• <b>Glarona (cantone)</b><br>Carta oro-idrografica con le principali località  © 2017 DSS e cartografia Kohli, Berna.
  • <b>Glarona (cantone)</b><br>Fonti: indicazioni di Hans Laupper e Karin Marti-Weissenbach; H.J. Leu, <I>Allgemeines helvetisches, eydgenössisches oder Schweitzerisches Lexicon</I>, 8, 1754, 574-587; H.R. Stauffacher, <I>Herrschaft und Landsgemeinde</I>, 1989, 53-90  © 2005 DSS e Marc Siegenthaler, Berna. Il sistema politico di Glarona prevedeva una rotazione confessionale; lo schema presenta la situazione nel caso in cui il Landamano era riformato. Nel XVIII secolo le Landsgemeinde annuali avevano poche competenze e un'influenza ridotta anche per la scelta dei magistrati supremi, che venivano eletti a sorte. Il Landamano e i membri del governo si riunivano regolarmente per gestire gli affari correnti del cantone. Erano denominati <I>Schrankenherren</I>, dato che durante le sedute del Gran Consiglio erano separati dagli altri Consiglieri da una balaustra (<I>Schranke</I>). L'alfiere (rispettivamente il vicealfiere), il capitano generale, il vessillifero cantonale e l'intendente dell'arsenale venivano eletti a vita. Il Landamano continuava a far parte del governo anche dopo la scadenza del suo mandato, mentre il tesoriere e il tesoriere cantonale dovevano lasciare le cariche. Membro del Consiglio riformato, il comandante della milizia cantonale (<I>Landmajor</I>) fece parte del governo dal 1749. I Consigli erano convocati dal Landamano in caso di necessità. Indipendentemente dalla sua dimensione, ogni <I>Tagwen</I> costituiva una circoscrizione elettorale che eleggeva quattro Granconsiglieri. I <I>Tagwen</I> a confessione mista suddividevano i propri rappresentanti in base alla fede: per esempio Glarona nominava tre Consiglieri riformati e uno cattolico, mentre Netstal uno riformato e tre cattolici. Quando occorreva convocare un doppio o un triplo Consiglio, ogni Consigliere cooptava autonomamente uno o due cittadini; nel XVIII secolo questi vennero però talvolta eletti dai <I>Tagwen</I>. Facevano inoltre parte del Gran Consiglio gli ex balivi di Baden. Per trattare rapidamente questioni di minore importanza veniva convocato il Consiglio delle quattro parrocchie, un organo ristretto che comprendeva solo i Consiglieri di Glarona, Mollis, Näfels e Schwanden. La divisione confessionale nella giustizia fu regolamentata nel quinto accordo interconfessionale del 1683; nel contempo furono istituiti tribunali misti per dirimere le questioni tra cattolici e riformati. Nello schema non compare il tribunale penale, composto dai 60 membri del Gran Consiglio.
  • <b>Glarona (cantone)</b><br>Fonti: indicazioni di Hans Rudolf Stauffacher; H.R. Stauffacher, <I>Herrschaft und Landsgemeinde</I>, 1989, 90-100  © 2005 DSS e Marc Siegenthaler, Berna. Nel XVIII secolo il governo riformato di Glarona (<I>Schranken</I>) comprendeva da otto a 13 membri, ed era dominato da nove famiglie dirigenti. Le famiglie Heer, Marti, Zwicky e Blumer fecero parte del governo quasi senza interruzione, mentre le famiglie Schindler, Streiff, Tschudi, Zweifel e Paravicini a volte non furono rappresentate per molti anni. I legami di parentela erano però tanto stretti da compensare un temporaneo allontanamento dal potere. Le famiglie dirigenti cattoliche erano invece quelle dei Bachmann, Tschudi, Hauser, Bernold, Freuler e Müller.
  • <b>Glarona (cantone)</b><br>Manifesto pubblicitario per Braunwald, centro di cura e per la pratica del turismo invernale, realizzato da  Herbert Leupin,  1942 (Biblioteca nazionale svizzera).

Glarona (cantone)

Alleato dei cant. conf. nel 1352, tornato temporaneamente sotto il dominio asburgico, G. entrò definitivamente a far parte della vecchia Conf. quale cant. nel 1388 ca. Integrato nel cant. Linth durante l'Elvetica (1798-1803), dal 1803 fu nuovamente un cant. autonomo della Conf.; ted. Glarus; franc. Glaris; rom. Glaruna. La lingua ufficiale è il ted.; capoluogo del cant. (in ted. denominato anche Land Glarus) è il com. omonimo.

Situato nella Svizzera orientale, il cant. comprende essenzialmente il bacino idrografico della Linth; il suo carattere è prevalentemente alpino. Verso nord si affaccia sulla pianura della Linth, percorsa dall'asse di transito Zurigo-Grigioni, mentre a sud il cant. è collegato con i Grigioni attraverso due ripidi passi alpini, percorribili solo a piedi; a ovest le strade del passo del Klausen e del passo del Pragel portano risp. nei cant. di Uri e Svitto. Il territorio cant. è suddiviso tra l'Unterland (pianura della Linth, Kerenzerberg e parte inferiore della valle della Linth fino a Näfels), il Mittelland (valle della Linth da Netstal fino a Ennenda) e l'Hinterland (Mitlödi, parte superiore della valle della Linth, detta anche Grosstal, e valle della Sernf).

<b>Glarona (cantone)</b><br>Carta oro-idrografica con le principali località  © 2017 DSS e cartografia Kohli, Berna.<BR/><BR/>
Carta oro-idrografica con le principali località

Superficie (1992/97)685,2 km² 
Foresta/Superficie boscata206,9 km²30,2%
Superficie agricola utile209,0 km²30,5%
Superficie con insediamenti17,8 km²2,6%
Superficie improduttiva251,5 km²36,7%

Struttura demografica ed economica
Anno 18501880a1900195019702000
Abitanti 30 21334 24232 34937 66338 15538 183
Percentuale rispetto alla popolazione totale svizzera1,3%1,2%1,0%0,8%0,6%0,5%
Lingua       
tedesco  33 99531 79735 26432 21632 765
italiano  1243611 9454 6681 689
francese  2754211123123
romancio  5811815112955
altre  919921 0193 551
Religione, confessione       
protestanti 26 28127 09724 40324 62421 18616 786
cattolicib 3 9327 0657 91812 94616 72714 246
cattolico-cristiani    28611
altri  5128652367 140
di cui della comunità ebraica 73657
di cui delle comunità islamiche     712 480
di cui senza confessionec     662 479
Nazionalità       
svizzeri 29 96533 17530 80134 72631 32130 251
stranieri 2481 0381 5482 9376 8347 932
Anno  19051939196519952001
Occupati nel cantonesettore primario 4 9975 0791 6311 748d1 568d
 settore secondario 12 1739 72513 3209 0687 965
 settore terziario 2 8643 2694 6199 0729 527
Anno  19651975198519952001
Percentuale rispetto al reddito nazionale svizzero 0,8%0,6%0,6%0,7%0,6%

a Abitanti e nazionalità: popolazione residente; lingua e religione: popolazione "presente".

b Compresi i cattolico-cristiani nel 1880 e nel 1900; dal 1950 cattolico-romani.

c Non appartenenti ad alcuna confessione o altra comunità religiosa.

d Censimenti delle aziende agricole 1996 e 2000.

Fonti:Censimenti federali; HistStat; UST

1 - Il territorio cantonale dalla Preistoria all'alto Medioevo

1.1 - Preistoria e Protostoria

In seguito a un primo arretramento dei ghiacciai, nel periodo tardoglaciale (ca. 14'000 anni fa) si formò un grande lago, che si estendeva da Zurigo e dal lago di Costanza fino a G. Dopo un'ultima avanzata dei ghiacciai fino a Netstal, la frana di Guppen-Schwanden diede origine a un lago nei pressi di Schwanden, colmato solo in epoca postglaciale. La frana di Planggen-Klöntal sbarrò il lago del Klöntal. Successive colate di detriti del Löntsch, suo emissario, giunsero fino a G. e crearono laghi colmati ancora entro la fine del periodo tardoglaciale.

Attorno al 9500 a.C. (fase finale del periodo tardoglaciale) il materiale accumulato dalla Linth si depositò fino a Ziegelbrücke, separando così il lago di Zurigo dal lago di Walenstadt (livello del lago a 403-404 m). In seguito il fondovalle venne costantemente rinterrato; la Linth per un certo periodo sfociò anche nel lago di Walenstadt. Dal 3000 a.C. al XVIII sec. non vi furono mutamenti di rilievo per quanto riguarda il livello del lago (ca. 420 m) e il fondovalle, che risultò sfruttabile tranne che nei pressi dei rami del fiume e degli avvallamenti paludosi. Alla fine del terzo millennio a.C., una colata di detriti nei pressi di Weesen influenzò il corso della Maag (in passato emissario del lago di Walenstadt, oggi canale della Linth).

In mancanza di un servizio archeologico cant., la Preistoria e la Protostoria di G. è ricostruibile quasi solamente attraverso pochi reperti singoli. Occorre distinguere tra i ritrovamenti nella pianura della Linth, che costituiscono testimonianze dell'antichissima via di comunicazione tra la valle della Seez, il lago di Walenstadt e il lago di Zurigo, e quelli nelle vallate glaronesi, segni del passaggio e dell'insediamento umano sul territorio cant.

Nell'area del lago di Walenstadt, le più antiche tracce antropiche risalgono al quarto millenio a.C. Altri reperti non databili con certezza fanno presumere che la presenza umana, anche in zone a maggiore altitudine, sia iniziata già nell'età della Pietra. Un maggior numero di ritrovamenti è riscontrabile solo per il periodo del Bronzo medio, dal 1500 a.C. in poi. Questo fenomeno generalizzato è riconducibile allo sfruttamento del suolo nelle zone ubicate favorevolmente (finora non attestato sul territorio cant.), all'uso più intenso dei valichi (particolarmente evidente nell'area del passo del Klausen) e ad altre attività non meglio definibili (vedi l'ascia ritrovata in località Schönmad sopra Schwanden). Finora mancano indizi in grado di provare lo sfruttamento dei giacimenti di rame già a quell'epoca. Per l'età del Ferro, i ritrovamenti si concentrano prevalentemente attorno alla Maag, nelle vicinanze di Wesen, dove probabilmente esisteva un passaggio attraverso il fiume presso cui venivano consacrati oggetti (soprattutto armi). I numerosi reperti risalenti all'età del Bronzo trovati ai piedi del Biberlikopf rendono probabile la presenza in loco di un simile passaggio.

Quando l'area alpina entrò a far parte dell'Impero romano, il lago di Walenstadt costituì un importante punto di transito verso la Rezia. Tre torri o piccole fortezze all'estremità occidentale del lago (Voremwald, Stralegg e Biberlikopf) furono erette in vista della campagna delle Alpi del 15 a.C. Un tempio galloromano a pianta quadrata a Hüttenböschen (Mollis, oggi com. Glarona Nord), che in passato segnava il limite occidentale del lago, costituisce probabilmente un indizio dell'importanza dei traffici nella zona. Sul fronte opposto, a Weesen, si trovava verosimilmente un insediamento civile con un porto. Non risulta tuttora accertata l'esistenza di una strada romana sul Kerenzerberg. Numerose monete trovate a Schwanden e nei pressi di Näfels e Mollis (almeno un tesoro rinvenuto), risalenti prevalentemente al III-IV sec. d.C., costituiscono i pressoché unici reperti risalenti all'epoca romana rinvenuti sul territorio cant.

Autrice/Autore: Martin Peter Schindler / mku

1.2 - Alto Medioevo

In assenza di fonti archeologiche e scritte, il periodo altomedievale risulta poco conosciuto. A giudicare dai toponimi preromani e romani (Bilten, Urnen, Filzbach, Mollis, Näfels, G.), nell'Unterland viveva una pop. di lingua romanza, che probabilmente sfruttava anche i territori circostanti. A partire dall'VIII sec., in queste aree e nei dintorni dei passi del Pragel e del Klausen cominciò a radicarsi la lingua alemanna. Essa in seguito si diffuse anche nell'Hinterland, dove il bilinguismo - così come nell'area del Kerenzerberg - si perpetuò fino ai sec. centrali del ME. Insediamenti alemanni, possibili non prima del VII sec., non risultano accertati in mancanza di reperti. Dal VI sec. G. fece parte dell'Impero franco. Il nome G. (Clarona) compare per la prima volta nelle fonti all'inizio del IX sec.

Non si sa quasi nulla del processo di cristianizzazione. Secondo leggende tardomedievali i SS. Felice e Regula furono attivi a G. Anche la presenza del missionario Fridolino (vissuto attorno al 500 o nel VII sec.?) non è accertabile. A partire dal VI/VII sec. a G. vi fu una chiesa. Il primo edificio (aula con un coro rettangolare) rispecchiò la tradizione architettonica occidentale, mentre il rifacimento del VII sec. (aula con abside retta) fu ispirato alle costruzioni diffuse nella Rezia. La costruzione della cappella di S. Michele sulla collina della fortezza (Bürgli o Burghügel) a G. risale al IX-X sec. (menz. per la prima volta nel 1288).

Autrice/Autore: Martin Peter Schindler / mku

2 - Autorità, politica e istituzioni dal basso Medioevo alla fine del XVIII secolo

2.1 - Istituzioni signorili ed ecclesiastiche durante il basso Medioevo

L'idea che il territorio glaronese appartenesse a S. Fridolino cominciò a prendere corpo nel periodo della nascita dei com. e della Conf. (XIII-XIV sec.). Dopo la battaglia di Näfels (1388), la bandiera di Fridolino e il canto di battaglia di Näfels (dopo il 1433) simbolizzarono soprattutto gli stretti legami esistenti tra il cant. e il convento di Säckingen (alto Reno), fondato secondo la leggenda da Fridolino. Tali legami sono forse riconducibili alla presenza del santo sul territorio cant. nel VI-VII sec., ma più probabilmente sono dovuti al trasferimento di beni fondiari e diritti a Säckingen da parte di Beata e della sua stirpe a metà dell'VIII sec.

Nell'XI sec., i primi detentori della sovranità su G. menz. nelle fonti furono Ulrich (prima del 1045 o 1077/1101) e Arnold (1045/1127), conti von Lenzburg. Essi esercitavano l'alta giustizia e fornivano protezione militare (Hochvogtei) a G. quali avogadri di Säckingen o - nella loro funzione di conti nello Zürichgau - in veste di balivi imperiali. Dopo l'estinzione dei von Lenzburg (1173), la signoria su G. - all'epoca indubbiamente baliaggio imperiale - passò a Ottone, conte palatino di Borgogna e quartogenito dell'imperatore Federico Barbarossa. Il 30.8.1196, egli appose il suo sigillo su un accordo tra Glaronesi e Urani riguardante la linea di confine sul passo del Klausen. In seguito alla morte di Ottone (1200), il baliaggio cadde sotto il dominio dei von Kyburg; nel 1264 Hartmann il Vecchio lo deteneva come feudo imperiale. Successivamente all'estinzione dei von Kyburg, avvenuta lo stesso anno, esso passò a Rodolfo d'Asburgo, rimanendo un feudo imperiale asburgico, almeno teoricamente, fino al 1415.

Durante il XIII sec., il convento femminile di Säckingen esercitò un'influenza determinante sul territorio glaronese. Il 17.6.1240, a G. un tribunale arbitrale compose una vertenza tra Säckingen e Rudolf von Windegg, maior del convento a G. Al tribunale competente per la bassa giustizia, che si riuniva sotto la quercia a G. e che era presieduto dal maior, sottostavano probabilmente tutti i Glaronesi. Come risulta dall'urbario di Säckingen, solo una parte dei terreni coltivabili e degli ab. (quali servi ecclesiastici) apparteneva però al convento; la maggior parte dei terreni a monte e a valle era gestiti da contadini liberi.

