Costanza, sinodo di

I sinodi diocesani di C. del 1567 e 1609 dovevano servire ad imporre e controllare la Riforma tridentina. Il primo fu convocato dal principe vescovo di C., cardinale Mark Sittich von Hohenems, e si tenne dall'1 al 5.9.1567, in una cornice esteriore brillante e con la partecipazione di 188 rappresentanti del clero esente e non esente. Scopo del sinodo era l'emanazione di nuovi statuti diocesani, conformi ai decreti del Concilio di Trento, e in effetti vennero prese decisioni che andavano nella direzione di una riforma profonda, ad esempio per il rinnovamento della vita ecclesiastica e il miglioramento della formazione dei sacerdoti. Il clero conf. avanzò a questo proposito riserve in alcuni casi anche nette (spec. contro il neoerigendo seminario diocesano), poiché i cant. catt. intendevano sostenere le riforme solo se queste non pregiudicavano le loro libertà e i loro diritti e privilegi (Riforma cattolica). Mark Sittich, assente dalla diocesi, pubblicò i decreti sinodali come legge diocesana da Roma il 2.4.1568, senza tenere conto delle opposizioni; l'attuazione concreta delle decisioni sinodali risultò perciò molto esitante.

Il principe vescovo Johann Jakob Fugger convocò il secondo sinodo di C. dal 18 al 24.10.1609. Esso si svolse alla presenza di quasi 200 ecclesiastici ma senza gli abati di Einsiedeln, San Gallo e Kempten. Gli statuti sinodali del 1609 contenevano la professione di fede tridentina e alcune disposizioni relative all'amministrazione dei sacramenti, alla predicazione, all'istruzione, alla disciplina del clero secolare e regolare, all'amministrazione delle chiese e dei benefici, alla giurisdizione ecclesiastica. Questi statuti rimasero in vigore sino alla soppressione della diocesi di C. (fra il 1821 ed il 1827).


Bibliografia
– K. Maier, «Die Konstanzer Diözesansynoden im Mittelalter und in der Neuzeit», in Rottenburger Jahrbuch für Kirchengeschichte, 5, 1986, 53-70

Autrice/Autore: Franz Xaver Bischof / vfe