• <b>Approvvigionamento economico del Paese</b><br>"Aumentare le coltivazioni o morire di fame?", manifesto delle società cooperative (1939), realizzato da  Hans Erni (Biblioteca nazionale svizzera).

Approvvigionamento economico del Paese

L'evoluzione dell'approvvigionamento economico del Paese, inteso come rifornimento di beni e servizi di importanza vitale garantito dallo Stato in caso di grave penuria, è ricostruibile a partire dal basso ME. La Svizzera, relativamente sovrappopolata e poco favorita sul piano climatico e topografico, dipendeva, in diversa misura, dall'importazione di derrate alimentari (grano, sale, vino) e materie prime (metalli). La politica di approvvigionamento dei cant. conf. era tesa ad assicurare soprattutto il rifornimento di cereali (Politica annonaria) e di Sale, sia attraverso la costituzione di scorte, la gestione della produzione, la sottoscrizione di contratti con promesse di consegna (come, ad esempio, i capitolati di Milano) sia per mezzo dell'espansione territoriale (è il caso di Argovia e Vaud). Per incrementare il grado di autosufficienza economica, i governi cant. incentivarono l'industria mineraria (ferro, carbone), l'estrazione del sale (Berna nei giacimenti di Bex) e, nel XVIII sec., nell'ambito del mercantilismo, lo sviluppo dell'industria tessile. Nei periodi in cui determinati beni scarseggiavano, le autorità ricorsero al divieto di esportazione, avviarono trattative per ottenere permessi di importazione (ad esempio la Svevia) e provvidero esse stesse al rifornimento dei viveri mancanti. Nell'inverno di carestia 1770-71, ad esempio, il principe abate di San Gallo, Beda Angehrn, fece arrivare da Venezia, attraverso i passi dei Grigioni, del grano egizio.

A livello fed., il governo si confrontò per la prima volta con serie difficoltà di approvvigionamento, in particolare di cotone e prodotti coloniali, all'inizio del XIX sec., durante il blocco continentale. Dopo il 1815 l'approvvigionamento tornò di competenza dei singoli cant.: nel 1818 il cant. Ticino stipulò un contratto con l'Austria che autorizzò l'importazione da Milano, anche nel caso di chiusura della frontiera, di 70'000 moggi di cereali e di sale l'anno. Nel 1853-54, tuttavia, quando l'Austria decretò il divieto di esportazione verso il Ticino, il governo fed. intervenne adottando provvedimenti che segnarono il suo primo intervento in materia di approvvigionamento economico. La guerra franco-prussiana (1870-71) provocò una temporanea penuria e un rincaro di carbone, ferro, petrolio e generi coloniali, e perturbazioni nei trasporti e nel sistema monetario. Nella seconda metà del XIX sec. la ferrovia e il piroscafo favorirono la divisione del lavoro sul piano intern. e, nell'ambito del processo di industrializzazione, incrementarono la dipendenza dall'estero. In Svizzera l'industria mineraria decadde quasi completamente e l'allevamento e l'economia lattiera soppiantarono la produzione cerealicola. Nel decennio 1870-80 il problema dell'approvvigionamento del pane fu sollevato soprattutto dai lavoratori. Nel 1891 il Dip. militare acquistò 300 vagoni di cereali destinati all'esercito e accrebbe successivamente le scorte a 2500 vagoni. Nel 1912, nonostante i principi del liberalismo economico, il Consiglio fed. decretò, su pressione dei vertici dell'esercito e dell'opinione pubblica, la costituzione di modeste riserve cerealicole anche per la pop. civile. Nella primavera del 1914 stipulò contratti con la Germania e la Francia per assicurare l'importazione di cereali e di carbone dopo la mobilitazione.

La prima guerra mondiale (1914-18) colse alla sprovvista la Svizzera, che cadde immediatamente in crisi. L'approvvigionamento economico dovette essere improvvisato: nel 1914 il Dip. militare costituì l'ufficio fed. per l'approvvigionamento di cereali (poi ufficio per il pane), che nel settembre del 1918 divenne ufficio fed. per l'alimentazione, direttamente subordinato al Consiglio fed., e nel 1922 fu inglobato nella nuova amministrazione fed. delle granaglie (dal 1993 nell'ufficio fed. dell'agricoltura). In seno al Dip. fed. dell'economia nacquero diversi uffici, tra i quali l'ufficio per il latte e nel 1918 l'ufficio per l'economia industriale di guerra (Economia di guerra). L'acuirsi della guerra commerciale fra gli Stati belligeranti a partire dal 1915 coinvolse anche la neutrale Svizzera che, per assicurare l'approvvigionamento, si vide costretta ad acconsentire al controllo del proprio commercio estero da parte delle potenze centrali, attraverso l'Ufficio fiduciario svizzero di controllo per il traffico delle merci, e di quelle dell'Intesa, attraverso la Società svizzera per la sorveglianza economica. Il ristagno delle importazioni indusse il Consiglio fed. a introdurre nel gennaio del 1915 il monopolio fed. sui cereali (vincolato all'obbligo della costituzione di scorte), auspicato da tempo dalla sinistra. Per aumentare il basso grado di autosufficienza (45-50%), il Consiglio fed. ricorse a restrizioni di ogni sorta, a contingentamenti e a provvedimenti agricoli tentando di eludere il Razionamento, che divenne tuttavia inevitabile all'inizio del 1917 (revocato nel 1920).

