Sassonia

Consulti questa voce sul nuovo sito web del DSS (versione Beta)

Ex ducato e principato elettorale ted., regno dal 1806 al 1918 (nell'Impero ted. dal 1871), Stato libero dal 1918 (con interruzioni negli anni 1933-45 e 1952-90) e Land ted. dal 1990. Grazie alle risorse minerarie (ferro, argento, lignite), sin dal ME la S. fu una delle regioni ted. più ricche. La città di Lipsia, che nel XVI sec. si affermò come centro di fiere, controllava buona parte del commercio verso l'Europa orientale, a cui presero parte in misura determinante anche cittadini sviz. Mercanti sangallesi si stabilirono a Lipsia già verso la metà del XV sec. Case commerciali sviz. vendevano tessili destinati soprattutto alla Polonia e alla Scandinavia in cambio di merci della Sassonia (principalmente lana, talvolta anche argento e stagno), che esportavano in Francia e Italia. Dal XVI sec. fino al 1770 ca., la Svizzera importò dalla S. grandi quantità di tessuti di lana e lana di pecora. Nel XVIII sec. la concorrenza tra le industrie tessili sviz. e sassoni si accrebbe. Nel 1746 Berna prestò dei capitali alla S., confrontata con difficoltà finanziarie in seguito al pagamento di contributi alla Prussia, allo scopo, tra l'altro, di garantire lo svolgimento delle fiere a Lipsia; ciò dimostra l'importanza dell'economia sassone per i cant. sviz. Chemnitz, assurta a fiorente città industriale nel XIX sec., fu un luogo di formazione dei tecnici tessili sviz. fino agli anni 1930-40. I diplomati dell'Acc. mineraria di Freiberg promossero l'estrazione del sale in Svizzera. Nel 2007, ca. 120 imprese sviz. avevano una propria sede in S. All'inizio del XXI sec. i contatti professionali tra i centri di formazione sviz. e sassoni erano numerosi. Grazie al suo potere economico, la S. ebbe una ricca vita culturale, che attirò anche degli Svizzeri, come Anton Graff, pittore di Winterthur, che nell'ultimo terzo del XVIII sec. divenne il ritrattista della corte di Dresda; fu lui a coniare il termine di Svizzera sassone per designare il massiccio dell'Elbsandsteingebirge. Dopo la rivoluzione del 1848-49, la Svizzera beneficiò dal canto suo degli impulsi culturali trasmessi dai rifugiati politici sassoni, come Gottfried Semper e Richard Wagner. Numerose case editrici sviz. sono presenti alla fiera annuale del libro di Lipsia.


Bibliografia
– F. Lendenmann, Schweizer Handelsleute in Leipzig, 1978
– R. Gross, B. Förster, «Politische Emigration aus Sachsen in die Schweiz 1848-1862», in SF, 25, 1999, 111-144
Die Schweiz und Sachsen in der Geschichte, 2004

Autrice/Autore: Karin Marti-Weissenbach / ato