciaria del ricamo mise fuori servizio 6688 ricamatrici meccaniche, 1581 ricamatrici a navetta e 1101 macchine automatiche. La crisi dell'industria ebbe ripercussioni eterogenee sull'artigianato e il commercio: duramente colpite furono l'edilizia e la produzione di alimenti, vestiti e carri; anche il commercio al dettaglio registrò un calo degli introiti.

Il boom economico del secondo dopoguerra interessò il cant. con un leggero ritardo. Dal 1950 al 2000 il reddito nominale pro capite crebbe di nove volte, restando però sempre del 15% ca. sotto la media nazionale; nella relativa graduatoria dei cant. S. oscillò tra il sedicesimo e il diciottesimo posto. Fino al 1970 il secondario aumentò di importanza grazie all'industria tessile, alla metallurgia e all'industria delle macchine, alla lavorazione dei metalli e alla costruzione di macchine; in seguito si assistette a un declino provocato dalla crisi mondiale. Gli investimenti annui nell'edilizia, che in termini nominali aumentarono di nove volte dal 1955 al 1973, fino al 1977 scesero di 600 milioni, passando a 1,8 miliardi di frs. Dopo una nuova crescita, dal 1989 il volume annuo delle commesse è rimasto costante, attestandosi a ca. 2,8 miliardi. Malgrado il raddoppio degli investimenti, nel 2009 l'edilizia impiegava meno manodopera rispetto a 30 anni prima. Nell'industria tessile e dell'abbigliamento, sottoposta alla forte concorrenza dei Paesi a bassi salari, dal 1965 al 2008 la forza lavoro scese da 26'728 a 2750 unità. Rinomate aziende tessili scomparvero o delocalizzarono parte della produzione nell'Europa orientale e in Cina. Le imprese furono razionalizzate tramite il ricambio del parco macchine e l'accelerazione dei processi produttivi: nel 1998 la Alcan Rorschach AG realizzava un fatturato doppio rispetto al 1974 con il 40% di personale in meno.

Autrice/Autore: Max Lemmenmeier / vfe

5.2.3 - Servizi

Nel 1870 il 12% della pop. attiva lavorava nel terziario. In seguito tale quota aumentò costantemente, restando però sempre sotto la media nazionale. Nel 1980 raggiunse il 45%; solo nel 1990 fu superata la percentuale del secondario. Nel 2009 ammontava al 60%.

Il turismo, che prese avvio nelle stazioni termali e climatiche di Ragaz (1869) e Amden (1901), divenne la principale fonte di reddito nel Toggenburgo superiore e nella zona di Sargans e del lago di Walenstadt. Nel Sarganserland la costruzione di scilift ebbe inizio nel 1945; gli impianti per il trasporto turistico passarono da 28 nel 1967 a oltre 50 nel 1984. Il settore paralberghiero, le residenze secondarie private e l'emergente turismo giornaliero completarono l'offerta tradizionale. Il numero dei pernottamenti sul piano cant. aumentò fino all'inizio degli anni 1970-80, per poi calare sensibilmente. Dopo una breve ripresa negli anni 1980-90, la concorrenza intern. e i costi elevati provocarono un nuovo calo; negli anni 1990-2000 si stabilizzarono attorno a un milione. Nel 2007 il turismo offriva ca. il 4% dei posti di lavoro e contribuiva con il 3% al valore aggiunto cant.

