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Sion (comune)

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Com. VS, distr. Sion, capoluogo del cant. Vallese; (859: Sedunum; ted.: Sitten). Situato lungo la Sionne, affluente posto sulla riva destra del Rodano, ai piedi delle colline di Valère e Tourbillon, dal 1968 comprende Bramois, sulla riva sinistra del fiume. Il com. si estende tra la Lienne a est e la Morge a ovest e comprende i villaggi di Uvrier, La Muraz e Châteauneuf. Capoluogo politico fin dall'antichità, fu sede vescovile dalla fine del VI sec. e della Dieta vallesana. Dal 1540 al 1798 la lingua ufficiale fu il ted.

Popolazione di Siona
AnnoAbitanti
16101 835
16701 905
17861 880
17982 201
18112 790
18372 668
18462 815

Anno18501870b18881900191019301950197019902000
Abitanti3 3075 4566 0996 7517 2548 65711 77021 92525 33627 171
Percentuale rispetto alla popolazione cantonale totale4,1%5,6%6,0%5,9%5,7%6,3%7,4%10,6%10,1%10,0%
Lingua          
francese  3 6414 8925 3186 7269 60416 47819 43022 338
tedesco  2 2731 7331 6951 6331 7972 6461 7351 523
italiano  1751252302873532 0461 143855
altre  1011111167553 0282 455
Religione, confessione          
cattolicic3 2135 1785 7876 4176 8558 16810 96720 45822 26321 220
protestanti942963103193814727671 3331 4001 419
altri 12151817361341 6734 532
di cui della comunità ebraica  91035121215
di cui delle comunità islamiche       334301 360
di cui senza appartenenzad       517071 371
Nazionalità          
svizzeri3 0734 8575 4765 9726 3797 93111 06518 41119 52420 360
stranieri2346186237798757267053 5145 8126 811

a Dati del periodo 1850-2000: secondo la configurazione territoriale del 2000.

b Abitanti: popolazione residente; religione e nazionalità: popolazione "presente".

c Compresi i cattolico-cristiani dal 1888 al 1930; dal 1950 cattolico-romani.

d Non appartenenti ad alcuna confessione o altra comunità religiosa.

Fonti:Fonti: Autore; censimenti federali

1 - Dalla Preistoria all'alto Medioevo

S. è uno dei siti preistorici più importanti d'Europa: il cono di deiezione della Sionne, la regione pedemontana rocciosa e, in misura minore, le colline di Valère e Tourbillon furono colonizzati quasi senza interruzioni dalla sedentarizzazione dell'uomo. La più antica testimonianza della presenza umana risalirebbe al 6200 a.C. ca. (Mesolitico recente). Agricoltori di origine mediterranea si stabilirono a S. attorno al 5800 a.C. (Neolitico antico). Dal 4500 a.C. (Neolitico medio) i numerosi insediamenti rinvenuti su tutto il cono di deiezione indicano un addensamento della popolazione, che determinò un'intensificazione delle attività economiche (agricoltura, allevamento) ed ebbe ripercussioni anche sul paesaggio. Il rito dell'inumazione in posizione rannicchiata in tombe a cista del tipo Chamblandes apparve in quest'epoca. All'inizio del III millennio a.C. (Neolitico finale) le ciste individuali, divenute multiple dal 4000 a.C., furono sostituite da grandi sepolture collettive su un basamento di pietre a secco (dolmen di Le Petit-Chasseur), davanti alle quali venivano erette e incise delle steli antropomorfe. Nella seconda metà del III millennio la cultura del bicchiere campaniforme perpetuò la costruzione di dolmen, ma senza basamento, di dimensioni più piccole e con steli ornate molto riccamente da decorazioni geometriche. Gli antichi dolmen furono talvolta riutilizzati, come avvenne sistematicamente all'inizio del Bronzo antico (ca. 2300 a.C.), quando vennero realizzate le ultime steli.

