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Escholzmatt

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Com. LU, distr. Entlebuch; (1160: Askolvismatte; 1240: Askoltispach e Asholtismate; 1275: Aeschelmat). Situato sullo spartiacque fra la Grosse e la Kleine Emme, E. si estende su una superficie di 61,41 km2 fra i 753 e i 2090 m (Schrattenfluh presso Hengst). Il villaggio di E. è situato nell'ampia valle principale e comprende gli insediamenti di Lehn, Feldmoos, Wiggen e Dürrenbach. Pop: 900 ab. nel 1650 ca., 3348 nel 1850, 3127 nel 1900, 3509 nel 1950, 3229 nel 2000.

Nell'alta vallata della Kleine Emme le terre e i diritti erano proprietà dei signori von Lützelflüh, Sumiswald e Trachselwald, che furono poi sostituiti, nel XIII sec., dai baroni von Wolhusen; alla fine del sec. Diethelm von Wolhusen vendette E. ai duchi d'Asburgo. Nel 1313 il barone Johann von Wolhusen cedette la fortezza di E. a Leopoldo d'Austria; i Wolhusen rimasero però vassalli degli Asburgo fino all'estinzione della loro fam. (1370). Nel 1405 Lucerna acquisì l'Entlebuch dagli Asburgo a titolo di pegno e ne fece un baliaggio. Come titolare della signoria di Wolhusen, dalla fine del XIV sec. Lucerna rivendicò l'alta giurisdizione su Trub, Schangnau, Marbach e E.; quando Berna ottenne, con la circoscrizione di Ranflüh, l'alta giurisdizione su questa stessa zona (1408), scoppiò un conflitto di competenze fra le due città, risolto nel 1470 con il cosiddetto accordo della Völlige Richtung, in base al quale Lucerna ottenne Marbach e E. Nel 1596, con la divisione dei boschi d'alto fusto, Lucerna creò il baliaggio (Amt) di E., al quale apparteneva anche Marbach. E. fu il luogo di origine di Christian Schibi (monumento commemorativo), uno dei protagonisti della guerra dei contadini del 1653. Durante l'Elvetica E. fece parte del distr. di Schüpfheim; dal 1803 al 1913 il distr. di E. costituì una circoscrizione giudiziaria autonoma. Dalla fine del XVI sec. esiste a E. una scuola; un promotore dell'insegnamento scolastico fu nel XVIII sec. il parroco Franz Josef Stalder, che si fece conoscere come iniziatore dello Schweizerisches Idiotikon.

Nel XII sec. i baroni von Sumiswald fondarono sul loro allodio la chiesa parrocchiale di E., che nel 1225 fu ceduta da Lüthold von Sumiswald alla commenda dell'ordine teutonico di Sumiswald. Più tardi la chiesa passò nelle mani dei signori von Thorberg. Nel 1341 il cavaliere Berchtold von Thorberg vendette i diritti di patronato ai fratelli Rust di Wolhusen; per via ereditaria questi passarono attorno al 1400 ai signori von Luternau. Fino alla Riforma E. fece parte del decanato di Lützelflüh (arcidiaconato di Borgogna), poi al decanato di Sursee e dal 1916 al decanato dell'Entlebuch. La chiesa fu trasformata e ricostruita a diverse riprese, in particolare nel 1338, 1482, 1665 e 1754-57 (Jakob Singer); negli anni 1893-94 August Hardegger fece costruire al posto della chiesa originaria un monumentale edificio a tre navate in stile neogotico, restaurato ed esaminato dal profilo archeologico nel 1983-85. Un ritratto di S. Anna, proveniente dal convento di Trub, è conservato nella cappella dedicata alla santa sullo Schwendelberg, risalente al 1613. Nel 1947 è stata edificata la chiesa rif. di E.

Dal XVIII sec. il villaggio conobbe un ampliamento; dopo la costruzione del ponte di Seltenbach negli anni 1828-29 si formò il nuovo quartiere di Änetbrügg. Dal 1870 al 1970 fu in attività la fabbrica tessile Feldmoos, mentre nel 1883 venne aperta la fabbrica di liquori di E. Malgrado la costruzione della linea ferroviaria Berna-Lucerna e l'apertura di una stazione nel 1875, E. ha mantenuto a lungo il carattere di villaggio contadino. Nel XX sec., e in particolare all'inizio del sec. successivo, si sono insediate lungo la strada cant. piccole imprese artigianali e industriali, anche se l'agricoltura (spec. produzione lattiera, allevamento) resta un settore importante. Mentre nel 1965 il 58% degli occupati lavorava nel settore primario e il 27% nel secondario, nel 2000 il primario dava lavoro a un quinto e il secondario a più dei due quinti degli attivi. Nel 1978 è stata aperta a E. la casa medicalizzata per anziani Sunnematte per il distr. dell'Entlebuch.


Bibliografia
– O. Studer, Entlebucher Heimatarchiv in Escholzmatt, 1973
MAS LU, n.s., 1, 1987, 88-147
– AA. VV., Erleben Sie das alte Escholzmatt, 1999
– O. Wicki, A. Kaufmann, Aus alter Zeit: Geschichten und Bilder aus dem Entlebuch, 2003

Autrice/Autore: Anton Kottmann / sgh