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Consiglio svizzero della scienza e della tecnologia (CSST)

La trasformazione dell'Univ. d'élite in centro di formazione superiore di massa, iniziato negli anni 1960-70, e il rapido sviluppo delle scienze naturali e della medicina resero inevitabile una partecipazione finanziaria della Conf. alle Università cant. Nel 1965 il parlamento approvò una proposta di legge in tal senso, rendendo così necessaria la creazione di un organo consultivo superiore permanente per tutte le questioni attinenti alle politiche univ. e di ricerca (Ricerca scientifica), di cui il Consiglio fed. si dotò nello stesso anno con il Consiglio sviz. della scienza (CSS). La legge sull'univ., emanata nel 1968, gli conferì una base legale e ne circoscrisse i compiti (art. 18), cioè la raccolta e la disamina dei presupposti per una politica complessiva della scienza e di ricerca su scala nazionale, e l'elaborazione di proposte al Consiglio fed. per la sua realizzazione. Il CSS, limitato negli anni 1990-2000 a 20 membri designati dal Consiglio fed., si era dotato di quattro comitati direttivi (ricerca, univ., tecnologia, riconoscimento precoce di nuovi sviluppi nell'ambito della ricerca).

Nel 2000 il CSS cambiò la propria denominazione in Consiglio sviz. della scienza e della tecnologia (CSST) e subì una riorganizzazione. I membri del consiglio furono ridotti a 10-15, e i comitati direttivi aboliti. Base giur. è ora la legge fed. sulla ricerca del 1983 (sottoposta a revisione nel 1999, art. 5a). Fra i compiti più importanti del CSST figura l'elaborazione degli obiettivi della politica sviz. di ricerca, validi per un quadriennio, la valutazione di singoli ambiti disciplinari o di interi gruppi e istituzioni, le prese di posizione su questioni di attualità e la valutazione delle conseguenze derivanti dall'uso delle tecnologie (technology assessment). Di quest'ultimo compito si occupa in particolare il Centro per la valutazione delle scelte tecnologiche (TA-SWISS) di Berna, fondato nel 1992 e aggregato al CSST.


Fonti
– Rapporti annuali del CSS (risp. CSST), 1965-
Bibliografia
– C. Pfaff, «Die Anfänge des SWR», in Passé pluriel, a cura di B. Prongué et al., 1991, 491-501

Autrice/Autore: Carl Pfaff / sma