Gli insediamenti sono ben documentati per le epoche antiche (capanne del Neolitico medio a Le Petit-Chasseur e sull'avenue Ritz, del Neolitico finale a Bramois e del Bronzo antico a Le Petit-Chasseur). Del Bronzo medio si sono conservate poche tracce. Del periodo successivo sono state rinvenute importanti necropoli come quelle di Don Bosco (tumuli "aristocratici" del Bronzo finale e spec. della prima età del Ferro) e di Sous-le-Scex (La Tène). Alla fine del I sec. a.C. S. è attestato come capoluogo dei Seduni, uno dei quattro popoli celtici del Vallese. Nell'8/7 a.C., meno di dieci anni dopo la conquista romana, la civitas dei Seduni rese omaggio all'imperatore Augusto con un'iscrizione. L'insediamento romano si estendeva tra la Sionne e il versante occidentale della collina di Valère, nell'area in cui sorge attualmente la chiesa di S. Teodulo, sotto la quale è stata portata parzialmente alla luce un'imponente struttura termale. Gli stabilimenti scoperti in località Sitterie, Sous-le-Scex e nella parte superiore dell'avenue du Petit-Chasseur appartenevano probabilmente a villae suburbane. Pur avendo perso importanza politica attorno alla metà del I sec. d.C., a seguito della designazione del Forum Claudii Vallensium (Martigny) a capoluogo della civitas Vallensium, S. rimase un luogo di residenza apprezzato dai notabili: alcune steli funerarie attestano la presenza di duoviri (magistrati della civitas), flamines (sacerdoti del culto imperiale), di un cavaliere romano e di un ex console. Nel IV sec. sono menz. alcuni governatori (praesides) della provincia, tra cui Pontius Asclepiodotus, che secondo un'iscrizione del 377 fece costruire un edificio imperiale e si dichiarò cristiano.

Nell'alto ME il centro dell'insediamento sembra situarsi sulla riva sinistra della Sionne. I siti periferici non furono tuttavia completamente abbandonati, come testimoniano, a Sous-le-Scex, una casa a fossa, delle edicole di tipo religioso consacrate alla memoria di un defunto (memoriae) e una grande chiesa funeraria (tutte del V sec.). Sulle rovine delle terme romane furono costruiti una necropoli del basso Impero e dell'alto ME e più tardi un santuario. Solo alla fine del VI sec. (probabilmente tra il 574 e il 585) la sede episcopale fu trasferita da Martigny a S., dove la prima cattedrale fu forse edificata a metà pendio, sul luogo in cui sorse in seguito la chiesa di S. Pietro, demolita nel XIX sec.

Autrice/Autore: François Wiblé / frm

2 - La comunità dei cittadini dal pieno Medioevo alla Repubblica elvetica

2.1 - Origine della città e sviluppo della comunità dei cittadini fino al 1340

La posizione di S. venne fortemente valorizzata quando vi si stabilì il vescovo. La donazione della contea del Vallese a quest'ultimo da parte di re Rodolfo III di Borgogna nel 999 fece della sede vescovile la capitale del Paese. Il vescovo deteneva la bassa e l'alta giustizia, le regalie e affidò l'amministrazione a vassalli e funzionari. Gli ab. di S. sottostavano al maior in qualità giudice, al visdomino (vicedominus) quale amministratore e all'usciere (salterius).

In seguito al declino del sistema feudale e grazie a privilegi e concessioni accordate dal vescovo, gli ab. di S. acquisirono una certa autonomia. In un contratto del 1179 tra il vescovo Kuno e il maior Guillaume de la Tour si intravvedono le prime tracce di un'organizzazione urbana. Un documento del 1217 redatto a nome del vescovo, del capitolo cattedrale, del visdomino e dei signori de la Tour può essere considerato la prima carta di franchigia di S. Accanto ad articoli di diritto civile e penale, conteneva soprattutto norme riguardanti il commercio e il diritto di mercato. Nel 1269 l'assemblea dei cittadini emanò propri statuti, in cui regolava l'amministrazione e l'uso dei beni comuni attraverso un Consiglio di 12 governatori presieduto dal visdomino. Questi amministratori sono menz. come syndici dal 1323. Il vicario generale confermò i diritti di S. nel 1338 in una carta di franchigia che il vescovo rinnovò nel 1339; venne poi ripresentata a ogni vescovo dopo la sua elezione per la conferma. Lo stesso anno l'imperatore Ludovico il Bavaro avrebbe elevato S. al rango di città libera dell'Impero, per cui portava il titolo di baronia. Nel 1346 il visdomino e la comunità dei cittadini promulgarono congiuntamente dei regolamenti di polizia. S. era ormai divenuta una città, dotata di mura (ultimo ampliamento alla fine del XII sec.), di carte di franchigia e del diritto di mercato.

