13/05/2002 | segnalazione | PDF | stampare

Bavaud, Maurice

nascita 15.1.1916 Neuchâtel,morte 14.5.1941 Berlino, catt., di Bottens. Figlio di Alfred, impiegato postale, e di Hélène Steiner. Celibe. Educato dai Fratelli delle scuole cristiane, avviò un apprendistato di disegnatore tecnico, poi entrò nel seminario di Saint-Ilan presso Saint-Brieuc (Bretagna) per diventare missionario. Nell'ottobre del 1938 si recò in Germania, dove tentò a più riprese di avvicinare Hitler. A metà novembre fu arrestato perché viaggiava senza biglietto; come straniero fu consegnato alla Gestapo, alla quale ammise di avere avuto l'intenzione di uccidere Hitler. Imprigionato a Berlino, il 18.12.1939 fu deferito al Tribunale del popolo (Volksgerichtshof) davanti al quale, in presenza di un difensore d'ufficio, dichiarò di aver agito da solo e di considerare Hitler un pericolo per l'umanità. Condannato a morte, fu ghigliottinato nel 1941. Il suo gesto, rimasto ignoto fino ad allora, fu celebrato nel 1976 dal drammaturgo Rolf Hochhuth, che vide in B. un nuovo Guglielmo Tell. Il carattere eroico ed esemplare di B. è stato contestato dallo storico Klaus Urner, che ha studiato il suo caso anche dal profilo psicologico. Niklaus Meienberg ha dedicato un film e un libro alla vicenda. Nel 1989 e poi di nuovo nel 1998 il Consiglio fed. ha pubblicamente ammesso che negli anni 1938-41 le autorità sviz. non si erano sufficientemente impegnate in favore di B.


Bibliografia
– R. Hochhuth, Tell 38, 1979
– N. Meienberg, Es ist kalt in Brandenburg, 1980
– K. Urner, Der Schweizer Hitler-Attentäter, 1980

Autrice/Autore: Luc Weibel / gbe