Il centro della signoria fondiaria di Säckingen era costituito dalla corte (Kelnhof) di G., dove si amministrava la bassa giustizia sotto la direzione del maior, affiancato da 12 giurati (menz. 1240, 1341, 1372). G. viene menz. quale luogo di mercato per la prima volta nel 1240, prima delle località delle valli della Svizzera centrale. Diverse fam. di nobili e ministeriali esercitarono la sovranità per conto di Säckingen: i Meier von Windegg, i cavalieri di Näfels, i von Glarus e i von Schwanden (1240) nonché i signori di Netstal e Haslen (1289). Esse risiedevano in torri (rovine sono situate in località Spielhof a Rüti, in località Thon sopra Schwanden e presso la Sandgasse a Elm) o fortezze poste su alture (a Näfels, Benzigen presso Schwanden, Sola presso Sool, Vorburg presso Oberurnen, Oberwindegg presso Niederurnen e forse anche a G.). Una serie di documenti risalenti al XIII-XIV sec. attesta anche l'esistenza, oltre ai servi ecclesiastici di Säckingen e alla nobiltà ministeriale, di uomini liberi proprietari di beni.

Dopo l'estinzione dei Meier von Windegg, il 5.4.1288 la badessa di Säckingen diede in feudo le fortezze, l'amministrazione della giustizia e la carica di maior di G. ai figli di Rodolfo d'Asburgo. Ricoprendo contemporaneamente le cariche di balivo e maior, gli Asburgo riunirono in sé la giurisdizione e la sovranità come in nessun'altra parte del futuro territorio conf., ciò che fruttò loro considerevoli introiti fiscali. Tali entrate furono registrate nell'urbario degli Asburgo (1303-07), che suddivideva il baliaggio di G. (che allora comprendeva anche il Gaster) in 22 distr., i cosiddetti Tagwen (in seguito il loro numero scese a 15, come risulta dagli statuti del 1387). Al sempre più pervasivo dominio asburgico si contrappose la precoce costituzione di strutture com. già sotto Säckingen. I Glaronesi risultano organizzati per la prima volta in corporazione nel 1196; un loro sigillo è attestato dal 1282 (tra quelli conservati, il più antico risale al 1289). La presenza di giurati è menz. dal 1240, mentre il Consiglio dei Trenta è attestato dal 1289 (seconda menz. nel 1372).

La chiesa di G. risalente al VI-VII sec., dedicata ai SS. Ilario e Fridolino, assunse la funzione di chiesa parrocchiale per tutto il territorio glaronese fino ai dissodamenti effettuati nei sec. centrali del ME. Solo gli insediamenti alle porte della valle della Linth (Urnen, Bilten) e sul Kerenzerberg dipendevano dal capitolo e dalla parrocchia di Schänis e non facevano quindi parte della diocesi di Costanza come G., ma di quella di Coira. Dalla parrocchia di G. si separarono per prime le zone più lontane: la valle della Sernf (Matt tra il 1261 e il 1282), Mollis (1281/88) e Linthal (prima del 1319). In seguito allo sviluppo demografico e alla crescita economica del XIV-XV sec. (economia alpestre, commercio di bestiame), anche Betschwanden (inizio XIV sec.) e Schwanden (1349/51) si resero autonome dalla parrocchia di G. La fondazione di chiese filiali a Netstal (1420) e a Näfels (1523) inizialmente non comportò il distacco dalla parrocchia di G. risp. di Mollis. Nella prima metà del XV sec. il Kerenzerberg (Obstalden) si separò da Schänis, mentre le chiese di Ussbühl bei Bilten (1345) e Niederurnen (1504) vi rimasero legate. L'ultima separazione prima della Riforma fu compiuta da Elm, che si distaccò dalla parrocchia di Matt nel 1493 (definitivamente nel 1594). Il patronato ecclesiastico sulla parrocchia di G., e di conseguenza anche sulle altre chiese glaronesi, appartenne alla badessa di Säckingen, anche dopo il riscatto dalla signoria territoriale di Säckingen da parte di G. (1395). Ufficialmente esso decadde solo nel 1512, quando papa Giulio II conferì il diritto di presentazione al cant. G. Sulla cappella commemorativa della battaglia di Näfels, eretta nel 1389 a Sendlen nei pressi di Näfels e dedicata al patrono cant. Fridolino, il cant. stabilì al contrario un patronato autonomo, dotato di ampi diritti.

Autrice/Autore: Ernst Tremp / mku

2.2 - Formazione territoriale e movimento comunale

2.2.1 - Glarona tra Zurigo e gli Asburgo

Trovandosi nel 1350 in guerra con il duca Alberto II d'Austria, l'anno seguente la città di Zurigo concluse alleanze limitate nel tempo con Lucerna e i Paesi forestali. Nel quadro di questo conflitto, i Paesi forestali e Zurigo nel novembre di quell'anno conquistarono il territorio glaronese, allora sotto dominio asburgico. Dopo il fallimento di un contrattacco da parte dell'esercito asburgico, i Conf. distrussero la fortezza di Näfels. Il 4.6.1352, Zurigo e i Paesi forestali (senza Lucerna) conclusero un patto con l'Ammann e la comunità di G., anche se non su basi paritarie. Senza il consenso degli altri firmatari, G. non poteva stipulare alleanze, ma era costretta a prestare unilateralmente assistenza, divenendo così di fatto un protettorato dei quattro cant. Tale patto (böser Bund) non risulta paragonabile a nessun altro accordo concluso negli anni 1350-60. Già nel settembre del 1352 G. passò nuovamente all'Austria (pace di Brandeburgo). In seguito al patto concluso tra Zurigo e l'Austria (1356), Consiglieri zurighesi assunsero in parte l'amministrazione del baliaggio di G. Nel 1355 il böser Bund fu considerato decaduto. Dopo il 1360, l'interesse degli Asburgo per la regione diminuì. Essi attribuirono privilegi a Weesen, a cui nel 1370 concessero l'esenzione fiscale.

Autrice/Autore: Rolf Kamm / mku

2.2.2 - La battaglia di Näfels

Nel corso delle spedizioni che seguirono la battaglia di Sempach del 1386 (guerra di Sempach), i Glaronesi espugnarono la fortezza di Oberwindegg presso Niederurnen e, insieme ai Conf., conquistarono Weesen, poi nuovamente occupata dagli Austriaci nel febbraio del 1388 (congiura notturna di Weesen). Il 9 aprile, un esercito asburgico dedito al saccheggio venne sconfitto dai Glaronesi durante la battaglia di Näfels. In seguito alle trattative di pace tra i Conf. e gli Asburgo, membri del Consiglio di Zurigo su posizioni filoasburgiche si impegnarono per il riscatto di G. da Säckingen. Inoltre vi furono discussioni per rendere più favorevole a G. il patto con i Conf. L'esito di questi negoziati risulta incerto. Nella convenzione di Sempach del 1393, G. viene a ogni modo menz. per la prima volta come partner dotato di pari diritti. La pace ventennale conclusa con gli Asburgo nel 1394 rese verosimilmente possibile il riscatto dei diritti di Säckingen nel territorio glaronese, poi approvato dal convento e dagli Asburgo nel 1395.

Autrice/Autore: Rolf Kamm / mku

2.2.3 - Glarona nel XV secolo

Per quanto riguarda il XV sec., è difficile individuare una politica territoriale coerente da parte di G., che rimase coinvolta in diversi conflitti. Nel 1400 stipulò un patto con la Lega Grigia, seguito da alleanze con Zurigo (1408) e con i conti von Toggenburg (1419); nel 1419 concluse un trattato di comborghesia con i signori von Rhäzuns e von Werdenberg. In seguito alle guerre di Appenzello (1401-29), combattute al fianco di Svitto, i Glaronesi entrarono in possesso di Filzbach, Bilten, Niederurnen e Oberurnen. Fino all'alleanza con Zurigo, G. restò sotto l'influenza di Svitto, mentre in seguito oscillò o mediò spesso tra Svitto e Zurigo (in occasione dell'affare di Zugo del 1404, della Lega sopra il Lago del 1405 e delle guerre di Appenzello, soprattutto attorno al 1411). Nel 1412 Zurigo sostenne Bilten nel processo di affrancamento dai censi fondiari dovuti al convento di Schänis. Nel 1415 re Sigismondo conferì l'immediatezza imperiale a G. Durante la Vecchia guerra di Zurigo (1436-50), G. si oppose insieme a Svitto all'espansione verso est di Zurigo, ciò che però non le impedì di rinnovare, dopo la fine della guerra (1454), il patto con Zurigo, con cui evidentemente voleva mantenere dei legami. Malgrado l'impegno profuso, gli interessi glaronesi non vennero presi in considerazione durante la rinegoziazione dei patti del XIV sec. avvenuta attorno al 1450, nonostante che a partire dal 1415 G. fosse di fatto equiparata agli altri cant. Dopo l'annessione dell'intero Kerenzerberg (1460), nel 1469 G. stabilì, ancora insieme a Svitto, una nuova alleanza con l'abate di San Gallo. Probabilmente solo nel 1473 i termini dell'alleanza con i Conf. divennero più favorevoli per G., ciò che migliorò la sua posizione nella spartizione del bottino dopo le guerre di Borgogna (1474-77) e nelle trattative per la convenzione di Stans (1481). G. ebbe una certa corresponsabilità nello scoppio della guerra di Svevia (1499), perché unitamente a Svitto offrì protezione ai Consigli tirolesi messi al bando dall'imperatore Massimiliano. Tale conflitto valse al cant. l'amministrazione dei baliaggi della regione di Sargans e infine anche il possesso di Werdenberg (1519).

Autrice/Autore: Rolf Kamm / mku

2.2.4 - Movimento comunale e ordinamento politico

Promuovendo la fondazione di chiese attorno al 1300, gli Asburgo e il convento di Säckingen favorirono la costituzione di strutture com. La necessità di riscuotere tributi in loro favore portò alla nascita di com. autonomi, il cui centro era costituito dalla chiesa. Lo sviluppo del movimento com. a G. fu inoltre facilitato dalla temporanea assenza di un potere signorile; l'esercizio della sovranità passò così sempre più nelle mani dei com. Già nel XIII sec. i membri della comunità di G. erano soggetti giuridicamente attivi. Strutture signorili quali i Tagwen, la carica di Ammann o i tribunali (che probabilmente furono all'origine della Landsgemeinde) costituirono però la base, insieme alle parrocchie, per la formazione di istituzioni comunitarie. Anche influssi esterni esercitarono un ruolo in tal senso: il numero dei giudici e dei Consiglieri, pari a 15, 30 o 60, era infatti paragonabile a quello dei cant. rurali della Svizzera centrale; risultano inoltre anche probabili influenze provenienti dai Grigioni.

Il movimento com. traeva le proprie origini soprattutto dallo sfruttamento collettivo dei beni comuni e degli alpeggi, assunto dai Tagwen, menz. nell'urbario degli Asburgo come unità amministrative per la riscossione dei tributi signorili, e dalle Genossame, di cui facevano parte tutti coloro che contribuivano a svolgere lavori collettivi come i dissodamenti. Per quanto riguarda gli alpeggi, i membri delle comunità per il loro sfruttamento erano costretti a disciplinarne l'uso e a imporre ammende in caso di mancato rispetto delle regole. Anche i rapporti di associazione, dipendenza e parentela, la cui esistenza è comunque difficilmente documentabile, ebbero un ruolo importante. Legami di tale genere costituivano il fondamento della società. All'interno di questi gruppi e corporazioni ebbero un ruolo dominante gli esponenti di un nuovo ceto dirigente, arrivati al potere dopo la scomparsa della nobiltà autoctona attorno al 1300. Spesso in stretto contatto con Zurigo, fino alla fine del XIV sec. consolidarono la propria posizione sociale al servizio del potere signorile.

Le entità com. cercarono di concentrare nelle proprie mani potere e influenza a qualsiasi livello, come è illustrato dall'emanazione di statuti (probabilmente nel 1387), ma anche dagli sforzi per trasferire i diritti ecclesiastici dalla diocesi e dai detentori dei diritti di patronato ai parrocchiani. Tale processo fu lento. Prima del 1500 l'organizzazione statale risultò ancora allo stato embrionale. Con la concessione dell'immediatezza imperiale nel 1415, perlomeno l'alta giustizia passò nelle mani di G. Il numero dei Consiglieri si assestò però a 60 solo attorno al 1460, e il termine di "Landsgemeinde" è attestato per la prima volta nel Codice (Landbuch) del 1475-81. L'organizzazione com. esistente attorno al 1500, basata su un Consiglio, un Piccolo Consiglio che fungeva anche da tribunale e su un Ammann, rimase in vigore anche dopo la Riforma, che rafforzò l'autonomia com. e portò alla costituzione di Landsgemeinde separate su base confessionale.

Autrice/Autore: Rolf Kamm / mku

2.3 - Formazione dello Stato, governo e amministrazione durante l'ancien régime

2.3.1 - Riforma e Controriforma

Sotto l'influenza di Zwingli, pastore a G. dal 1506 al 1516, e grazie agli stretti legami con Zurigo, la Riforma si diffuse progressivamente nel cant. Nel 1525 la Landsgemeinde abolì il pellegrinaggio annuale a Einsiedeln, mentre il 15.7.1526, su richiesta dei cinque cant. catt., votò la prima di una serie di "promesse", con la quale venne deciso il mantenimento della vecchia fede a condizione che cessassero gli abusi all'interno della Chiesa. Ciononostante nel 1528 nelle chiese di Schwanden, Betschwanden e della valle della Sernf si verificarono episodi di iconoclastia. Il 2.5.1529 la Landsgemeinde conferì una base legale alla Riforma. Durante la prima guerra di Kappel G. assunse un ruolo di mediazione. Nel corso del blocco economico imposto nel 1531 da Zurigo, dai baliaggi comuni, dal Toggenburgo, dal Gaster e da Weesen nei confronti dei cinque cant. catt., G. rimase neutrale così come durante la seconda guerra di Kappel, una scelta dettata dalla divisione confessionale della pop. glaronese e dagli stretti legami con Svitto. Nel dicembre del 1531, la Landsgemeinde reintrodusse gli altari e il culto tradizionale a Linthal, Schwanden, G. e Näfels; G. e Schwanden poterono comunque mantenere i propri predicatori rif. Il primo accordo interconfessionale glaronese (21.11.1532), che pose fine ai conflitti religiosi nel cant. per due decenni e mezzo, attribuì uno statuto particolare alla minoranza catt. e coinvolse i cinque cant. catt. nel processo decisionale. Contrasti di natura religiosa sarebbero stati risolti non attraverso decisioni prese a maggioranza dalla Landsgemeinde, ma tramite trattati tra gli appartenenti alle due confessioni.

Dato il numero crescente di rif. e la disaffezione per le funzioni religiose catt., a Schwanden nel 1542 si cessò di celebrare la messa. Ciò portò a ripetute proteste dei cinque cant. catt., che sostennero anche temporaneamente il tentativo dei catt. glaronesi, guidati da Aegidius Tschudi, di revocare la Riforma in tutto il cant. (1559-64). Tale contrasto, passato alla storia come affare di Glarona o "guerra di Tschudi", rischiò di scatenare una guerra fratricida all'interno della Conf. Il secondo accordo interconfessionale del 3.7.1564, a cui Svitto non diede la propria approvazione, per molti anni garantì una forma di convivenza accettabile tra catt. e rif.; l'uso della chiesa di G. venne attribuito a entrambe le comunità (simultaneum). Sostenuti da Svitto, i catt. glaronesi restituirono le libertà revocate nel 1531 e una parziale autonomia amministrativa ai sudditi del Gaster, vista la loro fedeltà al cattolicesimo. Mentre i sette cant. catt. nel 1586 si riunirono nella Lega d'Oro, G. nel 1590 concluse un'alleanza confessionale separata con Zurigo e la Lega delle Dieci Giurisdizioni, mantenendo però per il resto una posizione neutrale. Ciò non impedì ai Glaronesi di rinnovare più volte le capitolazioni militari con la Francia e di concluderne ulteriori. Nel 1715 solo la parte catt. di Glarona mantenne le capitolazioni con la Francia; dal 1777 vi parteciparono nuovamente entrambe le confessioni.