Autrice/Autore: Bernard Truffer / frm

2.2 - Dal tardo Medioevo alla fine dell'ancien régime

Dalla metà del XIV sec. al 1475 la storia di S. fu segnata da guerre e distruzioni. Il vescovo Guichard Tavel lottò contro i privilegi del capitolo cattedrale e della città, trovando l'appoggio del conte di Savoia Amedeo VI. Nel 1352 la città fu espugnata, incendiata e saccheggiata da un esercito di cavalieri savoiardi. Nel 1373 Tavel riscattò la carica di maior di S. detenuta dai Greysier, suoi vassalli; trasformò il castello della Majorie, residenza di questi ultimi, in sede episcopale e sostituì il maior con un castellano con incarico annuale revocabile. S. fu coinvolta in diversi episodi bellici e subì ripetutamente dei saccheggi: nel 1384, nel 1418 in occasione dell'affare di Raron e nel 1475 durante le guerre di Borgogna.

La città riuscì ciononostante a difendere e persino ad ampliare i propri privilegi. Nel 1414 la comunità dei cittadini si dotò di nuovi ordini. Il vescovo Andrea dei Benzi accordò un regolamento più restrittivo sulla concessione del diritto di cittadinanza (1433) e affidò alla città la nomina del castellano (1435), conservando il diritto di confermare quest'ultimo nelle sue funzioni. Nel 1560 la comunità dei cittadini acquisì la carica di visdomino dai de Chevron, che la detenevano in feudo. Un anno prima S. aveva ottenuto la funzione di usciere e con essa la giurisdizione su Salins, fino ad allora signoria vescovile. La città godeva ormai di un'ampia autonomia.

Nel XVII e XVIII sec. S. visse un periodo di maggiore tranquillità. Se si eccettuano l'edificazione del palazzo del Consiglio sulla rue du Grand-Pont (1657-65) e la ricostruzione di S. dopo il grande incendio che la colpì nel 1788, distruggendo i castelli della Majorie e di Tourbillon e 115 delle 284 case abitate, i magistrati di S. potevano limitarsi all'amministrazione della città e delle sue numerose proprietà.

Autrice/Autore: Bernard Truffer / frm

2.3 - Amministrazione cittadina

Secondo gli statuti del 1269 il Consiglio era composto da 12 cittadini (tre per ciascun quartiere, ossia Sitta o Cité sulla riva sinistra della Sionne, divenuto in seguito Sitten, e Glaviney, Pratifori, Malacuria su quella destra). Nel 1338 i cittadini ottennero il diritto di nominare i procuratori, i consoli e i syndici che amministravano la città (articolo 26 dello statuto). La comunità dei cittadini acquisì quindi un maggiore peso politico. L'amministrazione della giustizia rimaneva per contro di competenza degli ufficiali vescovili. Nel XIV sec. i cittadini si riunivano due volte all'anno, in primavera e in autunno. In origine eleggevano due consoli con gli stessi diritti; ogni cittadino poteva aspirare a questa carica. In seguito il primo console (consul primarius) fu denominato borgomastro e il cosyndicus console della sosta (Sustenkonsul).

Accanto all'assemblea dei cittadini e ai consoli nel 1523 vennero istituiti due nuovi organi, il Piccolo e il Grande Consiglio. Il primo era composto dai due consoli, da 16 delegati dei quartieri, dal visdomino e dai magistrati della decania di S., il gran castellano, l'alfiere e il capitano. Si occupava di tutti gli affari interni ed esterni della città. Il Gran Consiglio era formato da 32 delegati (otto per ogni quartiere) e trattava le questioni di cui il Piccolo Consiglio non si assumeva la responsabilità. Questo sistema, in cui il borgomastro e il Sustenkonsul costituivano una sorta di esecutivo, rimase in vigore fino alla fine dell'ancien régime con alcuni adattamenti di rilievo. L'amministrazione della città, in un primo tempo democratica, per effetto di un complicato sistema di classi (tre Ränge) e del fatto che i magistrati erano membri a vita dei Consigli, divenne progressivamente un'oligarchia di patrizi in cui la grande maggioranza dei cittadini non aveva più alcun potere effettivo.

Al contrario di altre città sviz., S. non riuscì mai a costituire una signoria territoriale, benché godesse di una relativa posizione di preminenza nella decania e nella Repubblica. Le cariche decaniali (gran castellano, capitano e alfiere) e quelle della Repubblica (gran balivo, balivi), assegnate a rotazione tra le decanie, potevano essere esercitate solo da cittadini di S. Sotto la Repubblica, S., capitale del Paese (caput terrae Vallesii), dovette difendersi più volte dalle pretese della decania del Goms. La bandiera di S. aveva il primo posto e la città confermava le condanne a morte di tutto il Vallese, diritto che aveva acquisito prima del 1344.

