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Erlenbach im Simmental

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Com. BE, distr. Niedersimmental; (1180/81: Arlunbach). Vasto com. di montagna con le comunità di villaggio (Bäuerten) di E., Latterbach e Ringoldingen nel fondovalle, Balzenberg, Eschlen, Thal e Allmenden su di un terrazzo. Boschi e alpeggi sono situati al di sopra degli insediamenti sparsi. Pop: 682 ab. nel 1764, 1370 nel 1850, 1518 nel 1900, 1475 nel 1950, 1668 nel 1990, 1802 nel 2000.

Già nel Paleolitico gli uomini trovavano rifugio nella grotta detta Chichlihöhle, dove furono ritrovate delle amigdale (asce bifacciali di pietra). Una presenza umana è pure attestata dal riparo di Branteschopf-Schwynbalm (Neolitico), da singoli reperti dell'età del Bronzo a Balzenberg e da ritrovamenti di epoca romana a Unterklusi, così come dalle monete romane rinvenute sullo Stockhorn. Il terrapieno in zona Chastel, di epoca sconosciuta, è di origine morenica, mentre tracce di fortificazioni tardomedievali furono ritrovate a Burg (resti di una torre), Pfrundhubel (fondamenta di una torre) e Latterbachfluh (resti di una roccaforte). La signoria, detenuta probabilmente dal 1133 dai baroni von Erlenbach, fu ereditata dapprima dai baroni von Weissenburg e passò in seguito ai baroni von Brandis nel 1368. Dal XIV sec. a E. si riuniva la Landsgemeinde di E., Diemtigen, Weissenburg e Wimmis. Nel 1393 e nel 1429/45 gli ab. di E. riscattarono le corvée e l'obbligo di pagare le imposte. Dopo aver acquisito la signoria e l'amministrazione della giustizia di E. (1439), la città di Berna riconobbe alla comunità il diritto territoriale, codificato nel 1649. In seguito E. dipese dalla castellania di Niedersimmental; dal 1798 al 1803 fece parte del cant. elvetico dell'Oberland. Menz. nel 1228, la chiesa dedicata un tempo a S. Michele, interamente affrescata, risale all'XI sec. (edificio precedente dell'alto ME, ristrutturazioni nel XIII e XIV sec., affreschi del XV sec.). Il diritto di patronato, che in origine apparteneva alla signoria, fu ceduto nel 1330 al convento di Interlaken e passò a Berna nel 1528. Il Diemtigtal fece capo alla chiesa di E. fino al 1527, quando, sotto la guida di Peter Kunz (il futuro pastore della cattedrale di Berna), la Landsgemeinde scelse di aderire alla Riforma.

Grazie alla stabilità del mercato del grano, nel XVI sec. le Bäuerten poterono dedicarsi anche all'allevamento al piano, sui maggenghi e sugli alpeggi. Fu istituita la grande fiera del bestiame di S. Michele, che attirava soprattutto commercianti it. All'esportazione di bovini, cavalli e formaggio è dovuto il benessere del com., come dimostrano tra l'altro i magnifici edifici (costruiti in parte dopo l'incendio del 1765). La strada del Simmental (XIX sec.) e la ferrovia Spiez-Zweisimmen (stazione a E. nel 1902, fermata di Ringoldingen) favorirono il piccolo commercio e l'artigianato nei villaggi lungo questi assi di traffico (Latterbach, Ringoldingen ed E.), mentre sul fondovalle si insediarono imprese più importanti (edilizia, legname, fabbricazione di macchine e apparecchi, centrale elettrica). In seguito si svilupparono anche l'escursionismo e il turismo estivo e invernale (teleferica dello Stockhorn, sciovia nel 1969). Negli anni 1970-80, il com. si espanse al di sopra di E. e soprattutto a Latterbach, presso l'uscita autostradale di Wimmis, dove oggi risiede ca. un terzo della pop. del com. Dal 2004 le Bäuerten e la comunità scolastica sono subordinate al com. politico; sussistono invece ancora corporazioni private per lo sfruttamento dei beni comuni. Le Bäuerten più a monte sono dedite all'allevamento (pezzata rossa della Simmental), come pure alle attività alpestri e forestali. L'emigrazione favorì la trasformazione delle fattorie in case di vacanza. L'ospedale distr. (1881), la scuola secondaria (1894, consorzio scolastico E.-Diemtigen-Därstetten) e la casa per anziani (1987) assumono un'importanza sul piano regionale. La casa della fam. Agenstein (costruita nel 1766) è dal 1987 sede del museo regionale del Niedersimmental.


Bibliografia
– U. Stucky, Ortsplanung Erlenbach [im Simmental], 1975
– V. Stähli, Die Kirche von Erlenbach i. S., 1979

Autrice/Autore: Anne-Marie Dubler / ato