15/02/2016 | segnalazione | PDF | stampare | 

Herzogenbuchsee

Nell’edizione a stampa questo articolo è corredato da immagini. È possibile ordinare il DSS presso il nostro editore.

Com. BE, distr. Wangen; (886: Puhsa; 1220: Buchse; 1301: Herzogenbuchze, per distinguerlo da Münchenbuchsee). Situato nella valle della Önz, il villaggio è il com. più importante del distr. e comprende anche l'antica frazione di Holz. Pop: 481 ab. nel 1764, 1525 nel 1850, 2533 nel 1900, 3790 nel 1950, 5338 nel 2000.

Abitato dalla Preistoria, come dimostrano i reperti isolati del Neolitico (a Löli) e forse dell'età del Bronzo (nel villaggio), ma anche tumuli della cultura di Hallstatt (Oberwald, Unterwald), il territorio di H. è ricco di testimonianze dell'epoca romana: una villa con mosaici sul Kirchbühl, un acquedotto di tufo scoperto in zona cimitero/Kappelifeld, reperti isolati e monete provenienti dai siti di Sandacker, Rechenberg e Biblis. Nell'886 H. apparteneva alla stirpe di Adalgoz, che in seguito a una permuta vi acquisì beni dell'abbazia di San Gallo. Nell'XI sec. faceva parte dei possedimenti detenuti dai conti von Rheinfelden nell'Alta Argovia; Agnes, figlia di Rudolf von Rheinfelden (Rodolfo di Svevia) e moglie del duca Berchtold II von Zähringen, verso il 1093 donò all'abbazia benedettina di Sankt Peter (Foresta Nera) beni e diritti a H. e nella valle della Önz. Dopo il 1218 altri possedimenti passarono dai von Zähringen ai von Kyburg (baliaggio di Gutisberg). Sotto i von Kyburg-Asburgo, H. costituì un baliaggio autonomo con tribunali di alta e di bassa giustizia, amministrato - dal 1313/63 come feudo austriaco - da un funzionario dei von Kyburg (minister nel 1264, scoltetto dal 1372 al 1383). La chiesa (probabilmente l'antica chiesa fortificata menz. nel 1128), il cimitero e un piccolo insediamento urbano erano protetti da mura e fossati; il complesso servì da rifugio agli ab. del villaggio durante la guerra del Gümmenen (1331-33), l'invasione dei Gugler (1375) e la guerra dei contadini (1653). Per far fronte ai debiti, i von Kyburg cedettero H. in pegno ai conti de Neuchâtel-Nidau (dal 1356 al 1375, anno in cui si estinsero) e in seguito ai signori von Grünenberg. Con il langraviato di Borgogna, nel 1406 Berna acquisì dai von Kyburg anche la giurisdizione di H. (hof ze Buchsi) con il tribunale. Dopo aver riscattato il pegno dei signori von Grünenberg, Berna fece codificare lo statuto del baliaggio in occasione di una Dieta tenuta a H. (1407). La signoria fondiaria e giurisdizionale di H., oltre alla località omonima comprendeva anche Oberönz, Niederönz, Röthenbach, Heimenhausen e Wanzwil; nei procedimenti criminali il tribunale di H. estendeva le sue competenze sulle cittadine di Huttwil, Wangen e sul villaggio di Ursenbach. Per l'alta giustizia H. fu in seguito sottoposto da Berna al nuovo baliaggio di Wangen, creato per la gestione dei possedimenti bernesi in Alta Argovia.

