• <b>Monaco di Baviera</b><br>Manifesto di una radio prodotta dalla ditta Siemens-Albis, stampato verso il 1942 da Paul Bender a Zollikon (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste). L'impresa Siemens aprì filiali specializzate nella telefonia dapprima a Zurigo (1900) e poi a Losanna e Berna. Nel 1935 la Siemens rilevò gli stabilimenti della Albiswerke a Zurigo, trasformandoli in un'importante impresa attiva nel settore dei sistemi telefonici e degli apparecchi radio (Siemens-Albis).

Monaco di Baviera

Città capitale della Baviera, situata lungo l'Isar, terza della Germania per numero di ab. (ca. 1'280'000 nel 2005). Attestata per la prima volta nel 1158, dal 1255 al 1918 fu residenza dei Wittelsbach; dal 1821 è pure sede dell'arcivescovo di M. e Freising.

Durante il ME M., a differenza di altre città bavaresi (fra cui Norimberga), intrattenne con la Conf. e i Paesi alleati solo relazioni sporadiche, riguardanti spec. il commercio del sale. Principale centro catt. della Germania dopo la Riforma, la cui economia prosperò fino alla guerra dei Trent'anni (1618-48), subì la forte influenza culturale dei gesuiti, stabilitisi nella città dal 1559. La provincia della Germania meridionale di quest'ultimo ordine comprendeva sia i cant. catt. della Conf. sia la maggior parte dell'odierna Baviera, inclusa M., e fu caratterizzata da frequenti passaggi di religiosi da una regione all'altra. Prima di divenire padre provinciale, Franz Xaver Amryhn fu, ad esempio, professore di teol. a Lucerna, sua città natale, e a M., dove fu anche predicatore di corte (1701-14). Mecenati delle arti e delle scienze, nel XVI e XVII sec. i Wittelsbach, duchi di Baviera, chiamarono spesso artisti sviz. a M. Nel 1523 il basilese Ludwig Senfl divenne maestro della cappella di corte. Il grigionese Enrico Zuccalli, dal 1672 architetto, poi capo architetto della città, divenuta residenza del principe elettore nel 1623, fu un eminente esponente del periodo barocco di ispirazione it. dell'architettura monacense. Ampliò il castello di Nymphenburg, ultimò la chiesa dei teatini dedicata a S. Gaetano e realizzò il castello di Lustheim nel parco di Schleissheim, situato fuori città. Nella seconda metà del XVIII sec. il ticinese Francesco Antonio Bustelli, "figurista" (modellatore, 1754-63) nella manifattura di porcellana di Nymphenburg, fondata nel 1747, realizzò alcune delle opere di maggior pregio della statuaria in porcellana di epoca barocca, fra cui in particolare alcune figure in stile rococò della commedia dell'arte. Nel XVII e XVIII sec. artisti di M. collaborarono invece alla costruzione di opere barocche nei cant. catt., come ad esempio il pittore di corte Karl Nikolaus Pfleger, che lavorò alla chiesa dei gesuiti di Lucerna, e Johann Kaspar Sing, attivo a Einsiedeln.

Sotto re Luigi I (1825-48) M. - dal 1806 capitale dell'elettorato di Baviera - divenne un centro intellettuale e culturale di importanza europea, tra l'altro grazie alla creazione dell'Acc. di belle arti (1808), al trasferimento da Landshut a M. dell'Univ. (1826), fondata nel 1472, e alla promozione dell'Acc. bavarese delle scienze, istituita nel 1759. La cerchia attorno al pubblicista Joseph von Görres, figura di riferimento del cattolicesimo politico ted. fino al 1848, influenzò anche gli ambienti conservatori della Svizzera catt. Attratti da professori come von Görres e Ignaz von Döllinger (1799-1890), storico della Chiesa, nel ventennio 1830-50 numerosi Svizzeri studiarono storia, teol. o diritto o si perfezionarono in queste materie presso l'Univ. di M. Tra di essi figurarono Carl Johann Greith, futuro vescovo di San Gallo, Philipp Anton von Segesser, politico lucernese, o Josef Gmür, pubblicista e mentore della Soc. degli studenti sviz. Anche Bernhard Meyer, uno dei capi del Sonderbund, frequentò brevemente questa cerchia durante il suo esilio. Nello stesso periodo nel salotto di Emilie Linder, Basilese convertitasi al cattolicesimo, si incontravano spec. artisti e eruditi catt. Nel suo Enrico il Verde Gottfried Keller eresse un monumento letterario alla città. Dopo la fondazione dello Stato fed. alcuni Svizzeri residenti a M. - tra cui il pittore Wilhelm Rudolf Scheuchzer, di Zurigo, e il professore argoviese di incisione su rame Samuel Amsler - fondarono nel 1848 l'Ass. sviz. a M., denominata poi Soc. sviz. di mutuo soccorso e dal 1940 Soc. sviz. di M. Dalla metà del XIX sec., sotto re Massimiliano II (1848-64), M. divenne un polo scientifico di richiamo anche per i Conf. Nella seconda metà del XIX sec. e all'inizio del XX furono attivi presso l'Univ. di M. alcuni affermati studiosi sviz., tra cui Johann Caspar Bluntschli, professore di diritto germ. e pubblico, Carl Wilhelm von Nägeli, botanico, Eduard Wölfflin, latinista, suo figlio Heinrich, storico dell'arte, e Gustav Hegi, botanico e futuro console generale sviz. a M. (1920-27). Nello stesso periodo l'ateneo di M. fu particolarmente apprezzato da studenti sviz. di diritto - anche della Svizzera occidentale - teol. e lettere e, in misura minore, di architettura e medicina.