Nel settore bancario, alle prime banche private (ad esempio ditta di spedizioni Zyli, fondata nel 1741, poi Wegelin & Co) entro il 1866 seguirono 22 casse di risparmio; nel 1890 si contava un libretto di risparmio ogni due ab. Nel 1837 venne fondata la Bank in St. Gallen, ist. di emissione privato, rilevata dal Credito sviz. nel 1907. La prima grande banca attiva a S. fu la Deutsch-Schweizerische Creditbank, aperta nel 1856 e ispirata al Credito mobiliare franc. Gli ambienti agricoli e artigiani diedero vita a una serie di banche locali, tra cui la Creditanstalt in St. Gallen (1854) a S., la Banca del Toggenburgo (1863) a Lichtensteig (che nel 1912 si fuse con la Bank in Winterthur, risalente anch'essa al 1863, dando vita all'Unione di banche sviz.) e casse di credito a Uznach (1848) e Rapperswil (1865). La Banca cant., istituita nel 1868, era il principale ist. ipotecario. Data la scarsa disponibilità di capitali nelle campagne, tra il 1901 e il 1913 notabili locali fondarono diverse banche cooperative. Nelle 1920 l'Unione sviz. delle banche Raiffeisen inaugurò la propria cassa centrale a S., dove nel 1936 trasferì anche la sua sede centrale. Ispirandosi al sistema Raiffeisen, nel 1905 il movimento operaio cristiano-sociale riunì le proprie casse nella Banca cooperativa sviz. di S.

Nel XX sec. il numero delle banche crebbe fino al 1980. In seguito il settore fu interessato da misure di razionalizzazione; entro il 2000 le casse di risparmio e prestito regionali si dimezzarono. Acquisizioni, come quella della Sparad (rinomata banca della parte catt. di S.) da parte della Banca cant. nel 1994, accelerarono il processo di concentrazione. Ciononostante tra il 1985 e il 1998 gli impiegati del ramo aumentarono del 20%. La città di S. divenne un polo bancario: l'Unione sviz. delle banche Raiffeisen, la cui somma di bilancio nel 2008 ammontava a 131,57 miliardi di frs., ampliò notevolmente la sua sede centrale, e anche ist. stranieri come la Hypo Landesbank Vorarlberg (1997) vi aprirono filiali.

Nel ramo assicurativo, gli enti cant. come l'assicurazione immobiliare nel 1858 furono affiancati dalla Helvetia Assicurazioni, una soc. privata che nel 1861 creò anche una compagnia distinta per l'ambito degli incendi e che nel 1863 fu tra i promotori della Compagnia sviz. di riassicurazione.

Dalla metà degli anni 1960-70 il commercio, soprattutto di alimentari e al dettaglio, subì un mutamento strutturale. Lungo le strade di nuova costruzione sorsero centri commerciali, fra cui il Rheinpark di Sankt Margrethen nel 1974, all'epoca il più grande della Svizzera orientale. Con le catene della grande distribuzione specializzata e i cinema multisala, all'inizio del XXI sec. proseguiva la tendenza alla creazione di poli decentrati per il consumo e lo svago facilmente raggiungibili in automobile, parallelamente alla rarefazione di analoghi servizi nei centri cittadini e nei villaggi.

Autrice/Autore: Max Lemmenmeier / vfe

5.2.4 - Trasporti

Nel 1803 l'alta vigilanza sulle strade fu assegnata al nuovo cant., mentre i lavori di costruzione e manutenzione restarono di competenza com. Dopo l'ampliamento del tracciato tra Rorschach e Wil (ponte di Kräzeren sulla Sitter, 1808-11), il governo promosse la realizzazione dell'itinerario dello Schollberg (1821-22), l'estensione dell'asse stradale della valle del Reno (1824-28) e la strada di valico fra Gams e Wildhaus (1828-30). Nel 1835 la rete cant. di strade principali comprendeva 12 tronconi, per una lunghezza totale di ca. 300 km.

La regalia postale, affidata al governo centrale durante l'Elvetica, nel 1803 ritornò al cant. Come durante l'ancien régime, era il Direttorio commerciale ad assicurare il servizio postale - ora in tutto il territorio cant. - per conto dello Stato. Attorno al 1820 vennero istituite corse regolari di diligenze celeri per il trasporto di merci e persone.