Autrice/Autore: Karin Marti-Weissenbach / mku

2.3.2 - Le divisioni confessionali

In seguito al terzo accordo interconfessionale (1623), la facoltà di autorizzare il servizio mercenario in favore di potenze straniere passò nelle mani delle singole confessioni. Da allora, otto giorni prima della Landsgemeinde comune si tenevano assemblee distinte (i rif. a Schwanden, i catt. a Näfels). In tale occasione avveniva anche la nomina delle cariche pubbliche; gli eletti venivano in seguito presentati alla Landsgemeinde comune e andavano poi a formare un governo unitario, nonostante la divisione confessionale. La carica di Landamano veniva ricoperta per due anni da un catt., e per tre anni da un rif. L'alternanza confessionale valeva anche per l'alfiere, eletto a vita; la neocostituita carica di vicealfiere era sempre appannaggio della controparte. Le funzioni di tesoriere, responsabile delle costruzioni e usciere venivano esercitate per sei anni da persone di fede rif., e in seguito per tre anni da catt. Due cancellieri appartenevano alla nuova, e uno alla vecchia fede; la stessa ripartizione valeva anche per i messi cant. Il governo dei baliaggi comuni toccava due volte a un balivo rif., e la terza volta a un catt. In occasione di Diete fed. e missioni diplomatiche, entrambe le confessioni inviavano propri rappresentanti. Il numero dei Consiglieri catt. passò da 12 a 15; in tal modo il Consiglio, che riuniva i delegati dei Tagwen, risultava composto da 63 membri (in precedenza 60) senza contare i titolari delle più alte cariche cant., i cosiddetti Schrankenherren. Nel tribunale dei Cinque sedevano due catt., quello dei Nove ne contava tre. Il tribunale dei Dodici, costituito nel 1532 per punire gli oltraggi alla religione e composto da sei rappresentanti di ciascuna confessione, venne mantenuto. Nel 1625 nacquero inoltre Consigli su base confessionale e in seguito anche i risp. tribunali. Nel quarto accordo interconfessionale (21.5.1638) si stabilì infine anche la ripartizione dei baliaggi glaronesi: Uznach e il Gaster dovevano essere governati esclusivamente da balivi catt., mentre Werdenberg solo da quelli rif. I diritti di sovranità sui tre baliaggi vennero esercitati dall'intero cant., cui spettavano anche gli introiti.

In base all'organizzazione militare istituita nel 1603, i Tagwen più grandi dovevano fornire 44 uomini, quelli medi 34 e quelli piccoli 22, mentre Werdenberg, Uznach e il Gaster 100 uomini ciascuno. Nel 1644 si attribuì importanza spec. a una maggiore dotazione di armi da fuoco individuali. La prima leva era ora costituita da 100 fucilieri, 135 lancieri, 25 alabardieri e 240 moschettieri. All'inizio del XVIII sec. il fucile era diventato la pressoché unica arma; i Tagwen dovevano fornire polvere da sparo, micce e piombo in maniera proporzionale alla loro grandezza. Durante la prima guerra di Villmergen (1656) G. rimase neutrale; esponenti di entrambe le confessioni presidiarono congiuntamente il confine settentrionale del cant. In precedenza un conflitto più che quindicennale relativo allo svolgimento della festa annuale in onore dei caduti glaronesi nella battaglia di Näfels del 1388 aveva però opposto le due comunità. Nel 1655 i rif. decisero che non avrebbero più partecipato alla festività, mentre nell'autunno dello stesso anno i catt. aderirono alla Lega d'Oro. La costruzione di un convento di cappuccini nei pressi di Näfels negli anni 1670-80 inasprì ulteriormente i contrasti confessionali, così come la denuncia del Defensionale di Baden da parte dei Glaronesi catt. nel 1676. Venne quindi presa in considerazione l'idea di dividere il cant. e fu persino realizzata un'apposita mappa nel 1681; tale ipotesi comunque non si realizzò dato che i rif. non si sarebbero in nessun caso accontentati dei territori situati a sud di G. e a est della Linth fino al lago di Walenstadt.

Autrice/Autore: Karin Marti-Weissenbach / mku

2.3.3 - Dal quinto accordo interconfessionale (1683) al termine dell'ancien régime

Concluso durante la Dieta fed. del 1683, il quinto accordo interconfessionale, che completava quello del 1623, costituì il fondamento costituzionale del cant. fino al 1836 (a parte la breve parentesi dell'Elvetica). Tramite Consigli e tribunali separati, da allora ciascuna confessione esercitò pienamente l'autorità politica e giudiziaria sui propri appartenenti; controversie legali tra esponenti di confessioni diverse venivano invece giudicate da tribunali misti. In caso di guerra, le truppe sottostavano a comandanti della stessa confessione, mentre i costi venivano assunti dall'intero cant. Questioni interne e di politica estera, quando non erano di competenza dei Consigli composti su base confessionale, venivano trattate in seno al Consiglio comune, ciò che permise al cant. di preservare comunque la propria unità. Anche il nunzio apostolico, che nel 1687 riuscì a ottenere da papa Innocenzo XI 8000 fiorini in favore dei catt. glaronesi, ormai ridotti a ca. 200 fam., contribuì a dirimere i conflitti confessionali. Il sesto accordo interconfessionale del 1757 si limitò a regolamentare le poche questioni rimaste in sospeso.

La vittoria dei rif. nella seconda guerra di Villmergen e la pace conclusa ad Aarau nel 1712, con cui venne stabilità la Parità confessionale all'interno dei cant. conf. e dei baliaggi comuni, favorì anche i rif. glaronesi. Con la ridefinizione dei rapporti tra gli ab. del Toggenburgo e il principe abate di San Gallo intervenuta in seguito alla pace di Baden (1718), G. e Svitto persero però il protettorato sul Toggenburgo, che passò a Zurigo e Berna. Un conflitto scoppiato nel 1719 con il baliaggio di Werdenberg turbò in maniera duratura i rapporti, fino ad allora buoni, tra G. e i propri sudditi. La causa scatenante fu la sospensione di concessioni che il Consiglio di G. aveva effettuato nel XVII sec. senza il consenso della Landsgemeinde. Gli ab. di Werdenberg furono costretti a consegnare i relativi documenti; dopo averne invano preteso la restituzione, nel 1719 rifiutarono di prestare giuramento di fedeltà. G. represse poi con le armi una rivolta scoppiata nel 1721 (affare di Werdenberg).

<b>Glarona (cantone)</b><br>Fonti: indicazioni di Hans Laupper e Karin Marti-Weissenbach; H.J. Leu, <I>Allgemeines helvetisches, eydgenössisches oder Schweitzerisches Lexicon</I>, 8, 1754, 574-587; H.R. Stauffacher, <I>Herrschaft und Landsgemeinde</I>, 1989, 53-90  © 2005 DSS e Marc Siegenthaler, Berna.<BR/>Il sistema politico di Glarona prevedeva una rotazione confessionale; lo schema presenta la situazione nel caso in cui il Landamano era riformato. Nel XVIII secolo le Landsgemeinde annuali avevano poche competenze e un'influenza ridotta anche per la scelta dei magistrati supremi, che venivano eletti a sorte.<BR/>Il Landamano e i membri del governo si riunivano regolarmente per gestire gli affari correnti del cantone. Erano denominati <I>Schrankenherren</I>, dato che durante le sedute del Gran Consiglio erano separati dagli altri Consiglieri da una balaustra (<I>Schranke</I>). L'alfiere (rispettivamente il vicealfiere), il capitano generale, il vessillifero cantonale e l'intendente dell'arsenale venivano eletti a vita. Il Landamano continuava a far parte del governo anche dopo la scadenza del suo mandato, mentre il tesoriere e il tesoriere cantonale dovevano lasciare le cariche. Membro del Consiglio riformato, il comandante della milizia cantonale (<I>Landmajor</I>) fece parte del governo dal 1749.<BR/>I Consigli erano convocati dal Landamano in caso di necessità. Indipendentemente dalla sua dimensione, ogni <I>Tagwen</I> costituiva una circoscrizione elettorale che eleggeva quattro Granconsiglieri. I <I>Tagwen</I> a confessione mista suddividevano i propri rappresentanti in base alla fede: per esempio Glarona nominava tre Consiglieri riformati e uno cattolico, mentre Netstal uno riformato e tre cattolici. Quando occorreva convocare un doppio o un triplo Consiglio, ogni Consigliere cooptava autonomamente uno o due cittadini; nel XVIII secolo questi vennero però talvolta eletti dai <I>Tagwen</I>. Facevano inoltre parte del Gran Consiglio gli ex balivi di Baden. Per trattare rapidamente questioni di minore importanza veniva convocato il Consiglio delle quattro parrocchie, un organo ristretto che comprendeva solo i Consiglieri di Glarona, Mollis, Näfels e Schwanden.<BR/>La divisione confessionale nella giustizia fu regolamentata nel quinto accordo interconfessionale del 1683; nel contempo furono istituiti tribunali misti per dirimere le questioni tra cattolici e riformati. Nello schema non compare il tribunale penale, composto dai 60 membri del Gran Consiglio.<BR/>
Il sistema politico di Glarona nel XVIII secolo
<b>Glarona (cantone)</b><br>Fonti: indicazioni di Hans Rudolf Stauffacher; H.R. Stauffacher, <I>Herrschaft und Landsgemeinde</I>, 1989, 90-100  © 2005 DSS e Marc Siegenthaler, Berna.<BR/>Nel XVIII secolo il governo riformato di Glarona (<I>Schranken</I>) comprendeva da otto a 13 membri, ed era dominato da nove famiglie dirigenti. Le famiglie Heer, Marti, Zwicky e Blumer fecero parte del governo quasi senza interruzione, mentre le famiglie Schindler, Streiff, Tschudi, Zweifel e Paravicini a volte non furono rappresentate per molti anni. I legami di parentela erano però tanto stretti da compensare un temporaneo allontanamento dal potere. Le famiglie dirigenti cattoliche erano invece quelle dei Bachmann, Tschudi, Hauser, Bernold, Freuler e Müller.<BR/>
Famiglie dirigenti della parte riformata del canton Glarona nel XVIII secolo

Dal 1640, risp. dal 1649, entrambe le confessioni fecero ricorso al sorteggio per designare importanti cariche pubbliche, in modo da porre un freno alla venalità degli uffici; la rosa dei candidati venne ristretta a sei-otto persone. Visti gli alti costi per accedere a una carica pubblica, entravano comunque in considerazione solo esponenti di fam. benestanti. Imposte venivano riscosse solo in casi eccezionali. Soprattutto nel XVIII sec. la Landsgemeinde ebbe un potere limitato, dato che non disponeva dei mezzi per imporre le sue decisioni. Anche l'influenza del Consiglio composto dai rappresentanti dei Tagwen risultò limitata. Spesso imparentati tra loro, gli Schrankenherren, presenti in tutti gli organi importanti (commissioni, tribunali), reggevano le sorti del cant. Anche l'elezione pseudodemocratica affidata alla sorte, che la parte rif. introdusse nel 1791 per la designazione di numerose cariche, non mutò questo stato di cose: malgrado tutti gli aventi diritto di voto partecipassero all'estrazione a sorte, gli eletti nella maggior parte dei casi rivendevano comunque la carica al miglior offerente.

Autrice/Autore: Karin Marti-Weissenbach / mku

3 - Società, economia e cultura dal basso Medioevo al XVIII secolo

3.1 - Popolazione e insediamento

Per il periodo precedente al primo censimento effettuato dall'Elvetica (1798) non esistono statistiche demografiche su scala cant. Fonti indirette permettono comunque di ricostruire a grandi linee l'evoluzione della pop. La crescita demografica a partire dal XIII sec. è attestata dalla creazione di nuove parrocchie (quattro tra il 1260 e il 1370, cinque dalla fine del XIV sec. alla metà del XV sec.), dalla colonizzazione di nuove aree (nel XII sec. nacquero anche gli insediamenti alpestri di Bergeten sopra Braunwald e di Ampächli sopra Elm), dall'arrivo di Walser nella valle della Sernf e dalla nascita di nuove comunità di ab., che si organizzarono in Tagwen. Per il XVII-XVIII sec., oltre che sui ruoli militari si può inoltre fare affidamento sui censimenti della pop. eseguiti in occasione della distribuzione di pensioni, dell'accesso alle cariche pubbliche (Auflagegeld) e della concessione della cittadinanza (Standgeld).

La pop. passò da 4300 ab. alla fine del XIV sec. a 10'498 nel 1700, per poi toccare 22'300 persone nel 1798. L'incremento registrato a partire dalla metà del XVII sec. - il più forte dell'intero arco alpino in termini relativi - fu dovuto esclusivamente al saldo naturale, mentre durante il XVI sec. era stata l'immigrazione a colmare il calo demografico.

L'aumento della pop. non avvenne in maniera lineare, ma nell'arco di tre grandi fasi di crescita. Dal XIII fino all'inizio del XVI sec. si verificò un incremento rilevante, che però non è ricostruibile in maniera dettagliata. Fino al 1650 seguì un periodo caratterizzato da forti oscillazioni, dovute a ripetute epidemie di peste e al reclutamento massiccio di soldati per il servizio mercenario. In questa fase la pop. raggiunse una quota massima di ca. 7000 ab. Dalla metà del XVII fino alla fine del XVIII sec. le crisi demografiche si attenuarono, ciò che permise una forte crescita a lungo termine della pop. Nell'ultimo terzo del XVII sec. fu la riduzione della mortalità infantile a contribuire all'aumento demografico, mentre per gli anni tra il 1760 e il 1798 l'incremento superiore al 50% è riconducibile allo sviluppo economico. Dal 1773 al 1789 il tasso di crescita annuo fu addirittura dell'1,5%.

Le diverse aree del cant. conobbero un'evoluzione demografica eterogenea. Nell'Unterland la crescita fu meno pronunciata, perché nel XVIII sec. la malaria fece molte vittime nelle aree paludose della pianura della Linth. Nella prima metà del XVIII sec., l'aspettativa di vita media in queste zone era di 24 anni contro i 42 anni di Elm, che era il com. più alto del cant. (oggi com. Glarona Sud). Anche l'appartenenza confessionale influì sull'evoluzione demografica. Nelle aree catt., la quota dei non sposati e l'età media al matrimonio era più elevata per entrambi i sessi, ma pure il tasso di fertilità risultava superiore; a causa della maggiore mortalità di neonati e bambini, il numero di coloro che raggiungevano l'età adulta era però inferiore rispetto ai territori rif. Si riscontrano delle differenze anche nei comportamenti migratori: dopo la Riforma, i catt. crebbero a ritmo molto più lento dei rif., dato che i primi si arruolavano più frequentemente nel servizio mercenario, soffrendo quindi di un più alto tasso di mortalità. Le possibilità di impiego che si offrirono alla pop. rif. nel commercio e nel settore protoindustriale facilitarono la vita stanziale e contribuirono alla sua più rapida crescita.

Autrice/Autore: Anne-Lise Head-König / mku

3.2 - Economia

Prima dell'avvento della lavorazione protoindustriale del cotone nel XVIII sec., l'economia glaronese era basata sullo sfruttamento delle risorse del sottosuolo (miniere di rame e d'argento, giacimenti di ardesia), sull'agricoltura, sulla selvicoltura e sull'emigrazione della manodopera in eccesso.

