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Fleurier

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Com. NE, distr. Val-de-Travers dal 1848; (1284: Flurye). Villaggio di grandi dimensioni situato alla confluenza di tre corsi d'acqua, l'Areuse, il Buttes e il Fleurier, e all'incrocio delle strade Buttes-Sainte-Croix, Les Bayards-Les Verrières-Pontarlier (strada di Francia) e Couvet-Travers-Neuchâtel. Pop: 54 fuochi (270 ab. ca.) nel 1340, 460 ab. nel 1750, 840 nel 1800, 1770 nel 1850, 3746 nel 1900, 3413 nel 1950, 4124 nel 1970, 3761 nel 2000.

Dal XIV sec. al 1848 F. fece parte della castellania di Vautravers e appartenne alla corporazione dei Six Communes, che rappresentava gli interessi economici. Il com. si organizzò a partire dal XVI sec. con la concessione in affitto del mulino bannale del Pont de la Roche (1517) e la fondazione della corporazione di tiro dell'Abbaye (1584). Da F. transitarono gli Alleati nel 1813-14 e soldati internati dell'esercito di Bourbaki nel febbraio del 1871. Diversi ab. originari del com. parteciparono alle insurrezioni del 1831, alla rivoluzione del 1848 e al soffocamento del colpo di Stato monarchico del 1856.

Sul piano religioso, F. fece parte della parrocchia di Vautravers dal ME al 1710, anno in cui venne istituita una parrocchia autonoma. Nel 1621 venne costruito un piccolo edificio com. per i culti, la scuola e il forno pubblico; nel 1675 fu edificata una cappella (ricostruita nel 1703), mentre il tempio attuale risale al 1827 (nuovo campanile con guglia del 1900). Eretta nel 1858, poi ricostruita nel 1972, la chiesa catt. divenne il centro della parrocchia catt. del Val-de-Travers, ricostituita nel 1865. F. fu pure una parrocchia della Chiesa indipendente (Chiesa evangelica libera) dal 1873 al 1943 (cappella del 1886).

La rete stradale che collega F. ai com. e alle regioni vicine venne realizzata nel XIX sec.: verso Môtiers (1812), verso Les Bayards e Les Verrières (1838), verso Sainte-Croix (1843) e Buttes (1857), verso la stazione di Boveresse e La Brévine (1877). Dal 1860 al 1883 la stazione di Boveresse, sulla linea ferroviaria della Franco-Suisse, servì anche F., che fu pure stazione della ferrovia regionale del Val-de-Travers (RVT) tra Travers e Saint-Sulpice dal 1883, il punto di partenza della diramazione RVT verso Buttes dal 1886 e la sede amministrativa e tecnica della compagnia RVT. Il com. è il centro scolastico del Val-de-Travers, con una scuola secondaria com. dal 1862, regionale dal 1958, l'ist. magistrale (1895-1949), il ginnasio dal 1949 (liceo nel 1999), la scuola orologiera e di meccanica (1851-1985) e la scuola professionale (1930-94). Dal 1859 al 1971 la soc. del museo di F. fu attiva come ass. per la promozione turistica locale, prima di essere regionalizzata e trasferita a Môtiers; alla sua attività si deve la creazione di una delle prime piscine sviz. (1866-1959) e, dal 1871, la sistemazione delle gole della Poëta-Raisse. F. è sede di una casa medicalizzata (ospedale-ospizio creato nel 1868 e trasformato nel 1989) e di un ospizio per anziani (1967). Tra il 1967 e il 1980 è stata eseguita la ricomposizione parcellare, mentre nel 1974 è stato inaugurato il depuratore.

Fino alla metà del XVIII sec. F. fu un modesto villaggio agricolo, con la sola eccezione dello sfruttamento di una piccola miniera di ferro (1682-92). Una Soc. dei grani (soc. per azioni), attiva dal 1792 al 1831, assicurò l'approvvigionamento di cereali panificabili e fece costruire un granaio (1795-1842). Lo sviluppo del com. prese le mosse con l'avvio di due attività artigianali organizzate secondo il Verlagssystem: la produzione di merletti a fuselli o a tombolo (attestata dalla fine del XVII sec., con ca. 300 merlettaie nel 1794, 315 nel 1813, 291 nel 1823) e l'attività orologiera, introdotta nel 1730 ca. da David-Jean-Jacques-Henri Vaucher. Da allora e fino all'inizio del XX sec. la pop. raddoppiò ogni 50 anni. Per tentare di scongiurare la crisi provocata dalla meccanizzazione della produzione di merletti, dal 1827 al 1839 fu attiva una manifattura per la produzione di guanti in pelle. La manifattura fu seguita, oltre che da numerosi piccoli laboratori artigianali, da diverse decine di manifatture, fabbriche e stabilimenti tra cui una fabbrica di tegole (1840-70), una tipografia, che diede alle stampe il Courrier du Val-de-Travers (1854), un laboratorio di prodotti terapeutici di origine vegetale (1858-96), otto distillerie di assenzio (1870-1910), una fabbrica del gas (1874-1964), una manifattura di tabacco (1878), una fabbrica di fiammiferi (1890-1937), una fabbrica di vetri per orologi (1906-31), una manifattura di abbigliamento (1907-54), uno stabilimento per la produzione di biciclette, dove nel 1914 nacque la marca Allegro, un maglificio (1931-77), una fabbrica di cassette per batterie in ebanite (1938) e un laboratorio di prodotti cosmetici (1979). Nonostante questa varietà di industrie, tra la metà del XIX sec. e l'inizio degli anni 1970-80 fu nettamente dominante l'industria orologiera, con i suoi rami (abbozzi, molle, spirali, lancette, casse, quadranti, frese, cinturini, doratura, argentatura, nichelatura): da 16 orologiai nel 1750 si passò a 88 nel 1794, 340 nel 1850, 634 nel 1866, 629 nel 1900 (distribuiti in 142 laboratori, manifatture e fabbriche), 695 nel 1910, 559 nel 1927, 367 nel 1935, 272 nel 1948, 560 nel 1970, un centinaio nel 1990. Dal 1822 al 1910 F. fu uno dei principali centri di produzione del cosiddetto modello "cinese", esportato in Estremo Oriente dai Bovet, Vaucher, Dimier e Juvet. Charles-Edouard Guillaume, premio Nobel per la fisica nel 1920, originario di F., inventò due leghe che eliminarono le anomalie nella dilatazione dei bilancieri delle pendole e dei cronometri. Tra la fine del XIX e l'inizio del XX sec. F. conobbe pure un'intensa attività turistica e alberghiera e ospitò una decina di alberghi pensione. Nel 2000 il settore terziario offriva quasi i due terzi degli impieghi.


Bibliografia
– H. Jéquier, Le Val-de-Travers, comté de Neuchâtel, des origines au XIVe siècle, 1962
MAS NE, 3, 1968, 94-105
– F. Jequier, Une entreprise horlogère du Val-de-Travers, 1972
– E.-A. Klauser, Fleurier 1284-1984, 1984
– B. Sorgesa Miéville, De la société traditionnelle à l'ère industrielle, 1992

Autrice/Autore: Eric-André Klauser / czu