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Bossi, Emilio

nascita 31.12.1870 Bruzella,morte 27.11.1920 Lugano, libero pensatore e affiliato alla massoneria, di Bruzella. Figlio di Francesco, architetto. ∞ Emilia Contestabile. Studiò al liceo di Lugano e conseguì la laurea in diritto a Ginevra. Avvocato e giornalista, ottenne grande notorietà come polemista con lo pseudonimo di Milesbo. Fu irriducibile avversario del clericalismo. Strenuo difensore dell'italianità del Ticino, condusse dure battaglie contro i "menatorroni della vita pubblica". Collaborò con il giornale Il Dovere dal 1891 e lo diresse nel 1920; fu redattore (1896-1902) e poi direttore (1915-20) di Gazzetta Ticinese. Diresse il settimanale Vita Nova nel 1893 e fondò il quotidiano Idea Moderna nel 1895. Nel 1906 fondò e diresse L'Azione, organo dell'Estrema radicale. Fu deputato al Gran Consiglio (1905-10, 1914-20), al Consiglio nazionale (1914-20) e al Consiglio degli Stati (1920); Consigliere di Stato, fu direttore del Dip. degli interni (1910-14). Dal 1905 al 1910 ricoprì la carica di giudice istruttore sottocenerino. Liberale radicale, fu, con Romeo Manzoni, l'impietoso fustigatore della politica dell'"opportunismo" e delle "transazioni" di Rinaldo Simen. Nel 1897 fu tra i fondatori dell'Unione radicale sociale ticinese, ass. che oltre alle riforme sociali propugnava la scuola neutra e la separazione tra Chiesa e Stato. Con il Manzoni fu il capo carismatico dell'Estrema radicale, sorta nel 1902 dopo una violenta polemica con la corrente del Simen. Dopo l'entrata in Consiglio di Stato, B. fu costretto ad adeguarsi alla logica negoziale e l'Estrema radicale scomparve come gruppo autonomo.


Opere
Sulla separazione dello Stato dalla Chiesa, 1899
Gesù Cristo non è mai esistito, 1900
I clericali e la libertà, 1909
Venti mesi di storia svizzera, 1916
Bibliografia
– E. Bossi, Milesbo, 1957
– Gruner, Bundesversammlung/L'Assemblée, 1, 729 sg.
– F. Masoni, E. Bossi: commemorazione del centenario, 1973

Autrice/Autore: Andrea Ghiringhelli