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Beromünster (comune)

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Comune LU, distretto e circoscrizione elettorale Sursee; (1223: villa Beronensis; 1333: Münster in Ergöwe; fino al 1934: Münster LU). Situato nell'alta valle della Wyna, B. si compone di due nuclei abitativi (il borgo, ubicato in una conca, e l'omonimo convento, situato su un colle al margine occidentale del com.), di Schwarzenbach (dal 2004), Gunzwil (dal 2009) e Neudorf (dal 2013). Il borgo è formato da tre schiere compatte di case disposte lungo una via principale e una via secondaria; dopo l'incendio del 1764 le abitazioni sono state ricostruite. Fondato prima del capitolo, il borgo si sviluppò progressivamente e divenne centro della signoria capitolare, sede di mercato e di varie corporazioni rurali, stazione doganale lucernese, capoluogo di giurisdizione e di distr. Pop: ca. 890 ab. nel 1695, 939 nel 1798, 1071 nel 1837, 1148 nel 1850, 1198 nel 1860, 973 nel 1900, 1434 nel 1950, 2358 nel 2000.

Le tracce abitative più antiche furono scoperte nel 1986, durante scavi archeologici nella zona della parrocchiale di S. Stefano. Una scheggia di selce dell'età della Pietra e frammenti di una tegola sommitale romana e di una ciotola in lavezzo risalente all'alto ME attestano la presenza di insediamenti su un lungo arco di tempo. Fino al 1798 il borgo fece parte con uno statuto speciale del baliaggio di S. Michele o Michelsamt. Infatti non doveva sottostare alla giurisdizione balivale: le infrazioni erano giudicate dal preposito capitolare, che arrestava gli omicidi e li consegnava al balivo, dunque a un tribunale esterno al borgo; unicamente il preposito, inoltre, poteva riscuotere il tributo signorile. In secondo luogo B., benché villaggio, godeva di particolari libertà civiche quali il diritto di comborghesia per ogni ab. del territorio, ed era dotato di un Consiglio. Nel 1440 sono attestati oltre a un Consiglio, di cui si ignorano origini e competenze, un Ammann e dei cittadini. Al più tardi dalla metà del XIV sec. a B. ebbero luogo un mercato settimanale e sei fiere annuali. Nel 1490 i rapporti giur. fra borgo e capitolo vennero ridefiniti: le nuove disposizioni prevedevano che quattro degli otto membri del tribunale fossero nominati dal preposito e quattro dal Consiglio. Le competenze di determinati funzionari del borgo si estendevano all'intero Michelsamt: l'Ammann, ad esempio, dirigeva gli affari di B., ma sostituiva il preposito alla presidenza del tribunale; parimenti, l'attività del cancelliere non si limitava al solo borgo.

Agli inizi dell'età moderna la strada di B. assunse rilievo quale via di collegamento fra Lucerna e Aarau; la stazione doganale, istituita attorno al 1670, dopo il 1730 era fra le più importanti del territorio lucernese. Nel tardo XVI sec. B. divenne, unitamente al villaggio di Ruswil e ai maggiori borghi lucernesi, sede di corporazioni rurali (costruttori, calzolai, sarti, fabbri, tessitori, artigiani d'arte); i vari mestieri erano organizzati perlopiù in funzione delle necessità del capitolo (lavori edili e artistici, cibo e vestiario). In passato nel com. veniva praticato l'avvicendamento delle colture; due mulini, fra le proprietà più antiche donate dai von Lenzburg al capitolo, indicano che la cerealicoltura veniva praticata un tempo in modo intensivo. Lo smembramento dei beni comuni risale al XIX sec. A nord ovest del borgo sorge il castello omonimo, una casatorre con muri spessi 70-80 cm e priva di carattere difensivo. La data di realizzazione dell'edificio è ignota, ma la muratura dovrebbe risalire al XIV sec. All'epoca il castello era abitato da un ramo dei Truchsessen von Wolhusen; nel tardo XV sec. era di proprietà del canonico Helias Helye von Laufen, che probabilmente stampò in questa dimora nel 1470 il Mamotrectus, una raccolta di espressioni difficili della Bibbia. Dal 1928 l'antica casatorre appartiene a un'ass. che vi ha allestito un museo di storia regionale. Dal X sec. a B. vi sono due parrocchie: quella del borgo, S. Stefano, e quella del capitolo, gestita da un prete secolare. Parroco legittimo di S. Stefano è il preposito del capitolo, che però si fa sempre sostituire da un prete secolare. La chiesa di S. Stefano è più antica della collegiata: nell'VIII sec. venne costruito un edificio in legno, sostituito nel X sec. da uno in pietra, il cui coro venne ristrutturato nel XII sec.; nel 1469 venne eretta una nuova chiesa, di maggiori dimensioni. L'edificio attuale, risalente al 1623, è stato rinnovato nel 1985-86.

Durante l'Elvetica B. fu centro amministrativo del distr. lucernese di Münster; nel 1803 il borgo fu assegnato al distr. di Sursee. Negli anni 1803-14 vi ebbe sede il tribunale com. di Münster, competente anche per Gunzwil, Pfeffikon, Schwarzenbach, Rickenbach e Ludigen (com. Römerswil), dal 1813 al 1913 quello distr. di Münster, competente anche per Gunzwil, Neudorf, Pfeffikon, Rickenbach e Schwarzenbach. Dal 1831 esistono a B., come in molte località lucernesi, quattro strutture pubbliche: il com. degli ab., il com. patriziale, che si occupa dell'assistenza sociale e gestisce le case per anziani, la corporazione, che in qualità di successore dell'antica comunità del borgo ne amministra le proprietà fondiarie (bosco e fattorie) e cura l'approvvigionamento idrico del com., e infine la parrocchia.

A partire dal XVIII sec. a B., come in tutta la valle della Wyna, l'industria domestica rivestì un ruolo di primaria importanza. Fino all'inizio del XIX sec. molti ab. lavorarono per fabbricanti di cotone argoviesi. Dopo il crollo dell'industria cotoniera venne introdotta la produzione, sempre per committenti argoviesi, dapprima di tessuti colorati e poi spec. di paglia intrecciata. Nonostante l'apertura della linea ferroviaria B.-Reinach (AG), avvenuta nel 1906, a B. non sono sorte aziende industriali degne di nota; il trasmettitore a onde medie di B. si trova sul territorio di Gunzwil. Nel 1990 il 7% della pop. attiva operava nel settore agricolo, il 34% nei settori dell'industria, dell'artigianato e del commercio e il 59% nei servizi. Alla scuola capitolare è subentrata nel 1964 una scuola cant. (che dal 1977 rilascia certificati di maturità); dal 1959 vi ha sede un internato per studenti.


Bibliografia
– P. A. von Segesser, Rechtsgeschichte von Stadt und Republik Luzern, 4 voll., 1850-1858
– A. Dormann, J. Wallimann, Die Geschichte der Pfarrei St. Stephan Beromünster, 1959
– F. Glauser, J. J. Siegrist, Die Luzerner Pfarreien und Landvogteien, 1977
– A. Suter, Beromünster einst und jetzt, 1986
– G. Egloff, Herr in Münster: Die Herrschaft des Kollegiatstiftes St. Michael in Beromünster in der luzernischen Landvogtei Michelsamt am Ende des Mittelalters und in der frühen Neuzeit (1420-1700), 2003

Autrice/Autore: Anton Gössi / vfe