Con lo sviluppo economico intervenuto nel periodo della reggenza del principe Leopoldo (1886-1912) la città visse una fioritura della musica e delle arti decorative, durante la quale a M. si formarono o furono attivi - generalmente per breve tempo - numerosi artisti sviz. provenienti spec. dall'area germanofona (quartiere degli artisti di Schwabing). Tra questi si contano il sangallese Hans Karl Eduard von Berlepsch, precursore del liberty a M. e Zurigo, il paesaggista Arnold Böcklin e Karl Greith, di Rapperswil (SG), maestro di cappella della chiesa di Nostra Signora a M. Furono attivi nella città anche incisori di rilievo, fra cui Albert Welti. Negli anni 1880-90 Emilie Welti-Herzog, apprezzata interprete di opere di Wolfgang Amadeus Mozart all'Hoftheater, assurse a notorietà anche al di fuori di M. Nel 1877 la Svizzera vi aprì un consolato generale.

Prima della rivoluzione del 1918, lo scrittore e anarchico Erich Mühsam - che nel 1919 proclamò la Repubblica dei Consigli con l'anarchico Gustav Landauer - e lo scrittore Johannes Nohl ebbero legami con la Svizzera nell'ambito della Lega socialista fondata nel 1908 da Landauer. Essi furono in contatto tra l'altro con la colonia del Monte Verità, sopra Ascona, fedele ai principi del movimento Vita sana, con il periodico anarchico Der Weckruf e con Fritz Brupbacher a Zurigo e con Margarethe Hardegger a Berna. Attraverso questa rete passava anche il contrabbando di saccarina dalla Svizzera verso la Baviera.

Dopo la prima guerra mondiale M. perse il suo ruolo di metropoli culturale e nel periodo della Repubblica di Weimar divenne un centro delle forze antirepubblicane. Tra i rifugiati che durante il dominio nazista trovarono accoglienza in Svizzera vi furono anche il professore di diritto pubblico Hans Nawiasky e il futuro primo ministro bavarese Wilhelm Hoegner. Alla fine della guerra il cant. e la città di San Gallo assunsero, nel quadro dell'opera di aiuto transfrontaliero della Svizzera orientale (Ostschweizerische Grenzlandhilfe), il patrocinio della città, distrutta dalle bombe. Negli anni 1945-49 furono distribuiti consistenti aiuti materiali, soprattutto con la fornitura di beni di soccorso e l'allestimento di 12 laboratori di cucito a M., ma anche culturali, con la donazione di libri, e umanitari. Nel 1947 e nel 1948 bambini delle scuole di M. trascorsero soggiorni di riposo di tre mesi nel cant. San Gallo. Nel maggio del 1956 all'Univ. di M. si svolse, con la partecipazione dei rettori di tutti gli atenei sviz., una settimana univ. germano-sviz. dedicata all'approfondimento delle relazioni scientifiche, dopo che alla fine della guerra a professori ted. era stata offerta l'opportunità di soggiornare in Svizzera per riallacciare contatti scientifici e personali.

Dagli anni 1960-70 l'agglomerazione di M. è divenuta uno dei principali centri scientifici (dieci univ. e scuole superiori), economici, commerciali, di servizi e comunicazioni della Germania; vi sono attive anche istituzioni e aziende sviz., in particolare nei settori dell'industria elettronica e alimentare, delle fiere e dell'editoria (Nestlé, Huber und Suhner GmbH, una filiale della Huber + Suhner, Swiss Re). Alcune imprese di M. si sono invece insediate in Svizzera, dove alcune hanno un ruolo di rilievo, come la Siemens che rilevò gli stabilimenti della Albiswerke a Zurigo (Siemens-Albis). Agli inizi del XXI sec. M. rappresenta, spec. per i Conf. dell'area germanofona, un'attrattiva meta di studio e una metropoli culturale, commerciale e turistica molto frequentata (teatro, opera, musei, Oktoberfest).

<b>Monaco di Baviera</b><br>Manifesto di una radio prodotta dalla ditta Siemens-Albis, stampato verso il 1942 da Paul Bender a Zollikon (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).<BR/>L'impresa Siemens aprì filiali specializzate nella telefonia dapprima a Zurigo (1900) e poi a Losanna e Berna. Nel 1935 la Siemens rilevò gli stabilimenti della Albiswerke a Zurigo, trasformandoli in un'importante impresa attiva nel settore dei sistemi telefonici e degli apparecchi radio (Siemens-Albis).<BR/>
Manifesto di una radio prodotta dalla ditta Siemens-Albis, stampato verso il 1942 da Paul Bender a Zollikon (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).
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Bibliografia
– H. Vietzen, Der Münchner Salzhandel im Mittelalter, 1936
Bericht über die Ausübung des Patronats von Stadt und Kanton Sankt Gallen über die notleidende Landeshauptstadt München 1945/49, 1949
HS VII
– H. Raab, «München im Vormärz», in Land und Reich, Stamm und Nation, a cura di A. Kraus, 3, 1984, 157-180
– R. Bauer (a cura di), Geschichte der Stadt München, 1992
150 Jahre Schweizer Verein München e.V. 1848-1998, 1998
– R. Bauer, Geschichte Münchens, 2003 (20052)
– J. H. Biller, H.-P. Rasp, München - Kunst & Kultur, 200618

Autrice/Autore: Franz Xaver Bischof, Maria Lehner-Helbig / sma