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Saxon (comune)

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Com. VS, distr. Martigny; (1153: de Saxone). Situato sulla sponda sinistra del Rodano, si estende da La Pierre-à-Voir (2476 m) fino al Rodano ed è composto dai villaggi di S. e Gottefrey, da piccole frazioni e da maggenghi. Pop: 463 ab. nel 1802, 952 nel 1850, 1636 nel 1900, 2421 nel 1950, 3312 nel 2000. Sono stati rinvenuti reperti preistorici, tra cui bracciali e un'urna dell'età del Bronzo, e vestigia di epoca romana (tombe a lastre, monete) e merovingia. Le rovine della fortezza (mastio) sono ancora visibili. Dapprima visdominato unito a quello di Entremont, S. divenne in seguito una signoria ecclesiastica (infeudata dal 1163 al 1352 ai cosiddetti milites di S., amministratori della città) poi, nel 1263, una castellania savoiarda e nel 1475 una castellania soggetta all'alto Vallese. S. fece parte fino al 1798 del baliaggio (gouvernement) di Saint-Maurice e sul piano militare della "bandiera" di Entremont.

Un primo oratorio, probabilmente dell'XI sec., fu elevato a chiesa parrocchiale prima del 1153. La chiesa, la cui dedicazione a S. Maurizio è attestata dal 1445, era allora un possedimento dell'abbazia di Ainay. In seguito fu assoggettata al priorato di Saint-Pierre-de-Clages fino al 1580, quando passò assieme a quest'ultimo al vescovo di Sion. Edificata presso la fortezza sovrastante il borgo e decentrata, venne soppiantata nel XVIII sec. dalla cappella di S. Biagio (XV sec.), e in seguito perse il suo statuto di parrocchiale a favore della nuova chiesa di S. Felice (1844, restaurata nel 1991-96). S. Biagio fu trasformato in palazzo com. nel 1846. S. accolse dei certosini franc. fra il 1901 e il 1904.

Com. essenzialmente a carattere agricolo, nel XIX sec. dovette il suo sviluppo ai bagni termali (primo stabilimento nel 1839) e soprattutto al casinò. La prima casa da gioco risale al 1845, la seconda al 1861; quest'ultima fu fatta costruire da Joseph Fama dopo l'apertura della linea ferroviaria (1860); chiusa nel 1877, fu riaperta tra il 1996 e il 2002. S. conobbe un importante sviluppo agricolo grazie alla bonifica della pianura del Rodano, al canale d'irrigazione (bisse) costruito dal 1865 al 1876, alla coltivazione delle albicocche, alla scuola agraria cant. di Ecône (1892) e alla fabbrica di conserve DOXA (1875). Quest'ultima, acquistata nel 1927 dalla Hero, venne chiusa nel 1950; l'edificio fu rilevato nel 1953 dalla cooperativa frutticola Florescat. Nell'agosto del 1953 il com. si oppose all'importazione di frutta dall'estero. Dal 1949 al 1951 a S. ebbe sede la prima scuola vallesana di belle arti.


Bibliografia
– L. Delaloye, Saxon, vieux bourg, cité nouvelle, 1958
– P. Elsig, «L'ancienne église Saint-Maurice de Saxon», in Vallesia, 47, 1992, 289-303
– J. Montangero, Saxon-les-Bains, ou, la renommée perdue, 1992
– G. Simpson, Petite histoire de l'abricot, 1998

Autrice/Autore: Bernard Truffer / gbp