Analogamente agli altri cant. alpini, fino al primo terzo del XVII sec. l'agricoltura e il servizio mercenario costituirono le principali fonti di sostentamento per l'insieme del cant. La campicoltura, ancora attestata nel XIV sec. nella parte superiore della valle della Linth e nella valle della Sernf, lasciò gradualmente il posto all'allevamento, un processo che si accelerò nel XVI sec. Il ruolo importante degli alpeggi era dovuto alla loro ampia estensione rispetto ai prati falciabili. La sovrabbondanza di superfici per l'estivazione permetteva in primavera di importare quantità addizionali di bestiame, poi rivenduto in autunno. Dal XVI alla metà del XVIII sec., l'interesse per questo genere di affari spinse le fam. di notabili ad acquistare sistematicamente diritti di pascolo dai piccoli contadini. Dal XVI sec. le autorità controllarono regolarmente il caricamento dei pascoli e il dissodamento dei terreni, in maniera da evitare uno sfruttamento eccessivo del suolo. Nel XVIII sec., l'accresciuta domanda di prodotti lattieri mutò la composizione delle mandrie di bestiame; l'estivazione di vacche da latte soppiantò sempre più quella di bestiame da macello destinato all'esportazione.

La carenza di sbocchi lavorativi e la conversione del settore agricolo all'allevamento e all'economia lattiera, che necessitavano di minore manodopera, indussero molti Glaronesi a prestare servizio mercenario. Tale attività è attestata dal XIV sec., e assunse un ruolo importante fino al XVII sec. Tra il 1616 e il 1641 i dignitari del cant. arruolarono quasi 30 compagnie. In seguito fu l'appartenenza confessionale a determinare le scelte professionali: l'élite catt. puntò esclusivamente sul servizio mercenario, ciò che a lungo termine portò a un impoverimento della pop. rimasta legata alla vecchia fede, mentre sin dalla Riforma i seguaci della nuova fede si impegnarono nell'artigianato e nel commercio, ripiegando sul servizio mercenario solo come ultima possibilità nei periodi di crisi economica e di disoccupazione.

Al più tardi dal XV sec., un'ampia gamma di attività contribuì a consolidare l'economia e il commercio cant. Nel 1240 a G. è menz. un mercato, di importanza probabilmente ridotta. Quando il borgo divenne capoluogo cant. nel 1419, venne stabilito il divieto di tenere un mercato a Näfels. Questa decisione conferma la crescente importanza degli scambi commerciali, ormai diffusi su tutto il territorio cant., e non solo nelle pianure. Dal XVII sec. i Glaronesi stabilirono contatti con le economie in espansione dell'Europa settentrionale e orientale. Essi fornivano bestiame ai mercati it. e si dedicarono alla fluitazione di legname destinato ai Paesi Bassi. Trasformando diverse materie prime, realizzarono prodotti ad alto valore aggiunto: lo Schabziger, ottenuto da latte di mucca ed erbe (Trigonella caerulea), probabilmente il più vecchio prodotto di esportazione del cant.; panni denominati Mätzen, prodotti dal XV sec. con fibre tradizionali (lana e lino), i cui scarti di lavorazione servivano alla produzione di bambagia; tavoli con lastre levigate di ardesia, esportati fino ai più remoti angoli d'Europa; un'acquavite ricavato da radici vegetali, e in particolare dalla genziana; e infine il cosiddetto tè sviz., la cui ricetta venne inventata nel XVIII sec.

Fattori strutturali, quali il basso livello delle imposte, l'assenza di un ordinamento corporativo e quindi di regole restrittive per la produzione artigianale, lo sviluppo della protoindustria e del commercio e la rinuncia delle autorità alla regalia del sale fino alla seconda metà del XVIII sec., contribuirono alla crescita economica del cant. Il commercio all'ingrosso vero e proprio ebbe inizio nella seconda metà del XVII sec.; da allora la politica economica delle autorità fu finalizzata a garantire ai Glaronesi il monopolio sulla commercializzazione dei prodotti locali. Ciò portò alla nascita di un ceto di commercianti attivi sui mercati locali e intern., che riuscirono a vincere la concorrenza degli intermediari stranieri (soprattutto "it."). Per porre un freno alla speculazione, sul piano interno le autorità emanarono comunque numerose leggi relative ai pesi e alle monete, ai prezzi dei beni di consumo, ai salari e alla qualità dei prodotti alimentari; parte della produzione dell'economia alpestre era inoltre destinata obbligatoriamente al mercato locale.

L'apertura al commercio estero favorì lo sviluppo di ulteriori attività e di un'infrastruttura di cui beneficiavano anche gli scambi interni al cant. A tale riguardo vanno menz. l'arginamento della Linth a partire dal XV sec., lo sviluppo della navigazione sulla Linth, la costruzione di battelli, la creazione a Ziegelbrücke di un posto di dogana per i commercianti nel XVII sec. nonché l'istituzione di un servizio postale cant. (dal 1766 separato su base confessionale). Fino al 1830, la rete stradale risultò di qualità mediocre. Migliorie alle vie di comunicazione, orientate verso i mercati settentrionali, vennero effettuate solo lentamente, dato che erano di competenza dei proprietari terrieri confinanti; solo i costi per la costruzione e la manutenzione dei ponti dal 1471 vennero assunti collettivamente dai Tagwen. Verso sud esistevano solo delle mulattiere (passo del Kisten da Linthal, passo del Panix e passo del Segnas da Elm).

Il cotone ebbe un ruolo predominante nella produzione protoindustriale del XVIII sec. Dato che la filatura del cotone, diffusasi dal 1714-20 a partire da Zurigo sotto forma di industria a domicilio, necessitava solo di ridotti investimenti iniziali, i Glaronesi riuscirono presto a soppiantare gli imprenditori zurighesi. La prima stamperia tessile (Indiane) venne fondata nel 1740 a G. da Johann Heinrich Streiff. Nella seconda metà del XVIII sec. il settore cotoniero conobbe una crescita notevole, che andò di pari passo con una maggiore specializzazione nella tessitura e nella stampa di tessuti.Tra il 1798 e il 1820 il settore tessile subì la congiuntura economica negativa a livello intern., ciò che causò un elevato tasso di disoccupazione.

Autrice/Autore: Anne-Lise Head-König / mku

3.3 - Società

Fino alla fine del XIV sec., i rappresentanti del convento di Säckingen (maior, cellario, camparo) costituirono il nucleo del ceto dirigente locale. La precoce affermazione della signoria fondiaria impedì la nascita di dinastie comitali. Le poche fam. di ministeriali conosciute - ad esempio i von Windegg, i von Glarus, i von Schwanden, i signori di Näfels e Haslen - si estinsero o emigrarono in direzione di Zurigo prima della fine del XIV sec. A partire dal 1288 gli Ammänner e i balivi, nominati dagli Asburgo, risultarono quasi esclusivamente forestieri e non risiedettero nel cant.; solo due di essi (della fam. degli Elmer) furono Glaronesi. In base a una stima recente, quasi i tre quarti della pop. erano costituiti da uomini liberi, dato che la giurisdizione del convento di Säckingen si estendeva solo su una parte del cant. Le differenze sociali furono notevoli, sia dal punto di vista delle funzioni esercitate (vedi il ruolo dei 12 giurati del tribunale signorile), sia dal punto di vista economico, come è attestato da documenti relativi ad acquisti e donazioni di beni e diritti di alpe o a riscatti di censi.

Nel XV-XVI sec. l'élite locale riuscì a consolidare il proprio potere politico ed economico. Dal 1387 al 1513 l'esercizio di alte cariche pubbliche fu limitato nel tempo (elezioni annuali); alcuni Landamani vennero comunque rieletti per più anni consecutivi. Nel 1513 la Landsgemeinde decise di estendere la durata dei mandati a due anni, escludendo però nel contempo la rielezione. Dato che questa legge veniva continuamente infranta, nel 1562 la Landsgemeinde la abrogò. Nel XVIII sec. i titolari delle cariche cant. - gli Schrankenherren - risultavano eletti a vita. Nell'area rif. essi provenivano di regola da nove fam., tutte imparentate tra loro, la cui ricchezza derivava dal possesso di beni fondiari in pianura (dal XVII sec. anche di diritti di alpe), dal commercio (tra l'altro soc. commerciale Jenny, Aebli & Cie con sede principale a Vienna) e dal servizio mercenario, mentre solo in misura minore dalla protoindustria, che per il ramo tessile nel XIX sec. fu promossa da imprenditori di altri ceti sociali. L'élite catt., che si concentrò esclusivamente sul servizio mercenario, fu invece colpita da un forte impoverimento.

Nei com. (Tagwen), la quota dei dimoranti privi di diritti politici e con diritti d'uso limitati era ridotta (appena il 5% della pop. nel XVIII sec.). Nel XVII sec. la concessione della cittadinanza sul piano cant. (Landrecht) e com. (Tagwenrecht) divenne rara. Furono soprattutto gli uomini celibi a essere esclusi dallo sfruttamento dei beni comuni, ciò che portò a frequenti conflitti tra le congreghe giovanili e gli ab. che godevano di pieni diritti.

A partire dal XVII sec., lo smembramento della proprietà contadina dovuto alle spartizioni ereditarie ebbe ripercussioni negative per gli strati sociali inferiori. Nel XVIII sec. ciò portò alla proletarizzazione di una parte cospicua della pop., un processo ulteriormente favorito dalla crescita demografica e dalla spartizione egualitaria dei beni tra gli eredi (in seguito alla revisione del 1551, il diritto successorio privilegiava comunque gli eredi maschi rispetto alle femmine nella misura del 10%). Alla fine del XVIII sec., il 34% delle economie domestiche che dichiaravano di possedere beni fondiari disponeva solo di un'abitazione o di parte di un'abitazione e di un minuscolo giardino, mentre solo il 7% possedeva un'azienda in grado di mantenere tre o più capi di bestiame grosso durante il periodo invernale. Proprio a causa di questa struttura sociale, per le fam. dedite ad attività protoindustriali i cui introiti erano soggetti a forti variazioni congiunturali le norme dei Tagwen (accesso ai beni comuni, ammissione delle capre sui pascoli comuni) e la politica delle autorità cant. (servizio mercenario, attribuzione di pensioni) ebbero una forte importanza e furono spesso anche oggetto di controversie.

Autrice/Autore: Anne-Lise Head-König / mku

3.4 - Vita ecclesiastica e religiosa, cultura e istruzione

3.4.1 - Tardo Medioevo e Umanesimo

Nel tardo ME, la vita religiosa fu caratterizzata da varie forme di devozione. Chiese e cappelle erano riccamente dotate di indulgenze e reliquie. Alla fine del ME, sembra che la sola chiesa matrice di G. possedesse 68 reliquie, tra cui la reliquia della croce di Brandis, sottratta nel 1499 dal castello dei signori von Brandis a Maienfeld, per la quale nel 1510 venne eretta la cappella di S. Croce. Molte reliquie venivano conservate nello scrigno degli oggetti sacri, la "scatola dorata" (distrutta durante l'incendio del 1861), che i Glaronesi portavano con sé durante processioni e pellegrinaggi (festa annuale in onore dei caduti glaronesi nella battaglia di Näfels, pellegrinaggio a Einsiedeln). Rilevanza sociale ebbero le feste tenute in occasione della consacrazione di chiese e il carnevale, a cui partecipavano anche delegazioni e visitatori forestieri.

Nel XIV sec. i parroci (rectores) furono spesso nobili che non risiedevano in loco e che non esercitavano la loro funzione in prima persona, mentre nel XV sec. il clero venne prevalentemente reclutato - come i preti secolari, i vicari e i cappellani delle altre chiese della valle oltre a G. - tra gli autoctoni e i Conf. Com. e cant. esercitavano una rigida sorveglianza sugli ecclesiastici; con la lettera (Spanbrief) del 1414 il com. di Schwanden emanò ad esempio disposizioni precise per i sacerdoti. La disciplina del clero fu generalmente buona; alcuni suoi esponenti beneficiarono di una formazione univ. Il controllo esercitato dai laici sembrò talmente insopportabile all'umanista Glareano da indurlo a rinunciare, al contrario di quanto fece il giovane Ulrich Zwingli nel 1510, a una parrocchia glaronese (Mollis).

Nel periodo medievale non esistettero conventi nel cant.; la fondazione di un convento (premonstratense?) in onore dei nobili caduti nella battaglia di Näfels del 1388 fallì a causa dell'opposizione di G. Sono invece attestate case di reclusi, recluse e beghine a Mollis (inizio XIV sec.), a Schwanden (?) e Linthal nel XIV sec., come pure a G. (XV-XVI sec.).

Il cant. visse una soprendente fioritura culturale nel periodo dell'Umanesimo, grazie ad Arbogast Strub, Glareano, Ulrich Zwingli e poi Aegidius Tschudi. L'attività storiografica ebbe inizio con il cancelliere Rudolf Mad, che scrisse il seguito della Zürcher Chronik per gli anni 1460-75. I disordini del periodo della Riforma indussero il cancelliere catt. Fridolin Bäldi e il pastore di G. Valentin Tschudi a registrare gli eventi in forma scritta.

Autrice/Autore: Ernst Tremp / mku

3.4.2 - Riforma e confessionalismo

Proveniente da Zurigo, la Riforma venne introdotta a G. sotto l'influenza di Zwingli. Essa venne adottata soprattutto dagli strati della pop. meno abbienti e influenti, che costituivano la maggioranza all'interno della Landsgemeinde e che aspiravano a un maggiore peso in ambito politico ed economico. Le fam. di notabili di Näfels, G., Schwanden e Linthal mantennero invece la vecchia fede. Il riformatore di G. fu il pastore Fridolin Brunner. Quale primo passo verso l'introduzione della Riforma, la Landsgemeinde nel 1525 decise di abolire il pellegrinaggio a Einsiedeln. Nel 1528 si verificarono episodi di iconoclastia a Niederurnen, Obstalden, Mollis, G. (cappella della fortezza), Schwanden, Betschwanden, Matt ed Elm. A G. il successore di Zwingli, il pastore Valentin Tschudi (1522-55), cercò di svolgere un ruolo di mediazione (Via Media). Dopo le guerre di Kappel, il primo accordo interconfessionale (21.11.1532), concluso con la mediazione dei Conf. e dell'abate di San Gallo, stabilì la parità confessionale.

Da allora, le divisioni confessionali ebbero un ruolo fondamentale nella storia del cant. (Confessionalismo). I catt. si trovarono progressivamente in minoranza. I tentativi di reintrodurre la vecchia fede effettuati soprattutto all'inizio degli anni 1560-70 dai cinque cant. catt. fallirono. Nonostante continui conflitti tra le parti, si riuscì a mantenere la pace confessionale grazie ad accordi interconfessionali di notevole complessità, che miravano a comporre gli interessi contrastanti in gioco. In seguito il cant. si divise in due parti largamente autonome sotto il profilo politico, senza però che si verificasse una scissione territoriale come nel caso dell'Appenzello. Le differenze economiche e culturali tra rif. e catt. divennero più profonde nel corso dell'età moderna.

Mentre l'élite catt. stabilì spesso alleanze matrimoniali con Svitto e approfondì ulteriormente i rapporti tra i due cant., i rif. tramite la sfera ecclesiastica rimasero strettamente legati a Zurigo. A partire dal 1656, la festa annuale in onore dei caduti glaronesi nella battaglia di Näfels non venne più svolta in comune. Nel 1675-79 la parte catt. riuscì a ottenere che il convento di cappuccini (dal 1986 convento francescano), originariamente previsto a Weesen, venisse eretto sulla collina della fortezza a Näfels quale emblema del cattolicesimo visibile anche da lontano. I cappuccini si dedicarono alla cura delle anime e influirono in maniera determinante sulla devozione popolare catt. Attraverso scritti polemici (padre Rudolf Gasser, 1695-1702) scatenarono una controversia confessionale che ebbe un'ampia risonanza.