Dal 1824 sul lago di Costanza fu in servizio il vaporetto postale Wilhelm, affiancato da altri cinque battelli entro il 1839. Sul lago di Zurigo la navigazione a vapore ebbe inizio nel 1835 (con il piroscafo Minerva), su quello di Walenstadt nel 1837. Lo sviluppo dei trasporti, avvenuto con un certo ritardo, giunse al culmine con le ferrovie: il tracciato Rorschach-Wil, iniziato dopo lunghi dibattiti nel 1853, venne inaugurato nel 1856; la prima fase delle costruzioni ferroviarie si concluse nel 1870 con la linea del Toggenburgo da Wil a Ebnat. Per collegare direttamente le fabbriche di ricami del Toggenburgo con il polo commerciale di S., entro il 1910 venne costruita - sotto la guida di Isidor Grauer-Frey, imprenditore di Degersheim - la Bodensee-Toggenburg-Bahn (dal 2001 Ferrovia del Sud-Est), linea ferroviaria da Romanshorn a Wattwil collegata a Rapperswil tramite la galleria del Ricken (1910). Per quanto riguarda i trasporti di breve distanza, la prima tramvia elettrica fu quella di Altstätten-Heerbrugg-Berneck inaugurata nel 1897; lo stesso anno entrarono in funzione i primi tram nella città di S.

Nel secondo dopoguerra si impose il traffico privato: il numero delle automobili passò da 921 nel 1945 a 232'637 nel 2008, pari a 493 vetture ogni 1000 ab. (media sviz.: 517 vetture ogni 1000 ab.). Lo sviluppo dei trasporti individuali andò di pari passo con il potenziamento della rete stradale, dal quale negli anni 1950-60 ci si attendeva che aumentasse l'attrattività economica del cant. S. avviò i lavori per i primi tratti autostradali già prima dell'entrata in vigore della legge fed. sulle strade nazionali del 1960; nel 1962 erano pronti i tronconi Mels/Heiligkreuz-Sargans e Sargans-Bad Ragaz. Seguirono a tappe i tracciati Wil-Sankt Margrethen (A1) e Sankt Margrethen-Bad Ragaz (A13) nonché il tratto sangallese della A3, fra cui il raccordo di Schmerikon e il troncone Murg-Sargans.

Autrice/Autore: Max Lemmenmeier / vfe

5.3 - Società

Al vertice della società entro il 1914 si affermò un'élite borghese eterogenea sul piano economico e confessionale, pari al 5% ca. della pop. attiva. Un buon 20% era costituito dal vecchio ceto medio (i cui confini verso l'alto erano fluidi) costituito da artigiani, piccoli commercianti e contadini, un altro 10% ca. dal cosiddetto nuovo ceto medio di impiegati e funzionari. La base della piramide sociale era formata dal restante 65% di lavoratori salariati.

Sia in città sia nelle campagne, l'industrializzazione fu promossa da imprenditori di estrazione sociale perlopiù medio-alta. L'affermazione in campo industriale di persone di umili origini, come nel caso di Matthias Näf, rimase un'eccezione. Se in un primo momento sul piano sociale non vi fu una commistione tra i fabbricanti rurali e le vecchie fam. di grandi commercianti urbani, nel corso del XIX sec., grazie ai percorsi formativi comuni, alla carriera militare e ai rapporti creatisi nei consigli di amministrazione, i due gruppi si unirono, esercitando, quale parte dell'alta borghesia, un ruolo determinante a livello politico.

Medici, parroci o pastori, giuristi, docenti di scuola superiore e ingegneri entrarono a far parte dell'élite non per ricchezza ma per cultura; nel 1870 questo gruppo comprendeva ca. 2000 persone, pari al 3% ca. della pop. attiva. Particolarmente marcata fu l'ascesa sociale dei medici, che formarono una propria ass. (1862), imposero la formazione acc. nel loro ambito professionale e nel 1886 fecero vietare tutte le altre pratiche terapeutiche. Lo sviluppo dello Stato di diritto liberale offrì ottime possibilità di carriera ai giuristi, formatisi perlopiù nelle Univ. ted.: a questa categoria appartenevano 18 dei 35 parlamentari fed. sangallesi eletti fra il 1848 e il 1870.

