• <b>Concilio di Trento</b><br>Raffigurazione schematica della terza fase del Concilio (1562-63); copia di un dipinto del convento dei cappuccini di Stans realizzato nel 1769, tratto a sua volta da un originale conservato a Stans nella casa di Melchior Lussi (Museo nazionale svizzero). Al centro del cerchio, ai piedi del crocifisso, sono seduti il conte di Luna, delegato della Spagna, e il vescovo Angelo Massarelli, segretario del Concilio. A destra, in nero, i rappresentanti laici del Sacro Romano Impero, della Francia, del Portogallo e della Repubblica di Venezia. Tra di essi figura anche Melchior Lussi, di Nidvaldo, delegato dei sette cantoni cattolici.

Trento, Concilio di

Il diciannovesimo concilio ecumenico si tenne a Trento, la cittÓ del Sacro Romano Impero pi¨ vicina all'Italia, dal 1545 al 1563. Venne indetto da papa Paolo III su pressione dell'imperatore Carlo V, che sperava di ottenere la riunificazione religiosa della Germania. Legati pontifici presiedettero un'assemblea composta da vescovi, abati di grandi conventi, superiori di ordini religiosi e teologi, a cui assistettero inoltre diversi rappresentanti degli Stati catt. Delegati prot. parteciparono alla seconda e alla terza sessione, ma rimasero solo per breve tempo. Il Concilio aveva lo scopo di definire le posizioni catt. nei confronti del protestantesimo, avviare le necessarie riforme ecclesiastiche e, se possibile, organizzare la resistenza di fronte all'invasione turca.

La prima sessione, aperta il 13.12.1545, ebbe come oggetto i decreti sulla Sacra Scrittura, sulla tradizione, sul peccato originale, sui sacramenti e quello, importante, sulla giustificazione per fede. Per sottrarsi alla forte pressione imperiale, il Concilio venne trasferito a Bologna (11.3.1547) e poi sospeso il 14.9.1549. La seconda sessione (1.5.1551), sotto il pontificato di Giulio III, si riuný a Trento per redigere i decreti sull'eucaristia, sulla penitenza e sull'estrema unzione. L'assemblea venne sciolta il 28.4.1552 a causa della decima guerra d'Italia (1552-56). La terza sessione (18.1.1562), sotto Pio IV, promulg˛ i decreti sulla comunione, sul sacrificio della messa, sull'ordinazione sacerdotale e sulla venerazione dei santi e si concluse il 4.12.1563. Il papa conferm˛ le decisioni del Concilio il 26.1.1564.

La partecipazione conf. fu modesta: Thomas Planta, vescovo di Coira, e Christoph Metzler, vescovo di Costanza, assistettero alla seconda fase. Nel 1560 Melchior Lussi, ambasciatore dei sette cant. catt., preg˛ Pio IV di convocare nuovamente il Concilio. Il nunzio Giovanni Antonio Volpe negozi˛ con i cant. l'invio di una delegazione a Trento per la riapertura dell'assemblea a Pasqua del 1561. Uri, Svitto, Untervaldo, Lucerna e Zugo vi acconsentirono solo nel dicembre del 1561, Friburgo e Soletta ancora pi¨ tardi. Lussi fu il rappresentante laico e Joachim Eichhorn, abate di Einsiedeln, fu il delegato ecclesiastico dei sette cant. al Concilio. Mark Sittich von Hohenems, cardinale e vescovo di Costanza, incaricato di presiedere l'assemblea, non si dimostr˛ all'altezza del compito e lasci˛ la cittÓ. Planta rinunci˛ prima di arrivare a destinazione. Il vescovo di Sion si fece rappresentare dall'abate di Saint-Maurice, Jean Miles, e quello di Basilea dal suo coadiutore Georg Hohenwarter. Lussi ed Eichhorn, a nome dei loro mandanti, accettarono i decreti conciliari nel marzo del 1564, ma le autoritÓ dei cant. catt. si dimostrarono prudenti nella loro applicazione. La creazione della Nunziatura a Lucerna nel 1579, l'azione di Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano e Protector Helvetiae, l'impegno di Pietro Canisio, che propag˛ i decreti nelle regioni di lingua ted., e quello dei gesuiti e dei cappuccini diedero un impulso decisivo alla Riforma cattolica in Svizzera. La sua introduzione richiese un certo tempo (nei seminari si afferm˛ solo nel XVIII sec.), ma influenz˛ profondamente la Chiesa catt. fino al Concilio Vaticano II.

<b>Concilio di Trento</b><br>Raffigurazione schematica della terza fase del Concilio (1562-63); copia di un dipinto del convento dei cappuccini di Stans realizzato nel 1769, tratto a sua volta da un originale conservato a Stans nella casa di Melchior Lussi (Museo nazionale svizzero).<BR/>Al centro del cerchio, ai piedi del crocifisso, sono seduti il conte di Luna, delegato della Spagna, e il vescovo Angelo Massarelli, segretario del Concilio. A destra, in nero, i rappresentanti laici del Sacro Romano Impero, della Francia, del Portogallo e della Repubblica di Venezia. Tra di essi figura anche Melchior Lussi, di Nidvaldo, delegato dei sette cantoni cattolici.<BR/>
Raffigurazione schematica della terza fase del Concilio (1562-63); copia di un dipinto del convento dei cappuccini di Stans realizzato nel 1769, tratto a sua volta da un originale conservato a Stans nella casa di Melchior Lussi (Museo nazionale svizzero).
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Bibliografia
– J. G. Mayer, Das Konzil von Trient und die Gegenreformation in der Schweiz, 2 voll., 1901-1903
– R. Feller, Ritter Melchior Lussy von Unterwalden, seine Beziehungen zu Italien und sein Anteil an der Gegenreformation, 2 voll., 1906-1909
– H. Jedin, Geschichte des Konzils von Trient, 4 voll., 1949-1975
– L. Vischer et al. (a cura di), Íkumenische Kirchengeschichte der Schweiz, 1994, 144 sg., 150 sg. (19982)

Autrice/Autore: Jean-Blaise Fellay / gbp