• <b>Repubblica democratica tedesca (RDT)</b><br>Una delegazione militare svizzera visita la RDT; fotografia del 1986  © KEYSTONE. Dopo il riconoscimento diplomatico della RDT da parte della Svizzera, tra i due Paesi ebbero luogo incontri ufficiali. Una delegazione dell'esercito svizzero si recò a Dresda sotto la direzione del capo dell'istruzione Roger Mabillard (terzo da sinistra). In quell'occasione il maggiore generale Manfred Zeh (secondo da sinistra con il cappello) illustrò loro un'area d'addestramento dell'esercito nazionale popolare.

Repubblica democratica tedesca (RDT)

Dopo la capitolazione della Wehrmacht nel 1945, la Germania fu suddivisa in quattro zone di occupazione. Come conseguenza della Guerra fredda, nel 1949 furono create la Repubblica fed. ted. (RFT) e la Repubblica democratica ted. (RDT): la prima comprendeva le tre zone di occupazione delle potenze occidentali, la seconda la zona sotto controllo dell'Unione Sovietica (il cui confine orientale fu fissato lungo la linea Oder-Neisse). La RDT fu un regime totalitario, secondo il modello delle democrazie popolari (partito unico, economia pianificata). Pienamente integrata sul piano militare ed economico nel blocco sovietico, esistette fino alla fine del conflitto est-ovest; alla caduta del muro di Berlino nel 1989 seguì la riunificazione ted. nel 1990.

1 - Zona di occupazione sovietica (1945-1949)

L'8.5.1945, giorno della resa incondizionata della Wehrmacht e quindi della fine della seconda guerra mondiale in Europa, il Consiglio fed. dichiarò cessate le relazioni diplomatiche con la Germania, dato che non esisteva più un "governo ufficiale del Reich". Il Consiglio di controllo alleato a Berlino non fu riconosciuto dall'esecutivo sviz. come governo ted.; la legazione elvetica a Berlino venne chiusa. Dato che l'amministrazione militare sovietica in Germania (Sowjetische Militäradministration, SMAD) non consentì l'esistenza di consolati dei Paesi occidentali nella propria zona di occupazione (Sowjetische Besatzungszone, SBZ), dall'agosto del 1945 la delegazione per il rimpatrio di cittadini sviz., diretta da François de Diesbach, fu l'unica rappresentanza elvetica nella SBZ. Oltre ad assistere i connazionali desiderosi di rientrare in patria - dai ca. 20'000 presenti nei territori polacchi e della Germania orientale nel maggio del 1945 si passò a soli 4500 nella SBZ nel 1947 - il suo compito era di avviare relazioni economiche con la SMAD e difendere gli interessi sviz. nella SBZ, minacciati dalle nazionalizzazioni. Tale delegazione (dal 1949 "delegazione sviz."), mai riconosciuta ufficialmente dalla SMAD, fino al 1972 rimase l'unico contatto tra Berna e Berlino Est.

Nel 1946 la Svizzera concluse un accordo di pagamento con la SMAD. Nel 1948 gli scambi commerciali e le transazioni finanziarie con la SBZ vennero regolamentati da un protocollo concluso con la commissione economica ted., che fino al 1975 rimase l'unica base legale per i rapporti economici bilaterali. Vennero importati soprattutto prodotti metallurgici, strumenti musicali e apparecchi (ottica, meccanica di precisione), ed esportati principalmente prodotti chimici e apparecchi elettrotecnici di precisione.

Autrice/Autore: Therese Steffen Gerber / mku

2 - Dalla creazione della RDT al riconoscimento da parte della Svizzera (1949-1972)

Il riconoscimento diplomatico della RDT, nata il 7.10.1949, era fuori questione per il Consiglio fed.; occorreva tuttavia stabilire relazioni, a tutela degli interessi della colonia sviz. nella nuova entità politica. La delegazione sviz. a Berlino doveva però evitare ogni gesto che la RDT, isolata sul piano intern., avrebbe potuto interpretare come una legittimazione politica della sua esistenza. Nella primavera del 1952 fallirono le trattative bilaterali relative a questioni economiche e ai risarcimenti in favore della Svizzera perché la RDT pose come condizione preliminare il suo riconoscimento. Nel 1954 la Germania orientale inviò una missione di osservatori presso la sede della commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite a Ginevra, che fece da ulteriore tramite con le autorità sviz. Tra il 1955 e il 1967 la politica nei confronti della RDT fu condizionata dai rapporti con la RFT e dalle pressioni delle potenze occidentali; l'ambasciatore della Germania ovest a Berna più volte si rivolse al Dip. politico fed. (oggi DFAE) per ribadire la pretesa della RFT di essere l'unica rappresentante legittima dello Stato ted. ("dottrina Hallstein").

Le relazioni commerciali con la RDT rimasero quantitativamente limitate e risentirono tra l'altro dell'embargo sul commercio con i Paesi dell'est. Un punto di contatto fu costituito ad esempio dalla fiera di Lipsia, a cui partecipavano commercianti sviz. La colonia elvetica nella Germania orientale, in passato consistente, si ridusse notevolmente dopo il 1949; i cittadini sviz. nella RDT furono 4257 nel 1950, 3021 nel 1956 e 1935 nel 1966 (senza le persone con la doppia cittadinanza, il cui numero crebbe rapidamente in ragione delle leggi sulla cittadinanza della RDT).