La chiesa di S. Martino (attestata indirettamente nell'886) fu edificata sul sito di una villa romana del II-III sec., dove almeno tre edifici precedettero la chiesa attuale, costruita nel 1728. Verso il 1108 passò insieme ad altre donazioni all'abbazia di Sankt Peter, che istituì una prepositura a H., la cui avogadria - detenuta dai von Zähringen - dopo il 1218 passò ai conti von Kyburg (risp. ai titolari del loro pegno) e infine a Berna (dal 1406). La prepositura non era un convento bensì un centro ecclesiastico, amministrativo e giudiziario con una corte (Meierhof) annessa. Il preposito, un monaco proveniente da Sankt Peter, assistito da un prete secolare, non era tenuto soltanto a occuparsi della parrocchia, che oltre a H. comprendeva i com. solettesi di Aeschi, Burg, Bolken, Etzikofen (fino al 1528) e il com. bernese di Rütschelen (fino al 1549), ma doveva anche gestire una corte (Meierhof), esente da oneri signorili; amministrava pertanto sia la signoria fondiaria sia i diritti di patronato sulle chiese di H., Seeberg e Huttwil. Deteneva anche competenze di bassa giustizia, concesse dai von Kyburg; in veste di signore giustiziere il preposito in primavera e autunno convocava i suoi censuari al placito (Dinghofgericht, menz. dal 1363). La corte (Meierhof), con la cappella dedicata alla Madonna (menz. nel 1220) e la piazza del tribunale, si estendeva tra la casa com. e il granaio pubblico. Durante il placito e le sessioni del tribunale criminale il preposito era tenuto a fornire il vitto ai giudici. Nel XV sec. la prepositura era in rapporti di comborghesia con Soletta e con Berna, che nel 1527 inviò propri funzionari presso tutti i conventi: il preposito di H. fu quindi sostituito da un amministratore secolare e cedette la bassa giustizia al balivo di Wangen. Dopo la secolarizzazione del 1528 un economo bernese amministrò i terreni annessi fino al loro passaggio al baliaggio di Wangen. Berna indennizzò l'abbazia di Sankt Peter per la perdita dei beni e dei diritti secolarizzati, e dei diritti di patronato su H., Seeberg e Huttwil (1557). Nella vasta parrocchia rif. di H., che comprende anche i 13 com. di Berken, Bettenhausen, Bollodingen, Graben, Heimenhausen, Hermiswil, Inkwil, Niederönz, Oberönz, Ochlenberg, Röthenbach, Thörigen e Wanzwil, vennero creati altri tre uffici di pastore nel 1861, 1954 e 1968. Nel 1953-54 fu costruita la chiesa catt. nella località di Heimenhausenfeld.

