• <b>Carlo V</b><br>Pagina del titolo dello scritto  <I>Fidei ratio </I> ("Giustificazione della fede") di Ulrich Zwingli per la Dieta di Augusta (1530), indirizzato all'imperatore e stampato da Christoph Froschauer a Zurigo. Silografia recante un ritratto di Carlo V (Universitätsbibliothek Basel). In questo testo, scritto rapidamente, che fu recapitato all'imperatore l'8.7.1530, Zwingli non dissimulò la sua delusione per il fatto che i Confederati non fossero stati invitati alla Dieta imperiale, dedicata principalmente alla questione religiosa. Con questa dichiarazione il riformatore intendeva richiamare alla responsabilità l'imperatore e ottenere da quest'ultimo l'autorizzazione della predica evangelica.

Carlo V

nascita 24.2.1500 Gand, morte 21.9.1558 San Jerónimo de Yuste (Spagna). Figlio del duca Filippo I, re di Castiglia, e di Giovanna la Pazza. ∞ (1526) Isabella del Portogallo, figlia del re Emanuele I. Duca di Borgogna dal 1515, re di Spagna dal 1516; eletto re del Sacro Romano Impero nel 1519, ricevette la corona imperiale nel 1530. La politica estera di Carlo fu caratterizzata da diverse guerre con la Francia per l'egemonia in Europa. In questo contesto conflittuale, entrambe le parti attribuirono un'importanza decisiva ai mercenari conf. e intrapresero di conseguenza passi diplomatici e finanziari per poter disporre in esclusiva della riserva militare conf. Nel corso delle lotte per Milano, nella battaglia della Bicocca (1522) e nella battaglia di Pavia (1525) i mercenari sviz. combatterono per la Francia. Dopo aver consegnato al fratello Ferdinando le province ereditarie ted. e quindi le regioni confinanti a nord e a est con il territorio sviz. (1521-22), C. considerò la Conf. in un'ottica borgognona e sempre più ispano-milanese; per tale ragione inviò presso gli Svizzeri rappresentanti diplomatici prima borgognoni e poi it.

Nei periodi di pace esterna, C. affrontò la divisione confessionale del territorio dell'Impero. Risultato inapplicabile il rigido divieto della dottrina luterana (editto di Worms), tentò di risolvere il conflitto religioso con concessioni temporanee ai prot., tanto più che per la guerra contro i Turchi doveva ricorrere agli stanziamenti concessi dagli Stati prot. dell'Impero. Nella Dieta di Augusta (1530), in cui offrì a questi ultimi l'opportunità di esporre le loro convinzioni (Confessione di Augusta), venne discussa anche la Fidei ratio di Zwingli. L'imperatore aveva sollecitato il riformatore zurighese a tale presa di posizione; tuttavia, quella sintesi pregnante della teol. zwingliana non poté influire sul corso degli eventi in materia di politica ecclesiastica. Il conflitto interconfessionale ebbe conseguenze dirette anche sulla presenza diplomatica di C. nella Conf.: Zurigo, tradizionalmente piuttosto filoasburgica, non entrò più in considerazione quale sede ufficiale degli inviati imperiali, che quindi si stabilirono nella catt. Lucerna pur lamentandosi spesso delle tendenze filofranc. della città. Con la pace confessionale di Augusta, nel 1555 gli stati imperiali imposero il riconoscimento dello status quo politico-religioso; C., non più disposto a condividere tale compromesso, abdicò l'anno successivo.

L'imperatore aveva cercato di realizzare una politica sovranazionale, avvalendosi di un sistema di reggenze e di un'immensa mole di scambi epistolari; tenuto conto dei mezzi allora a sua disposizione, i risultati furono sorprendentemente positivi. Se spesso si parla di un suo "fallimento", tale giudizio in genere si fonda su un concetto di pervasività statale tipico del XIX e XX sec. L'Impero di C. venne diviso fra i suoi successori: le province ereditarie ted. andarono a suo fratello Ferdinando, le terre spagnole e borgognone a suo figlio Filippo II. La Conf. si trovò dunque quali vicini a ovest (Franca Contea) e a sud (Milano) gli Asburgo spagnoli, a nord (Austria anteriore) e a est (Vorarlberg) quelli austriaci.

<b>Carlo V</b><br>Pagina del titolo dello scritto  <I>Fidei ratio </I> ("Giustificazione della fede") di Ulrich Zwingli per la Dieta di Augusta (1530), indirizzato all'imperatore e stampato da Christoph Froschauer a Zurigo. Silografia recante un ritratto di Carlo V (Universitätsbibliothek Basel).<BR/>In questo testo, scritto rapidamente, che fu recapitato all'imperatore l'8.7.1530, Zwingli non dissimulò la sua delusione per il fatto che i Confederati non fossero stati invitati alla Dieta imperiale, dedicata principalmente alla questione religiosa. Con questa dichiarazione il riformatore intendeva richiamare alla responsabilità l'imperatore e ottenere da quest'ultimo l'autorizzazione della predica evangelica.<BR/>
Pagina del titolo dello scritto Fidei ratio ("Giustificazione della fede") di Ulrich Zwingli per la Dieta di Augusta (1530), indirizzato all'imperatore e stampato da Christoph Froschauer a Zurigo. Silografia recante un ritratto di Carlo V (Universitätsbibliothek Basel).
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Bibliografia
– K. Brandi, Carlo V, 1961 (ted. 1937-1941)
– G. Locher, «Huldrych Zwingli an Karl V.», in Theologische Zeitschrift, 46, 1990, 205-218
– H. Rabe, Deutsche Geschichte 1500-1600, 1991, 219-461
– B. Braun, Die Eidgenossenschaft, das Reich und das politische System Karls V., 1997

Autrice/Autore: Bettina Braun, Franziska Hälg-Steffen / vfe