Attorno al 1800 le attività artigianali e commerciali tradizionali garantivano il sostentamento del 20% ca. delle economie domestiche rurali, e del 50% ca. di quelle urbane. Dopo il 1851 gli artigiani, minacciati dall'industrializzazione e da un ordinamento economico liberale basato sul principio della concorrenza, si unirono in ass. regionali volte a promuovere la creazione di scuole specializzate e di banche artigiane.

Malgrado l'industrializzazione, nella prima metà del XIX sec. il cant. S. rimase una soc. agraria. Nel 1850 in media ancora il 70% delle fam. si alimentava con prodotti coltivati in proprio, in parte su terre di proprietà. La massa dei piccoli contadini, a cui apparteneva, a seconda delle regioni, tra il 40 e l'80% delle economie domestiche, lottava duramente per la sopravvivenza; con ogni cattivo raccolto e ogni perdita di guadagno le fam. correvano il rischio di dover ricorrere all'assistenza pubblica. Pur migliorando il tenore di vita degli strati popolari, la crescità economica inasprì le differenze sociali. Verso il 1910 gli operai del cant. erano oltre 100'000, ossia ca. il doppio rispetto a mezzo sec. prima. La struttura interna della classe lavoratrice era inoltre mutata: tra il 1870 ca. e il 1910, gli operai di fabbrica passarono dal 10% a un terzo ca. dei salariati; un ulteriore 20% era costituito da ricamatori e tessitori a domicilio. La quota dei lavoratori a domicilio ammontava al doppio della media sviz. Solo dopo il 1880 impiegati e funzionari formarono una categoria sociale a sé stante. Essi si distinguevano dagli operai per il posto di lavoro più sicuro, lo stipendio fisso e il diritto a un breve periodo di vacanza. Nel 1891 la maggior parte di loro aderì alla Soc. degli impiegati di commercio, subentrata ad ass. precedenti, che oltre alla formazione professionale aveva tra i suoi obiettivi dichiarati di promuovere lo status sociale e la coscienza professionale della categoria.

Dopo il 1945 si assistette a una forte crescita del ceto medio. La quota dei lavoratori autonomi si dimezzò; nel 1980 il 40% della pop. attiva era costituito da impiegati. Nel 1990 gli operai vennero accorpati per la prima volta sul piano statistico agli impiegati di livello inferiore. La crescita del benessere e il livellamento in una società impiegatizia andò di pari passo con la dissoluzione della cultura operaia. Le differenze di classe, che negli anni tra le due guerre mondiali erano percepibili nella vita quotidiana nella diversità dello stile di vita e dell'aspetto esteriore, si affievolirono nel segno dell'aumento dei consumi. Le commissioni operaie aziendali, che nei primi anni del secondo dopoguerra avevano difeso gli interessi dei salariati, si trasformarono in organi il cui primo obiettivo era l'incremento degli utili dell'impresa.

Rispetto alla tendenza nazionale, il ruolo sociale delle donne mutò più lentamente. La quota femminile sul totale della pop. attiva passò dal 30,9% nel 1950 al 42,8% nel 2000; in molti casi si trattava di occupazioni a tempo parziale. In base alle statistiche sui salari, nel 2008 nel cant. il divario retributivo tra i due sessi era maggiore rispetto alla media sviz.; le donne non qualificate percepivano gli stipendi più bassi. L'accesso femminile a incarichi amministrativi venne facilitato. Nel 1998 le donne costituivano la metà dei dipendenti pubblici; nelle posizioni di vertice gli uomini continuavano però a essere sovrarappresentati. Le prime donne elette al governo cant. sono state, nel 1996, Kathrin Hilber e Rita Roos.

Autrice/Autore: Max Lemmenmeier / vfe

5.4 - Vita culturale e religiosa

L'affermazione dei diritti civili all'inizio del XIX sec. si tradusse nello sviluppo di un ricco tessuto associativo a predominanza maschile: sostenuti da uno spirito patriottico, nel quadro del movimento nazionale i tiratori, i cantori e i ginnasti sangallesi si organizzarono in federazioni cant. risp. nel 1833, nel 1866 e nel 1867. Fino al secondo dopoguerra le ass., spesso radicate in un preciso contesto ideologico e sociale, furono i principali pilastri della vita culturale e sportiva. Nella diocesi sangallese i catt. disponevano di una miriade di ass., che nel 1940 contavano oltre 120'000 membri. Con l'allentamento dei vincoli religiosi nel mondo catt., le attività promosse da queste ultime divennero meno legate alla sfera ecclesiastica e assunsero connotati meramente ricreativi: nel 1987 la Federazione catt. di ginnastica e sport della Svizzera orientale si proponeva innanzitutto di offrire a tutti la possibilità di praticare un'attività sportiva.

