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Neuveville, La (comune)

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Com. BE, capoluogo dell'omonimo distr. francofono; (1314: Nova-villa; ted.: Neuenstadt). Situato ai piedi del Giura sulle rive del lago di Bienne, confina a ovest con il cant. Neuchâtel e comprende la frazione di Chavannes. Pop: 1178 ab. nel 1800, 1719 nel 1850, 2248 nel 1900, 2709 nel 1950, 3917 nel 1970, 3445 nel 2000 (di cui il 15,6% germanofoni).

Gli scavi effettuati nel 1984 nella Blanche Eglise hanno portato alla luce reperti dell'età del Bronzo (ceramica) e del Ferro (tracce di un insediamento) ed elementi romani (materiale di demolizione). Due tombe attestano l'esistenza di una chiesa risalente all'inizio dell'epoca carolingia o al periodo precarolingio. Il territorio di N. divenne proprietà del principato vescovile di Basilea nel 999 a seguito della donazione dell'abbazia di Moutier-Grandval, che deteneva numerosi possedimenti nella regione. Dal XII sec. anche l'abbazia di Bellelay vi riscuoteva delle decime. Prima della fondazione di N. ad opera del vescovo di Basilea verso il 1310, la storia della località si confonde con quella della regione di Nugerol, zona contesa fra il vescovo e il conte de Neuchâtel. Sullo sfondo di questi conflitti il principe vescovo Heinrich von Isny fece erigere, fra il 1283 e il 1288, la fortezza dello Schlossberg sulle alture della città attuale. Con analoghi intenti il suo successore Gérard de Vuippens decise di fondare una nuova città, segnando così la fine delle pretese territoriali dei de Neuchâtel a est del ruz de Vaux, corso d'acqua che ancora oggi definisce i confini cant. Sebbene la carta di franchigia risalga al 1312, un cittadino di N. è cit. la prima volta già nel 1310. La costruzione della città, iniziata probabilmente in quello stesso anno, proseguì fino al 1318. L'ipotesi secondo cui sarebbe stata fondata da rifugiati di La Bonneville (Val-de-Ruz), distrutta nel 1301, è scorretta. Le franchigie conferirono un'ampia autonomia al nuovo borgo, destinato a servire da avamposto per il principato vescovile e da guarnigione per lo Schlossberg. Da quel momento e fino all'occupazione dell'area meridionale del principato vescovile da parte della Francia (1797), la storia della città e quella della castellania in pratica si sovrappongono. A seguito del conflitto sorto nel 1367 fra il vescovo Jean de Vienne e la città di Berna, N. e lo Schlossberg, dove il prelato si era rifugiato, furono assediati dalle truppe bernesi, respinte dagli ab. della città. Per ricompensare la città della sua lealtà, nel 1368 il vescovo le concesse ulteriori diritti (confermati nel 1386 e nel 1539), dando così forma all'ordinamento com. che resse N. durante quattro sec. La città era amministrata da un Grande e un Piccolo Consiglio (di 12 membri ciascuno, 24 dal 1504) e da due borgomastri (uno in carica, il secondo "a riposo"). I cittadini di N. si riunivano nel "grande placito" che sostituì il placito di Sales, esistente prima della fondazione della città. Grazie alla carta del 1368 la località ottenne anche una bandiera e un diritto di leva sulle signorie della Montagne de Diesse e dell'Erguel, che le conferirono una certa indipendenza militare. N. stipulò un trattato di comborghesia con Berna nel 1388 (rinnovato nel 1633) e nel 1395 con Bienne, a cui cedette allora il diritto di leva sull'Erguel. Un primo statuto (coutumier) fu emanato nel 1604, un secondo nel 1704. Caratterizzata da una relativa tranquillità politica, nel XVII e XVIII sec. la città fu tuttavia coinvolta in una serie di disordini. I più importanti furono quelli del 1711-13 e 1714-17 che opposero N. al principe vescovo Johann Konrad von Reinach e vennero appianati, con l'intervento di Berna, tramite la convenzione di Reiben, e quelli del 1734, provocati da Jean Rodolphe Petitmaître. Sotto il regime franc. N. fu incorporata, con la parte meridionale del principato vescovile, prima nel Dip. del Mont-Terrible (1797-1800, capoluogo cant.) poi in quello dell'Haut-Rhin (1800-13). Nel 1815 passò al cant. Berna (baliaggio, poi distr. di Erlach dal 1816 al 1846). Istituito nel 1834, il com. politico coesiste con il com. patriziale. Un nuovo partito denominato Forum neuvevillois si presentò la prima volta sulla scena politica nel 1973; accanto al PRD, al PS e all'UDC nel 2005-08 deteneva 11 dei 35 seggi del consiglio com. In occasione dei plebisciti per l'autodeterminazione del 1974 e 1975, gli elettori di N. si pronunciarono a favore del cant. Berna. Dalla creazione del Consiglio del Giura bernese nel 2006, la città è sede dell'org.

