Confisca

Consulti questa voce sul nuovo sito web del DSS (versione Beta)

Termine utilizzato nei Grigioni per designare la confisca di tutti i beni appartenuti a Grigionesi nella Valtellina, a Bormio e a Chiavenna, proclamata dal comitato rivoluzionario (Comitato provvisorio di vigilanza e corrispondenza) il 28.10.1797 dopo che Napoleone Bonaparte aveva deciso, il 20 dello stesso mese, di incorporare i Paesi soggetti alle Tre Leghe nella Repubblica Cisalpina. La misura colpì membri di più di 100 fam. e nove enti, fra cui com., parrocchie e conventi. Le principali vittime furono la fam. von Salis e l'abbazia di Disentis. L'ammontare delle perdite venne stimato a ca. 3,6 milioni di fiorini del Reno. I primi tentativi per ottenere la revoca della confisca, contraria al diritto delle genti, o almeno l'indennizzo degli interessati, risalgono già al 1797, ma l'Austria, successore legale della Repubblica Cisalpina, riconobbe in via di principio il diritto al risarcimento dei Grigionesi solo nel 1815 al congresso di Vienna. Il Confiscacomité, costituito nel 1816 e composto da sette membri, tra cui vi furono temporaneamente cinque esponenti della fam. von Salis, ottenne nel 1834, dopo lunghi e complessi negoziati con la diplomazia austriaca, la restituzione di 1'642'372 fiorini. La distribuzione di questa somma fra le vittime del 1797 si concluse solo nel 1862. Sebbene dopo 65 anni ca. il 45% delle perdite totali fosse stato restituito, la confisca aveva indebolito la base economica di numerose fam., che in parte non si ripresero più.


Bibliografia
– G. Dermont, Die Confisca, 1997
Grigioni, 2, 151-175, spec. 172 sg.

Autrice/Autore: Silvio Margadant / sma