In assenza di rapporti diplomatici, fu sul piano culturale che si stabilirono contatti tra i due Stati. Tra il 1949 e il 1972 essi rimasero tuttavia discontinui e furono il risultato soprattutto di iniziative private. Nel 1951 la RDT restituì al Museo Rietberg di Zurigo una parte della collezione di arte extraeuropea avviata dal barone Eduard von der Heydt. Il Kreuzchor di Dresda e l'orchestra del Gewandhaus di Lipsia tennero diverse serie di concerti in Svizzera; nel 1971 opere della Kunstgalerie di Dresda vennero esposte a Zurigo. Relazioni si ebbero inoltre anche in ambito sportivo, ecclesiastico e scientifico. Con il clima più disteso tra le due Germanie in seguito alla nuova politica promossa dal 1967 dalla RFT (Ostpolitik), la Conf. e la RDT inviarono missioni commerciali presso la controparte; in seguito al riconoscimento reciproco da parte della RFT e della RDT, il 20.12.1972 Svizzera e Germania orientale stabilirono rapporti diplomatici.

Autrice/Autore: Therese Steffen Gerber / mku

3 - Il periodo dei rapporti diplomatici (1973-1990)

Nel 1973 i risp. ambasciatori furono accreditati a Berna e a Berlino est; nel 1975 venne sottoscritto un accordo commerciale tra i due Stati. Contestualmente furono inoltre previste trattative sui risarcimenti per i beni nazionalizzati di proprietà sviz., che però non riuscirono a essere portate a termine prima del 1990. L'ambasciata della RDT dovette chiudere il 3.10.1990; lo stesso mese, i compiti della rappresentanza sviz. a Berlino est passarono all'ambasciata a Bonn. Anche dopo il riconoscimento reciproco, la Germania orientale non rappresentò un importante partner commerciale per l'economia elvetica; la Svizzera al contrario assunse un ruolo importante per la RDT (terzo mercato di approvvigionamento per le importazioni, settimo mercato di sbocco per le esportazioni).

Bilancia commerciale Svizzera-Repubblica democratica tedesca (in milioni di frs.)
AnnoImportazioniEsportazioni
194828,33,4
194915,66,9
195126,422,5
196025,824,6
197058,5110,8
197559,8185,4
198068,5220,3
1985133,3189,8
1989145,0400,0

Fonti:Amministrazione federale delle dogane

Dopo il riconoscimento diplomatico, si intensificarono anche i legami culturali: il coro di S. Tommaso di Lipsia tenne concerti in Svizzera, opere di scrittori sviz. vennero pubblicate nella Germania orientale, la Pro Helvetia sostenne gruppi teatrali e musicali sviz. nella RDT; aumentarono anche i contatti in ambito scientifico e pubblicistico. La colonia elvetica al contrario si ridimensionò ulteriormente (da 1410 persone nel 1977 a 947 nel 1989, senza i titolari della doppia cittadinanza).

<b>Repubblica democratica tedesca (RDT)</b><br>Una delegazione militare svizzera visita la RDT; fotografia del 1986  © KEYSTONE.<BR/>Dopo il riconoscimento diplomatico della RDT da parte della Svizzera, tra i due Paesi ebbero luogo incontri ufficiali. Una delegazione dell'esercito svizzero si recò a Dresda sotto la direzione del capo dell'istruzione Roger Mabillard (terzo da sinistra). In quell'occasione il maggiore generale Manfred Zeh (secondo da sinistra con il cappello) illustrò loro un'area d'addestramento dell'esercito nazionale popolare.<BR/>
Una delegazione militare svizzera visita la RDT; fotografia del 1986 © KEYSTONE.
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Riferimenti bibliografici

Archivi
– AFS
Fonti
– DDS, 15
Bibliografia
– M. Glatz, Berlin und Ostdeutschland im Kalten Krieg 1945-1952, mem. lic. Berna, 1988
– P. Widmer, Die Schweizer Gesandtschaft in Berlin, 1997
– T. Steffen Gerber, «"Eine Abordnung mit zeitlich begrenztem Auftrag"», in Aufstieg und Niedergang des Bilateralismus, a cura di P. Hug, M. Kloter, 1999, 359-386
– E. Flury-Dasen, «"Zum Konzentrationslager gewordene Stadt": Die schweizerische Haltung zur Berlin-Krise und zum Mauerbau 1958-1962», in 1961 - Mauerbau und Aussenpolitik, a cura di H. Timmermann, 2002, 269-292
– T. Steffen Gerber Das Kreuz mit Hammer, Zirkel, Ährenkranz, 2002
– E. Flury-Dasen, «Der Arbeiteraufstand vom Juni 1953: Wahrnehmung und Reaktionen der schweizerischen Regierung, der Bundesversammlung und der Presse», in Juni 1953 in Deutschland, a cura di H. Timmermann, 2003, 130-163
– A. Flury et al. (a cura di), Die Schweiz und Deutschland 1945-1961, 2004

Autrice/Autore: Therese Steffen Gerber / mku