Autrice/Autore: Ernst Tremp / mku

3.4.3 - Formazione, musica e vita culturale nell'età moderna

A partire dal tardo ME, furono gli ecclesiastici a formare i giovani e a prepararli agli studi acc. La prima scuola lat., fondata da Zwingli nel 1510, ebbe vita breve e fu ricostituita all'inizio del XVIII sec. Scuole in lingua ted. esistettero a partire dal XVI sec. a Glarona (nuovo edificio scolastico costruito sotto la direzione di Aegidius Tschudi nel 1568; separazione confessionale nel 1594), dal XVII sec. a Linthal e Schwanden e dal XVIII sec. anche nei restanti com. del cant. Dal tardo ME in poi, gli studenti glaronesi frequentarono le Univ. di Lipsia (primo diploma nel 1456), Heidelberg, Friburgo in Brisgovia, e durante e dopo la Riforma gli atenei di Vienna, Tubinga, Colonia, Parigi, mentre nei sec. successivi la meta privilegiata fu Basilea (114 studenti dal 1460 al 1818). Posti a loro riservati esistevano a Parigi (dal 1498), al collegio dei gesuiti di Lucerna e, per i seminaristi, al collegio Elvetico a Milano (dalla fine del XVI sec.). I rif. studiavano prevalentemente al Carolinum di Zurigo (75 immatricolati dal 1567 al 1807).

Dal tardo ME, alcune case parrocchiali furono dotate di ricche biblioteche, tra cui spiccava quella di Zwingli a G. Dopo primi tentativi nel 1733 e nel 1744, nella parte del cant. legata alla nuova fede venne costituita nel 1761 una biblioteca cant. rif. (dal 1858 accessibile a chiunque). L'attività musicale rimase a lungo tempo circoscritta all'ambito ecclesiastico. Risulta tramandata una raccolta di canti (inizio XVI sec.) del cappellano di G. Johannes Heer, di carattere però prevalentemente profano. A partire dal XVII sec., il canto religioso rif. venne promosso da corali. Gli organi si diffusero prima in ambito catt. (nella chiesa condivisa di G., l'organo catt. fu introdotto nel 1692, quello rif. nel 1746). Un'eminente costruttore di strumenti musicali fu Burkhard Tschudi, emigrato da Schwanden a Londra, i cui clavicembali vennero suonati da Händel, Haydn e Mozart. Gli spettacoli teatrali si limitarono a sacre rappresentazioni; dal XVI sec. sono attestate recite della Passione nelle chiese catt. promosse dalle autorità.

Nel periodo dell'Illuminismo, l'élite colta, numericamente esigua, era costituita da notabili, medici e pastori. Parecchi rif. fecero parte della Soc. elvetica, tra cui il Landamano Cosmus Heer, che nel 1768 ne assunse la presidenza. Vennero inoltre realizzate varie opere di carattere storico, che si riallacciavano alla fiorente produzione storiografica del periodo dell'Umanesimo. Nel 1714 Johann Heinrich Tschudi, pastore di Schwanden, cronista e uomo di vasta cultura, fu autore della prima pubblicazione a stampa sulla storia cant. (Glarner Chronik), mentre nel 1774 uscì la Neuere Glarner-Chronick di Christoph Trümpy, vicario a Schwanden. Rimase invece inedita l'ampia storia di G. dello studioso Johann Jakob Tschudi, camerario e pastore di G. nonché promotore del sistema scolastico. Il tentativo di quest'ultimo di acquisire le carte di Aegidius Tschudi per conto del cant. risultò vano (1766/68). Anche Johann Rudolf Steinmüller, pastore di Mühlehorn e Obstalden fino al 1799 nonché studioso versatile, acquisì ampi meriti quale sostenitore dell'istruzione elementare. Il processo per stregoneria contro Anna Göldi nel 1782, l'ultimo del suo genere in Europa occidentale, venne avversato da alcuni esponenti locali dell'Illuminismo (Cosmus Heer), mentre altri vi rimasero coinvolti, provando sentimenti contrastanti (il camerario Tschudi).

Autrice/Autore: Ernst Tremp / mku

4 - Lo Stato nel XIX e XX secolo

4.1 - Storia costituzionale e politica

4.1.1 - Dall'Elvetica alla Rigenerazione

All'inizio del 1798, i Glaronesi si mostrarono favorevoli alla liberazione e all'uguaglianza tra i sudditi dei cant. urbani, ma adottarono provvedimenti analoghi solo sotto pressione dell'avanzata dell'esercito franc. La Landsgemeinde rifiutò di adottare la nuova Costituzione imposta dalla Francia e decise di lottare per il mantenimento dell'ordinamento precedente. Il 30.4.1798, i Glaronesi, appostati nei dintorni di Wollerau, combatterono invano contro le soverchianti truppe franc. Il 4.5.1798 un decreto franc. riunì G., gli ex Paesi soggetti di Uznach, Gaster e Werdenberg oltre che la regione di Sargans, il Toggenburgo superiore e la March nel neocostituito cant. Linth, che si ridusse a un distr. amministrativo, giudiziario ed elettorale privo di autonomia. Il nuovo ordine non riuscì comunque mai ad affermarsi veramente, dato che nella seconda guerra di coalizione G. divenne teatro di guerra e fu soggetto a varie dominazioni.

Per il cant., l'Atto di mediazione (1803) imposto da Napoleone significò sostanzialmente un ritorno al vecchio ordine. G. tornò a essere un cant. sovrano nell'ambito della Conf., privato però dei Paesi soggetti. Due Landsgemeinde distinte su basi confessionali eleggevano le proprie autorità e i propri funzionari e giudici, mentre la Landsgemeinde comune era competente in materia legislativa e fiscale. Spesso per le elezioni si ricorreva nuovamente all'estrazione a sorte; come in passato i designati dovevano versare denaro alle casse cant. e agli elettori. Faceva eccezione la nomina delle più alte cariche di governo, per cui vigeva l'elezione libera senza pagamento di denaro. Le caratteristiche fondamentali dell'ordinamento statale vennero confermate dalla Costituzione del 1814.

Come in altri cant., la Costituzione tornò al centro del dibattito politico solo all'inizio degli anni 1830-40. Proposte di modifica vennero però nettamente bocciate dalle Landsgemeinde del 1831 e del 1832, non da ultimo perché i diritti fondamentali risultavano già garantiti e le possibilità di partecipare alla vita politica erano relativamente ampie. Ciononostante nel 1836-37 vennero introdotti cambiamenti sostanziali. All'origine di tale processo vi fu la riorganizzazione della festa annuale in onore dei caduti glaronesi nella battaglia di Näfels. Di fronte alle riserve catt. in merito, i rif. avanzarono la richiesta di abolire la separazione confessionale all'interno delle istituzioni cant. Dopo la decisione di principio presa nel 1836, nel giro di 15 mesi vennero approvate una nuova Costituzione e le relative modifiche alla legislazione; inoltre si procedette alla nomina ex novo delle autorità. Per imporre la nuova Costituzione, a Näfels e Niederurnen, centri della resistenza catt., venne impiegato l'esercito.

In seguito a tali riforme, il cant. divenne "la più compiuta delle democrazie sviz." (Ludwig Snell). In base al principio della sovranità popolare, la Landsgemeinde poteva decidere su tutte le questioni più importanti; a partire dal compimento del diciottesimo anno di età, tutti i cittadini di sesso maschile godevano del diritto di voto. Le Landsgemeinde distinte su basi confessionali vennero abolite. La separazione dei poteri non fu comunque totale: nel parlamento di 119 membri, denominato triplo Consiglio (Dreifacher Rat) o Landrat, sedevano anche gli esponenti del governo, composto da un Consiglio di 47 membri, suddiviso in diverse commissioni. Verso l'esterno, il cant. era rappresentato da una Commissione di Stato nominata dalla Landsgemeinde. Solo i tribunali risultavano chiaramente separati dagli altri poteri dello Stato. Le cariche a vita vennero tutte abolite; le elezioni si svolgevano ormai unicamente per alzata di mano.

La riorganizzazione dello Stato non toccò quasi per nulla i com. I Tagwen (com. patriziali), al cui interno il potere decisionale era prerogativa della pop. attinente, continuarono a svolgere un ruolo centrale. Esistevano inoltre fondi autonomi, posti sotto il controllo dei com. parrocchiali o dei Tagwen, in favore dell'istruzione scolastica e dei poveri. L'unica novità consisteva nel diritto di vigilanza del cant. Nei decenni successivi, l'attività normativa del cant. riguardò in primo luogo l'ambito scolastico.

Autrice/Autore: August Rohr / mku

4.1.2 - Dal 1848 alla prima guerra mondiale

Sul piano conf., già negli anni 1830-40 G. si schierò a favore della revisione del Patto fed. Nel 1847 truppe glaronesi parteciparono alla guerra contro il Sonderbund. Le Costituzioni fed. del 1848 e del 1874 trovarono l'ampio consenso degli elettori glaronesi. Esse resero necessarie a loro volta delle modifiche alla Costituzione cant., che vennero però più volte respinte dalla Landsgemeinde. Nel 1886 la decisione in favore di una revisione totale della Costituzione cant. ebbe solo una maggioranza risicata; il nuovo testo venne però poi approvato (22.5.1887) con un margine sorprendentemente ampio.

La nuova Costituzione cant. stabilì principi dell'organizzazione statale tuttora validi. La novità più importante fu costituita dalla chiara separazione tra parlamento e governo. I sette membri dell'esecutivo continuavano a partecipare alle sedute del Gran Consiglio (Landrat), ridimensionato dal punto di vista numerico (un seggio ogni 500 ab.; all'epoca 67 membri), ma non avevano più diritto di voto. L'organizzazione dei com. divenne per la prima volta oggetto di una normativa esauriente. Fu introdotto il com. politico, all'interno del quale beneficiavano di pieni diritti anche i domiciliati, e non solo gli attinenti; inoltre i Tagwen, i com. parrocchiali, le comunità scolastiche e quelle per l'assistenza ai poveri vennero ancorati nella Costituzione quali enti autonomi. Inizialmente il com. politico ebbe un'importanza minore rispetto rispetto ai Tagwen, ma con l'assunzione di tutti i compiti che non rientravano chiaramente nell'ambito di competenza di altri enti acquisì progressivamente un ruolo centrale sul piano com. Per l'elezione dei consigli com. dal 1889 vige il voto segreto.

Durante il XIX sec., i partiti politici ebbero un ruolo ridotto. La fine dell'Elvetica favorì nuovamente l'egemonia di poche fam. dominanti. Da queste cerchie provenivano tuttavia anche gli uomini politici che riuscirono a portare a termine in poco tempo le radicali riforme del 1836-37. Un cambio della guardia si verificò solo attorno al 1840 quando, in un clima di contrapposizione crescente, i maggiori esponenti dell'ala riformista si ritirarono dalla scena politica. La Glarner Zeitung, l'unico giornale pubblicato con regolarità, sosteneva il governo di orientamento liberal-conservatore. Pure nella seconda metà del XIX sec. furono singole personalità di spicco e non i partiti a determinare l'andamento della vita politica, sicuramente anche per effetto del ruolo fondamentale della Landsgemeinde nella vita democratica. In occasione dell'approvazione della pionieristica Legge sulle fabbriche del 1864, la Soc. del Grütli, presente a G. dal 1848, non ebbe ad esempio alcun ruolo. Nell'ultimo quarto del XIX sec., essa acquisì notorietà inoltrando una serie di memoriali (iniziative individuali) insieme all'Unione operaia sviz. Solo negli anni 1890-1900 all'interno del Gran Consiglio cominciarono a delinearsi la frazione liberale e quella democratica, che si costituirono entrambe in partito nel 1902. I loro organi di stampa furono la Neue Glarner Zeitung (liberali) e il giornale Glarner Nachrichten (democratici). Nel 1903 nacque il partito popolare catt., sostenuto dal Glarner Volksblatt, mentre nel 1917 venne fondato il partito socialista, che dal 1919 con la Glarner Volkswacht (risp. dal 1926 con la Volksstimme) ebbe pure un proprio quotidiano.

Giornali glaronesi
Wochenblatt für den Kanton Linth (Glarner Zeitung I)1799-1803
Glarner Kantonsblatt1820-1822
Glarner Zeitung (II)1.1.1833-10.5.1861
Neue Glarner Zeitung (I)1.1.1844-30.6.1846
Der freie Glarner (I)1.1.1847-1848 (?)
Neue Glarner Zeitung (II)11.4.1859-1969
Glarner Blätter1863-1864
Arbeiter-Zeitung8.10.1864-fine 1865
Glarner Zeitung (III)25.11.1865-9.12.1869
Glarner Anzeiger (I)1867-1870 (?)
Neueste Glarner Zeitung25.12.1868-9.6.1869
Glarner Landbote29.12.1868-28.6.1871
Glarner Tagblatt1871
Glarner Volkszeitung1872-31.1.1873
Der freie Glarner (II)25.12.1874-23.12.1889
Glarner Nachrichten6.12.1884-31.12.1999
Glarner Volksblatt15.10.1895-31.7.1974
Glarner Anzeiger (II)1.1.1907-
Glarner Grütlianer2.1.1920-1923 (?)
Glarner Volkswacht1.2.1920-31.12.1930
Glarner Mittelstandszeitung9.12.1932-5.5.1933
Vaterland1.8.1974-31.10.1991
Die Südostschweiz: Glarus3.1.2000-

Fonti:Hans Laupper

Autrice/Autore: August Rohr / mku

4.1.3 - Dal periodo tra le due guerre mondiali all'inizio del XXI secolo

Il sistema proporzionale introdotto nel 1920 per l'elezione del Gran Consiglio mutò lo scenario partitico: i liberali decisero di ricostituirsi in forma nuova sotto il nome di partito popolare borghese (Allgemeine Bürgerliche Volkspartei, ABV) per attirare tra le proprie file anche contadini, artigiani e commercianti; i democratici dal canto loro si dichiararono disponibili ad accogliere i membri della Soc. del Grütli e dell'Unione operaia sviz., presentandosi in seguito davanti all'elettorato con il nome di partito democratico e dei lavoratori. Dopo le prime elezioni con il sistema proporzionale, l'ABV, di orientamento liberale radicale, si confermò partito più forte, perdendo però la maggioranza assoluta, mentre i democratici uniti agli esponenti della Soc. del Grütli costituirono la seconda forza. I risultati elettorali del partito popolare catt. (oggi PPD) e dei socialisti (PS) furono modesti. Nonostante il loro rafforzamento nei decenni successivi, essi non raggiunsero mai il peso degli altri due partiti.

Fino al 1942, sia il partito popolare borghese (oggi PRD) sia i democratici (oggi UDC) ebbero tre rappresentanti nel governo; l'ultimo seggio era invece tradizionalmente riservato ai catt. (dal 1917 ufficialmente a un esponente del partito popolare catt.). La composizione partitica dell'esecutivo mutò solo durante la seconda guerra mondiale, con l'arrivo al governo di un esponente socialista (dal 1942) a scapito di un radicale. Nel 1956 i socialisti riuscirono a strappare un secondo seggio, questa volta ai democratici. In seguito radicali e democratici occuparono di regola due posti ciascuno. Nel 1966, il secondo seggio socialista passò al partito conservatore cristiano-sociale (in seguito PPD). Dopo averlo riconquistato nel 1994, il PS lo ha perso nuovamente quattro anni dopo in favore dei radicali. Nel 2002 i socialisti sono infine tornati ad avere due esponenti in governo, togliendo un posto all'UDC. La riduzione del governo a cinque membri fu realizzata nel 2006 sulla base della nuova legge sull'organizzazione del governo e dell'amministrazione. Il partito borghese democratico (PBD), fondato nel 2008 in seguito alla scissione dell'UDC, dal 2010 è rappresentato nel Gran Consiglio e dal 2010 annovera anche un membro dell'esecutivo cant. Dopo la perdita del seggio da parte del PS nel 2014, il governo glaronese è composto interamente da esponenti dei partiti borghesi.