Sul piano ecclesiastico la cappella di S. Ursicino, detta Blanche Eglise dal 1276, è già cit. nell'866 in una conferma dei beni dell'abbazia di Moutier-Grandval da parte di Lotario II. Da quest'ultima il diritto di patronato passò nel XII sec. all'abbazia di Bellelay. L'edificio, restaurato nel 1984-85, nel corso dei sec. subì importanti ristrutturazioni (sono state rilevate 12 tappe costruttive). Dispone di pitture parietali del XIV e XV sec. (rimaneggiate nel 1914). Una cappella dedicata a S. Caterina fu costruita nel 1312 all'interno delle mura cittadine. Berna impose la Riforma, predicata da Guillaume Farel nel 1529 e 1530. Nel XVII sec. N. fu un importante luogo di transito dei rifugiati ugonotti. Costruita sul modello del Temple du Bas di Neuchâtel, la chiesa rif. venne realizzata nel 1720 sul sito della cappella di S. Caterina e del mercato del grano. La chiesa catt. di Nostra Signora dell'Assunzione risale al 1954, la parrocchia nacque nel 1967.

Dal 1338 a N. si teneva un mercato settimanale, concesso dal vescovo Johann Senn von Münsingen. In città si formarono molto presto tre corporazioni: quella dei calzolai, quella dei vignaioli e quella dei pescatori. Sciolte una prima volta sotto il regime franc., scomparvero definitivamente nel 1869. La vita socioeconomica era imperniata sull'agricoltura, in particolare sulla coltivazione della vite che, accanto alla pesca, rimase a lungo la principale fonte di reddito. Dal XVII sec. N. dispose di una scuola lat. e dal XVIII sec. divenne un centro per l'educazione di giovani di lingua straniera (pensionati).

La posizione geografica di N., fra lago e montagna, ha limitato l'espansione urbana della città, che conserva ancora il suo nucleo antico e il muro di cinta. La costruzione della strada lungo il lago (verso il 1830) e della linea ferroviaria Bienne-Neuchâtel (nel 1860), la prima correzione delle acque del Giura (1868-91) e infine la realizzazione dell'autostrada A5 (1977) hanno tuttavia garantito una buona accessibilità. Dal XIX sec. N. conobbe uno sviluppo industriale, in particolare nel ramo orologiero, che nel 2005 offriva ancora il 36% dei posti di lavoro nel com. Le principali aziende occupavano ciascuna una cinquantina di persone: Lamineries Matthey (laminazione, 1901), Polissage Auchlin (levigatura industriale, 1945), FriFri (friggitrici industriali, 1947, trasferita nel 2008), Capsa (componenti di orologi, 1951), Rollier SA (attrezzi in metallo, 1979), Rama Watch (orologi, 1983). All'inizio del XXI sec. la viticoltura manteneva la sua importanza; la superficie dei terreni coltivati a vite diminuì solo di poco (90 ettari nel 1980, 84,8 nel 2008), principalmente per ampliare gli stabilimenti di produzione vinicola (una dozzina nel 2008). Dal XX sec. si svilupparono i servizi, spec. il turismo e i settori delle cure geriatriche e dell'educazione, con una rinomata scuola di commercio (1912), l'asilo Montagu (1864), divenuto casa di cura, l'ist. per malati cronici Mon Repos (1906, ca. 160 impiegati nel 2008) e l'atelier di architettura Oï, aperto nel 1995, che nel 2008 impiegava ca. 20 persone. Il Museo storico esiste dal 1877 (nuovi locali dal 1959) e il Museo della vite del lago di Bienne a Chavannes dal 1973.


Archivi
– APatr
Bibliografia
– A. Gross, C.-L. Schnider, Histoire de La Neuveville, 1914 (rist. 1979)
– F. Imer, La Neuveville, 1969
– A. Moser, I. Ehrensperger, Jura bernois, Bienne et les rives du lac, 1983, 124-145
– J.-M. Gertsch, A. Rothenbühler, Le refuge huguenot à La Neuveville, 1604-1715, mem. lic. Neuchâtel, 2 voll., 1985
– P. Hirt, R. Gossin, «Restauration de la Blanche Eglise de La Neuveville», in Actes SJE, 1986, 333-345
– A. Glaenzer, «Nugerol», in MN, 1996, 55-66
– N. Maillard, Recensement architectural de la Commune de La Neuveville, 2004
– F. Dubois, La Neuveville, 1797-1815, 2007

Autrice/Autore: Pierre-Olivier Léchot / gbp