Autrice/Autore: Bernard Truffer / frm

3 - Economia, società, Chiesa e scuola nel Medioevo e nell'epoca moderna

3.1 - Struttura della popolazione

Nel pieno ME gli ab. di S. erano "uomini del vescovo" (homines episcopi); questo valeva sia per i domestici della corte vescovile sia per i servi che coltivavano la terra, gli artigiani e i mercanti. La comunità dei cittadini, costituitasi progressivamente, con il tempo non fu più disposta ad accordare ai nuovi arrivati gli stessi diritti di cui godevano a titolo ereditario i cittadini. Chi non poteva o non voleva pagare la considerevole somma per la concessione della cittadinanza (60 soldi nel 1326), poteva tuttavia ottenere il diritto di soggiorno. Questi "ab. perpetui" (ewige Einwohner) erano soprattutto artigiani (conf. o provenienti dall'Impero) e mercanti (spesso originari della Savoia o dell'Italia del nord). La peste, spec. l'epidemia del 1348-49, causò l'estinzione di numerose fam. di cittadini. Anche le restrizioni poste all'accesso alla cittadinanza contribuirono a ridurre drasticamente il numero di cittadini rispetto a quello di "ab. perpetui". Così nel 1610, anno in cui fu effettuato un primo censimento della pop., su 1835 ab. 412 erano cittadini e 1423 "ab. perpetui". Nel XVIII sec. venne istituita una nuova categoria di ab., quella dei dimoranti (tollerati). Alla vigilia della Rivoluzione elvetica la pop. di S. era costituita per il 19% da cittadini e per il 30% da "ab. perpetui", mentre il restante 51% comprendeva dimoranti e gruppi emarginati. Su 41 fam. di cittadini, 12 appartenevano alla nobiltà, nove al patriziato cittadino.

Nel XVI sec. una forte migrazione dall'alto Vallese portò a una germanizzazione quasi completa di S. Dal 1540 i verbali del Consiglio, fino ad allora in lat., vennero redatti in ted., dal 1600 anche i conti.

Autrice/Autore: Bernard Truffer / frm

3.2 - Economia

Situato lungo la principale strada che attraversava il Vallese, molto battuta nel XIII sec. e nella prima metà del XIV e di particolare rilievo per i traffici tra l'Italia settentrionale e la Champagne attraverso il Sempione e il Vallese, S. disponeva di una stazione di sosta gestita dalla città. L'allevamento di bestiame era la principale attività economica di contadini e notabili, come testimoniano fino al XIX sec. le stalle e i fienili. Le greggi e le mandrie estivavano nei maggenghi situati sull'altra sponda del Rodano. La Sionne attivava mulini, segherie e altri stabilimenti, tra cui numerose concerie. La corporazione di fabbri, muratori e scalpellini, istituita nel 1466, nacque da una confraternita religiosa; fu seguita dalle corporazioni dei macellai (1512), dei fornai (1525), di sarti e commercianti di drappi (1527) e di calzolai e conciatori alla scorza (1602). Esse ebbero un ruolo economico importante fino alla fine dell'ancien régime. Le locande Zum weissen Kreuz (dal 1550) e Zum goldenen Löwen (dal 1688), costruita dalla comunità dei cittadini a fianco del palazzo del Consiglio, accoglievano i commercianti e i viaggiatori agiati.

Autrice/Autore: Bernard Truffer / frm

3.3 - Chiesa e vita religiosa

Le fonti scritte sulle chiese sono scarse prima del XII sec. e gli scavi archeologici recenti non hanno fornito risposte definitive. L'edificio precedente l'attuale cattedrale, la chiesa romanica di Nostra Signora di Glarier situata nel quartiere detto in Palacio, nel XII sec. fungeva al contempo da chiesa vescovile e parrocchiale. Quasi completamente distrutta nelle guerre contro la Savoia (XIV sec.), venne ricostruita solo nella seconda metà del XV sec.; in questo lasso di tempo fu sostituita dalla chiesa di S. Pietro, demolita nel 1806. Sulla collina di Valère la chiesa di S. Caterina, costruita nell'XI sec., fu probabilmente dall'inizio la chiesa del capitolo cattedrale. La chiesa di S. Teodulo, menz. la prima volta nel XIII sec., fu edificata attorno al 1100 sulle rovine delle terme romane e di un santuario carolingio (probabilmente chiesa funeraria e di pellegrinaggio con la cripta di S. Teodulo). Distrutta durante le guerre contro la Savoia, venne ricostruita tra il 1510 e il 1516 dal vescovo Matthäus Schiner e completata solo nel XVII sec.; fino al 1798 fu la chiesa parrocchiale della pop. di lingua franc. Nel XVII sec. la comunità dei cittadini rivendicò il diritto di nominare il proprio parroco; grazie alla mediazione del nunzio ottenne il privilegio di designarlo scegliendo tra quattro proposte del capitolo cattedrale.