Nel tardo ME il villaggio, dedito all'avvicendamento delle colture, era una sede di mercato della campagna bernese; oltre al mercato settimanale, ogni anno si tenevano quattro fiere. Alla campicoltura si affiancarono presto attività artigianali e commerciali con aziende di importanza regionale (locande, fucine, officina del fabbro, tintoria, bottega). Uno statuto com. del 1533 sostituì il diritto del Dinghof, risalente al XIV sec. Durante la guerra dei contadini (1653), la posizione centrale fece di H. un punto di ritrovo per gli insorti. Il villaggio fu teatro dello scontro, in cui le truppe bernesi del generale Sigmund von Erlach sconfissero i combattenti rimasti delle truppe contadine di Niklaus Leuenberger: lo scontro fece ca. 40 vittime tra i contadini e gli ab. di H. e il villaggio venne incendiato. Il piano della battaglia realizzato nel 1654 dall'ingegnere Johann Willading permette di capire come appariva l'insediamento in quegli anni: del nucleo antico, quasi interamente cintato di mura (il cosiddetto Städtli presso la piazza del villaggio e la via della chiesa), si sono conservati l'ex granaio pubblico (costruito nel 1581-82 sul sito della cappella dedicata alla Madonna e della piazza del tribunale; oggi museo e biblioteca com.), la casa com. (casa parrocchiale doppia, edificata nel 1753-55 al posto dell'antica sede del priorato) e le locande Zur Sonne e Zum Kreuz, costruite nel XVIII sec. Il posto doganale di H. si trovava all'incrocio dell'asse commerciale Berna-Aarwangen-Basilea con la nuova strada principale che collegava Berna all'Argovia, realizzata tra il 1756 e il 1764; la vecchia strada principale passava invece poco più a sud di H. Con l'inaugurazione delle linee ferroviarie Olten-Berna (1857) e H.-Soletta-Bienne (1857, sostituita da una linea di autobus nel 1992), H. costituì una piattaforma di transito fra Berna e il Giura fino alla costruzione della ferrovia del Gäu (1876). Ciò diede origine a un'intensa attività edilizia nel nuovo quartiere della stazione, dove si stabilirono numerose imprese, in parte appena fondate (commercio di formaggi, passamaneria a domicilio e in fabbrica, calzaturificio). Nel 1880 venne creata un'ass. di arti e mestieri. Il cambiamento strutturale da villaggio rurale e artigianale a centro industriale e di servizi fu contraddistinto dall'apertura di una fabbrica di macchine (1903), un'officina di costruzione (1933), una fabbrica di apparecchiature (1943), una fabbrica di cioccolato (1947) e una di liquori (dopo il 1950). Nei quartieri industriali di Heimenhausenfeld e Hofmatt dopo il 1960 si insediarono nuove industrie: le imprese attive nella produzione di foraggi, nella lavorazione della frutta e nella costruzione di macchine sono oggi i più importanti datori di lavoro. A H. si tengono tuttora fiere e mercati (merci, bestiame da macello, frutta e verdura). Grazie all'ampia offerta di impieghi anche nell'edilizia, nel settore bancario, nel commercio e nelle numerose industrie, il com. è stato in grado di attirare nuovi ab. e pendolari (spec. dagli anni 1960-70), ciò che ha favorito lo sviluppo dei nuovi quartieri di Farnsberg (1946), Burgerland (1964), Bleikematt (1980), Zubacker (1981), Oberönzfeld (1993). Lo sviluppo ha reso necessario dagli anni 1950-60 il potenziamento di infrastrutture com., quali gli edifici scolastici (1956, 1966), la rete del gas (1982) e i depuratori (1992). In origine la scuola di H. accoglieva gli studenti di tutta la parrocchia rif., che poi trovarono spazio negli ist. aperti dai com. "esterni" (fra il 1645 e il 1720). Il villaggio assunse nuovi compiti di importanza regionale con la scuola secondaria, fondata nel 1835 (consorzio scolastico con 14 com.), la scuola professionale, la prima scuola bernese di economia domestica (annessa alla prima locanda senza alcol, del 1890), il centro di terapia e riabilitazione Wysshölzli (fondato nel 1892 risp. 1932), l'ospedale distr. (1905-25, ricostruito nel 1971, dal 2000 parte dell'ospedale regionale dell'Alta Argovia), la casa per anziani (dal 1980, al posto della precedente casa di riposo) e gli impianti ricreativi (piscina coperta e all'aperto, 1975-76). La Buchsi-Zeitung, giornale locale fondato nel 1857, divenne noto ed ebbe un'influenza politica ben oltre i confini regionali nel periodo in cui Ulrich Dürrenmatt ne fu il redattore (1880-1908). Il villaggio vanta un'offerta culturale particolarmente ricca (concerti, spettacoli teatrali, mostre) e numerose attività organizzate dalle ass. locali.


Fonti
– Pianta dell'abitato realizzata nel 1654 da Johann Willading, ZBZ-GS
FDS BE, II/2
Bibliografia
– K. H. Flatt, Errichtung der bernischen Landeshoheit über den Oberaargau, 1969
– H. Henzi, Das Ende des Bauernkrieges 1653 in Herzogenbuchsee, 1975
– H. Henzi, Die Kirche der Bergpredigt, 1978
– W. Aerni, «125 Jahre Eisenbahn in Herzogenbuchsee, 1857-1982», in Jahrbuch des Oberaargaus, 25, 1982, 197-238
– AA. VV., Herzogenbuchsee, 1985
HS, III/1, 751-761
– A.-M. Dubler, «Die Region Oberaargau», in Jahrbuch des Oberaargaus, 44, 2001, 74-114

Autrice/Autore: Anne-Marie Dubler / vfe