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Evolène

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Com. VS, distr. Hérens; (1250: Ewelina; 1444: in loco de Evolena). Creato nel 1882 in occasione della divisione di Hérens in E. e Saint-Martin, dotato di vasti territori, E. si estende su tutta la parte superiore della valle di Hérens (fiume della Borgne) fino alla frontiera it.; comprende numerosi villaggi: E., Villa, La Sage, La Forclaz, Les Haudères e Arolla, così come il vallone di Ferpècle. Pop: 1040 ab. nel 1850, 1208 nel 1900, 1300 nel 1910, 1315 nel 1950, 1522 nel 2000.

Sono stati rinvenuti rocce incise, pietre cuppellari e ripari nella roccia del Neolitico, del Bronzo antico e della cultura di La Tène. Nel ME, la comunità di Hérens apparteneva ai signori de Bex, vassalli dei Savoia. Il territorio fu oggetto di numerosi scambi e vendite tra il capitolo di Sion, la giurisdizione (métralie) di Ayent e i signori von Raron. Nel corso del XIV e XV sec., E. registrò un'importante immigrazione di fam. provenienti da Zermatt; nel 1498, i due terzi degli ab. erano di lingua madre ted. E. intratteneva pure numerose relazioni con la valle d'Aosta e, in virtù di diverse convenzioni, beneficiava di una piazza per il suo bestiame ad Aosta. Nel 1517, la decisione della Dieta vallesana di chiudere il passo di Collon, ritenuto difficilmente difendibile, suscitò la collera della comunità di Hérens, che chiese il mantenimento del passaggio e promise di assicurarne la difesa. Attorno al 1550, il vescovo Johannes Jordan riconobbe le consuetudini (coutumes) di E. e Saint-Martin. A partire dal XVI sec., la comunità di E. riscattò i benefici feudali. Nel XIX sec., E. subì il contraccolpo dei conflitti politici; nel corso degli anni 1840-50, la comunità di Hérens ebbe due Consigli, uno conservatore, l'altro liberale radicale. Nel 1881, la spartizione dei beni della comunità fra E. e Saint-Martin fece da presupposto alla divisione dei com. dell'anno seguente. Sul piano religioso, E. dipese da Saint-Martin fino al 1722, in seguito divenne parrocchia. Nel 1445, 101 capi fam. domandarono la costruzione, a loro spese, di una chiesa ad E.; la cappella (dedicata ai SS.Giovanni e Teodulo) fu consacrata nel 1448. Nel 1849, una cappella fu costruita a La Sage; nel 1850, un canonico del Gran San Bernardo prestò il proprio servizio religioso a Villa, La Forclaz e La Sage. Fino al 1950, E. visse principalmente dell'agricoltura di montagna (mucca di Hérens), ma il com. sfruttò anche miniere di piombo e rame, così come cave di pietra ollare. Il turismo, nato attorno al 1860 con l'apertura dell'Hôtel de la Dent Blanche, conobbe il suo periodo di reale sviluppo nella seconda metà del XX sec. (sci, parapendio). Nel 1950, E. vendette i suoi diritti di sfruttamento delle acque alla Grande Dixence SA. Legato alle tradizioni, E. è uno degli ultimi com. romandi in cui viene ancora parlato il dialetto (patois) .


Bibliografia
– A. Gaspoz, Monographie d'Evolène, 1950
– A. Maistre, Simples notes sur Evolène et son passé, 1971

Autrice/Autore: Bernard Monnet / gta