Dopo la prima guerra mondiale le autorità si limitarono a garantire l'approvvigionamento di cereali. Il mantenimento del monopolio sui cereali fu rifiutato nel 1926; il monopolio fu poi parzialmente reintrodotto nel 1929 (legge fed. del 7.7.1932). Negli anni '30, il Consiglio fed. affrontò l'approvvigionamento in modo più energico: nel 1937 il Dip. militare creò una sezione deputata all'economia di guerra e il Dip. fed. dell'economia designò un delegato all'economia di guerra. L'1.4.1938 entrò in vigore la legge fed. sulla garanzia dell'approvvigionamento, che investì il Consiglio fed. di molteplici competenze sia in tempo di pace sia, soprattutto, in situazioni di precarietà e in caso di immediato pericolo di guerra.

<b>Approvvigionamento economico del Paese</b><br>"Aumentare le coltivazioni o morire di fame?", manifesto delle società cooperative (1939), realizzato da  Hans Erni (Biblioteca nazionale svizzera).<BR/>
"Aumentare le coltivazioni o morire di fame?", manifesto delle società cooperative (1939), realizzato da Hans Erni (Biblioteca nazionale svizzera).
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Durante la seconda guerra mondiale, il Consiglio fed. affrontò l'approvvigionamento con una preparazione migliore rispetto al primo conflitto bellico, basandosi più sul decreto dei pieni poteri che sulla nuova legge fed. Avvalendosi di tutti i mezzi dell'economia di guerra a sua disposizione (razionamento, Piano Wahlen, organizzazione di una flotta d'alto mare, accordi commerciali), riuscì a garantire un parziale approvvigionamento economico del Paese. L'operazione venne coordinata da una serie di nuovi uffici, tra cui l'ufficio fed. dell'alimentazione in tempo di guerra (1939-47), articolato in dieci sezioni e presieduto dal ministro Ernst Feisst.

Con gli Articoli sull'economia il Consiglio fed. ottenne nel 1947 il diritto di intervenire sulla libertà di commercio e di industria in caso di minaccia bellica. La globalizzazione dei rapporti commerciali, tuttavia, rese obsoleta la legge sull'approvvigionamento del 1938, fondata sull'immediato pericolo di guerra nei Paesi limitrofi. In seguito alla penuria di materie prime dovuta alla guerra di Corea (1950-53) il parlamento sancì temporanei provvedimenti di emergenza. Una nuova legge fed. sulla previdenza economica in caso di guerra, imperniata sulla costituzione delle cosiddette scorte obbligatorie, entrò in vigore nel 1955. Tra il 1956, anno della crisi di Suez e della conseguente penuria dei prodotti petroliferi, e il 1973, l'approvvigionamento non incontrò particolari ostacoli. A causa della carenza su scala mondiale di riso (1973) e di zucchero (1974) si dovette ricorrere alle scorte obbligatorie. Fu soprattutto durante la crisi del petrolio provocata dalla guerra in Vicino Oriente che risultò però evidente che la politica di approvvigionamento si era concentrata in misura eccessiva sui conflitti europei, ma non era in grado di far fronte alle difficoltà di importazione dovute a boicottaggi, riscatti, cattivi raccolti e scioperi. Di conseguenza, già nel 1973 l'approvvigionamento fu inglobato nella concezione della difesa nazionale (Politica di sicurezza) e consolidato a livello intern. mediante l'adesione della Svizzera all'Agenzia intern. per l'energia nel 1974. Nel 1980 l'approvvigionamento economico ha ottenuto una nuova base costituzionale e l'1.10.1983 è entrata in vigore la legge sull'approvvigionamento adottata nel 1982, basata fondamentalmente sulla costituzione di scorte obbligatorie e domestiche, sulla gestione (contingentamento, razionamento) e sulla salvaguardia dei servizi (trasporti, forza lavoro). Parallelamente, sono stati presi provvedimenti nell'ambito della pianificazione del territorio (selezione delle superfici destinate alla rotazione delle colture, 1983) e della politica agraria, tesi a conseguire entro tre anni un aumento della produzione agricola di derrate alimentari di origine vegetale, e a incrementare il grado di autosufficienza economica (nel 1994 era del 60% ca.).

Il quadro dell'Europa dopo il 1989, che ha portato a ridefinire la politica di sicurezza sviz., gli effetti dell'integrazione europea e la questione dei costi hanno indotto la Svizzera negli anni '90 a impostare l'approvvigionamento economico secondo nuovi criteri. La riduzione della durata di copertura del normale fabbisogno alimentare mediante le scorte obbligatorie da 8-12 a sei mesi ha consentito di ridurre le spese a carico dei consumatori da 795 milioni di frs. nel 1990 a 330 milioni nel 1997. Nel 1998 l'art. sui cereali del 1929 è stato sostituito con una regolamentazione transitoria, valida fino alla fine del 2003. L'approvvigionamento economico del Paese è diretto da un delegato, attivo a tempo parziale, cui sono subordinati l'ufficio fed. per l'approvvigionamento del Paese (ca. 35 collaboratori nel 2012) e sette uffici organizzati secondo il sistema di milizia (ca. 300 quadri provenienti dal mondo economico e amministrativo). L'approvvigionamento economico del Paese è gestito inoltre anche sul piano cant. e com. da persone attive a tempo parziale. Una revisione della legge sull'approvvigionamento del 1982 è stata avviata nel 2013.


Bibliografia
– M. Redli, Der Pflichtlagervertrag, 1953
– P. Stähly (a cura di), Wirtschaftliche Landesvorsorge im Rahmen der Sicherheitspolitik, 1983
– A. Achermann-Knoepfli, Das Bundesgesetz über die wirtschaftliche Landesversorgung, 1990
– M. Cottier Geschichte der wirtschaftlichen Landesversorgung seit Gründung des Bundesstaates, 2011

Autrice/Autore: Andreas Bellwald-Roten, Marco Jorio / mdi