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Chancy

Com. GE, della Champagne; (1260: Chancie). Situato all'estremità occidentale del territorio sviz., comprende i villaggi di C. e di Passeiry e la frazione di Le Cannelet. Pop: 346 ab. nel 1850, 331 nel 1900, 296 nel 1950, 913 nel 2000. Numerose vestigia dell'epoca romana sono state rinvenute a C. e nei suoi dintorni, in particolare i resti di una fabbrica di laterizi e del suo forno e le rovine di un castrum a Montagny. I diritti feudali furono esercitati dai conti di Ginevra fino al 1260, anno in cui Amédée II, conte di Ginevra, riconobbe al priorato di S. Vittore il godimento di quei diritti nei villaggi della Champagne, tra cui C., riservandosi solo l'alta giustizia. Nel 1536, in seguito all'emancipazione della comunità di Ginevra e alla soppressione delle signorie ecclesiastiche, i procuratori di C. e di Avully riconobbero l'autorità di Ginevra come prima avevano riconosciuto quella del priorato di S. Vittore. Fino al 1749, C. visse perciò le peripezie delle terre di S. Vittore. Nel 1536 il villaggio aderì alla Riforma e venne creata una parrocchia, la quale comprendeva C., Cartigny e Valleiry. Nel 1905 la chiesa medievale di S. Genesio ha lasciato il posto al municipio, sostituito nel 1945 con un nuovo municipio la cui sala com. è opera dell'architetto Maurice Braillard. Tra il 1840 e il 1842 venne costruito un tempio neoclassico. C., da cui si accedeva alla riva destra del Rodano, fu un importante punto di passaggio sulla strada che collegava Ginevra a Lione passando dal Fort-l'Ecluse. Il ponte, che nel 1424 aveva preso il posto del traghetto, fu definitivamente demolito nel 1589. In seguito il collegamento fu garantito da un traghetto fino alla costruzione di un altro ponte nel 1858, sostituito nel 1874 da un nuovo manufatto, che sorse nella posizione odierna e fu ricostruito nel 1906-07.


Bibliografia
Aménagement du territoire Avusy Chancy, 1969
– E. Golay, «Autour d'une émeute de paysans à Chancy au XVIIIe siècle», in BHG, 15, 1975, 327-422
– P. Bertrand, Chancy, 19792

Autrice/Autore: Catherine Santschi / czu