Alcune elezioni all'Assemblea federale, dal 1919 al 2015
 191919281939194319551967197519791987199119992003200720112015
Consiglio degli Stati
PRD1111  111211111
PPD       11      
Democratici/UDC11 1121   11111
Altri  1 1          
Consiglio nazionale
ABV/PRD111111         
Democratici/UDC111    11      
PS   1111  1111  
PBD             11
Totale222222111111111

Fonti:HistStat; UST

Composizione del Consiglio di Stato, dal 1982 al 2014 (alcuni anni)
 198219861990199419982002200620102014
PRD222233222
PPD222111111
PS11121211 
UDC2222211 1
PBD       11
Totale777777555

Fonti:HistStat; UST; Cancelleria di Stato

Alcune elezioni del Gran Consiglio, dal 1920 al 2014
 192019351944195019591968197119781982199019982002200620102014
ABV/PRD302926252427272527232426231212
Cattolici conservatori/PPD7109912131417171513131266
PS69131314151215141515121287
Democratici/UDC62519212624222022222121261717
Verdi         356677
PBD             109
Verdi liberali              2
Altri16a 1  22  2221  
Totale657368687681777780808080806060

a Non è possibile l'attribuzione ad alcun partito.

Fonti:HistStat; UST; Cancelleria di Stato

Dopo un lungo periodo preparatorio, nel 1988 è stata portata a termine la revisione totale della Costituzione cant., tesa a un aggiornamento terminologico ma non a cambiamenti sostanziali. Sul piano organizzativo, le modifiche più importanti hanno riguardato il settore giudiziario, con la fusione dei tribunali civile e penale di prima istanza e la conferma del tribunale amministrativo introdotto nel 1986. La nuova norma per cui i membri del Gran Consiglio non possono far parte contemporaneamente di un tribunale ha rafforzato la separazione dei poteri. Per lo stesso motivo, ai Consiglieri di Stato sono precluse le cariche sul piano com. La nuova Costituzione disciplina inoltre in maniera dettagliata l'ordinamento com.

Autrice/Autore: August Rohr / mku

4.2 - Attività dello Stato e amministrazione

4.2.1 - Prima metà del XIX secolo

Anche nel cant. G., le autorità dell'Elvetica riuscirono solo in parte a concretizzare i loro ambiziosi obiettivi politici. Dal 1803 si verificò un netto riavvicinamento tra aspirazioni e realtà: l'attività statale risultò limitata all'attribuzione di cariche, alla rappresentanza verso l'esterno, all'assistenza ai poveri e l'approvvigionamento alimentare del cant. in tempi di crisi, come ad esempio durante le carestie del 1816-17; le autorità com. esercitarono un ruolo ancora più ridotto. Le modeste funzioni dello Stato ebbero però anche il vantaggio di non porre ostacoli all'iniziativa imprenditoriale.

Porre il cittadino al riparo da situazioni di emergenza continuò a essere uno dei principali obiettivi delle autorità. Nel 1806 venne introdotta l'assicurazione sul bestiame, nel 1811 quella immobiliare. Nel 1824 il Consiglio proibì il lavoro notturno nelle fabbriche per timore di incendi; nel 1833 il cant. assunse la supervisione sull'estrazione di ardesia a Engi. Le idee dell'Elvetica si perpetuarono nel fatto che la contabilità cant. risultava ormai suddivisa in categorie e che alla fine dell'anno veniva stilato un bilancio. A tale proposito occorre anche ricordare che nel 1807 vennero per la prima volta stampate tutte le leggi in vigore. Dettata dalle necessità, la riscossione a scadenze regolari di imposte sui beni mobili e immobili e del testatico permise a ogni modo di disporre precocemente di un elemento importante dei bilanci pubblici moderni.

A partire dagli anni 1820-30 lo Stato assunse un ruolo nettamente più attivo. Un problema pressante fu costituito dalla rete stradale, non più conforme alle esigenze di un'economia in espansione. Nei tre decenni seguenti, il cant. ricostruì la maggior parte delle strade di collegamento, assumendo inoltre la loro manutenzione al posto dei com. (1835). Questi compiti supplementari fecero triplicare il debito pubblico. Il miglioramento dell'istruzione scolastica fu invece principalmente a carico dei com. Ancora attorno al 1830 solo un terzo dei bambini frequentava regolarmente la scuola. Con la costruzione di 22 edifici scolastici tra il 1832 e il 1844, la situazione migliorò notevolmente sotto il profilo logistico. Dal 1837 tutte le scuole furono sottoposte alla sorveglianza del cant., che rese obbligatoria la frequenza scolastica fino al dodicesimo anno di età. Il diritto dei com. di riscuotere una tassa scolastica a partire dal 1866 garantì la copertura finanziaria. Dal 1873 il cant. si dichiarò disponibile ad assumere i tre quarti di un eventuale deficit e a fornire sussidi alle scuole secondarie.

Autrice/Autore: August Rohr / mku

4.2.2 - Il ruolo pionieristico di Glarona in ambito sociale

Durante la prima fase del processo di industrializzazione, i bambini in età scolastica lavoravano regolarmente nelle fabbriche prima e dopo le lezioni. Nel 1846 il governo vietò il lavoro minorile nelle filande meccaniche e autorizzò nuovamente il lavoro notturno, imponendo però contemporaneamente una durata massima dei turni notturni (11 ore) e diurni (13 ore); per i giorni lavorativi normali la soglia massima fissata fu di 14 ore. Tali disposizioni vennero confermate due anni più tardi dalla Landsgemeinde. Nel 1856 il divieto di lavorare per i bambini al di sotto dei 12 anni venne esteso a tutte le fabbriche; nel 1858 fu inoltre introdotto il divieto generalizzato del lavoro domenicale. Contro la volontà del governo e del Gran Consiglio, nel 1864 la Landsgemeinde si spinse ancora più avanti, limitando la normale giornata lavorativa a 12 ore e proibendo il lavoro notturno. Alle madri venne inoltre concesso un congedo prima e dopo il parto di complessivamente sei settimane. All'epoca, simili disposizioni a tutela degli operai di fabbrica esistevano solo in Inghilterra, dove l'industrializzazione aveva però preso avvio 50 anni prima. Il ruolo pionieristico di G. nell'ambito della legislazione sociale fu reso possibile dal forte peso assunto dalla democrazia diretta, che si manifestava nella Landsgemeinde.

Per l'attuazione pratica di tali norme, il fatto che i controlli non rientrassero più nell'ambito di competenza dei com., ma fossero affidati a una commissione cant. che visitava regolarmente le fabbriche, ebbe un'importanza decisiva. Nel 1872 la Landsgemeinde limitò la normale giornata lavorativa a 11 ore. In questo modo, la legge cant. sulle fabbriche divenne il modello per quella fed., che dal 1878 sostituì le normative cant. Non va considerata del tutto casuale la circostanza che il Consigliere fed. competente in materia (Joachim Heer) e uno dei tre ispettori fed. (Fridolin Schuler) fossero glaronesi. Anche in seguito il cant. esercitò un ruolo pionieristico in ambito sociale. Nel 1892 la Landsgemeinde approvò una legge sulle arti e mestieri che stabiliva misure di protezione per i dipendenti delle imprese che non erano soggette alla legge sulle fabbriche, e che estendeva anche a loro il limite di 11 ore per la normale giornata lavorativa. Nel 1916 G. fu il primo cant. a introdurre un'assicurazione vecchiaia e invalidità. Per gli uomini era prevista una pensione annua di 180 frs. a partire dai 66 anni se avevano versato un contributo annuo di 6 frs. per 33 anni. Nel 1925 nacque la prima assicurazione cant. contro la disoccupazione di tutta la Svizzera.

Autrice/Autore: August Rohr / mku

4.2.3 - Dalla fine del XIX secolo a oggi

Dopo l'entrata in vigore della Costituzione fed. del 1874, a livello cant. e com. l'attività statale fu influenzata in maniera crescente dalle norme stabilite dalla Conf. In un primo momento ciò si verificò nell'ambito militare, forestale, dello stato civile, della caccia e della protezione dei lavoratori. La Conf. acquisì ancora maggiore peso con le misure eccezionali adottate nel corso delle due guerre mondiali, disponendo l'ampliamento delle superfici coltivate, il razionamento dei generi alimentari, l'internamento di soldati stranieri e l'introduzione dell'imposta fed. diretta. Nella seconda metà del XX sec., le prescrizioni fed. relative all'agricoltura e alla protezione civile vennero ulteriormente ampliate. L'influenza della Conf. si estese inoltre a nuovi campi quali le assicurazioni sociali, la pianificazione del territorio, la costruzione di autostrade, la formazione professionale e la protezione dell'ambiente. Oggi cant. e com. in molti ambiti importanti sono meri esecutori di leggi emanate sul piano fed.

Nonostante il peso crescente della Conf., il cant. e i com. hanno mantenuto un certo margine di autonomia. Già nel 1872 la Landsgemeinde stabilì la progressività dell'imposta sulla sostanza allora in vigore. In seguito alla prima guerra mondiale, nel 1920 essa venne affiancata da un'imposta sul reddito, che però assunse un peso preponderante rispetto all'imposta sulla sostanza solo nel 1970. Nel 1877 si decise di istituire un'ospedale cant. a G., inaugurato nel 1881. Fu solo relativamente tardi, nel 1892, che il cant. assunse il controllo sullo sfruttamento dei corsi d'acqua pubblici. Nel 1908 introdusse un'imposta sulle centrali idriche. Con la partecipazione alle Forze motrici della Svizzera nordorientale (NOK), decisa nel 1914, il cant. divenne anche produttore e distributore di energia elettrica. Nel 1957 esso acquisì inoltre una quota del capitale sociale della Linth Limmern AG. La fondazione della banca cant. risale al 1884, quella dell'assicurazione mobiliare cant. al 1894. Durante la grave crisi economica degli anni 1930-40, cant. e com. organizzarono vasti programmi occupazionali. Dopo diversi tentativi, nel 1956 si riuscì a istituire una scuola superiore cant. per il conseguimento della maturità. In precedenza i liceali glaronesi avevano frequentato soprattutto le scuole cant. dei cant. rif. dell'Altopiano risp. le scuole conventuali della Svizzera centrale.

Quale livello inferiore all'interno dello Stato fed., soprattutto nell'ultimo quarto del XX sec. i com. hanno dovuto far fronte a una crescente varietà di compiti. Pertanto anche nei piccoli com. si è diffusa la consapevolezza che i compiti amministrativi andavano affidati a personale qualificato, come avveniva da decenni nei com. più grandi. In base alla Costituzione del 1988, il cant. impone parametri vincolanti; dal 1997 esistono ad esempio criteri uniformi per la presentazione dei bilanci com. e regole in materia di ammortamenti. È inoltre considerevolmente aumentato il numero delle fusioni volontarie tra com.

Autrice/Autore: August Rohr / mku

5 - Società, economia e cultura nel XIX e XX secolo

5.1 - Popolazione e insediamento

Per quanto riguarda l'evoluzione demografica, è possibile individuare chiaramente tre inversioni di tendenza. Dopo una lunga fase di crescita fino al 1870, vi fu una diminuzione che durò tre decenni. Attorno al 1900 la pop. riprese ad aumentare fino a raggiungere l'apice nel 1960, per poi diminuire nuovamente. Attorno al 1800, il cant. contava ca. 23'000 ab., pari all'1,35% della pop. sviz. Nei decenni seguenti, la crescita demografica fu leggermente inferiore alla media sviz. In seguito al declino delle stamperie tessili, tra il 1870 e il 1900 la pop. passò da più di 35'000 a 32'000 persone; la quota di G. sul totale della pop. sviz. scese così al di sotto dell'1%. Durante il XX sec. la crescita demografica fu nettamente minore rispetto al resto della Conf., a causa dello sviluppo meno accentuato del settore terziario. Entro il 1930 si riuscì perlomeno a raggiungere nuovamente i livelli toccati nel 1870. Dopo la punta massima raggiunta nel 1960 (40'100 ab.), nel 2000 la pop. glaronese contava 38'200 persone, pari allo 0,53% della pop. sviz. In controtendenza all'evoluzione descritta, negli anni 1840-50 si verificò una stagnazione, e negli anni 1930-40 addirittura un declino della pop., mentre negli anni 1980-90 si assistette al contrario a un suo momentaneo aumento.

Fino al 1930, l'evoluzione demografica delle tre zone del cant. fu sostanzialmente simile. L'incremento maggiore della pop. dei quattro com. del Mittelland tra il 1850 e il 1870 fu compensato da un più forte declino negli anni 1890-1900; il peso relativo delle tre aree rimase per lungo tempo più o meno inalterato. L'Hinterland contava poco più del 40%, il Mittelland poco più del 30%, e l'Unterland poco meno del 30% della pop. Negli anni 1930-40 gli ab. dell'Hinterland diminuirono nettamente, di fronte a una stagnazione nel Mittelland e a un leggero aumento nell'Unterland. La fase di crescita seguita alla seconda guerra mondiale in un primo momento celò nuovamente le opposte tendenze regionali, ma dal 1960 si assistette a un netto spostamento degli equilibri. Nell'Unterland si registrò una crescita continua, nel Mittelland la pop. rimase costante mentre nell'Hinterland il calo demografico fu massiccio. Ciò ha portato a un'inversione del rapporto numerico tra Unterland (41,5% della pop. nel 2000) e Hinterland (27,5%); la quota del Mittelland è invece rimasta sostanzialmente inalterata (30,9%).

Nel XIX sec. il cant. fu confrontato a una forte emigrazione, particolarmente pronunciata nel periodo 1870-1900, quando le partenze furono notevolmente superiori al saldo naturale positivo. Nello stesso periodo aumentò però anche l'immigrazione degli stranieri, che passarono dal 2,2% al 4,8% della pop. cant. Dopo il 1900, il saldo migratorio negativo risultò fortemente ridimensionato. Nel 1930 le persone di nazionalità estera costituivano più del 9% della pop. totale. In seguito si verificò una temporanea diminuzione degli stranieri, prima di un loro nuovo forte aumento a partire dagli anni 1950-60. Parallelamente al calo della pop. complessiva, tale incremento ha portato la loro quota a quasi il 20% nel 2000.

Sviluppo demografico dal 1850 al 2000
AnnoAbitantiPercentuale di stranieriPercentuale di protestantiPercentuale di cattoliciPercentuale di persone di età superiore ai 59 anniPeriodoCrescita complessivaaSaldo naturale relativoaSaldo migratorioa
185030 2130,8%87,0%13,0% 1850-18609,3‰8,4‰0,9‰
186033 3632,0%82,4%17,5%7,2%1860-18705,4‰12,5‰-7,1‰
187035 208b2,4%80,2%19,6%7,1%1870-1880-2,7‰7,0‰-9,7‰
188034 242b3,1%79,1%20,6%8,3%1880-1888-1,5‰4,6‰-6,1‰
188833 8253,8%76,7%23,1%9,3%1888-1900-3,7‰5,6‰-9,3‰
190032 3494,8%75,4%24,5%11,6%1900-19102,9‰5,7‰-2,8‰
191033 3168,4%72,0%27,9%11,6%1910-19201,5‰3,2‰-1,7‰
192033 8348,7%70,1%29,5%12,0%1920-19305,3‰5,0‰0,3‰
193035 6539,1%67,9%31,6%13,0%1930-1941-2,3‰2,9‰-5,2‰
194134 7714,8%68,4%31,3%15,1%1941-19508,9‰8,0‰0,9‰
195037 6637,8%65,4%34,4%15,2%1950-19606,4‰7,0‰-0,6‰
196040 14814,9%58,8%40,9%16,7%1960-1970-5,1‰7,0‰-12,1‰
197038 15517,9%55,5%43,8%19,7%1970-1980-3,8‰1,9‰-5,7‰
198036 71817,2%52,3%43,0%21,6%1980-19904,8‰2,4‰2,4‰
199038 50820,1%49,1%41,2%21,1%1990-2000-0,4‰1,3‰-1,7‰
200038 18320,8%44,0%37,3%21,6%    

a Tasso medio di incremento annuo.

b Popolazione "presente".