Nella seconda metà del XVI sec. si costituì a S. un'importante comunità rif. sotto la guida di cittadini influenti, che durante il periodo degli studi erano entrati in contatto con la nuova fede a Berna, Basilea, Zurigo, Losanna e Ginevra. Dopo che la Dieta vallesana nel 1604 ebbe deciso di restare ancorata al cattolicesimo, alcune fam. rif. lasciarono S., altre tornarono alla confessione catt. La Controriforma, promossa dai cappuccini savoiardi (un convento fu fondato nel 1631, la chiesa costruita nel 1636) e dai gesuiti (missioni attive nel XVII sec. e scuola superiore dal 1734), spensero le ultime speranze dei rif. a S.

Autrice/Autore: Bernard Truffer / frm

3.4 - Ospedali

Dalla metà del XII sec. il capitolo cattedrale gestiva l'ospedale o ospizio di S. Giovanni Evangelista, situato fuori le mura. Attorno al 1290 un secondo ospizio dedicato a Maria fu fondato dal vescovo a Pratifori, all'interno della nuova cinta muraria. Distrutto nel XIV sec. durante le guerre contro la Savoia, i suoi redditi passarono all'ospedale di S. Giovanni Evangelista, ma il vescovo continuò ad amministrarli fino al 1569. Un terzo ospedale, quello di S. Giorgio, fu fondato a nord della città, fuori le mura. Attorno al 1349, quando la fam. dei fondatori si estinse, il patronato passò alla comunità dei cittadini. Nel 1388 quest' ultima, capitolo e vescovo si accordarono per riunire gli ospedali sotto un'unica direzione. Nel 1569 vescovo e capitolo cattedrale cedettero i propri diritti sugli ospedali alla comunità dei cittadini, che nominò un ospedaliere e una Camera ospedaliera (un delegato per quartiere) per amministrare le fondazioni e gli edifici. Tra il 1763 e il 1781 la comunità dei cittadini fece demolire e ricostruire nello stesso luogo l'ospedale di S. Giovanni Evangelista. La città disponeva anche di un cronicario per lebbrosi e malati di peste, situato presso il ponte sul Rodano.

Autrice/Autore: Bernard Truffer / frm

3.5 - Scuola e cultura

Centro religioso del Paese, S. fu sede di una scuola cattedrale per la formazione degli ecclesiastici, risalente probabilmente al IX sec. Un rector scolarum Sedunensium impartiva le lezioni sotto la sorveglianza del cantore del capitolo cattedrale. La scuola, trascurata alla fine del ME a causa delle guerre e dei tumulti, venne riattivata come scuola del Vallese. L'insegnante fu da allora nominato dalla Dieta vallesana e presto pagato con le entrate del Paese. La scuola offriva una formazione di base ai giovani Vallesani che volevano proseguire gli studi nelle città conf. o all'estero. Attorno al 1580 la Dieta fece costruire, con il sostegno finanziario del vescovo, un nuovo edificio nel quartiere di Sitta. Dopo numerosi tentativi infruttuosi i gesuiti ne assunsero la responsabilità nel 1734. Dopo la soppressione dell'ordine nel 1773, i gesuiti lasciarono ufficialmente S. nel 1774; alcuni vi rimasero tuttavia fino al 1788. Gli succedettero membri del clero secolare fino al 1798.

Dopo il 1200 la scuola cattedrale formò anche i notai della cancelleria vescovile, attraverso corsi di lat. e diritto. Probabilmente anche diversi scrivani dello scrittorio di S. vi ricevettero la propria formazione. I 55 volumi manoscritti liturgici e teol., realizzati a S. tra l'XI e il XV sec. e conservati presso l'archivio del capitolo, testimoniano un elevato livello di arte scrittoria.

Autrice/Autore: Bernard Truffer / frm

4 - Politica e amministrazione dal XIX al XXI secolo

4.1 - Dalla Repubblica elvetica al 1848

Nel 1791 i capi della congiura dei Crochets furono giustiziati a S., che non fu colpita dai moti rivoluzionari come il basso Vallese. Nel 1798 S. si dibatté tra le aspirazioni rivoluzionarie di una parte della popolazione (il 10 marzo fu innalzato un albero della libertà) e il rifiuto del cambiamento dell'alto Vallese. L'insurrezione controrivoluzionaria fu soffocata dalle truppe franc. e vodesi, che saccheggiarono la città il 17 maggio.

