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Hauterive (NE)

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Com. NE, distr. Neuchâtel. Villaggio raggruppato situato ai piedi del monte Chaumont, sul fianco della collina; (ca. 1143: arta ripa). La sua ubicazione è probabilmente legata allo sfruttamento delle vicine cave, iniziato nell'antichità e praticato ancora in epoca recente: da uno strato geologico del Neocomiano che prese il nome dal luogo (Hauterivien) veniva infatti estratta una molassa calcarea gialla (detta pietra di H.), ampiamente utilizzata per costruire la città di Neuchâtel. Pop: 35 fuochi nel 1375, 262 ab. nel 1750, 345 nel 1850, 654 nel 1900, 745 nel 1950, 1097 nel 1960, 2213 nel 1970, 2637 nel 2000.

1 - Preistoria

Già nel 1858 Ferdinand Keller accennò all'esistenza di un insediamento litorale a H., ma fu soltanto nel 1880, con l'abbassamento del livello del lago a seguito della prima correzione delle acque del Giura, che si poterono stabilire le dimensioni dell'occupazione umana delle rive durante il Neolitico e l'età del Bronzo. In quell'occasione vennero raccolti numerosi reperti, mentre i rilievi sul terreno furono piuttosto sommari. Al momento della costruzione dell'autostrada A5 (1983-86), scavi di salvataggio condotti in località Champréveyres hanno portato alla luce due siti paleolitici dell'epoca magdaleniana e aziliana, due siti neolitici delle culture di Cortaillod e di Horgen e un villaggio del Bronzo finale.

Il principale settore magdaleniano (ca. 400 m2) viene fatto risalire al 13'500 a.C. ca. Si tratta di un accampamento stagionale di cacciatori, con focolari costruiti all'aria aperta. Le analisi palinologiche hanno permesso di ricostruire il paesaggio di allora, quasi sprovvisto di alberi. I cacciatori potevano contare su una fauna molto diversificata (cavalli, lepri, marmotte, renne, stambecchi), mentre gli scheletri di cani testimoniano il più antico addomesticamento di lupi in Europa. L'utensileria era costituita da lame a dorso, scalpelli, grattatoi e punteruoli. Questi oggetti in selce, la cui materia prima proveniva dalla regione di Olten o di Ginevra, erano concentrati in prossimità di una decina di focolari, attorno ai quali si svolgevano diverse attività: lavorazione delle carcasse, manutenzione delle armi da caccia, trattamento delle pelli e fabbricazione di oggetti. Al Magdaleniano fa seguito un orizzonte aziliano del 10'300 a.C. ca., attestato da un focolare e qualche utensile in selce; tra la fauna predominava allora il cervo, mentre la renna risultava ormai scomparsa.

Il più antico villaggio neolitico di Champréveyres, fondato dal 3810 a.C. (dendrocronologia) e occupato per 25 anni, rappresenta un complesso eccezionale e un esempio tipico del Cortaillod classico. Una palizzata, eretta sul lato lago, delimitava una superficie di 2400 m2, sulla quale sorgevano, perpendicolarmente alla riva, otto costruzioni con colmo centrale, i cui pavimenti erano ricoperti di ciottoli e lastre. Ca. 1800 utensili testimoniano la pratica del taglio di selce, e in particolare di lamelle.

La cultura di Horgen (Neolitico recente) è attestata da costruzioni in pessimo stato di conservazione, discoste dalla riva, e da un villaggio in località Rouges-Terres, oggetto di uno scavo subacqueo limitato a una zona di 500 m2 e datato tra il 3242 e il 3236 a.C.

Un villaggio del Bronzo finale, abitato tra il 1050 e l'860 a.C., occupava una superficie di 8700 m2. I 7500 pali ritrovati permettono di ricostituire le diverse fasi di ampliamento del villaggio e la sua organizzazione in case rettangolari a tre navate, di una superficie media di 85 m2 e disposte in file parallele alla riva. Sono stati raccolti circa 6000 oggetti di bronzo (asce, coltelli, pinze, anelli e ami), una notevole quantità di oggetti in osso e in corna di cervo. È accertata anche la presenza di stagno, piombo e oro, così come la lavoratura di tessili e vimini, rivelata da ritrovamenti di trecce e frammenti di panieri. Perle d'ambra del Baltico testimoniano scambi a lunga distanza. Un secondo sito risalente al Bronzo finale è stato scoperto nel 1992 in località Aux Jardillets. Tre piroghe provengono dalla baia di Champréveyres: una è del Neolitico (verso il 4200 a.C.), le altre due del Bronzo finale (ca. Mille a.C.).

Nel 1921 in località Au Teyeret è stato rinvenuto il corpo inumato di una donna con un bracciale di vetro blu del tardo La Tène. Nel 1993 a Aux Jardillets, scavi effettuati in una cava di pietra calcarea, sfruttata in epoca galloromana probabilmente per fornire materiali da costruzione per i monumenti di Aventicum, hanno portato alla luce un deposito di ceramiche del I-III sec. d.C.

Autrice/Autore: Hervé Miéville / sca

2 - Comune

La parte superiore di H., dal villaggio fino al limite del bosco, costituì un possedimento dell'abbazia premonstratense di Fontaine-André dal 1143, così come la regione di Champréveyres (campus presbyteri), donazione dei signori de Neuchâtel. L'abbazia di Hauterive (dal 1158), il convento di Maigrauge e il capitolo di Neuchâtel (dopo il 1180) possedevano vigne a Champréveyres; nel XIV sec. la fam. de Colombier vi acquisì un feudo, detto del "torchio", passato poi ai von Wattenwyl (1516). Dal ME al 1848 il com. di H. fece parte della castellania di Thielle, poi fu incorporato al distr. di Neuchâtel. Dal XIV sec. i suoi ab. erano per la maggior parte borghesi esterni di Neuchâtel. La comunità di H., nota dal 1527, seppe guidare con abilità il villaggio, composto da vignaioli e cavapietre. Sul piano ecclesiastico, H. ha sempre fatto parte della parrocchia di Saint-Blaise. Nel 1661 una scuola locale si distaccò da quella parrocchiale. L'attuale strada cant., costruita nel 1870, attraversava in passato Champréveyres. La linea tramviaria inaugurata nel 1894 diede un notevole impulso allo sviluppo del com., che si inserì progressivamente nella conurbazione di Neuchâtel pur conservando la sua identità (case di pietra del XVI sec.) e una vasta zona viticola (rinomato vigneto del Domaine de Champréveyres). Il Laténium, parco e museo di archeologia di Neuchâtel, è stato inaugurato nel 2001 sul sito degli scavi di Champréveyres.

Autrice/Autore: Germain Hausmann / sca

Riferimenti bibliografici

Bibliografia