Fino alla seconda guerra mondiale il sostegno statale alla cultura si limitava a sussidi per istituzioni affermate come lo Stadttheater o l'Ass. concertistica di S. e all'acquisto di opere di artisti sangallesi. Nel 1985 venne istituita una fondazione culturale cant., che ogni anno in primavera e autunno assegna premi e riconoscimenti; ulteriori premi vengono conferiti da com. e privati. Nel 1995 S. è stato l'ultimo cant. sviz. a dotarsi di una legge sulla promozione della cultura.

Alla soppressione del principato abbaziale (1805) e a lunghe dispute seguì, nel 1847, la creazione della diocesi di S. Dopo il 1850 il cattolicesimo sangallese divenne un'influente forza conservatrice, fedele alla linea antimodernista della curia romana. I tre vescovi Carl Johann Greith (1862-82), Augustin Egger (1882-1906) e Ferdinand Rüegg (1906-13) evitarono però il confronto aperto con lo Stato e respinsero le posizioni dell'ultramontanismo estremo.

Il rifiuto dei dogmi del primato pontificio e dell'infallibilità papale nel 1871 portò alla formazione di movimenti di opposizione catt.-cristiani a Rapperswil, Schänis, Weesen, Walenstadt, Ragaz, Flawil, Lichtensteig e S., che solo nel capoluogo riuscirono però a creare una comunità duratura. Dopo un ricorso al Tribunale fed., anche i catt.-cristiani ottennero nel 1899 il riconoscimento come ente di diritto pubblico e terza Chiesa cant.

Nonostante la sua forza organizzativa e la sua penetrazione in tutti gli ambiti della vita quotidiana, la subcultura catt. dagli anni 1950-60 perse gradualmente di influenza. Il Concilio Vaticano II (1962-65) rappresentò una cesura. Il vescovo Joseph Hasler (1957-76) fu aperto alle riforme; grazie al Sinodo 72, i decreti conciliari nella diocesi di S. riscossero un ampio consenso. Una delle principali conseguenze di questa tendenza al rinnovamento fu l'affermazione dell'ecumenismo; nel 1972 nella diocesi venne creata la Comunità di lavoro delle Chiese cristiane.

Al vertice della Chiesa cant. rif., istituita nel 1803, vi era il Consiglio ecclesiastico e il sinodo, in cui una volta all'anno si riunivano i pastori per discutere di questioni ecclesiastiche. Poiché la Chiesa evangelica rif. sangallese si adeguò allo spirito scientifico coevo, si formarono una serie di Chiese libere, tra cui la Soc. evangelica (di orientamento pietistico-ortodosso) nel 1864, la Chiesa metodista nel 1871 e l'Esercito della Salvezza nel 1891. Dal 1906 sviluppò un'intensa attività il movimento religioso-sociale, che si fece portavoce di istanze socialiste e pacifiste. In entrambe le due grandi Chiese cant., dal secondo dopoguerra è aumentato notevolmente il numero degli aderenti non praticanti.

In seguito alla concessione della libertà di domicilio, gli ebrei nel 1863 formarono una propria comunità nella città di S., che dal 1881 si riunì nella sinagoga. Durante il periodo interbellico e negli anni della seconda guerra mondiale, la comunità isr. risentì pesantemente degli orientamenti antisemiti. Nel 1938, quando ebbe inizio il flusso di profughi dall'Austria, venne creato il Comitato ebraico d'assistenza ai rifugiati di S. Il sostentamento e lo smistamento verso altre destinazioni estere degli emigrati gravarono esclusivamente sulle org. di soccorso ebraiche, che nel 1942 assistettero ca. 550 persone. Nel 1982 la comunità chiese lo status di ente di diritto pubblico; nel 1992 il Gran Consiglio la equiparò sul piano giur. alle altre comunità religiose riconosciute.