Durante la Repubblica elvetica S. fu contesa tra partigiani e avversari del nuovo regime. Nel maggio del 1799 la città fu nuovamente saccheggiata, questa volta da controrivoluzionari dell'alto Vallese. Per assicurare la calma nel Vallese il generale franc. Luis-Marie Turreau de Garambouville occupò S. (1801), poi Napoleone Bonaparte decise di trasformare il Vallese in una Repubblica indipendente (1802), che annesse all'Impero nel 1810. Tra il 1798 e il 1801 il prefetto nazionale risiedeva a S.; poiché non si sono conservati i verbali, si hanno scarse notizie sulla municipalità (com. politico) e la Camera di maneggio (com. patriziale). Durante la Repubblica indipendente il com. patriziale controllò nuovamente la politica com. sotto la direzione del borgomastro; non poté tuttavia designare più di un suo membro in seno alle autorità della decania, che aveva controllato prima del 1798. Durante il dominio franc. Joseph du Fay de Lavallaz, originario di S., venne nominato capo (maire) della circoscrizione di S. dall'imperatore; era affiancato da due aggiunti.

Sotto l'occupazione austriaca dalla fine del dicembre del 1813, il com. patriziale riottenne i suoi diritti e al posto del maire vi fu nuovamente un borgomastro. Fino al dicembre del 1814 si contrapposero due partiti, l'uno favorevole a un ritorno all'ancien régime, l'altro alla Repubblica indipendente; entrambi formarono un Consiglio. Dopo la loro fusione il numero di Consiglieri fu fissato a 20. Dal 1815 al 1839 i membri del patriziato cittadino monopolizzarono le cariche del com. patriziale. Attorno al 1830 su impulso di Alexandre de Torrenté venne fondato un partito liberale. Nella politica cant. S. si conformò il più delle volte alle posizioni dell'alto Vallese (voto per decania in seno alla Dieta a scapito del basso Vallese) e tentò di recuperare l'influenza di cui aveva goduto prima del 1798 nella decania. Dopo l'introduzione della nuova Costituzione cant. nel 1839 le autorità com. si divisero in assemblea com., composta da tutti i cittadini vallesani domiciliati a S. da almeno cinque anni, e Consiglio generale, composto unicamente da cittadini di S.

Gli avvenimenti politici del Vallese ebbero delle ripercussioni a S. Dopo l'approvazione della Costituzione del 1839, la città fu sede del governo legale, Sierre di quello dissidente dell'alto Vallese; l'unità venne ristabilita nel 1840. L'occupazione di S. da parte di truppe dell'alto Vallese nel 1844 fu il preludio alla guerra del Sonderbund e alla conquista di S. da parte delle truppe fed. (novembre del 1847).

Autrice/Autore: Lucienne Hubler / frm

4.2 - Dal 1848 al XXI secolo

La Costituzione cant. del gennaio del 1848 e la legge sui com. del 1851 separarono il com. politico dal com. patriziale, che si ripartirono i beni di quest'ultimo. Il municipio contava 15 membri. Il sindaco, il solo funzionario a tempo pieno, fu un conservatore (dal 1970 un democratico-cristiano) fino all'elezione nel 2009 di un liberale. La prima donna entrò nell'esecutivo nel 1973.

Il consiglio patriziale, esecutivo di cinque membri, e l'assemblea patriziale (legislativo), gestivano i cospicui beni del com. patriziale (foreste, fra cui quella di Thyon, maggenghi, isole del Rodano). Fino al 1989 il com. patriziale dovette accollarsi alcune spese del com. politico (edifici scolastici).

Autrice/Autore: Lucienne Hubler / frm

5 - Economia e società dal XIX al XXI secolo

Nel 1850 S. era ancora la cittadina aristocratica e rurale che era stata nell'ancien régime. Sul piano statistico S. (senza Bramois) divenne una città (10'000 ab.) solo negli anni 1940-50. Contava 2201 ab. nel 1798, ma il suo tasso di crescita nella prima metà del XIX sec. fu più elevato di quello del cant. (risp. 45% e 35%). La seconda metà del sec. fu caratterizzata dall'emigrazione verso l'America del sud e l'Algeria. Alla fine del XX sec. vi fu un decollo demografico. Nel 2005 il settore terziario era predominante (78% dei posti di lavoro nel com.), dato che S. ospitava le amministrazioni com. e cant. e altri servizi; la percentuale di posti di lavoro offerti dall'agricoltura scese dal 58% nel 1900 al 2% nel 2005.