Fonti:Censimenti federali; HistStat; UST

Già attorno al 1800 la densità demografica del cant. era relativamente elevata. Oltre ai villaggi esistevano frazioni e fattorie sparse; gli insediamenti si situavano a debita distanza dalle ripide pendici delle montagne e dal fondovalle. La crescita demografica rese però necessario un maggior numero di abitazioni, che vennero costruite in zone fino ad allora non prese in considerazione. Contemporaneamente la pop. cominciò a concentrarsi nei villaggi industriali, caratterizzati dalla presenza di case a schiera in pietra, e non più in legno, raramente dotate di più di quattro locali abitabili. Sul retro di queste abitazioni vi erano una tettoia per la legna da ardere e una stalla per le capre o altro bestiame minuto, che insieme ai piccoli terreni coltivati situati al di fuori del villaggio garantivano un certo grado di autosufficienza. Nel complesso tale struttura insediativa assicurava un massimo di spazio vitale con una minima occupazione del suolo.

I nuovi insediamenti nacquero prevalentemente sul fondovalle, dove sorsero anche imponenti fabbriche. Ciò fu reso possibile dai robusti argini realizzati a partire dal XVII sec., che incanalarono la Linth in uno stretto alveo. Al di sotto di Mollis, dal 1811 il canale di Escher, costruito nel quadro dei lavori di correzione della Linth, fece sfociare il fiume nel lago di Walenstadt. A partire dagli anni 1830-40, le ville degli industriali portarono una ventata di novità. Questi edifici di rappresentanza rispecchiavano in maniera evidente il peculiare stile di vita dei loro proprietari, anche se i segni più tangibili della loro ricchezza spesso non risultavano visibili dall'esterno. Il calo demografico successivo al 1870 portò a un prolungato arresto dell'espansione degli insediamenti. Solo con il crescente benessere a partire dagli anni 1960-70 vennero costruiti diversi nuovi quartieri di case monofam. e singoli palazzi.

Autrice/Autore: August Rohr / mku

5.2 - Economia

Attorno al 1800, la crisi dell'economia cant. raggiunse il suo apice. In seguito alle guerre rivoluzionarie franc., i rapporti intern. delle grandi soc. commerciali risultavano interrotti. I filati inglesi prodotti meccanicamente resero disoccupate le filatrici a domicilio glaronesi; inoltre i combattimenti del 1799 devastarono il cant.

L'agricoltura continuava a essere la principale attività economica, occupando ca. il 50% della pop. attiva: un tasso comunque di molto inferiore alla media sviz. (80%). Veniva prodotto soprattutto latte, venduto alla quota crescente di pop. non impiegata nel settore primario. Già un terzo degli occupati era assorbito dall'industria cotoniera, la cui branca principale, la filatura a mano, versava in una grave crisi. Solo una parte dei disoccupati trovò lavoro nel settore in crescita della tessitura a mano; ancora pochi erano gli operai attivi nelle stamperie tessili. Il restante sesto della pop. attiva era costituito da artigiani e commercianti.

5.2.1 - Il predominio dell'industria tessile

Nei primi due decenni del XIX sec. si assistette a una ripresa economica. Diverse soc. commerciali riuscirono a trovare nuovi mercati di sbocco, ciò che ebbe ripercussioni positive in primo luogo sulla tessitura a mano. Tra il 1820 e il 1840 si affermò la produzione industriale, all'interno della quale assunse un ruolo di primo piano la stampa di tessuti. Nello stesso periodo prese piede anche la produzione meccanica di filati. Decisiva per lo sviluppo delle stamperie tessili fu la volontà degli imprenditori glaronesi di crearsi nuovi mercati di sbocco in Italia, nell'Impero ottomano e in India. Grazie alla crescita delle esportazioni, nel 1840 tale settore poté dare lavoro a ca. 3200 persone, mentre altre 1000 erano impiegate nella filatura e tessitura meccanica. La tessitura a mano occupava ancora ca. 2300 persone. L'industria cotoniera occupava così già il 40% della manodopera, mentre le persone attive nel settore primario erano scese al 25% del totale. Nel contesto sviz. ed europeo, G. fu così una delle regioni dove l'industrializzazione si affermò più precocemente.

All'inizio degli anni 1840-50 la crescita subì una battuta d'arresto, contemporaneamente al crollo della tessitura a domicilio. Già nella seconda metà del decennio si assistette nuovamente a una ripresa, che durò fino al 1870. Grazie ai loro disegni assai sofisticati, le stamperie tessili riuscirono a fiorire in un periodo in cui altrove diverse fabbriche del settore erano costrette a chiudere. Anche la filatura e la tessitura approfittarono di questo andamento favorevole. La precoce e intensa industrializzazione andò di pari passo con il rapido allacciamento alla rete ferroviaria nazionale, compiuta ad opera delle Ferrovie sviz. unite e della Ferrovia del Nord-Est. Dal 1859 la ferrovia giungeva fino a G., e dal 1879 fino a Linthal.

Attorno al 1865, l'industria tessile raggiunse il culmine della propria espansione, occupando più di 9700 persone, pari all'80% della manodopera attiva nel settore secondario. A partire dagli anni 1870-80 le stamperie tessili conobbero però un drammatico declino. Fino al 1900, i dipendenti del settore calarono da 6100 a 2000. All'inizio della seconda guerra mondiale, con 340 posti di lavoro questa branca dell'industria tessile era divenuta pressoché irrilevante. La filatura e la tessitura conobbero invece un andamento più favorevole, con un aumento degli occupati da 3600 a 4900 entro il 1900. La crescita più marcata si verificò però nei settori della lavorazione della lana e della seta; la quota del cotone sul totale delle materie tessili trasformate passò così da quasi il 100% al 75%. Tale proporzione rimase sostanzialmente inalterata fino all'inizio della seconda guerra mondiale. I lavoratori attivi nella filatura e nella tessitura erano però diminuiti a 3200; l'industria tessile dava ormai lavoro solo al 40% della manodopera attiva nel settore secondario.

Autrice/Autore: August Rohr / mku

5.2.2 - La diversificazione settoriale

Nonostante il peso decrescente del settore tessile, l'industria e l'artigianato mantennero un ruolo predominante. Tra il 1870 e il 1950 nel settore secondario lavorarono più di 11'000 persone, vale a dire ca. due terzi della pop. attiva; cali temporanei si registrarono solo nel 1910 e nel 1940. L'importanza relativa del secondario rimase elevata a causa del forte sviluppo dell'edilizia e di nuove branche quali l'industria metallurgica e meccanica (soprattutto la Therma di Schwanden). Fino alla prima guerra mondiale queste attività risultavano comunque ancora meno importanti dell'industria dell'abbigliamento, che contava 1400 dipendenti. Solo verso la fine degli anni 1920-30 l'industria meccanica e l'edilizia riuscirono a superare tale cifra. Nel 1940 i lavoratori attivi nell'industria dell'abbigliamento, nell'industria meccanica e nell'edilizia erano risp. 750, 1600 e 1450.

Una diminuzione lenta ma continua degli occupati si registrò nell'agricoltura e nella selvicoltura. Tra il 1860 e il 1940, la manodopera impegnata nel settore primario passò da 3500 a 2500 persone, vale a dire dal 22% al 15% della pop. attiva. Il settore terziario crebbe al contrario costantemente: a partire dal 1900 impiegò una maggiore forza lavoro rispetto al settore primario, e nel 1940 occupava ormai 4200 persone. Di queste, un quinto era attivo nel commercio, un sesto nella ristorazione e nell'industria alberghiera, un decimo nel campo dei trasporti e delle comunicazioni risp. nel settore sanitario; banche e assicurazioni davano lavoro solo a 170 persone. Nel 1940 la quota del terziario sul totale della pop. attiva ammontava al 25%, cioè il 10% in meno rispetto alla media nazionale. Quale cant. industriale, G. conobbe uno sviluppo meno pronunciato dei servizi rispetto alle aree urbane.

Distribuzione dell'impiegoa
AnnoSettore primarioSettore secondarioSettore terziariobTotale
18603 52922,0%9 97362,0%2 57016,0%16 072
1870c2 89917,2%11 28667,0%2 65915,8%16 844
1880c3 10217,8%11 90668,3%2 42813,9%17 436
18883 05617,2%11 91267,0%2 81715,8%17 785
19002 90917,2%10 98465,0%3 00517,8%16 898
19102 87016,4%11 12263,2%3 59720,4%17 589
19202 79015,3%11 87265,1%3 57719,6%18 239
19302 41213,1%11 74663,6%4 29423,3%18 452
19412 50414,6%10 42060,9%4 19524,5%17 119
19502 01311,1%11 72164,5%4 42924,4%18 163
19601 7628,8%13 75568,8%4 47422,4%19 991
19701 5658,3%11 91563,4%5 30428,3%18 784
19801 4848,1%10 07055,2%6 69336,7%18 247
19901 0785,4%9 50848,1%9 19046,5%19 776
2000d8734,4%7 21436,2%11 82959,4%19 916

a Fino al 1960 senza le persone occupate a tempo parziale.

b Il dato (che comprende le persone "senza indicazione") risulta dalla deduzione delle persone attive nei settori primario e secondario dal totale complessivo.

c Popolazione "presente".

d I dati del censimento federale del 2000 sono paragonabili solo in parte a quelli precedenti, visto l'alto numero di "senza indicazione" (2'264).

Fonti:Censimenti federali; HistStat

Gli anni successivi alla seconda guerra mondiale portarono inizialmente a un nuovo rafforzamento del settore secondario, grazie al ruolo trainante dell'industria metallurgica e meccanica oltre che dell'edilizia. Anche l'industria tessile partecipò alla crescita. Nel 1960 il numero degli occupati nel settore secondario raggiunse il culmine con 13'700 persone, pari al 69% della pop. attiva, 22% in più rispetto alla media sviz. Il successivo calo risultò quindi particolarmente evidente. Nel 1990 il settore secondario contava ancora 9500 posti di lavoro; soprattutto l'industria tessile aveva perso di importanza. Fino al 1970 l'industria metallurgica e meccanica registrò un ulteriore aumento degli occupati, superando da allora il comparto tessile. In seguito il settore metallurgico si è assestato attorno a 2900 posti di lavoro.

Grazie alla sua costante crescita, nel corso degli anni 1990-2000 il terziario (10'700 impiegati nel 2000) ha superato il settore secondario (8100). Il commercio al dettaglio, le banche e le assicurazioni hanno conosciuto un incremento particolarmente forte. G. continua però a essere un cant. a vocazione industriale, come è dimostrato dall'elenco delle cinque maggiori imprese attive nel 2000: la Netstal-Maschinen AG (macchine per lo stampaggio a iniezione), fondata nel 1922; la Eternit AG (lastre per tetti e facciate), costituita nel 1903; la Therma AG (apparecchiature da cucina), nata nel 1907 e rilevata nel 1978 dalla Electrolux; la Kunststoff Schwanden AG (pezzi sagomati di alta qualità realizzati in materia plastica), attiva dal 1973; e la F.+C. Jenny AG (filati e tessuti), fondata nel 1834.

Autrice/Autore: August Rohr / mku

5.3 - Società

Come durante l'ancien régime, nel primo terzo del XIX sec. i membri delle fam. Blumer, Heer, Schindler, Tschudi e Zwicky ricoprirono pressoché tutte le più alte cariche pubbliche. Le fam. Marti e Streiff ormai non occupavano più ruoli dirigenziali; gli Zweifel mantennero solo un ruolo marginale. L'impressione di una sostanziale continuità delle élite risulta però fuorviante, dato che in parte furono nuovi rami delle vecchie fam. che assunsero incarichi di governo. Le risorse patrimoniali, accumulate grazie ad attività commerciali di successo, ebbero ora un'importanza crescente per l'esercizio dell'attività politica. I grandi commercianti presero progressivamente il posto dei grandi proprietari terrieri e degli imprenditori militari ai vertici della società.

Osti, mugnai, panettieri, piccoli commercianti e imprenditori attivi nel lavoro a domicilio occupavano le posizioni intermedie nella gerarchia sociale. Al di sotto di essi si situava la pop. povera, che costituiva la grande maggioranza. Ca. la metà di essa traeva i propri mezzi di sussistenza da una piccola azienda agricola; un ulteriore terzo sopravviveva a stento grazie alla tessitura a domicilio. La guerra e l'inflazione provocarono un tale impoverimento che tra il 1800 e il 1820 oltre un quinto della pop. viveva di elemosina. L'unica categoria sociale discriminata giuridicamente era quella dei Beisassen e dei dimoranti, spesso poveri. Privati della cittadinanza com., questi individui non solo non beneficiavano del diritto di voto a livello com., ma erano pure esclusi dallo sfruttamento dei beni dei Tagwen. Inoltre dovevano pagare annualmente una tassa di soggiorno. A differenza dei dimoranti forestieri, i Beisassen in qualità di cittadini glaronesi godevano dei diritti politici sul piano cant. L'emarginazione si fece sentire soprattutto per la pop. rurale. In seguito alla sua diminuzione, anche la discriminazione divenne meno marcata.

La ripresa del settore tessile a partire dal 1820 portò alla nascita di due nuovi gruppi sociali, gli industriali e gli operai di fabbrica. Gli industriali si affiancarono presto ai grandi commercianti in cima alla piramide sociale ed ebbero anche accesso alle più alte cariche politiche. Dalla seconda metà del XIX sec., gli operai costituirono più della metà della pop. attiva. La loro forza numerica si tradusse anche in una notevole influenza politica nell'ambito della Landsgemeinde. La classe operaia non risultava comunque omogenea al proprio interno, come è dimostrato anche dalle disparità salariali. Ai vertici stavano i disegnatori e gli incisori di modelli, seguiti dagli stampatori di tessuti e, un gradino più sotto, dalle tessitrici e filatrici; da ultimo vi erano i manovali. Le giornate lavorative erano lunghe e faticose. Per garantire almeno in parte la sopravvivenza della fam., tutti i suoi componenti dovevano lavorare in fabbrica. Le perdite di guadagno dovute a malattia, invalidità o vecchiaia non erano quasi per nulla coperte. Di fronte a questa situazione, si confermò valida la tradizione di coltivare verdure e patate e di tenere qualche capra.

A partire dall'ultimo quarto del XIX sec., il quadro sociale divenne più variegato, non da ultimo grazie all'arrivo di qualche centinaio di operai it., impiegati nell'industria tessile e nell'edilizia. Essi portarono non solo una lingua e una mentalità diverse, ma rafforzarono anche il peso della componente catt., nel 1850 ridotta ormai a un ottavo della pop. totale. Nei settori commerciale e artigianale, gli immigrati provenivano soprattutto dalla Germania e dall'Austria. Negli anni attorno alla prima guerra mondiale, gli stranieri costituivano quasi il 9% della pop., una percentuale che rimase sostanzialmente stabile fino al 1950.

Tra il 1950 e il 1970, la quota degli stranieri passò al 18%. Nonostante i timori di "inforestierimento", la convivenza rimase pacifica. Dagli anni 1980-90 i nuovi immigrati provengono prevalentemente dai Paesi dell'ex Iugoslavia (2706 persone, pari al 34% della pop. straniera nel 2000) e dalla Turchia (913 persone, 12%). La loro integrazione costituisce un compito impegnativo per i com. e il sistema scolastico.