Con l'afflusso di lavoratori stranieri e richiedenti l'asilo nell'ultimo quarto del XX sec. crebbe anche l'importanza delle altre religioni. All'inizio del XXI sec. nel cant. S. vi erano gruppi consistenti di cristiani ortodossi e mus. Questi ultimi nel 2000 costituivano il 6% della pop. e nelle maggiori località (ad esempio a S. e Wattwil) disponevano di propri centri culturali e luoghi di preghiera. Sempre nel 2000 la quota delle persone senza confessione ammontava a poco meno del 10%.

Autrice/Autore: Max Lemmenmeier / vfe

Riferimenti bibliografici

Archivi
– ACit Rapperswil
– ACit San Gallo
– ACit Wil
– Archivio dell'abbazia di San Gallo
– Archivio della Soc. di storia del Sarganserland, Sargans
– Archivio per la storia delle donne della Svizzera orientale, San Gallo
– AVesc San Gallo
– Biblioteca dell'abbazia di San Gallo
– KBSG (Vadiana)
– Museo del Toggenburgo, Lichtensteig
– Museo Prestegg, Altstätten
– Museo storico, San Gallo
– Textilbibliothek, San Gallo
– StASG
– Poiché fino al 1798 alcune zone dell'odierno cant. appartenevano a diversi baliaggi dei cant. conf., le relative fonti si trovano in diversi archivi cant.: l'archivio di Werdenberg si trova ad esempio nel LAG, quello della signoria di Sax-Forstegg presso lo StAZH.
Fonti
Amtsblatt des Kantons St. Gallen, 1803-
UB der Abtei Sanct Gallen, 1863-1955
FDS SG, 1903-
– F. Perret (a cura di), UB SG, relativo alla parte meridionale del cantone, 1, 1961
Chartularium Sangallense, 1983-
Bibliografia
– La storiografia sangallese ha prodotto molti testi sulla storia del cant., come per compensare la mancanza di un passato comune e colmare lacune identitarie. Già poco dopo l'istituzione del cant. (1803) il benedettino Ildefons von Arx pubblicò le Geschichten des Kantons St. Gallen (tre volumi, 1810-30), prima retrospettiva critica sui vari territori accorpati nel nuovo cant., con un'attenzione particolare per quelli dell'ex principato abbaziale. Otto Henne-Am Rhyn scrisse la sua Geschichte des Kantons St. Gallen von seiner Entstehung bis zur Gegenwart (1863) da una prospettiva liberale. Tra i politici del XIX sec. che si cimentarono con la storia cant. spicca Gallus Jakob Baumgartner, la cui Geschichte des schweizerischen Freistaates und Kantons St. Gallen (tre volumi, 1868-90) analizza i sovvertimenti del periodo 1800-50. Per il centenario di S. venne data alle stampe la Politische Geschichte des Kantons St. Gallen 1803-1903 (1903) del radicale Johannes Dierauer - autore anche di una biografia (1884) di Karl Müller-Friedberg, primo pres. del governo cant. -, che ripercorre la storia del cant. dal 1803 al 1830. In concomitanza con i 150 anni del cant. nel 1953 uscì il primo volume della St. Galler Geschichte di Georg Thürer (il secondo volume seguì nel 1972), opera imperniata sugli eventi politici e la storia delle idee. Per il bicentenario del cant. (2003) è stata infine pubblicata la Sankt-Galler Geschichte 2003 in nove volumi, che affronta anche temi di storia sociale ed economica e la storia delle mentalità e della vita quotidiana, e i cui saggi riassuntivi sulle varie epoche offrono inoltre una panoramica sullo stato della ricerca, la bibliografia e i filoni di indagine ancora inesplorati.

Autrice/Autore: Wolfgang Göldi / vfe