Autrice/Autore: Lucienne Hubler / frm

5.1 - Sviluppo urbano

Per sistemare la strada cant. che attraversava la città, S., fino ad allora una strettoia, dovette abbattere le proprie mura dal 1830 (le ultime furono demolite alla fine del XIX sec. salvo due torri). La Sionne fu completamente interrata attorno al 1848, facilitando il passaggio sul Grand-Pont; furono inoltre ampliate le strade. Place de la Planta, che un tempo ospitava le fiere fuori le mura, fu ristrutturata nel 1850, place du Midi nel 1855. Il collegamento alla rete ferroviaria nel 1860 permise alla città di estendersi a sud; la stazione del 1871-72 fu sostituita da un nuovo edificio solo nel 1960. Ancora poco edificata fuori dalle antiche mura fino alla seconda guerra mondiale, S. si sviluppò fortemente negli ultimi decenni del sec. Dal 1988 è collegata all'autostrada A9.

Al fine di proteggere S. dalle esondazioni del Rodano, dal 1866 furono avviati lavori di arginatura. Ciononostante la città e i dintorni furono colpiti da inondazioni ancora nel 1920 e nel 1935, prima di una seconda correzione del Rodano. A ovest, attorno a Les Iles, regione dove i rami del Rodano avevano formato delle isole, canali di drenaggio permisero di guadagnare ca. 500 ettari per l'agricoltura. Alla fine del XX sec. il com. patriziale ha creato in questa zona un'area di svago.

L'illuminazione a gas risale al 1867, quella elettrica al 1895 (azienda di Bramois fino al 1900). L'approvvigionamento idrico, un tempo assicurato dalla Sionne, poi divenuto insufficiente, fu provvisoriamente risolto nel 1895 con la derivazione delle acque della Borgne, poi nel 1901 con la captazione di quelle della Lienne. Dopo aver chiuso lo stabilimento di Vernayaz, il com. fece costruire due aziende elettriche (1907 e 1917) sulla Lienne (com. Saint-Léonard). Nel 1903 S. istituì un servizio di nettezza urbana e costruì la prima fogna; nel 1907 creò le aziende municipalizzate.

Nel 1897 entrò in vigore un primo piano regolatore. L'inizio del XX sec. fu caratterizzato da una forte modernizzazione della città. Le infrastrutture viarie furono migliorate. Di fronte all'ampliamento della zona edificata, nel 1907 fu creata una zona agricola a Sous-le-Scex. Il progetto di un aerodromo, lanciato già nel 1913, fu realizzato nel 1935; dal 1943 è a gestione mista, civile e militare.

L'ospedale di S. Giovanni Evangelista fu utilizzato fino alla costruzione di quello di Gravelone (1944), divenuto ist. geriatrico quando fu sostituito dall'ospedale regionale di S.-Hérens-Conthey a Champsec (1979). Dal 1999 S. ospita la clinica di riabilitazione della SUVA per la Svizzera franc.

Autrice/Autore: Lucienne Hubler / frm

5.2 - Economia

L'economia di S. fu a lungo dominata dall'agricoltura e dall'allevamento (numerose fiere prima del 1914). Nel 1850 il pendio di Montorge fu destinato alla viticoltura, e spec. a vitigni chasselas per la produzione di fendant. I proprietari dei vigneti (307 ettari nel 1887), in parte vodesi, crearono delle cantine ed esportarono mosto, vino e uva da tavola con la ferrovia. Le terre ricavate lungo il Rodano furono destinate alla frutticoltura e all'orticoltura, anche d'esportazione. La Soc. di agricoltura di S., la più antica del Vallese, fu fondata nel 1868. Per rafforzare la posizione dei viticoltori nei confronti dei commercianti nel 1930 fu creata una cantina cooperativa (cofondatrice nel 1932 di Provins).

S. fu interessato molto marginalmente dall'industrializzazione. Nella seconda metà del XIX sec. le uniche industrie furono due fabbriche di tabacco e alcuni birrifici. Nel settore terziario l'industria alberghiera e il turismo rimasero a lungo molto modesti; l'Hôtel de la Poste (1840) e l'Hôtel du Midi (1866) sostituirono la locanda Zum goldenen Löwen. S. ospitava solo alcune banche private; la Banca cant. del Vallese fu fondata nel 1917 con sede a S. La modernità giunse all'inizio del XX sec. con il primo grande magazzino, mentre il primo supermercato fu aperto nel 1951.

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5.3 - Vita religiosa e scuola

Nel 1814 i cappuccini, il cui ordine era stato temporaneamente soppresso nel 1812, tornarono al loro convento (saccheggiato nel 1798). Data la loro povertà non furono toccati dalla secolarizzazione dei beni del clero nel 1848. Convento di studi fino alla fine degli anni 1960-70, all'inizio del XXI sec. ospitava alcuni frati.