<b>Glarona (cantone)</b><br>Manifesto pubblicitario per Braunwald, centro di cura e per la pratica del turismo invernale, realizzato da  Herbert Leupin,  1942 (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>
Manifesto pubblicitario per Braunwald, centro di cura e per la pratica del turismo invernale, realizzato da Herbert Leupin, 1942 (Biblioteca nazionale svizzera).
(...)

Autrice/Autore: August Rohr / mku

5.4 - Cultura e istruzione, Chiese e vita religiosa

Agli inizi del XIX sec., la religione e le Chiese esercitavano ancora un'influenza determinante sulla vita quotidiana. La dottrina cristiana costituiva il principale riferimento in ambito morale, e le Chiese erano attive non solo nella sfera religiosa, ma anche nel campo dell'insegnamento e dell'assistenza ai poveri. Nei singoli com. era il concistoro (Stillstand), composto dall'ecclesiastico, dai Consiglieri e dal pres. del Tagwen, ad assumere compiti di sorveglianza. Sul piano organizzativo e spirituale vi era però una netta divisione tra rif. e catt. La minoranza catt. risultava tutelata dalla separazione confessionale sul piano istituzionale. Da parte rif. esistevano 15 com. parrocchiali, i cui rappresentanti religiosi erano riuniti nel sinodo, che comprendeva anche quattro membri del Consiglio rif. che godevano del diritto di voto. Per quanto riguarda i catt., esistevano solo due parrocchie (Näfels e G.), separate dalla diocesi di Costanza nel 1814 e sottoposte all'amministrazione provvisoria della diocesi di Coira nel 1819.

La pace confessionale venne bruscamente rimessa in causa nel corso degli anni 1830-40. La contesa nacque attorno alle modalità di svolgimento della festa annuale in onore dei caduti glaronesi nella battaglia di Näfels. Nella Landsgemeinde del 1834 i rif. avanzarono la richiesta di rendere l'evento una festa cant. La decisione presa nel 1835 di affidare il sermone alternativamente a un pastore rif. e un prete catt. venne subordinata da parte catt. al consenso delle alte autorità religiose, ciò che i rif. considerarono un'indebita ingerenza estera. Il conflitto sfociò nell'abolizione della separazione confessionale del cant. La nuova Costituzione garantì l'autonomia decisionale in materia ecclesiastica alle due confessioni, ma non pose fine ai contrasti: nel 1838 i sacerdoti catt. vennero costretti all'esilio; inoltre la diocesi di Coira venne diffidata dall'intromettersi nelle questioni ecclesiastiche cant. Solo 20 anni più tardi il rapporto tra rif. e catt. tornò a normalizzarsi.

Negli anni 1870-80, la decisione della Landsgemeinde di attribuire l'istruzione, l'assistenza ai poveri e lo stato civile a enti pubblici laici portò a un ulteriore ridimensionamento dell'influenza ecclesiastica. I restanti compiti vennero assunti dai Consigli ecclesiastici e non più dai concistori. In seguito alla forte immigrazione, cambiò lentamente anche il rapporto numerico tra rif. e catt., la cui quota, che già nel 1930 ammontava ormai a quasi un terzo della pop., è passata al 37% nel 2000. Vennero erette una serie di nuove chiese e costituiti ulteriori com. parrocchiali e parrocchie. La nuova Costituzione del 1988 confermò la protezione e l'autonomia accordata alle Chiese cant. rif. e catt. in un'epoca in cui già il 10% della pop. dichiarava di appartenere a un'altra o a nessuna religione. Oggi le Chiese cant. sono confrontate con un diffuso abbandono delle pratiche religiose.

All'inizio del XIX sec., l'istruzione e la cultura risultavano ancora strettamente legate alla Chiesa. Furono religiosi a promuovere l'istruzione superiore e il miglioramento della formazione degli insegnanti e dei sussidi didattici. In seguito questi compiti vennero progressivamente assunti dallo Stato. A partire dagli anni 1830-40, persone di orientamento illuminista si riunirono in soc. di lettura. In questo contesto nacquero la Soc. cant. di canto e la Biblioteca cant., dal 1858 finanziata dallo Stato. Dal 1997 la Soc. degli amici della Biblioteca cant. promuove la lettura. In reazione alla perdita di documenti storici e oggetti antichi durante l'incendio che colpì G. nel 1861, vennero costituite la Soc. di storia e la Soc. di belle arti, le cui collezioni furono esposte nel Museo cant. a Näfels (1946) e nel Kunsthaus a G. (1952). Il gabinetto della Soc. di scienze naturali, fondata nel 1883, dal 2004 è in mostra in una fabbrica dismessa di Engi. Già nel 1905 venne costituita una scuola di musica e d'orchestra su basi private, a cui nel 1971 subentrò la scuola di musica sostenuta dallo Stato. Dal 1920 la Soc. concertistica e teatrale esercita un ruolo importante quale organizzatrice di eventi culturali, mentre la sezione glaronese dell'Heimatschutz dal 1932 promuove la tutela del patrimonio architettonico.

Autrice/Autore: August Rohr / mku

Riferimenti bibliografici

Archivi
– LAG
– LBGL
– Archivio economico glaronese, Schwanden
– Archivio del Museo cant., Näfels
Fonti
Landsbuch des Kantons Glarus mit Ergänzungen, 1807-1978
Amtsblatt des Kantons Glarus, 1847-
– J. J. Blumer, G. Heer (a cura di), Urkundensammlung zur Geschichte des Kantons Glarus, 3 voll., 1865-1915
Staatskalender des Kantons Glarus, 1885-
– A. Tschudi, Chronicon Helveticum, a cura di B. Stettler, 13 parti, 1968-2001
Gesetzessammlung des Kantons Glarus, 1978-
FDS GL, 1983-1985
Bibliografia
  • Evoluzione storiografica

    – G. possiede una ricca tradizione storiografica. Johann Peter Aebli fu autore nel 1831 della prima storia cant. (limitata però al 1438) che andava al di là della semplice narrazione cronachistica. Nel 1836 venne pubblicata la Geschichte des Landes Glarus di Johann Melchior Schuler, che ripercorre gli eventi fino agli inizi del XIX sec. Nel 1846 uscì il notevole volume dedicato a G. della collana Historisch-geographisch-statistisches Gemälde der Schweiz, curato da Oswald Heer e Johann Jakob Blumer. Nel XX sec. l'opera di riferimento è stata la storia cant. di Jakob Winteler (2 volumi, 1952-1954) che, adottando un taglio politico, comprende il periodo dalla Preistoria alla seconda guerra mondiale. Il volume Glarus und die Schweiz del 1991 è focalizzato sui rapporti tra il cant. e la Conf., mentre la Glarner Geschichte in Geschichten (2004), caratterizzata da un approccio microstorico, dedica particolare attenzione alla storia sociale e culturale. L'edizione critica del Chronicon Helveticum di Aegidius Tschudi (curata da Bernhard Stettler) e i volumi su G. delle Fonti del diritto sviz. (curati da Fridolin Stucki) ampliarono la gamma di fonti disponibili sulla storia glaronese e sviz. Sul tema dell'industrializzazione, fondamentale per la storia contemporanea del cant., già attorno al 1900 uscì una monografia di Adolf Jenny-Trümpy, mentre mancano ancora studi specifici sull'emigrazione.
  • Pubblicazioni in serie, bibliografie

    JbGL, 1865-
    Neujahrsbote für das Glarner Hinterland, 1967-
    Glarner Bibliographie, 1996-
  • Opere a carattere generale

    – G. Heer, Kirchengeschichte des Kantons Glarus, 1900
    Das Bürgerhaus im Kanton Glarus, 1919
    – E. Buss, Die Kunst im Glarnerland von den ältesten Zeiten bis zur Gegenwart, 1920
    – O. Bartel, A. Jenny, Glarner Geschichte in Daten, 3 voll., 1926-1936
    – G. Thürer, Kultur des alten Landes Glarus, 1936
    – I. Tschudi-Schümperlin, J. Winteler, Wappenbuch des Landes Glarus, 1937 (rist. 1977)
    – H. Jenny-Kappers, Der Kanton Glarus: ein beschreibender Katalog der gedruckten Landkarten und Pläne, Ortsansichten und Landschaften, von den Anfängen bis 1880, 1939
    – K. Luchsinger, Der Tagwen im Rahmen des glarnerischen Gemeindewesens, 1941
    – J. Gehring, Das Glarnerland in den Reiseberichten des 17.-19. Jahrhunderts, 1943
    – J. Hösli, Glarner Land- und Alpwirtschaft in Vergangenheit und Gegenwart, 1948
    – W. Blumer, Die topographischen Karten des Kantons Glarus, 1950
    – W. Bodmer, «Das glarnerische Wirtschaftswunder», in JbGL 55, 1952, 300-335
    – Winteler, Glarus
    – W. Stauffacher, Die Versammlungsdemokratie im Kanton Glarus, 1964
    – R. von Arx, Die Münzgeschichte des Landes Glarus, 1979
    – J. Davatz, Glarner Heimatbuch, 1980
    – J. Hösli, Die Bauernhäuser des Kantons Glarus, 1983
    Glarus und die Schweiz, 1991
    – G. Walch, Orts- und Flurnamen des Kantons Glarus, 1996
    – C. H. Brunner, Glarner Geschichte in Geschichten, 2004
  • Dalla Preistoria ai secoli centrali del Medioevo

    – F. Stucki, Beiträge zur Geschichte des Landes Glarus vor seiner Befreiung, 1936
    – R. Laur-Belart, «Hüttenböschen: ein gallorömischer Vierecktempel am untern Ende des Walensees», in JbGL, 60, 1963, 5-24
    – H. R. Sennhauser, «Die ältesten Kirchen des Kantons Glarus», in JbGL, 65, 1974, 46-99
    – M. P. Schindler, «Archäologische Funde im Kanton Glarus», in Minaria Helvetica, 13a, 1993, 14-33
    – M. Pörnbacher, Vita Sancti Fridolini, 1997
    – AA. VV., "Heidenhüttli", 1998
    – J. Landolt, Das Land Glarus bis zur Schlacht bei Näfels 1388, a cura di H. Laupper, G. Studer, 2001
    – H. R. Sennhauser (a cura di), Frühe Kirchen im östlichen Alpengebiet, 2 voll., 2003
    – AA. VV., «Neue Sicht auf die «Walenseetürme»», in ASSPA, 87, 2004, 33-70
    – C. M. Schindler, Zum Quartär des Linthgebiets zwischen Luchsingen, dem Walensee und dem Zürcher Obersee. Beiträge zur Geologischen Karte der Schweiz, fasc. 169 (n.s.), 2004
  • Dai secoli centrali del Medioevo alla fine del XVIII secolo

    – F. Krebs, Kritische Betrachtungen über die Seuchengeschichte des Standes Glarus zur Zeit der Vogteien, 1923
    – F. Kundert, Die Lebensmittelversorgung des Landes Glarus bis 1798, 1936
    – J. Gehring, Glarnerische Musikpflege im Wandel der Zeiten, 1939
    – H. Spälty, Die Stellung des alten Landes Glarus in den "Gemeinen Herrschaften", 1939
    – F. Stucki, «Die Glarner Bundesbriefe», in JbGL, 55, 1952, 9-45
    – W. Meyer, «Die mittelalterlichen Burgen und Wehranlagen des Kantons Glarus», in JbGL, 65, 1974, 192-242
    – E. Vischer (a cura di), Vom ältesten Glarus, 1975
    – P. Schwitter, Das Kapuzinerkloster Näfels 1675-1975, 1975
    – A.-L. Head-König, «Quelques remarques sur l'émigration des régions préalpines», in RSS, 29, 1979, 181-193
    – A. Müller, Das Strafrecht im alten Lande Glarus seit der Befreiung von 1387 bis zur Helvetik, 1981
    – B. Veyrassat, Négociants et fabricants dans l'industrie cotonnière suisse 1760-1840, 1982
    – M. Wick, «Der "Glarnerhandel"», in JbGL, 69, 1982, 47-240
    – F. Stucki, H. Thürer (a cura di), Grosse Glarner, 1986
    – D. Schindler, Werdenberg als Glarner Landvogtei, 1986
    – W. Meyer, «Das Glarnerland im 14. Jahrhundert», in Neujahrsbote für das Glarner Hinterland, 22, 1988, 105-126
    – F. Glauser, «Von alpiner Landwirtschaft beidseits des Sankt Gotthards, 1000-1350», in Gfr., 1, 1988, 5-173
    – A.-L. Head-König, «Le contrôle de la fécondité en milieu préalpin», in Annales de démographie historique, 1988, 99-109
    – H.-R. Stauffacher, Herrschaft und Landsgemeinde, 1989
    – A.-L. Head-König, «Frontières culturelles et régime démographique catholique et protestant dans la vallée de la Linth (canton de Glaris) en Suisse aux XVIIIe et XIXe siècles», in Régimes démographiques et territoires, 2000, 215-224
    – A.-L. Head-König, «Réseaux familiaux, clientélisme, patronage et confession en pays de montagne (le pays de Glaris, XVIe-XVIIIe siècles)», in Famille, parenté et réseaux en Occident (XVIIe-XXe siècles), a cura di A.-L. Head-König et al., 2001, 181-194
    – E. Tremp, «Wie fromm waren die alten Glarner?», in JbGL, 82, 2002, 9-41
  • XIX e XX secolo

    – A. Jenny-Trümpy, Handel und Industrie des Kantons Glarus, 2 voll., 1898-1902
    – J. Trüb, Die öffentlichen Wohlfahrtseinrichtungen des Kantons Glarus am Ende des 19. Jahrhunderts, 1902
    – H. Speich, Betrachtungen zur glarnerischen Sozialpolitik, 1926
    – C. Meier, Die Sozialpolitik des glarnerischen Gewerkschaftskartells während der letzten 30 Jahre, 1947
    – J. Winteler, Glarus und der Sonderbund, 1948
    – E. Dürst, Die wirtschaftlichen und sozialen Verhältnisse des Glarnerlandes an der Wende vom 18. zum 19. Jahrhundert, 1951
    – B. Becker, Die Glarner Landsgemeinde 1861-1878, a cura di E. Vischer, 1952
    – H. Fritzsche, «Die erste neuzeitliche Zivilprozessordnung des Kantons Glarus vom 9. Juli 1837», in JbGL, 55, 1952, 149-192
    – H. Landolt, Die Schule der Helvetik im Kanton Linth 1798-1803 und ihre Grundlagen im 18. Jahrhundert, 1973
    – G. Heer, U. Kern, Industrialisierung und Fabrikarbeiterschaft, mem. lic. Zurigo, 1978
    INSA, 4, 405-491
    – S. Oberhänsli, Die Glarner Unternehmer im 19. Jahrhundert, 1982
    – E. Vischer, Heimat und Welt: Studien zur Geschichte einer schweizerischen Landsgemeinde-Demokratie, 1983
    – J. Davatz, H. Laupper, Der Kartograph Rudolf Leuzinger, 1826-1896, und 500 Jahre Glarnerland im Kartenbild, cat. mostra Glarona, 1984
    – J. K. Siegenthaler, Konflikte der Industrialisierung, 1985
    – R. Hertach, Hoochvertruuti, liebi Mitlandlüüt: lebendige Glarner Landsgemeinde, 1887-1986, 1987
    – C. H. Brunner, Bürger einer Welt ohne Freiheit, 1992
    – S. Peter-Kubli, Gäste und Gastgeber im Glarnerland, 1992
    – AA. VV., Helvetischer Bilderbogen: Kanton Linth 1798-1803, 1998
    – H. Stüssi, Wasserkraft, 2000
    – D. Speich, Helvetische Meliorationen, 2003
    – AA. VV., Industriekultur im Kanton Glarus, 2005

Autrice/Autore: Hans Laupper / mku