Nel 1806 la città affidò l'insegnamento alla Soc. della Fede di Gesù, vicina ai gesuiti. Tornati nel 1814 questi ultimi furono cacciati nel 1847, insieme alle orsoline, chiamate dalla città nel 1837 per provvedere all'istruzione delle ragazze (il loro convento, costruito nel 1837-38, divenne sede delle autorità cant. nel 1848). Le orsoline tornarono a S. nel 1868 e aprirono un orfanotrofio, dei pensionati e delle scuole. Ai marianisti fu affidata la scuola per ragazzi (1845) e la scuola magistrale (1876). La formazione dispensata nella loro scuola superiore era orientata sulle scienze umane; un nuovo edificio (1892) ospitò anche l'Archivio di Stato e la biblioteca cant. (all'inizio del XXI sec. sede del tribunale cant.). Le suore francescane di S. Maria degli Angeli (dette Dames-Blanches), a S. dal 1885, aprirono un collegio classico per ragazze nel 1937, rilevato dallo Stato nel 1977 e divenuto ist. misto nel 1981. Una seconda scuola superiore (Les Creusets, 1979) offre dal 1994 un insegnamento bilingue. Una scuola di diritto per la formazione dei notai, fondata nel 1807, soppressa nel 1810 e riaperta nel 1824, fu attiva fino al 1907. Numerose scuole cant. ebbero sede a S. (agraria dal 1923, per infermiere dal 1944, di musica dal 1949, di belle arti dal 1953, di ingegneria dal 1988).

Il vescovo, alloggiato in una sistemazione provvisoria dopo l'incendio del 1788, si stabilì presso la cattedrale nel 1839. Ampliata nel 1947, quest'ultima fu la sola chiesa parrocchiale prima della costituzione delle parrocchie del Sacro Cuore (1953), di S. Guarino (1961) e di S. Teodulo (1975). La filiale di Salins divenne rettorato nel 1837 e parrocchia nel 1893.

I pochi rif. residenti a S. dagli anni 1830-40 ottennero un proprio pastore nel 1858 (il com. parrocchiale di S. comprendeva allora tutto il cant.). Una prima chiesa rif. fu inaugurata nel 1876, l'attuale nel 1970. Due centri islamici accolgono la comunità mus.

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5.4 - Cultura

Capoluogo del Vallese, S. ospita alcune istituzioni culturali che dipendono dal cant. e dalla città. Dal gabinetto di curiosità creato nel 1820 dal gesuita Etienne Elaerts, sostenuto nel 1830 da città e cant., si svilupparono i musei cant. Il Museo di storia fu aperto dal 1883 a Valère, il castello della Majorie (caserma dal 1842 al 1942) accoglie quello d'arte dal 1947. Dal 2000 le esposizioni temporanee sono allestite nel vecchio penitenziario cant. (1909).

Per disporre di un luogo d'incontro, il com. patriziale fece costruire nel 1863 un casinò con sala da ballo. Acquistato dal com. nel 1912, dal 1944 vi si tengono le sedute del Gran Consiglio vallesano. Nel 2008 il com. patriziale ha acquisito la Maison du Diable (1515-28), che nel 2011 ha messo a disposizione della Fondazione Fellini per il cinema, istituita nel 2001. Dal teatro dei gesuiti (1758) ebbe origine il Théâtre di S. (Théâtre de Valère dal 1970). Il Petithéâtre fu aperto nel 1974. Il festival Tibor Varga (1964-2001) e il festival intern. di organo antico a Valère (dal 1969) fecero di S. una località di rilievo intern. in ambito musicale.

Antoine Advocat, stabilito a S., unico stampatore vallesano, pubblicò nel 1798 l'unico numero del primo giornale politico, il Nouvelliste valaisan, rivolto contro il nuovo regime. Dopo il 1839 apparvero numerose testate, fra cui L'Echo des Alpes (1839-44), di orientamento liberale, che ebbero tuttavia un'esistenza effimera.Le Confédéré (radicale) venne fondato nel 1861. Il Walliser Bote, foglio conservatore dell'alto Vallese, fu stampato a S. dal 1840 al 1932. Il Journal et feuille d'avis du Valais et de Sion (1903) fu assorbito nel 1968 da Le Nouvelliste, fondato nel 1903 (Nouvelliste et Feuille d'Avis du Valais).

Autrice/Autore: Lucienne Hubler / frm

Riferimenti bibliografici

Bibliografia